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letteratura
Viaggiare nel tempo e nella storia alla scoperta del passato e dell’arte culinaria del tempo che fu? L’opportunità la fornisce la quinta edizione del festival èStoria a Gorizia dal 22 al 24 maggio che propone suggestivi percorsi di turismo culturale in città e sul territorio, veri e propri itinerari storici, di epoca medievale, moderna e contemporanea. Tutto grazie a èStoria-bus, un bus che propone itinerari diversi nelle tre giornate del festival: si parte con un tour nell’Istria, si prosegue con un percorso sulle tracce dei Borboni che abbandonarono la Francia in rivoluzione per rifugiarsi nell’ottocentesca Gorizia asburgica. Si conclude con un tour sulle tracce del Milite ignoto.
Con l’edizione 2009 èStoria inaugura “La storia in tavola”, un nuovo percorso tra cucina e storia, gastronomia e tradizioni, affidato ad esperti, studiosi e giornalisti del ramo. Ogni incontro offrirà l’occasione per discutere di cultura gastronomica e tradizioni culinarie, presentare al pubblico le novità editoriali del settore ed assaporare la cucina dell’epoca. Rientra in questa sezione la presenza a Gorizia di un noto ‘divulgatore’ della gastronomia internazionale, Allan Bay, autore de La cucina delle meraviglie e di molte altre pubblicazioni. La manifestazione è un concentrato di eventi, appuntamenti, tavole rotonde.
Va segnalata la presenza di Franz Ludwig von Stauffenberg, figlio del leggendario eroe della resistenza tedesca anti-hitleriana, il colonnello Claus Scenk von Stauffenberg che pagò con la vita, insieme con i suoi compagni d’avventura, il tentativo di salvare il mondo dalla follia nazista. Poi ci saranno lo storico portavoce di Arafat, Nemer Hammad, in una tavola rotonda su Israele, il saggista Luciano Canfora, nell’incontro dedicato a “Patria e cittadinanza nella Grecia antica”, Ernesto Galli della Loggia, Lucio Caracciolo il saggista Franco Cardini e la lectio magistralis dello storico Gian Enrico Rusconi. Infine la scrittrice Antonia Arslan, Giordano Bruno Guerri, Margherita Hack. Il cartellone di èStoria 2009 sarà integrato dalla sezione “La Storia in Testa”, riservata alle novità bibliografiche ed editoriali di carattere storico: verranno presentate le ultime uscite delle case editrici nazionali.
LA GALLERY
Si svolge a Roma la prima edizione del Festival della Letteratura di viaggio, dal 25 al 28 settembre. Cinema, letteratura, teatro, musica, fotografia sono le arti rappresentate nella rassegna che celebra il viaggio come strumento per la scoperta e la comprensione delle culture nel mondo. Due le sedi coinvolte: villa Celimontana ed il Palazzo delle Esposizioni. 22 gli autori ospiti, 23 appuntamenti, 9 incontri e dibattiti, 8 proiezioni, due mostre fotografiche, 2 premi di letteratura di viaggio, un concerto, una performance teatrale una rassegna cinematografica. Allestita a Villa Celimontana La libreria del Viaggiatore con il Caffè letterario per incontrare scrittori ed ospiti e consultare libri. Giovedì 25 si inizia con Fotografia e musica da viaggio. Tra le mostre che si inaugureranno a palazzo delle Esposizioni quella fotografica di Antonio Politano In Australia sulle tracce di Bruce Chatwin, 20 anni dopo Le vie dei Canti. Ospiti della giornata lo scrittore Carlo Lucarelli, Patrizio Roversi, Giuseppe Cederna. La sera concerto di Miriam Meghnagi Dialoghi mediterranei. Venerdì è dedicato al reportage ed al documentario da viaggio. Previsto l’omaggio a Folco Quilici con una rassegna di suoi documentari e la consegna del Premio Navicella d’oro da parte del Ministro Bondi. Poi convegno Il mestiere del reporter con noti inviati italiani tra cui Ettore Mo, Paolo Rumiz, Stenio Solinas e la partecipazione di Angela Staude Terzani. Il 27 settembre protagonista sarà Il racconto al femminile, Web, Teatro, Cinema, con incontri sul tema Scrittrici in viaggio. Partecipano Sandra Petrignani, Igiaba Scego, Flavia Capitani. Domenica, infine, il tema è Letteratura, Fotografia, Cinema. A villa Celimontana incontro tra autori ed editori con la partecipazione dello scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, di Vincenzo Cerami, Antonio De Benedetti, Alain Elkann Davide Rondoni che anticiperanno la dimensione più internazionale del Festival nella edizione del 2009.
