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Matteo-Garrone

Il Divo e Gomorra vincono anche i Ciak d’oro

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  • Tags: Gomorra, Il-Divo, Matteo-Garrone, Paolo-Sorrentino
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Una scena del film Gomorra
Consegnati ieri sera a Roma i premi Ciak d’Oro 2009 ideati dal mensile di cinema Ciak diretto da Piera Detassis e votati dai lettori della rivista e da una giuria di 100 critici e giornalisti. Le scelte di pubblico e stampa specializzata confermano il successo de Il Divo e Gomorra, premiati rispettivamente con 5 e 4 Ciak d’oro.

Il Divo di Paolo Sorrentino vince per la miglior regia, per il miglior attore protagonista (Toni Servillo), per il miglior attore non protagonista (Carlo Buccirosso), per il miglior produttore (Andrea Occhipinti, Nicola Giuliano, Francesca Cima) e il miglior manifesto. A Gomorra viene attribuito il Ciak d’Oro per il miglior film, oltre che i riconoscimenti per il montaggio, la fotografia e la sceneggiatura.

Premi vanno anche a Il pranzo di Ferragosto di Gianni Di Gregorio (prodotto da Matteo Garrone) che vince per la miglior opera prima, il miglior sonoro in presa diretta e il miglior cast corale assegnato alle ‘vecchiette’ protagoniste del film. Quattro riconoscimenti per Fortapasc di Marco Risi, tra cui il Ciak d’Oro per la miglior colonna sonora di Franco Piersanti. Il “Colpo di fulmine” della stagione è l’attrice Valentina Lodovini. In un anno di titoli contraddistinti dalla grande coralità dei cast, Ciak ha voluto inoltre riconoscere lo straordinario lavoro collettivo dei ‘matti’ protagonisti di Si può fare di Giulio Manfredonia.

I lettori di Ciak e la giuria di critici e giornalisti hanno inoltre votato miglior attrice protagonista Claudia Gerini per Diverso da chi e miglior attrice non protagonista Micaela Ramazzotti per Questione di cuore di Francesca Archibugi. Come già annunciato, il Ciak d’Oro alla carriera è stato assegnato alla regista Liliana Cavani, come riconoscimento per l’originale percorso al femminile che ha saputo unire all’innovazione linguistica un’indagine provocatoria sulla sfera intima e sociale dell’individuo. Va infine a Focaccia Blues di Nico Cirasola il tradizionale premio Ciak d’Oro Mini-Bello e Invisibile, sponsorizzato da Mini Italia, che intende premiare il film più bello e, a giudizio della redazione, più ingiustamente penalizzato al botteghino. Il film premiato sarà in seguito editato in dvd e allegato al numero di novembre di Ciak.

  • redazione
  • Venerdì 12 Giugno 2009

Cannavaro, Gomorra e l’Italietta con cui fare i conti

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  • Tags: camorra, Fabio-cannavaro, film, Gomorra, libro, mafia, Matteo-Garrone, media, Napoli, oscar, Roberto-Saviano, stereotipi
  • 2 commenti

