
Gianluigi Buffon e Giorgio Chiellini hanno giocato una partita di poker per benficenza
Gianluigi Buffon e Giorgio Chiellini, colonne portanti della difesa bianconera e della nazionale, hanno trovato un’alternativa alla deludente stagione della Juventus. Uno sport diverso che si gioca su un piano verde e che favorisce chi può utilizzare gli assi.
Non è il calcio, ma il texas hold’em. Il poker sportivo che negli ultimi anni ha visto la crescita esponenziale di una mania che ha coinvolto calciatori, soubrette e personaggi del cinema.
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Fabio Cannavaro - Lapresse
Si può contestare un campione del Mondo? Un pallone d’oro? Il “muro di Berlino”?
Forse no: Fabio Cannavaro è entrato nell’epica della nazionale in una maniera indelebile, in Germania nel 2006. Capitano a vita.
Ecco, ma proprio a vita? Chi ha visto ieri lo scempio della Juventus in Europa League (eliminata dal Fulham - il Fulham! - con quattro pappine, espulso proprio Cannavaro) non può non aver avuto qualche dubbio.
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Mario Balotelli in nazionale U21 - action images/Lapresse
Dovrà essere davvero “Super-Mario“, come lo chiamano i suoi tifosi, quando tra qualche giorno scenderà in campo (se così deciderà Mourinho) a Torino contro la Juve. Continua
![[i]Atteggiamenti supremi (sono il numero UNO)[/i], 2007</p> <p>[color=red][b]Juventus. 110 anni a opera d'arte[/b][/color]<br> Torino, Palazzo Bricherasio<br> Dal 26 ottobre al 2 dicembre](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-ottobre/juve/normal_03bonavita.jpg)
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L’avvocato Agnelli soprannominò il Del Piero dei tempi d’oro Pinturicchio, perché le traiettorie pennellate sui campi di calcio ricordavano il tratto del pittore. Ora il paragone tra il fresco papà Alex e il pittore umbro, allievo del Perugino, ritorna più che mai con la mostra Juventus. 110 anni a opera d’arte, fino al 2 dicembre a Palazzo Bricherasio a Torino. E il parallelo non riguarda solo il capitano juventino, ma tutta la storia di luci ed estro della Signora, messa a confronto con luci ed estri artistici: opere d’arte vere e proprie, accostate a figure simbolo, cimeli e trofei particolarmente significativi nella costruzione dell’immaginario Juve.
Ecco così i lavori di Lucio Fontana, Yves Klein e, naturalmente, Pinturicchio, accanto a filmati di Boniperti, Sivori, Platini, Zidane, Del Piero, anche loro amanti dello spunto geniale e sedotti dalla bellezza del gesto tecnico, nella sala dedicata a Classe, estro e fantasia. L’agonismo del calcio diventa un paradigma visivo nella sala I gladiatori, dove i dipinti di De Chirico sul tema, che l’artista sviluppò tra il 1927 e il 1929, o le possenti figure di Sironi sono messi in similitudine con le immagini di Benetti, Tardelli, Cuccureddu, Boniek, Davids o Nedved, giocatori che hanno esaltato il senso della lotta fisica in campo.
La sala Estetica del bianco e nero è la testimonianza del cosiddetto stile Juventus, che passa dall’avvocato Agnelli a Boniperti fino a Chiusano, sottolineato dalle opere di Clemente, Michael Scott, Mario Consiglio e Andy Warhol.
![[i]Gianni Agnelli[/i], 1972<br> [color=red][b]Juventus. 110 anni a opera d'arte[/b][/color]<br> Torino, Palazzo Bricherasio<br> Dal 26 ottobre al 2 dicembre](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-ottobre/juve/normal_01warhol.jpg)
Torino siamo noi è la sezione con i quadri di Paulucci, Casorati, Ruggeri, fino ai tempi moderni rappresentati da Mondino, Salvo, Daniele Galliano: grandi artisti tutti accomunati da una cosa, essere juventini. Non poteva che concludere l’esposizione la sala dedicata ai Trofei, dove sono esposte, direttamente dalla sede della Juventus, le coppe più rappresentative vinte in Italia e nel mondo.
Di fronte al Palazzo Bricherasio, a salutare l’ingresso, campeggia l’Alfa 8C Competizione, un’opera d’arte in movimento realizzata in 500 esemplari da Alfa Romeo, sponsor principale della rassegna.
Era il primo novembre 1897 quando, per idea di alcuni studenti del liceo D’Azeglio, nasceva a Torino lo Sport Club Juventus. La prima maglia fu rosa, con cravatta o papillon. Ma se l’anniversario dei 110 anni fosse caduto l’anno scorso, uno dei momenti più difficili per la squadra torinese, allora in serie B, sarebbe stato festeggiato comunque? Fato vuole che la ricorrenza cada comunque ora, e forse l’esposizione sottolinea ancora di più una rinascita “ad opera d’arte”.
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