
Halloween, il mondo è pronto a celebrare la festa con zucche e maschere terrificanti (Credits: La Presse)
Dolcetto o scherzetto? La frese celebre di Halloween sarà anche quest’anno pronunciata in tutto il mondo. E le maggiori città europee sono pronte a trascorrere la notte più terrificante tra zucche, ragnatele e scheletri. Da Parigi e Londra, da Roma a Madrid, sono tanti gli appuntamenti per vivere questa festa ormai diventata un must per molti… Continua


Alexander McQueen, in una foto d'archivio, al termine di una sua sfilata - Credits: AP Photo/Remy de la Mauviniere
Ha deciso di farla finita così, nella sua casa di Londra. Alexander McQueen, lo stilista britannico definito “l’hooligan della moda inglese”, si è tolto la vita questa mattina. Aveva 40 anni.
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La manifestazione dei fotografi inglesi contro lo "Stop and Search" - © AP/Lefteris Pitarakis/Lapresse
“Stop & search”, fermo e perquisizione: questo potere introdotto in Gran Bretagna da una legge antiterrorismo - la Sezione 44 del Terrorism Act - autorizza, tra l’altro, la polizia a fermare chiunque fotografi monumenti, palazzi, strade. Dal turista giapponese al fotografo professionista.
Ci sono cascati Paul Lewis, giornalista del Guardian sorpreso a fotografare il Gherkin, Jeff Overs della BBC che si è permesso di riprendere la St Paul’s Cathedral e la studentessa italiana Simona Bonomo, fermata e trattenuta per cinque ore dalla polizia per aver filmato le vecchie case del quartiere di Paddington.
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29/07/2009 - In scena da oggi, al London Coliseum di Londra, lo spettacolo teatrale Chun Yi: The Legend of Kung Fu. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro rosso di Pechino, dove è in scena dal 2004, con oltre 2.000 repliche e più di 2 milioni di spettatori.
Credits: AP Photo/Joel Ryan
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29/07/2009 - A Londra, ballerine di burlesque si esibiscono davanti al Coco de Mer in Covent Garden per protestare contro la nuova legge che richiede ai locali una licenza di intrattenimento per poter ospitare gli spettacoli.
Credits: PaPhotos / LaPresse

Il fallo disegnato da Rory sul tetto di casa a Londra (by Sun)
Uno studente britannico ha disegnato sul tetto di casa un fallo gigantesco, ben visibile dalle rilevazioni aeree, ma le immagini hanno lasciato di stucco gli stessi genitori, rimasti per mesi all’oscuro della sua prodezza. Dopo aver visto un documentario su Google Earth, il diciottenne Rory ha deciso di rendere riconoscibile la sua abitazione dall’alto; e con un secchio di vernice bianca è salito sul tetto, dove ha impiegato non più d mezz’ora nel disegnare il fallo, ispirandosi chiaramente al gigante di Cerne Abbas nel Dorset. Per dodici mesi, Rory ha tenuto ben celato il suo ’segreto’, fin quando un pilota d’elicottero non ha avvistato il gigantesco attributo e lo ha fatto fotografare ai suoi passeggeri. Quando il ‘Sun’ lo ha contatto, il padre del buontempone è caduto dalle nuvole: ha convocato tutti i suoi figli e chiesto spiegazioni. È stato Rory - che nel frattempo si trova in Brasile per il tour intorno al mondo che fanno molti giovani britannici al termine del liceo - a confessare il fattaccio. Il gigante di Cerne Abbas è considerato un simbolo di fertilità. In ansia la madre di Rory: “Non vogliamo altri figli, e l’idea di aver un gigantesco fallo sopra la camera da letto ci lascia non poco preoccupati”.
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Un burqa insieme ad un guanto per lavare i piatti, un’installazione con decine di sculture che riproducono donne musulmane in preghiera in ginocchio vestite di alluminio, corpi mescolati al colore e alle forme più insolite. Questo il mondo arabo trasfigurato nell’arte dai diretti interessati, ovvero artisti uomini e donne provenienti da Irak, Iran, Siria, Libano, la maggior parte dei quali però attivi in ogni angolo del mondo e, dunque, veri cosmopoliti. Un mix unico nel suo genere, è la prima volta infatti che artisti del mondo arabo vengono riuniti con così tante opere in Europa, in mostra nella Galleria Saatchi di Londra fino al prossimo 6 maggio.