Fabio Cannavaro

Non si placano le polemiche su Gomorra, il film di Matteo Garrone tratto dal best seller di Roberto Saviano, che rappresenterà l’Italia alla notte degli Oscar 2009. Lo scorso aprile al Festival di Cannes era stato un addetto ai lavori, il regista napoletano Pasquale Squitieri, a criticare il film con toni aspri. Ma questa volta ad accendere la miccia è un rappresentante dell’italianità che col cinema ha poco a che fare: Fabio Cannavaro, il capitano della nazionale campione del mondo in Germania nel 2006 e ora in forza al Real Madrid, in un’intervista al settimanale Chi. “Spero che vinca l’Oscar, ma non gioverà all’immagine dell’Italia. Abbiamo già tante etichette negative”, afferma il campione di Napoli. L’indiscrezione passa ad alcune agenzie alcuni giorni prima della pubblicazione. E giù fiumi di inchiostro sui giornali e levate di scudi in difesa del film. Oggi però il fuoriclasse napoletano fa marcia indietro nel suo sito ufficiale. “L’affermazione che il film Gomorra leda all’immagine italiana all’estero non è virgolettata e quindi dichiarazioni non attribuibili a Fabio Cannavaro, ma ad interpretazioni personali del giornalista”, puntualizza. “La mia voleva essere una difesa nei confronti di chi non ha niente a che fare con la camorra e con quelli che vogliono investire in modo onesto, insomma di tutta la gente per bene che vive in quei territori, e la mia paura è che invece all’estero Napoli e la Campania vengano associate alla Mafia, alla spazzatura e non invece alle tante cose belle che ci sono”. Eppure c’è chi trova del tutto plausibili le ragioni della sua “entrata a gamba tesa” su Gomorra. “Cannavaro è un laico del mondo del cinema, estraneo al mondo dello spettacolo e per questo le sue opinioni possono risultare più innocenti. Credo che la sua uscita sia stata guidata più da amor patrio che spirito polemico, anche se è stata letta dai media in questo senso. Ma qualche ragione Cannavaro ce l’ha”, dice a Panorama.it il professor Mario Morcellini, preside di Scienze della comunicazione alla Sapienza. “Se il libro e il film possono indiscutibilmente avere un impatto positivo per la coscienza nazionale, d’altra parte il trasferimento in ambito internazionale può provocare un effetto opposto ingigantendo involontariamente alcune parole, soprattutto sugli spettatori non colti del film. Certo l’immagine dell’Italietta ormai non è più dominante, ma resiste e purtroppo dobbiamo ancora farci i conti”.

Il VIDEO servizio:

  • redazione
  • Giovedì 8 Gennaio 2009

È Gomorra il film che rappresenterà l’Italia agli Oscar

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  • Tags: Anica, Domenico-Procacci, Gomorra, Matteo-Garrone, oscar
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Gomorra
Immagine di scena di Gomorra

Gomorra, il film di Matteo Garrone tratto dal libro di Roberto Saviano sull’impero economico della camorra, è stato scelto oggi dalla commissione istituita dall’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) per rappresentare l’Italia agli Oscar nella categoria di miglior film straniero. Decisione presa all’unanimità.
Il film, già vincitore del Grand Prix della giuria a Cannes, ha battuto gli altri quattro candidati: Il divo di Paolo Sorrentino, Giorni e nuvole di Silvio Soldini, Tutta la vita davanti di Paolo Virzì e Cover boy di Carmine Amoroso.
“Ci contavo”, commenta a caldo il produttore di Gomorra Domenico Procacci subito dopo aver appreso la notizia, sperando che la pellicola, che in Italia ha incassato più di 10 milioni di euro, rientri anche nella nomination finale a cinque che sarà ufficializzata il 22 gennaio. “Per questo film si è registrato tanto consenso in Italia ma anche fuori. Abbiamo un’ottima distribuzione negli Stati Uniti, la Ifc, e una buona strategia di promozione con la partecipazione a tanti festival: dopo Toronto il film sarà a New York e a Chicago”, aggiunge Procacci. Gioia doppia per lui, per il fatto “che la decisione sia stata presa dall’Anica all’unanimità. Forse è vero che stiamo vivendo un momento meno polemico, con un clima più costruttivo”. Lo scorso anno La sconosciuta di Tornatore fu scelta con otto voti contro i sette di Mio fratello è figlio unico.

“Una candidatura meritata, sono felicissimo. È il più bel film di Matteo e quello a cui io tengo maggiormente, forse anche più che a Pranzo di Ferragosto“: è invece il commento di Gianni di Gregorio, cosceneggiatore del lungometraggio di Garrone e regista esordiente con Pranzo di ferragosto, premio opera prima a Venezia.

