
Lo scorcio di una delle sale con le fotografie di Karl Lagerfeld Credits:kikapress
Non solo abiti, bozzetti, scelte di stile. Karl Lagerfeld, oltre che icona fashion, fa conoscere un altro lato di sé oltre a quello di “icona fashion”: il Lagerfeld fotografo.
Lo fa con una prima, grande, esposizione alla Maison de la Photographie Europeenne dal titolo “Parcours de travail (Percorsi di lavoro)“, che resterà aperta fino al 31 ottobre.
In scena un importante portfolio delle fotografie dello stilista tedesco: dagli scatti per la pubblicità e per le riviste internazionali più prestigiose, sino ad arrivare ai lavori più personali come i suoi viaggi o scorci di Parigi.
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Karl Lagerfeld vuole la figlia di Kurt Cobain e Courtney Love come prossima testimonial della campagna Chanel. Lo stilista e la mamma di Frances Bean sono in trattative da tempo e adesso sembra che qualcosa si stia muovendo. Stando alle indiscrezioni pare che Lagerfeld sia rimasto strabiliato dalla pelle color porcellana della quindicenne Frances, ma i maligni dicono che voglia solo sfruttarne il cognome. Di sicuro mamma Courtney non ha alcuna intenzione di opporsi alla carriera in passerella della figlia.
La Love si era esposta nelle scorse settimane a dure critiche da parte dei fan dei Nirvana per aver dato il permesso all Converse di produrre una collezione di scarpe con incise sulla suola una serie di frasi pescate dai diari personali di Cobain. Su un paio molto simile a quello indossato dal rocker il giorno del suicidio nel 1994 comparirà la scritta: Punk means freedom (ovvero Punk significa libertà). Oltre a occuparsi della carriera della figlia, pare che la Love sia a un passo dal pubblicare un nuovo cd il cui titolo sarà Nobody’s Daughter. Al riguardo ha dichiarato: “Mi sono ispirata a Blood On The Tracks di Bob Dylan”. Staremo a sentire…
Le foto di famiglia montate in questo video

Da anni ormai, scandali e capricci dell’alta moda, combinati al lusso sfrenato di questa realtà, fanno la gioia degli editori e dei loro lettori. Ma c’è un limite a tutto. Almeno questo avrà pensato lo stilista Karl Lagerfeld, noto nell’ambiente non soltanto per le sue prodezze artistiche, ma anche per la sua strenua volontà a voler preservare con ogni mezzo l’immagine di Re Mida infallibile su cui ha costruito la sua carriera.
Prendente Arnaud Maillard, ex braccio destro del direttore creativo di Chanel. Contattato da Panorama.it, Maillard ripercorre le disavventure di una carriera iniziata “da Lagarfeld come stagiaire” e giunta quindici anni più tarda alla guida dello studio della Lagerfeld Gallery. Poi, il fatidico maggio 2005. “Di punto in bianco, sono stato licenziato per motivi cosiddetti economici. In realtà, Lagerfeld era venuto a sapere che volevo lavorare per altre griffe”. Risultato: “oggi vivo a Madrid, da esiliato, dopo che lo stilista ha deciso di imporre un veto sul mio nome nel mondo della moda francese”. Le memorie vengono diligentemente trascritte nell’autobiografia che Maillard ha fatto pubblicare in Francia presso l’editore Calmann-Lévy. In libreria dal 19 settembre scorso, Merci Karl! (Grazie Karl!) è ormai al centro di molte attenzioni. E di molte polemiche. Secondo l’autore, “questo libro è in realtà un omaggio a una delle più grandi figure della moda contemporanea”. Certo, dopo il licenziamento improvviso, Maillard non poteva essere così compiacente. E così, dal testo emerge un uomo dotato di generosità “immensa”, ma anche ultra narcisistica, capace di condizionare il suo intero ambiente. Prova ne è, la cura dimagrante che lo vede snellire di 42 kg in tredici mesi. “Sei settimane, otto kg” esordisce lo stilista entrando nel suo ufficio. “Chi può fare meglio qui?”. Il suo sguardo incrocia quello della sua addetta stampa, Caroline Fragner, che per uno strano gioco di specchi si vede costretta a seguire la stessa cura. “Finirà per dimagrire di una quindicina di chili” ricorda nel suo libro Maillard, “tormentata all’idea di deludere lo stilista”.
Frasi di questo tipo hanno spinto Lagerfeld ad esercitare grandi pressioni sulla stampa francese. A Panorama.it, l’addetta stampa di Calmann-Lévy incaricata di promuovere Merci Karl!, Florence Morin, rivela che “i giornali femminili hanno fatto calare un silenzio totale sul libro”. Peggio, secondo Maillard “l’entourage di Lagerfeld ha chiesto al mio editore di togliere alcune frasi o paragrafi”. Il clima che si è venuto a creare attorno a Merci Karl! (da cui è nato anche un blog) riflette la guerra aperta che oppone Maillard al suo ex mentore. Tra un settimana, entrambi saranno chiamati a comparire presso il Conseil de prud’hommes, istituzione giudiziaria francese dove il giovane autore intende ottenere dal suo ex datore di lavoro la liquidazione che gli spetta. “Nonostante quindici anni di sacrifici, non ho visto nemmeno un euro”. Grazie Karl!