La mummia - La tomba dell’imperatore dragone
Gli amanti della serie La Mummia possono concludere l’attesa. Dal 26 settebre al cinema il terzo episodio della trilogia, La mummia - La tomba dell’imperatore dragone, con Brendan Fraser ancora nel ruolo dell’esploratore Rick O’Connell. Insieme al film molto francese Parigi, di Cédric Klapisch e con Juliette Binoche, e Sfida senza regole, con due duri inossidabili di Hollywood, Robert De Niro ed Al Pacino.
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Dal 26 settembre tornano al cinema le avventure dell’esploratore Rick O’Connell. Ma questa volta la serie di film de La Mummia, che nel mondo ha incassato oltre 800 milioni di dollari, cambia rotta e l’azione si sposta in territorio asiatico per il terzo capitolo La mummia: la tomba dell’Imperatore Dragone.
La direzione delle riprese è affidata al regista di blockbuster di azione Rob Cohen (Fast and Furious). O’Connell è ancora interpretato da Brendan Fraser, e adesso deve combattere il risorto Imperatore cinese (Jet Li) in un’epica che si sposta dalle catacombe dell’antica Cina alle strade illuminate dalle luci al neon della Shanghai del dopo guerra fino alle vette dell’Himalaia. Accanto a lui ancora il figlio Alex (Luke Ford), la moglie archeologa Evelyn (Maria Bello) e il truffaldino fratello di lei, Jonathan (John Hannah).
Lo spietato imperatore cinese Dragone ed i suoi diecimila guerrieri erano rimasti in stasi per migliaia di anni, sepolti nell’argilla come un enorme e silenzioso esercito di terracotta, a causa della maledizione di una strega alla quale era stato fatto un grave torto. Ma quando Alex O’Connell cade nella trappola e risveglia lo spaventoso governante dal suo sonno eterno, il giovane incosciente archeologo è costretto a chiedere aiuto alle uniche persone che ne sanno più di lui su come trattare con i non morti: i suoi genitori. Il trailer da YouTube:
“L’idea che i guerrieri di terracotta di Xi’an fossero in realtà delle mummie, mi è sembrata veramente fantastica”, spiega Cohen. “Si trattava quindi di esplorare la vera storia cinese di due periodi, il 200 a.C. e il 1946, ovviamente in maniera originale e divertendosi un sacco. Era un opportunità per utilizzare tutta la buona volontà de La mummia e gli splendidi personaggi creati da Steve Sommers. Ci sono tutti i grandi elementi fondamentali, ma desideravo portare il film in una nuova direzione, lontano dall’Egitto, in Asia. È un’avventura tutta nuova per i nostri eroi; spettacolare, emozionante e totalmente asiatica”.