
Laura Chiatti alla presentazione di Iago
Infaticabile e camaleontica, dopo aver prestato la voce alla bizzosa
Rapunzel di casa Disney ed essere tornata al cinema in carne e ossa con
Manuale d’amore 3, la bella
Laura Chiatti comincia una
nuova avventura sul set di
Il volto di un’altra, il nuovo film di Pappi Corsicato.
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Nicole Kidman, Laura Chiatti e Jennifer Hudson
Il 2011 sarà l’anno del remake di La guardia del corpo, film campione d’incassi del 1992 con Kevin Costner e Whitney Houston. La Warner Bros non ha confermato, ma da giorni circolano indiscrezioni sul progetto, che dovrebbe essere sceneggiato da Jeremiah Friedman e Nick Palmer. Negli Stati Uniti è già iniziato il toto-protagonista: quale artista è abbastanza completa da tenere il confronto con la Whitney Houston di una decina d’anni fa?
Anche noi proviamo a fare la nostra lista di dieci candidate, aggiungendo qualche nome di casa nostra: se il remake fosse fatto in Italia, quale sarebbe l’attrice migliore per la parte?
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Da “Un posto al sole” ne ha fatta di strada e da ragazza ‘acqua e sapone’ si è trasformata in una sexy star internazionale. Ha cambiato mille look e acconciature, poi, tra un parrucchiere e l’altro, è via via maturata (anche fisicamente) e finalmente è esplosa come attrice.
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Io, loro e Lara
LA GALLERY DEI FILM DEL WEEKEND
Uscito nelle sale il 5 gennaio, Io, loro e Lara riscuote subito il credito d’affetto che Carlo Verdone ha guadagnato presso i suoi tanti fan: in due giorni di programmazione incassa 3.073.000 euro. Continua
LA GALLERY
Appena scesa dal set della nuova commedia di Carlo Verdone Io, lei e Lara, che sarà nelle sale a gennaio 2008, per Laura Chiatti una bella sorpresa: la chiamata di Sofia Coppola. Questo è l’ultimo rumour rivelato dal portale Cinemotore.
La regista che ha firmato Lost in translation e Marie Antoinette sta lavorando a un nuovo film, Somewhere, di cui ha anche scritto il soggetto ed è produttrice. E la nostra Chiatti dovrebbe trovarsi come compagni di set Benicio Del Toro e Stephen Dorff. L’attrice umbra ora si è concessa qualche giorno di vacanza con il suo fidanzato Francesco Arca prima di iniziare a studiare il copione del suo primo lavoro hollywoodiano.
Pupi Avati è instancabile, un po’ come i registi vecchio stile che sfornavano un paio di pellicole all’anno. Il cineasta bolognese si tiene sulla media comunque buona di un film a girar di terra attorno al sole. E così dopo il noir Il nascondiglio (2007) e il drammatico Il papà di Giovanna (2008), che valse a Silvio Orlando il Leone come miglior attore a Venezia, eccolo a marcare l’anno con la commedia nostalgica Gli amici del bar Margherita. E per il 2010 ha già in serbo Il figlio più piccolo.
Simpatico ma un po’ asfittico amarcord di una Bologna anni ‘50, Gli amici del bar Margherita fa chiedere se il cinema sia un mestiere o un’urgenza creativa… Certo è che Avati in questo ritratto dai colori invecchiati ci mette il cuore, dipingendo un affresco cittadino che prendeva vita in via Saragozza nel 1954, quando il Pratello era la “via dei ladri” e non quello degli universitari e dei bagordi come adesso, e le donne eran chiamate “penne”.
