
L’ego-surfing, si sa, è una delle pratiche più diffuse tra chi frequenta regolarmente la rete. Secondo un’indagine dell’autorevole Pew Internet & American Life Project, almeno un navigatore su due digita il proprio nome sui motori di ricerca per controllare “cosa si dice”. Una pratica che diventa ancora più maniacale tra alcune frange “celopiulunghiste” della blogosfera o dei social-network. Molti blogger italiani, ad esempio, sono ossessionati dalla posizione nella classifica realizzata da Blogbabel. Come ha spiegato Luca Sofri in un recente articolo, “almeno duemila allodole ogni mattina vanno a vedere in che posizione della classifica - aggiornata alle sette tutti i giorni - sta il loro blog. E si eccitano, o si deprimono, a seconda di quel che vedono”. Ed è così anche per i social network: il numero di amici su Facebook o su Twitter per molti iscritti è indice di popolarità e successo.
Una forma di narcisismo digitale per il quale ora è stato elaborato anche un quoziente numerico. Si chiama QDOS ed è stato pensato apposta per misurare in maniera più attendibile il proprio status online. Basta registrarsi al sito, inserire i diversi profili di social network su cui si è attivi, e il sistema elabora automaticamente un punteggio. Ad essere preso in considerazione non è soltanto il numero di volte che il proprio nome compare online (come fanno i motori di ricerca), ma anche parametri come l’impatto e la frequenza delle attività. L’ideale, quindi, per gli ego-surfer più sfrenati.
Per i fondatori di QDOS il vero scopo del servizio è anche un altro: spingere gli utenti a prendere maggiore dimistichezza con il proprio status digitale per sapersi difendere dagli eventuali (e sempre più frequenti) abusi.
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La Fiera del Libro di Torino festeggia il suo ventesimo compleanno all’insegna del confine, il tema scelto come filo condurre dell’edizione 2007: “il confine è infatti ciò che segna un limite, e dunque separa, ma insieme unisce, mette in relazione” (leggi Torna la Fiera del Libro di Torino: avere vent’anni e non sentirli). Internet e le nuove tecnologie, intese come la possibilità di essere contemporaneamente fruitori e produttori di qualcosa, hanno spesso reso meno evidente quella linea di separazione che divide lettori, scrittori e editori. “La Rete dei Segni” è appunto il nome del Litcamp, ovvero il barcamp letterario che si terrà sabato 12 maggio a Torino, “in contemporanea con la Fiera del Libro di Torino per garantire la possibilità ai visitatori della Fiera di partecipare al Litcamp e viceversa” come si legge sul blog degli organizzatori.
Il barcamp è un incontro pubblico che però, a differenza di quelli più tradizionali, ha l’ambizione di abolire la distinzione tra pubblico e relatori. Per questo viene spesso presentata come “non conferenza”. Nati come eventi in cui discutere di argomenti tecnologici (leggi ZenaCamp: in 200 alla non-conferenza dedicata al Web), i barcamp hanno decisamente ampliato la gamma di temi affrontati. Il Litcamp di Torino è dunque un barcamp letterario che chiama a raccolta decine di blogger italiani, ma anche giornalisti, scrittori e chiunque sia interessato a discutere di “scrittura ed editoria all’epoca di Internet”. Per i pigri o già impegnati altrove, gli organizzatori del Litcamp hanno previsto anche una diretta web audio e video.
Sempre oltre i confini, ma quelli dell’etere, è invece l’iniziativa Rai di Radio3Web. Luca Sofri e Matteo Bordone, giornalisti, blogger e conduttori di Radio 2, hanno infatti in programma di seguire la Fiera del libro attraverso una webradio che trasmetterà solo su Internet, in collaborazione con Fahrenheit e Radio3Scienza, due programmi culturali storici della radio pubblica. Il palinsesto prevede “24 ore su 24 con un ciclo di otto ore che si replica tre volte”. Vale a dire: “in diretta dalle 12 alle 20″ e poi si risente quello che eventualmente ci si è persi. L’indirizzo internet a cui collegarsi è www.radio3web.rai.it. E l’obiettivo è chiaro: cercare, scrive Luca Sofri sul suo blog, “di inventarci delle cose diverse e di togliere solennità e prevedibilità al mondo editoriale”.