
La gioia di Giuliano Razzoli, unica medaglia d'oro della spedizione azzurra - Epa
“Arrivederci a Sochi 2014“. In molti, nella squadra azzurra alle Olimpiadi di Vancouver (sfoglia le nostre gallery) che si sono concluse ieri notte, non avranno neppure salutato gli altri atleti del mondo con questa frase.
Per sopraggiunti limiti d’età. E per la necessità di rifondare.
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La pattinatrice azzurra Carolina Kostner, da Bolzano - Lapresse
Con una battuta troppo facile, si può dire che spetta a lei, Carolina la divina, il compito di rompere il ghiaccio. Quello che separa, per ora, l’Italia dall’oro, a Vancouver 2010.
Lo sapremo domattina alle 5.40, ora (italiana) di inizio della prova di pattinaggio di figura femminile. A meno di impreviste sorprese precedenti nello Slalom Gigante maschile (in corsa Mölgg e Blardone).
Che il bilancio di medaglie azzurre non sarebbe stato lo stesso di Torino 2006 era in fondo prevedibile, ma un’Italia a “zeru tituli” no, per favore: un oro renderebbe il medagliere azzurro sicuramente più nobile. Dopo le delusioni di Zoeggler, Fabris e del fondo, una sorpresa positiva ci vuole.
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Il 20enne Alessandro Pittin, speranza azzurra nella Combinata Nordica - Epa
Due giorni ai Giochi Olimpici invernali di Vancouver. Olimpiadi sull’Oceano e, a quanto dice il meteo, con neve incerta. Ma emozioni sicure. Come quelle di quattro anni fa, a Torino, le seconde Olimpiadi italiane nella storia (dopo Roma 1960), un grande successo di pubblico e spettacolo.
Allora l’Italia si piazzò nona nel medagliere con il buon bottino di 11 medaglie di cui 5 d’oro. E il grande pubblico scoprì con curiosità ed entusiasmo il Curling, la grinta di Armin Zöggeler (di recente intervistato proprio da Panorama), la velocità di Enrico Fabris, la grazia di Carolina Kostner, la tenacia di Giorgio Di Centa.
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