Al bar Margherita si ritrovano personaggi un po’ strani, compagni di goliardia e tavolta anche di perfidia. Il più carismatico di tutti era Al (Diego Abatantuono), “nel suo piccolo” - espressione con cui ama condire tutte le sue frasi - misterioso e capo branco. Il suo compagno di stecca era Manuelo (Luigi Lo Cascio), siciliano un po’ folle e ninfomane, con le mani sempre in pasta in qualche malaffare. E poi c’erano Gian (Fabio De Luigi), balbuziente aspirante cantante a San Remo, vittima di uno scherzo atroce architettato dall’amico Zanchi (Claudio Botosso), il tombeur de femmes inventore delle cravatte con l’elastico; Sarti (Gianni Ippoliti), vestito giorno e notte nel suo smoking e campione di ballo; Bep (Neri Marcorè), imbranato un po’ bamboccione innamorato della entraîneuse Marcella (Laura Chiatti). Il diciottenne Taddeo (Pierpaolo Zizzi) guarda a questo manipolo di “vitelloni” con ammirazione, sognando di diventare anche lui frequentatore del mitico Bar Margherita, che sta sotto i portici proprio davanti a casa sua. Per farlo non gli importa di ingannare la mamma venditrice di calze per uomo (Katia Ricciarelli), come per conquistare una ragazza non si cura del decesso del nonno (Gianni Cavina) a una stanza di distanza, morto d’amore per l’insegnante di pianoforte (Luisa Ranieri).
Il trailer de Gli amici del bar Magherita da YouTube:
Dopo essersi artisticamente già trovati nella miniserie tv su Rino Gaetano, Claudio Santamaria e Laura Chiatti tornano insieme sul set per il nuovo film di Roberto Faenza Il caso dell’infedele Klara. Dal 27 marzo nelle sale, la pellicola è liberamente ispirata all’omonimo romanzo del ceco Michal Viewegh e girata a Praga: “Il romanzo di Viewegh da cui è tratto il film è ambientato in quella città” spiega Faenza. “Inoltre a Praga c’è una cultura erotica che fa parte della loro letteratura e permea il film”.
Santamaria è Luca, un musicista italiano a Praga, gelosissimo, che arriva a far pedinare da un investigatore la sua fidanzata Klara (Chiatti) certo che sia l’amante del suo tutor universitario. Tra il ragazzo e l’investigatore privato (Iain Glen), anch’egli con una vita privata difficile, si stabilisce un rapporto di amicizia e intimità che ha implicazioni psicologiche enormi e troverà per entrambi la soluzione nella catarsi finale.
“Questo film racconta una realtà complessa, l’amore, la passione, la gelosia, la coppia… il tutto ‘inquadrato’ da punti di vista assai diversi, i quali mettono in discussione molte convinzioni della nostra modernità’ e contemporaneità, non così solide come si vorrebbe credere o far credere” dice il regista.
La sigla finale è cantata da Santamaria e dalla Chiatti, entrambi appassionati di musica: “Per me è’ una vera passione” ammette l’attore, “quasi un amore fisico”.
Il trailer de Il caso dell’infedele Klara da YouTube:
LA GALLERY DEI FILM DELLA SETTIMANA
Otello, una delle tragedie più importanti di William Shakespeare, è il canovaccio su cui ridisegnare una commedia contemporanea. A farlo è Volfango De Biasi che con Iago, il suo secondo film, rilegge uesta ormai classica tragedia della gelosia, con il protagonista che diventa il malvagio per antonomasia e il cattivo che, alla fine dei giochi, risulta lo stesso Otello.
Per il suo Iago il regista romano, classe ‘72, ha scelto di collaborare ancora una volta con Nicolas Vaporidis, dopo il successo di Come tu mi vuoi. Desdemona invece è Laura Chiatti, che va così a comporre la coppia di attori che doveva originariamente essere anche sul set di Notte prima degli esami (in quell’occasione la Chiatti rinunciò alla parte per sovrapposizione di impegni e fu sostituita dalla Capotondi).
Iago (Vaporidis) è un giovane architetto di grande talento che si innamora della figlia del rettore (Gabriele Lavia), la bellissima collega Desdemona (Chiatti). Insieme concorrono per un progetto da presentare alla Biennale di Venezia. L’idillio tra i due, appartenenti a ceti sociali opposti (lei ricchissima e lui povero) viene interrotto dall’arrivo di Otello (Aurelien Gaya), un modello mulatto dallo sguardo un po’ vuoto ma dal fisico scultoreo, figlio di un architetto africano potente e corrotto. Iago si trova a perdere insieme amore e lavoro, ma decide di riconquistare tutto con qualsiasi mezzo.
Il trailer da YouTube