Potere, soldi e sangue: Gomorra è un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra, “un film di guerra ambientato nel 2007 a 150 chilometri da Roma”, secondo le prime parole usate dal regista.
Girato nei luoghi più degradati delle periferia napoletana, con immagini crude e alta tensione, racconta la potenza della camorra infiltrata nella realtà del territorio. Tra i protagonisti Toni Servillo, che interpreta un personaggio coinvolto nel giro dei rifiuti tossici che il Nord esporta al Sud, Salvatore Cantalupo, nel ruolo del sarto che si vende ai cinesi, Gianfelice Imparato, cassiere dei camorristi, la cantante Maria Nazionale e molti ragazzi che Garrone ha scelto tra gli abitanti del desolante quartiere delle Vele, tra cui i due giovani spacconi Marco e Ciro.
Il film è prodotto da Fandango, in collaborazione con Rai cinema e Sky, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e distribuito da 01.

  • redazione
  • Mercoledì 24 Settembre 2008

A Cannes Palma d’oro per La classe. E trionfano gli italiani

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  • Tags: Cannes, Gomorra, la-classe, Matteo-Garrone, Paolo-Sorrentino, roberto-savinao
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Palma d’oro per la Francia: l’ha vinta La Classe (Entre les Murs), film di Laurent Cantet che si vedrà anche in Italia distribuito da Mikado. È la storia di un anno scolastico in una seconda superiore in un sobborgo qualunque di una città francese e dentro c’è un microcosmo della Francia contemporanea, ma si potrebbe dire anche d’Italia. Per l’Italia è stato un en plein: entrambi i film in concorso, Gomorra e Il Divo sono stati premiati. Il film di Matteo Garrone tratto dal bestseller di Roberto Saviano, di cui Sean Penn pare fosse entusiasta, ha ottenuto il Grand Prix Speciale della giuria, il riconoscimento assegnato al film che mostra maggiore originalità o spirito di ricerca. Ha ottenuto il premio della Giuria Il Divo di Paolo Sorrentino, l’aspro ritratto del potere e della politica italiano, ispirato dalla figura di Giulio Andreotti. “Mi considero il portafortuna di Paolo Sorrentino e Matteo Garrone” ha detto scherzando Toni Servillo, protagonista di due film italiani in concorso, Gomorra e Il divo. “Era dal ‘72″ ha ricordato l’attore “che due italiani non vincevano due premi cosi’ importanti: il cinema italiano torna con un linguaggio moderno a parlare della realtà e se ne sono accorti in tutto il mondo”.

Il trailer di Gomorra

  • redazione
  • Domenica 25 Maggio 2008

Gomorra, il film nelle sale italiane (in anticipo su Cannes)

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  • Tags: Colin-Farrell, Gomorra, In-Bruges, Matteo-Garrone, Roberto-Saviano
  • 5 commenti


Gomorra

Con gli occhi inevitabilmente puntati alla Croisette, dove il Festival di Cannes entra nel vivo, il weekend al cinema permette di vedere uno dei candidati italiani alla Palma d’oro più attesi, Gomorra. E dal 16 maggio nelle sale anche il noir malinconico In Bruges - La coscienza dell’assassino.

GOMORRA
Visto il successo internazionale del libro di Roberto Saviano da cui è tratto, Gomorra è il film che tutti hanno sentito nominare e tutti attendono. Matteo Garrone è il regista a cui è spettato il compito di tradurre su grande schermo l’opera di Saviano, che non è né romanzo né reportage, sui meccanismi della camorra visti da dentro. Per farlo ha scelto di dividere il magma della narrazione in cinque vicende che si inseguono tra di loro e si intrecciano. C’è la storia di Totò, quella di Don Ciro e Maria, quella di Franco e Roberto, la storia di Pasquale, e quella di Marco e Ciro. Tra i personaggi principali Toni Servillo (Franco).
In un paesaggio violento e spietato, apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra, tra la provincia di Caserta e quella di Napoli, dove quasi mai si può scegliere e quasi sempre si deve obbedire. Potere, sangue e soldi sono i valori della vita “comune”. Qui il trailer da Youtube:

Una pellicola bella e tremenda, che non fa sconti. Terribile e diretta. In Italia esce in quattrocento sale, ancor prima della sua proiezione a Cannes, dove la passerella è per il 18 maggio (per ragioni di sicurezza la presenza di Saviano non è ancora certa).
“Negli ultimi trent’anni la camorra ha ucciso quattromila persone, più di ogni altra organizzazione criminale o terroristica. Più dell’Ira, più dell’Eta, più del terrorismo islamico, più di Cosa Nostra” dice Saviano, a cui proprio in questi giorni sono arrivate nuove minacce di morte. “Le vicende a cui assisterete si ispirano a fatti realmente accaduti e che continuano ad accadere nei quartieri napoletani come Scampia e nelle zone del Casertano. Lì, come in altri luoghi, la vita di migliaia di uomini e donne, molti dei quali giovani, è condizionata dal potere criminale e dalla sua violenza”.

IN BRUGES
Trasferta belga per Colin Farrell, dopo il set britannico di Sogni e delitti con Woody Allen. E ha ancora a che fare con omicidi, diretto da Martin McDonagh, ma questa volte le atmosfere non sono per nulla cupe e velano anzi un divertente umorismo.
Girato nell’omonima cittadina belga, la località medievale meglio conservata del Paese, In Bruges - La coscienza dell’assassino racconta la storia di due killer a pagamento, Ray (Farrell) e Ken (Brendan Gleeson). Purtroppo per loro un lavoro è andato storto e il loro boss londinese (Ralph Fiennes) ha ordinato ai due assassini, proprio prima del Natale, di recarsi nella storica città fiamminga per un paio di settimane ad aspettare che si calmino le acque.
In attesa di qualcosa che non sanno, i due diventano improbabili turisti. Ray, ancora sconvolto per il bagno di sangue a Londra, odia il luogo, mentre Ken sente che la sua mente e la sua anima sono addolcite dalla bellezza e dalla serenità della città. E intanto fanno degli strani incontri con la gente del posto. Il trailer da Youtube:

  • simona.santoni
  • Venerdì 16 Maggio 2008

Cannes 2008: la Croisette parla italiano

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  • Tags: Cannes, Francesco-Munzi, Franco-Brogi-Taviani, Marco-Tullio-Giordana, Matteo-Garrone, Paolo-Sorrentino, Sergio-Castellitto
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È ispirato a una foto di David Lynch firmata da Pierre Collier il manifesto ufficiale della 61ma edizione del Festival di Cannes (14-25 maggio). Un omaggio al genio di David Lynch con l'immagine leggermente sfocata e inquietante di una donna bionda platino, smalto e rossetto rosso vivo, che si copre gli occhi con una maschera nera. Sarà proprio questa foto a campeggiare sul Palazzo del cinema di Cannes come sui molti manifesti presenti lungo la Croisette.

Matteo Garrone e Paolo Sorrentino, Gomorra e Il divo, concorreranno per l’Italia al 61° festival di Cannes (dal 14 al 25 maggio). A unirli, oltre alla partecipazione al concorso, all’età (entrambi non ancora quarantenni) e al numero di film girati (per entrambi si tratta della quarta opera), è Toni Servillo, protagonista dei due film. In triade generazionale entra anche Francesco Munzi con Il resto della notte, invitato alla prestigiosa “Quinzaine des Réalisateurs”.
Se “la meglio gioventù” del cinema italiano cresce in fretta e con risultati sorprendenti, Marco Tullio Giordana si conferma ancora una volta un autore amato da Cannes e dalla critica internazionale. Il suo nuovo film, Sangue Pazzo, verrà presentato in selezione ufficiale, accompagnato da Monica Bellucci, Luca Zingaretti e Alessio Boni.
Inoltre, al workshop annuale tra ventidue produttori di cinema europeo di qualità Daniele Mazzocca rappresenterà l’Italia.
E come a sottolineare la massiccia presenza italiana sulla Croisette, l’attore, regista e sceneggiatore Sergio Castellitto farà parte delle Giuria internazionale.

Il VIDEO servizio:

  • redazione
  • Mercoledì 23 Aprile 2008
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