
Luciana Littizzetto in Fuoriclasse: prof ironica per la RAI
La domenica è divenuto il “Luciana Littizzetto Day”.
Subito dopo aver lasciato “Che tempo che fa” sulla terza rete, Lucianina (come la chiama Fabio Fazio) si trasforma in una professoressa di italiano per Raiuno: si chiama “Fuoriclasse” la fiction di cui sono andati in onda i primi due episodi nel primetime festivo della principale rete di viale Mazzini.
Gli ascolti sono stati di tutto rispetto, 7.500.000 spettatori con il 28% di share contro i quattro milioni di fan (con solo il 19% di share) che hanno seguito “Amici” nella nuova collocazione domenicale.
Continua

Sandro Veronesi - Credits: Mida
“Parole note“, attori popolari d’eccezione per la Fondazione Umberto Veronesi.
Claudio Santamaria, Fabio Volo, Valerio Mastandrea, Pino Insegno, Ambra Angiolini, Neri Marcoré, Filippo Timi, Luciana Littizzetto, Gianmarco Tognazzi e lo stesso Veronesi hanno dato voce e vita ad alcune delle più importanti poesie del ‘900, ma non solo.
Il disco è oggi per la seconda settimana il più venduto tra le compilation. Nella super classifica di Sorrisi che integra le vendite di album e compilation, si posiziona oggi al 12esimo posto. E su iTunes è il quarto album più venduto al momento nonostante sia uscito già il 4 maggio 2010.
Insomma, la solidarietà funziona ancora. O almeno pare. Continua
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”
Littizzetto superstar, domenica sera, presente nella sua performance festiva in Che tempo che fa e, dopo qualche minuto, nella miniserie Pinocchio, all’esordio sulla prima rete. Per evitare l’ubiquità televisiva, Raiuno ha fatto slittare alle 21,30 la fiction. Continua

Beppe Tosco, 52 anni, autore di molti testi per Luciana Littizzetto, ha iniziato facendo tutt’altro. Negli anni Ottanta era un attore di teatro (ha lavorato tra gli altri con Ronconi). Poi ha cominciato a scrivere per caso: “Un amico che lavorava a RadioDue mi disse che gli avevano dato due ore di trasmissione in più. Le doveva riempire. E mi chiese di aiutarlo a scrivere dei testi. Erano i primi anni Novanta” racconta Tosco “in breve tempo diventai l’autore di riferimento di quella trasmissione. Poi mi chiesero di fare delle cose per la tv, fino a quando incontrai Luciana Littizzetto in un locale di Torino. Era più o meno il ‘94. Per alcuni anni continuai a scrivere per committenti diversi, lavorando contemporaneamente con Luciana. Poi il lavoro con lei per radio Dj e Che tempo che fa divenne quasi preponderante”.
Quanto c’è di Beppe Tosco e quanto di Luciana Littizzetto nelle battute che ascoltano gli spettatori?
Non saprei quantificare. Per Radio Dj io scrivo tutti gli sketch (che sono anche raccolti nel libro Fin che matrimonio non ci separi) mentre lei si occupa degli altri temi trattati nella trasmissione. Per i monologhi di Che tempo che fa, invece, c’è un lavoro combinato. Lei mi manda per mail degli spunti sui temi di cui vuole trattare. Io, che ho un modo di scrivere molto simile al suo modo di parlare, ci lavoro sopra. E poi rivediamo insieme il tutto.
Quanto guadagni?
Bè, con Luciana abbastanza bene. Lei è un personaggio di spicco, diciamo che è tra i primi dieci comici in Italia.
In cifre?
Sui 14mila euro al mese. Tra tv e radio diciamo 120mila, per otto mesi di lavoro.
Qual è la media di guadagni tra gli autori tv?
Dipende dal tipo di prodotto. Chi scrive i testi per un cabarettista di Zelig, magari non di primo piano, può guadagnare mille euro a puntata. Ma finita la produzione, se non ha un altro lavoro, non se la passa troppo bene. E poi c’è chi magari lavora su due o tre progetti contemporaneamente. Per dare un’idea generale, diciamo che un varietà di seconda serata può fruttare sui 5mila euro a puntata.
Quindi conviene muoversi su più fronti.
Capita molto spesso che gli autori tv lavorino su più progetti assieme. Io, in parallelo al lavoro con Luciana, ho scritto la sit com Colpi di sole, che è andata in onda questa estate. E ho in cantiere un altro progetto con un altro validissimo autore: Andrea Zalone. È una sit com che si chiama Kalashnikov. Parte dall’idea di Gomorra, di Saviano, ma ne traduce tutta quella materia in un contesto comico. In sostanza, immaginiamo una famiglia che vive a Napoli nelle condizioni descritte da Roberto Saviano nel libro. Lui dice che c’è gente che ammazza per 1500 euro. E a noi è venuto in mente che se quel tale ha moglie e figli, allora deve ammazzare almeno due persone al mese altrimenti non ce la fa…
Un’operazione coraggiosa…
Sì, io e Andrea pensavamo che difficilmente qualcuno avrebbe accettato le sceneggiature che abbiamo scritto. Ma Mediaset pare molto interessata. E stanno valutando…
Andrea Zalone è anche lui un autore per caso?
Assolutamente sì: lui faceva l’avvocato, subito dopo si è messo a fare il doppiatore di telefilm. Poi abbiamo cominciato a scrivere insieme. E lui si è innamorato di questo mestiere. Adesso è capo progetto di Crozza Italia, di Piloti e di Glob di Enrico Bertolino.
Cos’è un capoprogetto?
È la figura più importante in tv. È quella che deve avere più doti: drammaturgo, manager, organizzatore. Ed è il capoprogetto che sceglie la squadra di autori.
I guadagni?
Guadagna più di tutti, anche più dei registi. E in genere tratta la produzione a pacchetto, non è pagato a puntate.
Ci sono differenti figure autoriali?
Ogni genere televisivo ha specificità diverse. Io ho una passione per l’intrattenimento. Ma anche lì ci sono aree diversissime. C’è chi scrive quiz, chi ha il compito di preparare le scalette delle trasmissioni, di scegliere gli ospiti che interverranno individuando i più adatti ad animare lo show, e poi c’è chi scrive sit com e chi adegua i format stranieri al contesto italiano. Ognuna di queste figure ha un ruolo importantissimo.
Esistono scuole per diventare autori?
Non che io sappia. Forse ci sono corsi sparsi qua e là. Non saprei dal punto di vista universitario. Esistono scuole di scrittura, ma non è detto che sappiano formare alla scrittura televisiva.
E come si diventa autori tv?
Il modo più semplice per cominciare è scrivere testi per i comici. È più facile che qualcuno voglia sapere chi ha scritto quel testo ed entrare così in contatto con altri ambienti.
Raccomandazioni?
È difficile. Non perché non ci sia chi prova a inserirsi così, ma perché in tv se non funzioni sei fuori. Nessun gruppo di lavoro accetta volentieri di dover riscrivere i testi fatti male da qualcun altro.
Però contano molto le pubbliche relazioni…
Contano i rapporti personali: conta il carattere. Bisogna essere capaci di mediare, visto che si lavora sempre in gruppo. E poi conta molto la disponibilità: è un mestiere in cui non ci sono orari…
Tu sei un tipo mondano?
Io non soltanto non lo sono, ma ho anche un carattere poco incline alla mediazione, purtroppo.
Come si concilia con un contesto fatto molto di p.r.?
Io vivo vicino a Torino e vicino a Roma, in campagna, lontano da feste e salotti. E le mie case sono in posti dove il telefono ha poco campo. Mi difendo così.