Oltre burqa e shador, insomma, l’arte sembra scoprire nuovi percorsi e, forse, nuove verità. In primo piano finisce comunque la donna, raccontata anche nelle sue dimensioni meno accettate dal punto di vista sociale, come le prostitute di Teheran così grottesche nella visione che ha di loro Shirin Fakhim e così reali se si pensa che sintetizzano il dramma di 100 mila prostitute, quante ne conta oggi Teheran. In mostra anche l’installazione a misura d’uomo che occupa un intero locale della galleria: Ghost, ovvero Fantasma, titolo volutamente provocatorio per un’opera firmata da Kader Attia che offre decine di donne in ginocchio ricoperte di alluminio. Ma in esse il corpo velato ha preso il sopravvento sul volto, vuoto, fantasma appunto, da cui il titolo. Non passa inosservato neanche il talento degli uomini, come quello di Rokni Haerizadeh, iraniano che si ritrae nudo ma con tratti femminili sulla scia della tradizione del teatro taziye in cui gli individui di sesso maschile recitavano anche i ruoli femminili. E poi non mancano le citazioni ai luoghi dilaniati dalle guerre come Beirut di cui parla Marwan Rechmaoui, artista che ha dovuto abbandonare il suo appartamento nel 2006 a causa del conflitto con Israele. Eccolo il suo edificio in miniatura nella mostra di Londra. La memoria e l’arte lo hanno salvato dai bombardamenti.
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di Chiara Meattelli
Come si entra nel Forever 27 Club? Semplice, basta essere musicisti di straordinario talento e morire di overdose o in circostanze misteriose a ventisette anni. All’insolito club appartengono più di trenta artisti ma l’esibizione fotografica Forever 27, alla Proud Gallery di Camden Town, è dedicata ai suoi cinque membri più famosi: Jim Morrison, Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Kurt Cobain. La mostra raccoglie sessanta foto, molte delle quali inedite, scattate da celebri fotografi rock dell’epoca; un tributo al talento e alla musica di cinque artisti che hanno reso il loro nome leggenda, grazie anche alla prematura scomparsa. Il primo ad andarsene è stato Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones, polistrumentista geniale e creatore di suoni innovatori e sperimentali. Il suo cadavere è stato rinvenuto nella piscina di casa il 9 luglio 1969; si è data la colpa a un mix di antidepressivi, droghe e alcolici ma molti parlano di omicidio colposo. La sua morte ha scioccato il mondo della musica, Jimi Hendrix gli dedicò una canzone e Jim Morrison una poesia, non sapevano che presto anche loro si sarebbero uniti al macabro club. Hendrix è scomparso il 18 settembre del 1970, soffocato dal suo stesso vomito dopo una scorpacciata di sonniferi. Janis Joplin l’ha seguito il 4 ottobre dello stesso anno: overdose di eroina. Poi è stata la volta di Jim Morrison trovato morto il 3 luglio 1971 nel suo appartamento di Parigi, dove si era rifugiato per sfuggire dai riflettori e scrivere poesie. Nel giro di due anni il rock aveva perso i suoi volti più significativi. La membership al Club 27 di Kurt Cobain è invece arrivata molto dopo, nel 1994, quando il leader dei Nirvana si uccideva con una fucilata in bocca. Ma non è stata solo l’età ad accomunare questi artisti: condividevano il tormento generato dallo stesso successo che li celebrava e che, alla fine, li avrebbe portati a perdere il controllo delle proprie vite. Proprio questo documentano le immagini, molte delle quali intense e iconiche come quelle di Hendrix, con lo sguardo che buca l’obiettivo della macchina fotografica. Poi ci sono quelle di Janis Joplin a Woodstock, col volto immerso dentro una canzone e una sensualità dirompente, pari solo alla sua voce. Le più rare (e costose, 3.300 euro) sono quelle del primo photoshoot ai Rolling Stones, le uniche in cui compaiono con giacche a scacchi da bravi ragazzi, quando ancora non erano nessuno e tanto meno l’alternativa ribelle ai Beatles. I giovanissimi Jagger e Richards posano con Jones e gli altri in un pub di Chelsea, dietro di loro due signori molto British conversano dall’alto della loro pettinatura rockabilly all’ultimo grido. Altre immagini rivelano un Jim Morrison introspettivo sul palco mentre i ritratti di Kurt Cobain trasudano la stessa devastante tristezza presente nella sua musica. La mostra rimarrà aperta fino al 9 novembre.
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