LA GALLERY
Sulle tracce di un grande viaggiatore-narratore, possiamo tutti tentare di esprimere l’emozione della scoperta con un diario di viaggio che può consistere di parole ma anche di fotografie o di immagini in movimento.
Questo è l’invito del Premio Chatwin, concorso riservato ai reportage video, fotografici e di narrativa nato nel 2001 per “promuovere gli scambi culturali tra i popoli, contribuire alla realizzazione di opere sociali e sostenere progetti umanitari”.
Per la sezione video i temi sono “I grandi viaggi”, dedicato ad operatori professionisti, “Camminando per il mondo”, concorso per non professionisti e “Amore senza frontiere” per chi si occupa di volontariato nel mondo. I corti non devono superare la durata di 10 minuti.
Sul fronte della narrativa si accettano elaborati di lunghezza massima di 50 righe per 60 battute che raccontino storie di viaggio, con la massima libertà di spaziare. Infine la sezione fotografica del Premio, che prevede due categorie: “Immagini dal mondo”, 5 scatti per descrivere un viaggio, e “Castelli, manieri e fortificazioni delle Liguria”, anche qui in 5 scatti, un omaggio alla Regione che ospita e patrocina la manifestazione.
Basta armarsi di un taccuino, magari il mitico Moleskine, che tra l’altro ogni anno pubblica un’edizione speciale con un quadernetto allegato che contiene i migliori racconti del Premio, di una macchina digitale o di una videocamera e il viaggio diventa l’occasione per improvvisarsi reporter, lo spunto per raccontare una storia. Il concorso, il cui termine per la presentazione degli elaborati scade il 20 ottobre prossimo, ha il suo culmine nel Festival del viaggio, che si terrà a Genova dal 26 al 29 novembre e che vedrà, oltre alla premiazione dei vincitori, e alla proiezione dei migliori reportage, anche una nutrita serie di incontri letterari.
“Saranno quattro giorni di incontri e mostre”, spiega Luciana Damiano, ideatrice del Premio, “e un laboratorio di scrittura dedicato ai ragazzi delle scuole medie superiori gestito in collaborazione con la scuola Holden di Torino. Inoltre attribuiremo i premi speciali, consegnati a personaggi del mondo della cultura, della letteratura e della musica”. Gli anni scorsi sono stati premiati, tra gli altri, Lorenzo Jovanotti, Luca Zingaretti, Fernanda Pivano, Teresa De Sio, Fulco Pratesi. E il Festival sarà anche l’occasione per dare la visibilità che meritano agli elaborati (foto e video) che pur non avendo vinto sono di ottima qualità. “Stiamo organizzando alla Biblioteca Berio uno spazio per proiettare non solo i video dei tre vincitori ma anche i più bei videoreportage delle varie edizioni, e di esporre al Castello D’Albertis le foto migliori selezionando quelle dei 10-12 concorrenti più talentuosi”.
Sono tra i 2000 e i 2500 gli elaborati che arrivano agli uffici di Sarzana, sede del Premio, fra racconti, video e foto, categoria quest’ultima inserita soltanto nel 2006 a furor di popolo e che ha un enorme successo tra i partecipanti. In palio, c’era da immaginarselo, ci sono tanti viaggi, grazie anche al contributo di numerosi sponsor: Hong Kong, Mar Rosso, Australia, Giordania, Praga. La giuria sarà presieduta dal regista Paolo Virzì.
Guarda la LA GALLERY: Un viaggio in 5 scatti, immagini dal mondo ( i vincitori del Premio Chatwin 2007 nella sezione Fotografia)
Intervallo - di Alberto Pinato. Il video vincitore del Premio Chatwin 2007 della sezione Camminare per il mondo dedicata ai non professionisti.
Gli aquiloni di Ahmedabad - di Stefano Rebechi e Francesca Lignola. Il video vincitore del Premio Chatwin 2007 della sezione Grandi viaggi, dedicata ai professionisti.
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In attesa dell’uscita dei colossal di Natale che sfodereranno fior fiori di star per scaldare le fredde sere delle feste, Trieste, Torino e Courmayeur si rincorrono in un caleidoscopio di festival cinematografici molto diversi fra loro.
Primo in ordine di tempo il Fiction+Science, il Festival della Fantascienza nato nel 2000 dalle ceneri del celebre Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste, che si è aperto lo scorso 12 novembre con la proiezione del capolavoro del genere: Metropolis, di Fritz Lang. Grandi classici del passato e assolute novità provenienti da tutto il mondo per soddisfare gli appassionati di un genere di cui in Italia ci si era quasi dimenticati; il festival, che si concluderà domenica 18 con la consegna del Premio Asteroide, ha anche proposto la versione 2007 di Blade Runner - Final Cut, di Ridley Scott (qui sotto il trailer).
Dal cinema black al noir passando attraverso la città dei misteri, Torino. Il 23 novembre prossimo si apre la XXV edizione del Torino Film Festival che proporrà quasi 230 film tra lungo, medio e cortometraggi scelti tra oltre 2500 pellicole visionate. In bando ci sono 25 mila euro per il film miglior film e svariati altri premi, oltre a un’enorme visibilità data sia dalla forza crescente di Torino e Piemonte come luoghi del cinema sia dalla capacità di catalizzare l’attenzione del direttore del festival: Nanni Moretti. Il regista non si concede alle interviste, preferendo lasciar parlare i film: ne ha scelti di tutti i tipi, farcendo ben 12 sezioni tra concorsi, fuori concorso, retrospettive ed eventi speciali.
Il 1°dicembre si chiude il Torino Film Festival e tre giorni dopo si apre il Noir Film Festival di Courmayeur (4-10 dicembre) festival cinematografico e non solo, dato che viaggia in coppia con il premio Giorgio Scerbanenco, dedicato al miglior libro romanzo noir italiano edito. Cinema e letteratura vanno a braccetto dai tempi di Agatha Christie a Raymond Chandler e conquistano il pubblico a suon di misteri e delitti risolti. Edizione numero 17, 13 i lungometraggi in concorso, 3 i premi da vincere, 6 i documentari e innumerevoli i delitti e i misteri ancora da sciogliere.
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LA GALLERY DEI FILM DELLA SETTIMANA

Doris Lessing è stata premiata con il Nobel per la letteratura 2007. “È una cosa che va avanti da 30 anni. Ho vinto tutti i premi d’Europa, ogni dannato premio, così sono felice di vincerli tutti. È una scala reale (a poker)”: con queste parole la scrittrice ha accolto la notizia.
Doris Lessing, scrittrice inglese, è nata nel 1919 a Kermanshah in Iran. Fino al 1949 è vissuta in Rhodhesia; dopo il divorzio dal secondo marito si è trasferita da sola con i figli a Londra. Dall’ambiente africano ha tratto gran parte dei temi fondamentali della sua narrativa. Tra le sue opere maggiori I Figli della violenza, ciclo di 5 opere, tra cui Martha Quest che narra la storia dell’emancipazione della protagonista e della sua ricerca di identità.
Seguono poi Il taccuino d’oro che registra le inquietudini culturali degli anni ‘60, L’estate prima del buio (1963), Le memorie di un sopravvissuto del 1974 e La brava terrorista del 1985. È stata autrice anche di commedie, di racconti e di un ciclo di romanzi fantascientifici.
Doris Lessing è stata premiata dall’Accademia svedese con questa motivazione:”questa cantrice dell’esperienza femminile, con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”.
Il video servizio
Intervista a Doris Lessing (dal canale Youtube di Rainews24)

Mercoledì 10 ottobre si apre a Stresa la V edizione del Grinzane Cinema, una dei numerosi eventi Grinzane Cavour per avvicinare i giovani alla letteratura e al cinema. Quest’anno oltre alle classiche tematiche affrontate attraverso film e laboratori, si parlerà di letteratura, cinema, informazione. Un tema sempre caldo, soprattutto dopo gli ultimi eventi in Birmania, dove i fotoreporter sono stati fra le prime vittime della repressione. Al Grinzane non vengono presentati film nuovi, ma grandi classici di ieri e di oggi sul tema, come Quarto potere, Prima pagina, Ilaria Alpi e Platoon. Ospite di uno dei tanti incontri sarà Giuliana Sgrena, la giornalista de Il Manifesto che nel 2005 è stata rapita in Iraq mentre faceva il suo lavoro di reporter; Panorama.it l’ha intervistata.
“Il cinema” racconta la giornalista “rappresenta un mezzo di comunicazione diverso da altri perché ha la possibilità di approfondire fatti e personaggi, senza l’obbligo di attenersi strettamente agli eventi, come è invece è necessario per chi fa informazione. Inoltre” continua la giornalista “il cinema può alimentare suggestioni e persino suggerire soluzioni, ma non può sostituirsi ai mezzi di informazione che in tempo reale raccontano i fatti”. Insomma il rapporto è stretto e può essere proficuo se viene rispettato il ruolo diverso di ciascun mezzo. Perchè raccontare è un dovere di chi fa informazione, e un diritto per chi ne usufruisce, lettore o ascoltatore che sia. Ma dopo Cogne e Garlasco, esiste una moda nei temi trattati dai media? “Non so se si possa chiamare moda” dice Giuliana Sgrena “penso piuttosto che l’informazione risponda a interessi politici ed economici degli editori e dei gruppi ai quali sono legati. Per quanto riguarda l’Italia, inoltre, c’è una omologazione tra i vari mezzi di informazione e questo riduce sempre più la ricchezza dei temi trattati e il loro approfondimento”. C’è una notevole differenza sul modo di fare informazione fra l’Italia e l’estero. “Non solo sugli argomenti trattati” spiega la reporter “i mezzi di informazione italiani sono molto provinciali, privilegiano la cronaca, spesso con una incomprensibile morbosità, che si accanisce sulle vittime. La politica è trattata dando per scontato il fatto su cui si riportano commenti o polemiche. Quindi per capire un articolo occorre conoscere i precedenti, altrimenti non è comprensibile. Un altra differenza sta nel linguaggio” continua “in Italia si scrive in politichese mentre i giornali stranieri, soprattutto quelli anglosassoni, hanno uno stile molto più secco, privilegiando i fatti e le fonti. Da noi poi la politica estera viene spesso trattata in funzione della politica italiana: si privilegiano i paesi dove vi è un intervento italiano, sia esso militare o economico”.
