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“L’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria” disse Fortunato Depero nel 1931. Aveva ragione. Come da manifesto futurista, Depero si applicò ad ogni forma artistica, dalla pittura alla scultura, dalla poesia al teatro, passando attraverso l’architettura e l’editoria. Sempre con la stessa violenta energia. Creò manifesti, locandine, disegni, collage. E cartelloni pubblicitari e copertine. Era il 1928 quando l’artista tornò a New York per tenere le prime mostre personali negli Stati Uniti e realizzò una serie di copertine per Vanity Fair e Vogue; a New York scrisse il manifesto dell’arte pubblicitaria futurista, che diede alle stampe nel 1931.
Le forme e i colori di Depero non influenzarono solo il mondo dell’arte, ma anche il gusto comune: proprio quello su cui la pubblicità deve fare leva. Rovereto celebra ora il suo più grande cittadino e il Mart - il Museo d’arte moderna e contemporanea - racconta un Depero Pubblicitario, esponendo la sua ricca collezione di opere dell’artista integrata anche da “pezzi” italiani e americani provenienti da collezioni private. La réclame è una necessità per Depero, che reclamizza come primo prodotto lo stesso Depero.
La mostra DeperoPubblicitario: dall’auto-réclame all’architettura pubblicitaria prende il via insieme a un’altra occasione per fare un viaggio nella creatività del secolo scorso: Maestri del ‘900 da Boccioni a Fontana: la collezione di un raffinato cultore dell’arte moderna.
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- Tags: Alessandro-Mendini, arte, Carrà, Depero, design, Ettore-Sottsass-jr, Franco-Albini, Gio-Ponti, Marco-Zanuso, Mart, Morbelli, mostre, Vico-Magistretti
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Il meglio della creatività italiana del secondo Novecento è esposto al Mart di Rovereto nella rassegna Il modo italiano. Ci sono i grandi designer come Vico Magistretti, Ettore Sottsass jr, Franco Albini, Gio Ponti, Marco Zanuso, Alessandro Mendini. E poi le fotografie di reporter come Mario De Biase, e le opere dei grandi pittori del dopoguerra, come Depero, Carrà e Morbelli.
La rassegna non è soltanto uno sguardo sulla fantasia degli artisti. E’ anche la storia di un Paese che si reinventa grazie alla creatività. Il design italiano esposto al Mart nasce dalle macerie della guerra, quando le indusrtie italiane si trovano di fronte un Paese distrutto e da risollevare. Imprenditori illuminati, come Adriano Olivetti, decidono allora di rilanciare i consumi di massa. E puntano sulla ricetta che ha fatto nascere il marchio (e il mito) del made in Italy: unire l’utile al bello. Nelle industrie entrano disegnatori e architetti con un nuovo compito: reinventare gli oggetti d’uso quotidiano, renderli desiderabili, dare forma ai sogni. Nascono così i vasi di Melotti, i mobili di Mollino e di Pesce, le supellettili di Mendini. Pezzi ora esposti a Rovereto ma presenti anche in tutti i libri di storia del design, e universalmente riconosciuti come icone del bello. Di fianco a questi esemplari con prezzi da capogiro, al Mart ci sono anche oggetti famigliari al grande pubblico, come la la macchina per scrivere Olivetti Lettera 22 resa celebre da Montanelli o la caffettiera napoletana. Al loro fianco, alcune opere di grande pittura, in un un percorso espositivo che ripercorre il rapporto tra diverse discipline.
Il modo italiano
Design e avanguardie artistiche in Italia nel XX secolo
MartRovereto
Corso Bettini, 43
Rovereto (Tn)
Dal 2 marzo al 3 giugno 2007
www.mart.trento.it
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