
Il giudice Liliana Cavani durante i provini (Credits: ufficio stampa)
Nove giorni di grandi interpretazioni. Si chiama così la maratona al Festival del Film di Roma che in nove giorni ha voluto consegnare al grande schermo giovani volti nuovi. Nello stand del Gioco del Lotto che ha organizzato l’evento, sono passati ragazzi venuti da un capo all’altro dell’Italia ma anche da oltre confine. Tutti si sono sottoposti al provino di circa cinque minuti dinanzi a tre giudici d’eccezione: i registi Liliana Cavani, Michele Placido e Marco Risi: un casting vero e proprio, simile a quello di di X Factor. Con la differenza che si recita e non si canta. Il vincitore, o la vincitrice, avrà una parte in una delle pellicole in preparazione per il prossimo anno. Ambra Quaranta, la salernitana trionfatrice dello scorso anno, è attualmente sul grande schermo nel film Matrimonio a Parigi con Massimo Boldi. In un solo anno ha partecipato anche a Manuale d’amore 3, alla fiction Il delitto di via Poma in onda tra breve ed al film di Claudio Risi Natale con i miei.
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Non era un eroe né si sentiva tale. Era un ragazzo di ventisei anni che voleva semplicemente fare il suo lavoro, il giornalista. Ma la camorra non gliel’ha permesso. Giancarlo Siani il 23 settembre 1985 è stato ucciso con dieci colpi di pistola, appena giunto sotto casa al Vomero con la sua Citröen Mehari verde: l’unico giornalista ucciso dalla camorra. E agli ultimi suoi quattro mesi di vita Marco Risi ridà voce con il film Fortapàsc, che il 27 marzo esce nelle sale italiane. Fortapàsc è un termine volutamente storpiato in napoletano che evoca il Fort Apache della tradizione western, per indicare lo stato di costante assedio da parte della malavita sotto cui si trovava la realtà campana.Interpretato da un ottimo Libero De Rienzo (lo stesso di Santa Maradona), Siani era giornalista - anzi, “abusivo, precario e a rischio” - al quotidiano Il Mattino, prima alla cronaca di Torre Annunziata, regno del boss Valentino Gionta, quindi a quella di Napoli. Tutto, in quel periodo, ruotava intorno agli interessi per la ricostruzione del dopo terremoto e Giancarlo vedeva, e capiva. Come un giglio nel fango, si muoveva fra camorristi, politicanti corrotti, magistrati pavidi e carabinieri impotenti.
Il regista di Mery per sempre riporta con lucido realismo e senza sensazionalismo la storia e la solitudine che avvolgeva il giovane, la sua umanità e normalità, senza stereotipi. Il cast è equilibrato con i toni del film e accanto a De Rienzo troviamo Valentina Lodovini nei panni di Daniela, la ragazza di Siani, e Michele Riondino in quelli di Rico, un amico e collega.
“Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”.
A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”.
Il trailer di Fortapàsc da YouTube: