
La band piemontese Marlene Kuntz
Dall’addio dei La Crus che hanno deciso di separarsi, ma non prima di pubblicare il loro ultimo album, all’esordio come scrittore del cantante dei Marlene Kuntz Cristiano Godano. Tra i concerti da non perdere, l’unica data italiana di Serj Tankian.
IL DISCO. Lasciarsi con un album, l’ultimo, quello dell’addio. I La Crus lo hanno fatto. Un disco per chiudere un’esperienza musicale nata nel 1993 e che vede la fine proprio nel 2008 e proprio con questo album dal titolo Io non credevo che questa sera. Un live registrato il 14 luglio del 2005 al Teatro Novelli di Rimini insieme con l’Orchestra da Camera delle Marche e che contiene, però, anche tre inediti. Con Io non credevo che questa sera si chiude una delle avventure musicali più interessanti e originali del panorama artistico italiano. I La Crus sono sempre riusciti a mettere insieme una forte attitudine alla musica d’autore con il piacere della sperimentazione a più livelli (rock, jazz e dance addirittura). L’unico rimpianto, come loro stessi hanno più volte confermato, è stato (e rimane) quello di non aver avuto il successo che si sarebbero in realtà meritati. (Warner Music, 15 euro).
IL LIVE. È già tutto esaurito da oltre un mese. L’unica data italiana (17 aprile all’Alcatraz di Milano, per l’organizzazione di Live in Italy) di Serj Tankian frontman dei molto noti System Of A Down sarà l’appuntamento ideale per tornare a sentire la sua voce potente e allo stesso tempo vibratamente modellata del cantante d’origine armena. Il suo primo, sino a ora, album da solista Elect The Dead (uscito lo scorso anno) ha già conquistato molti.
IL LIBRO. Sono tanti i cantanti e chitarristi che si erano dati, con alterne fortune, alla “letteratura”. A questa lista si aggiunge ora Cristiano Godano, voce e mente dei piemontesi Marlene Kuntz. Da poco è, infatti, uscito il suo debutto in libreria con il titolo I Vivi (15 euro Rizzoli). Non vi sveliamo il contenuto (ovviamente), ma il vocabolario ricco che Godano fa trasparire nei testi dei suoi album qui appare ancora più intenso e ricercato.

Arrivano vestiti in modo elegante e sobrio i Marlene Kuntz. A presentare il loro settimo album in studio dal titolo Uno ci sono tutti e tre: Cristiano Godano, voce e chitarra, Riccardo Tesio, chitarra, e Luca Bergia, il batterista. C’era molta attesa per questo nuovo lavoro della band cuneese. Ci si aspettava una svolta verso un suono decisamente meno aggressivo e ancora più ricercato rispetto agli altri album: così è stato. I testi rimangono, invece, una sorta di viaggio letterario. E proprio il titolo del cd Uno prende spunto da una frase contenuta in un libro di Nabokov: L’amore. Due persone in una, un solo pensiero, una sola ombra che cammina, ecco perché esiste un solo numero: UNO! E l’amore moltiplica infinite volte questa unicità.

Cristiano partiamo da qui: da Uno?
La canzone è un totale omaggio a Nabokov, come si può immaginare. Il libro da cui è stata tratta la frase è estrapolata da un libro nel libro che parla di uno scrittore mai esistito, ma citato dall’autore. Intorno a questa frase ce ne sono altre che il testo celebra. Aggiungo anche che, nel periodo in cui stavo leggendo Nabokov, mi sono imbattuto nella biografia ufficiale della moglie. Mi è arrivata così una forte sensazione di romanticità e credo di essere stato molto toccato dalle vicissitudini di questa coppia. Si dice che senza la moglie Vera Slonim, Nabokov non sarebbe diventato quello che poi è stato. Vale, quindi, la regola che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.
Nel booklet a ogni brano è accompagnato un breve racconto. Come avete scelto gli autori?
Amicizia prima di tutto, reciproco rispetto e, per alcuni, è valso il criterio della conterraneità. Marco Bosonetto e Gianmaria Testa sono cuneesi, mentre Paolo Conte è astigiano. Siamo lì. Stefano Benni e Carlo Lucarelli, invece, sono profondi conoscitori della nostra musica. Emidio Clementi, ex cantante dei Massimo Volume, è un amico di vecchia data.
Quale di questi scritti ti è piaciuto di più?
Siamo rimasti incuriositi laddove il testo in qualche modo suggeriva qualcosa di altro. Ma quello di Benni è davvero spettacolare.
Uno prosegue e, anzi, estremizza un concetto musicale a cui avevate dato corpo qualche tempo fa. E’ un giusta riflessione?
Quando abbiamo cominciato a lavorare a questo album ci siamo detti che non ci sarebbero state mezze misure. Visto che non ci interessa ammiccare a nessuno, ma ci interessava solo fare il disco che forse inseguivamo da qualche tempo.
C’è anche una maggiore sensibilità nel tocco. L’album live S-Low è stata una sorta di anticipazione di tutto ciò?
Sì, S-Low ci ha fatto capire tante cose. Come, per esempio, che ci poteva essere meno irruenza e, invece, maggiore attenzione agli arrangiamenti e alle dinamiche.
Possiamo considerare Uno come un concept?
E’ venuto fuori come un concept. In fondo ci siamo trovati a pensare che l’aspetto dell’amore e dell’universo femminile collegavano tutti i testi. C’era sempre una forte presenza delle donne e a noi piaceva immaginare che il tutto fosse legato alla musa ispiratrice. È, però, ben presente l’uomo che celebra poi queste donne.
Nel disco c’è una canzone, 111, che parla di un omicidio: un marito che uccide la moglie. Hai preso spunto da qualche fatto di cronaca in particolare?
Non uno in particolare. Sono suggestioni. Ma mi spiego meglio: se personalmente ho una cifra stilistica come scrittore di testi è anche perché ho un’attrazione verso le psicologie delle persone che combinano qualcosa di sbagliato, quindi, in questo caso, il parlare di una persona che l’ha combinata brutta.
...L’intervista continua poi a microfoni spenti. E vengono fuori un paio di chicche per fan irriducibili… (LEGGI QUI)


Riposti i taccuini in tasca e spenti i microfoni mi trovo, inaspettatamente, faccia a faccia con due dei Marlene Kuntz, il chitarrista Riccardo Tesio e il batterista Luca Bergia. Cristiano è impegnato con due interviste telefoniche, anche se prima reclama un caffè. Gli altri giornalisti, arrivati per la conferenza, sono già fuori dalla Virgin. Io, invece, rimango lì e cominciamo a parlare del più e del meno. Vengono fuori due aspetti che nella discussione di mezz’ora prima non erano emersi. Così, un po’ ingenuamente, chiedo se ci sarà ancora Gianni Maroccolo al basso. Ed è a questo punto che Riccardo mi dà la prima notizia: Gianni, che è il produttore dell’album, non sarà più con noi. I suoi impegni cominciano a diventare tanti. Il primo sarà il nuovo album dei Pgr“. Fermi tutti. Ecco la novità: i Pgr in studio dopo tre anni. Incasso la buona novella e vado avanti.
A questo punto chi sarà il bassista?
Stiamo provando una serie di persone, continua sempre Riccardo. Diciamo che siamo vicini alla scelta.
Ma state facendo una sorta di casting?
Non proprio, diciamo che i musicisti che abbiamo contattato hanno quasi tutti una certa attitudine ai Marlene.
In pratica avete deciso?
Sì, ci siamo vicini.
La mia piacevole chiacchierata continua in modo del tutto informale. E faccio presente di aver molto apprezzato il tour di Bianco Sporco (l’album precedente). Come sarà il nuovo però? Insomma, sarà difficile riprodurre i tanti colori di Uno. Luca dice subito che “Sarà dura, infatti, i suoni sono molti e i mesi che ci separano dall’inizio della tournée serviranno proprio a questo”.
Ricordo che due anni fa avevate con voi, per la parte suoni e tastiere, Rob Ellis. Cercherete un altro musicista che possa esservi d’aiuto?
Riccardo: Ci hai preso. Credo che i Marlene non saranno più in quattro, ma in cinque.
E chi sarà il quinto?
C’è un ragazzo di Cuneo molto bravo che molto probabilmente porteremo con noi. Lui suona il violino, ma anche il piano. Credo di poter dire che sarà lui.
Inizio del tour a gennaio, ma prima qualche data per carburare?
Luca: Parteciperemo a un paio di eventi, nulla di sicuro ancora.
Pago di quello che ho sentito e dopo aver registrato nella mia mente le loro parole, saluto e vado via, seguito da Riccardo che esce dalla sala conferenze subito dopo di me reclamando, col sorriso, anch’egli il suo caffè.

Breve carellata su eventi, dischi in uscita, anticipazioni e libri sulla musica.
MILESTONES, UN INCONTRO JAZZ (Bluenote).
Tra le migliaia di uscite discografiche che, ogni giorno, inondano gli scaffali dei negozi, c’è una che racchiude in sé un tocco di magia. È il progetto, chiamiamolo così, che vede protagonista Gino Paoli. E sarebbe abbastanza normale, o quasi, se ci fosse solo lui. Ma accanto a sé il cantautore genovese ha voluto i due trombettisti Enrico Rava e Flavio Boltro, il pianista Danilo Rea, il contrabbassista Rosario Bonaccorso e il batterista Roberto Gatto. In spiccioli: il meglio del mondo jazz italiano. Nel disco, che si intitola Milestones, un incontro jazz, appunto, questo strano sestetto gioca a jazzare con un brani dello stesso Paoli, a reinterpretarli, a farli vivere di una luce più soffusa e delicata di quanto non già lo fossero. Oltre a brani come Senza fine, Il cielo in una stanza, Una lunga storia d’amore, troverete anche classici del genere come Time after time, I fall in love too easily e Stardust.
BLACK STONE CHERRY, Omonimo, (Roadrunner).
Se avete necessario bisogno di una sferzata di rock puro, allora il nuovo dei Black Stone Cherry fa proprio al caso vostro. La band, proveniente dal Kentucky, si presenta potente e aggressiva quanto basta. Ricercata nei suoni di alcune canzoni e decisamente retrò in altre. Il sound che arriva all’orecchio è molto hard rock, sempre, però, armonizzato da una dote personale di inventiva positiva. Intuibile, inoltre, anche un’eco alla Sondgarden. Ci siamo capiti?
L’ANTICIPAZIONE. Conto alla rovescia per “Uno”.
Uscirà il 14 settembre il nuovo album dei Marlene Kuntz. Il settimo disco in studio della band cuneese si chiamerà Uno. Le indiscrezioni parlano di un album che avrà come filo conduttore sonoro l’elettronica e che, siamo sicuri, proseguirà nella ricerca sonora tanto visibile negli ultimi lavori, da Che Cosa Vedi in poi. Il booklet del cd conterrà anche dei brevi scritti di autori italiani che accompagneranno i testi delle canzoni: Carlo Lucarelli (111), Stefano Benni (Canzone ecologica), Tiziano Scarpa (Canto), Marco Lodoli (Elegia), Enrico Brizzi (Fantasmi), Gianmaria Testa (Ballata dell’ignavo), Marco Bosonetto (Negli abissi fra i palpiti), Babsy Jones (Sapore di miele), Emidio Clementi, ex Massimo Volume, (Stato d’animo), oltre al maestro Paolo Conte, che, a suo modo, commenterà Musa. Così abbiamo svelato anche la tracklist.
IL LIBRO. Sulle tracce di Jeff Buckley.
È da poco in tutte le librerie Dark Angel-I testi di Jeff Buckley. Un libro dedicato al cantautore statunitense scomparso, prematuramente e nel pieno della sua ascesa, per annegamento esattamente dieci anni fa. Il volume, che è stato scritto a due mani da Giulio Casale, leader degli Estra e notista della rivista Rockstar, e da Luca Moccafighe (tra i fondatori di LoneStar, la fanzine italiana dedicata a Buckley), ripercorre e analizza, attraverso i testi, il percorso di Jeff, dall’esplosione di Grace all’ultimo album, incompiuto. Il libro è edito dall’Arcana, prezzo 15 euro.