Un’occasione per parlare di cinema e informazione sarà anche Offline:Baghdad: un simposio in cui verrà dato spazio a filmakers e giornalisti iracheni, che rischiano la loro vita ogni giorno per raccontare una verità scomoda a molti. “Qualsiasi informazione arrivi da fonti irachene conosciute e accreditate è estremamente importante visto che per un giornalista è impossibile recarsi in quel paese per raccogliere direttamente le notizie” commenta la giornalista “La situazione mediorientale, come tutta la politica estera, continua ad essere trattata con estrema superficialità e schematizzazione, soprattutto ignorando la situazione della popolazione civile. L’Iraq, poi, è assolutamente ignorato. La difficoltà è dovuta al fatto che non si può andare in quel paese per fare una informazione indipendente, quindi spesso ci si accontenta dei comunicati delle forze occupanti. L’impossibilità di andare in Iraq è determinata però non solo dagli occupanti che hanno istituzionalizzato i giornalisti embedded ma anche da chi dice di combattere l’occupazione, ma non vuole testimoni”.
Giuliana Sgrena ha una grande esperienza come corrispondente da zone di guerra, di che cosa ha più paura quando si trova in luoghi e situazioni così pericolose? “Il pericolo maggiore è la scarsa conoscenza del terreno su cui ci si trova a lavorare, la mancanza di rapporti con interlocutori locali, che devono però essere scelti con molta accuratezza. In alcune situazioni non ci si può fidare di nessuno e quelle sono le situazioni più pericolose”. Da dove viene il coraggio di fotografi e reporter per partire in tempo di guerra per paesi come l’Afghanistan, l’Iraq o il Nepal? “Possono esserci motivazioni diverse per recarsi in una zona in conflitto” spiega “C’è chi ci va anche se ha paura e chi invece ama sfidare il pericolo. Chi parte per fare i soldi e chi per adrenalina. Chi lo fa per acquisire meriti e chi semplicemente per fare il proprio mestiere. Che è sempre più pericoloso”.
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Bologna si tinge di nero dal 6 luglio al 3 agosto. Ogni venerdì sera a partire dalle 21:30, ai giardini del Baraccano, narrativa e cronaca si incontreranno per raccontare la città e il Paese attraverso la lente della sua storia criminale in una rassegna, BoNoir, ideata da Riccardo Marchesini e Grazia Verasani. Una specie di macchina del tempo che percorre la spina dorsale dei fatti di cronaca mescolando giornalismo di inchiesta e letteratura di genere partendo dalla capitale del giallo.
Il calendario si apre con I delitti del Dams, gli efferati omicidi di tre persone legate all’ambiente universitario: L’incontro sarà animato dagli scrittori Antonio Bagnoli, Antonella Beccaria, Marco Bettini e del fotoreporter Paolo Ferrari, per una riflessione sugli anni ‘80 e la loro presunta lontananza dai fatti del decennio precedente.
Il 13 luglio, gli autori Danilo Arona e Antonella Beccaria, gli avvocati Nicola Chirco e Guido Clausi Schettini e il giornalista-scrittore Stefano Tura affronteranno una delle pagine di cronaca più controverse e amare della storia recente bolognese, la vicenda mediatica che ha trasformato un innocente in un mostro: Marco Dimitri, presidente dell’associazione culturale Bambini di Satana, accusato di stupro, pedofilia, associazione a delinquere e successivamente assolto da ogni accusa dopo 400 giorni di detenzione (nel corso della serata verrà proiettata un’intervista inedita allo stesso Dimitri). Gli ospiti cercheranno fare luce sulle trame oscure di una storia fatta di ignoranza, dolore e indifferenza dei media.
La settimana seguente si torna ai fasti della swingin’ Bologna degli anni ‘60 con Il giallo del curaro, una storia che sembra uscita direttamente dai gialli Mondadori dell’epoca, quella di Carlo Nigrisoli, figlio del titolare di una casa di cura, condannato all’ergastolo per l’enigmatico omicidio della moglie.
Le ultime due date di BoNoir escono dai confini cittadini per sondare, con l’aiuto di psichiatri, poliziotti e scrittori (tra cui Gianfranco Nerozzi) il marcio del mondo dello spettacolo partendo dai misteri del suicidio Tenco e scavare nella tematica, un po’ scontata, dei serial killer.