Comprare un libro serve innanzitutto a fare scena. Si può usarlo per arredare casa, e i libri fanno pur sempre la loro sporca figura, oppure per mettersi in mostra con amici, colleghi, parenti. In tutti i casi leggerlo, questo benedetto libro, pare proprio un optional.
Così almeno la pensa il 55 per cento degli intervistati da Teletext, che ha condotto di recente un sondaggio su 4 mila persone in Gran Bretagna. “Troppo spesso la gente compra libri che pensa sia un bene acquistare, non perché si aspetta che gli piacciano. Certi libri si comprano perché tutti quanti li hanno letti” ha dichiarato un editore inglese interpellato a proposito della ricerca.
Una volta comprati, e aperti, i libri comunque non vengono letti fino in fondo in molti casi.
Il 32 per cento degli intervistati, per esempio, non è riuscito a finire il quarto libro della serie Harry Potter e il Calice di Fuoco, il 27 per cento ha avuto gli stessi problemi con l’autobiografia di David Beckham. C’è da capirli, di Totti ce n’è uno solo. Nonostante le ricerche e libri di successo come quello di Pierre Bayard, leggere rimane però, per fortuna, un piacere per tanti. Basta dare un’occhiata in rete per capire la passione che muove migliaia di persone: bookcrossing (anche via mare!), gruppi di lettura, quotecrossing e longtail sono ormai termini familiari a tanti.
Harry Potter versione cinematografica. La recensione di “Lorenzo” Guzzanti
- Venerdì 16 Marzo 2007









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