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Anche mamma Rai è diventata web 2.0. Oltre al lancio di Rai.tv, il portale con nuova interfaccia e possibilità di podcasting, la tv pubblica è assiduo utente di Youtube (con cui ha stipulato un accordo), il popolare sito di condivisione di filmati. E, per l’appunto, lì la Rai pubblica i suoi video più popolari. Con successo. Dal 19 giugno sulla pagina Youtube che ospita il canale Rai, il numero di clip viste è cresciuto costantemente fino a toccare quota 500 mila. 40 mila i visitatori. Il filmato più amato? Quello che ha per protagonista lei, la Paris Hilton italiana, Luciana Littizzetto in versione “sex symbol” negli studi di Che tempo che fa, cliccato più di 56 mila volte. Eccolo:
Segue a ruota, con oltre 43 mila visualizzazioni, Sabina Guzzanti nei panni di Valeria Marini al mitico Pippo Chennedy Show:
- Tags: antonio-scurati, best-seller, Claudio-Magris, Dacia-Maraini, Fiera-del-Libro, leggere, libri, Lingotto, Luciana-Littizzetto, Niccolò-Ammaniti, Simone-Cristicchi, Torino, Wilbur-Smith
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51 mila metri quadrati di convegni, presentazioni, dibattiti, spettacoli… Di libri. Seimila in più rispetto allo scorso anno, per 1.414 espositori. È il biglietto da visita della Fiera del Libro di Torino, che dal 10 al 14 maggio torna al Lingotto promettendo anche quest’anno cifre da invasione: sono stati 300mila i visitatori accorsi nel 2006 affollando tutto quello che poteva essere affollato. Alla faccia di un’Italia che non legge e di un’era digitale che fa tremare la carta. E alla faccia della poesia dell’incontro, a tu per tu, con pagine da scoprire e sfogliare lentamente. Con questa edizione, la Fiera festeggia 20 anni. E lo fa superando i suoi confini: come sanno fare i libri, che mettono in contatto culture diverse e spingono allo scambio. Sono proprio i confini, intesi come ciò che separa e insieme unisce, il tema conduttore del salone declinato in diversi filoni. A rappresentarne l’aspetto storico, politico e sociale due centri di frontiera: Trieste e Istanbul. La prima, crocevia di popoli, è la città di Svevo, Saba, Joyce, Magris, e culla della psicoanalisi italiana: ne parleranno Susanna Tamaro con Pino Roveredo, e Giorgio Pressburger con Mauro Covacich, ma anche gli scrittori sloveni Miroslav Kosuta e Boris A. Novak, con Tatjana Rojc. E proprio da Trieste arriverà Riccardo Illy, autore del fortunato volume La rana cinese. La seconda, la città turca, ponte tra Occidente e Oriente, è la patria di Nazim Hikmet e di Orhan Pamuk: a discuterne con Silvia Ronchey, storica di Costantinopoli, gli scrittori Moris Farhi e Feridun Zaimoglu.

Il Paese ospite d’onore è la Lituania, nuovo confine dell’Europa a 25, che porta a Torino una cultura sofisticata e in dialogo con le principali correnti del continente. Tantissimi gli scrittori da tutto il mondo: il re dei best-seller, il sudafricano Wilbur Smith; dalla Cina Mo Yan; dalla Svezia, Per Olov Enquist; dall’Olanda, Arnon Grunberg; dalla Spagna Alicia Gimenez Bartlett; dalla Francia Tahar Ben Jelloun, Laurent Gaudé, Eric-Emanuel Schmitt; dal Brasile Martha Medeiros con il suo successo Il lettino; dal Libano Alexadre Najjar.
Tra gli italiani Milena Agus, Niccolò Ammaniti, Corrado Augias, Simone Cristicchi, Giuseppe Culicchia, Massimo Gramellini, Silvana La Spina, Luciana Littizzetto, Claudio Magris, Dacia Maraini, Antonio Scurati.Spazio poi anche alla piccola editoria con l’Incubatore, l’area riservata ai giovanissimi editori sorti negli ultimi 24 mesi. C’è anche la novità di un’area tutta dedicata ai ragazzi e molto, molto altro. Da annotarsi l’inaugurazione: il 9 maggio alle 18, nel padiglione 5, una notte bianca che si ispira al Bookstock, con cui nel 2006 si aprì l’anno di Torino Capitale Mondiale del Libro. Letture emozionanti e musica, da ouverture.
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