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Michael-Moore

Lo spot Chrysler è pro Obama? E’ polemica negli Usa - Video

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  • Tags: Chrysler, Clint-Eastwood, Michael-Moore, spot
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Il nuovo spot firmato Chrysler che è stato mandato in onda durante il Super Bowl di domenica scorsa

Il nuovo spot firmato Chrysler che è stato mandato in onda durante il Super Bowl di domenica scorsa

Il nuovo spot firmato Chrysler, mandato in onda durante il Super Bowl di domenica scorsa, ha subito suscitato numerose polemiche. Nelle parole del testimonial Clint Eastwood, infatti, da sempre repubblicano, molti hanno invece letto un messaggio di incoraggiamento per il candidato democratico Barack Obama, che si sta per ripresentare agli elettori per il secondo mandato. Continua

  • redazione
  • Martedì 7 Febbraio 2012

Michael Moore e la crisi del capitalismo, con ironia: “Lo humour è meglio dell’alcol”

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  • Tags: Capitalism: a Love Story, Cinema, Michael-Moore
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Michael Moore

di Manuela Grassi

Capitalism: a Love Story, l’ultimo documentario di Michael Moore (nei cinema il 30 ottobre) racconta il crollo del sistema economico americano ed è un ritorno alle origini: Continua

  • redazione
  • Venerdì 30 Ottobre 2009

Da Tom Ford a Michael Moore: a Venezia l’invasione yankee

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  • Tags: Festival del Cinema di Venezia, George Clooney, George-Romero, John-Hillcoat, Matt Damon, Michael-Moore, mostra-del-cinema, Tom-Ford
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Bad lieutenant: Port of Call New Orleans di Werner Herzog

TUTTI I FILM IN CONCORSO

Venezia vuole cancellare le mancanze della scorsa edizione tingendosi di star. Sono ben sei gli americani in concorso alla Mostra del cinema, che stende il tappeto rosso dal 2 al 12 settembre. D’altronde l’edizione 2008, a parte l’eccezione dell’acclamato ritorno di Mickey Rourke con The Wrestler (Leone d’oro), era stata opaca e priva di divi e divinità, tanto che molti media avevano dato forfait dopo aver letto il programma.
“Sulla carta la Mostra 2009 sembra buona, e il red carpet darà al festival il glamour di cui penso abbia bisogno”, ha detto Lee Marshall, critico cinematografico di Screen International.

Tra i sei americani “veneziani” - che fanno da contraltare al solo Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino di Cannes 2009 - c’è A single man, con il debutto alla regia dello stilista più sexy, il texano Tom Ford, che firma anche la coproduzione e la sceneggiatura insieme a David Scearce. Intepreti: Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode. Tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood, uno dei primi libri-manifesto del movimento di liberazione gay, il film racconta una sola giornata, nella Los Angeles del 1962, del professore George, che si trova ad affrontare la tragica perdita del compagno di vita Jim, morto in un incidente stradale, tra lo sdegno del suo vicino di casa, marito della signora Strunk, che prova disgusto per la sua omosessualità.

Anche se ha fatto arrabbiare il regista originario Abel Ferrara, che ne tiene le distanze, ci sarà anche Bad lieutenant: Port of Call New Orleans di Werner Herzog, remake de Il cattivo tenente, cult del 1992 con Harvey Keitel. La pellicola, con Nicolas Cage, la bella Eva Mendes che fa sempre molto red carpet e Val Kilmer, è un thriller nella New Orleans post-Katrina.

Anche zombie al Lido con Survival of the dead di George Romero. I morti viventi questa volta si risvegliano su un’isoletta al largo della costa nordamericana e ci si porrà di fronte a un nuovo dilemma etico: è giusto ridare morte a madre o cugino appena morti per cause del tutto naturali.

Atmosfere post-apocalittiche, invece, in The road di John Hillcoat (dal romanzo premio Pulitzer di Cormac McCarthy, lo stesso di Non è un paese per vecchi). Due sopravvissuti, un padre (Viggo Mortensen) e il suo giovane figlio attraversano un’America desolata distrutta da un misterioso cataclisma, in un mondo alla deriva e violento dove non c’è più nulla da mangiare. Nel cast anche Charlize Theron, Guy Pearce, Robert Duvall.

Il solito Michael Moore prosegue con le sue battaglie, questa volta attaccando il capitalismo con il documentario Capitalism: a love story.

Life during wartime di Todd Solondz è invece il sequel di Happiness, per molti uno dei film più urticanti della storia del cinema. In scena ancora una volta la lotta corale di tanti personaggi che cercano il loro spazio in un mondo imprevedibile e volubile, si intrecciano e si scontrano creando un ritratto caleidoscopico ed emotivamente evocativo dei prigionieri dell’amore e della vita ai tempi della guerra.

Accanto ai sei rappresentati a stelle e strisce a sfidarsi per un Leone d’oro, c’è molta Hollywood anche fuori concorso. Non può mancare in Laguna l’attore che in Italia è di casa e ha casa, George Clooney, che appare in The Men Who Stare at Goats, film su un reporter americano in Iraq che si imbatte in un’unità militare che utilizza monaci guerrieri con poteri paranormali. E ci saranno anche Matt Damon in The Informant! di Steven Soderbergh, altro attacco al capitalismo, e Richard Gere in Broolyn’s Finest di Antoine Fuqua, fatale blitz antidroga a nord di Brooklyn…

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The road di John Hillcoat

  • simona.santoni
  • Martedì 1 Settembre 2009

Tim Burton, Michael Moore, Meryl Streep: il cinema di oggi

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  • Tags: Alice in Wonderland, Cinema, Festival del Cinema di Venezia, Jane-Birkin, Meryl-Streep, Michael-Moore, Serge-Gainsbourg, Tim Burton, Venezia-66
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Alice in Wonderland
Immagine del film di Tim Burton Alice in Wonderland

Arriva la nuova favola firmata Tim Burton, Alice in Wonderland. La piccola Alice è nel Paese delle meraviglie pensato secondo il gusto gotico e visionario del regista, tra tecnologie visive e di fotografia tra live action, motion capture e stop motion. In questo universo di magie e travestimenti non poteva mancare Johnny Depp, alla sua sesta collaborazione col filmaker, che è il il Cappellaio Matto. E ci sono anche la moglie di Burton, Helena Bonham Carter, e Anne Hathaway. “Con Alice volevo realizzare un film duro… Intendo dire più vicino alla realtà che alla fantasia” ha detto Tim Burton.
Panorama.it presenta qui il primo teaser trailer in italiano.

Michael Moore
Michael Moore

A due giorni dalla conferenza stampa di presentazione della Mostra di Venezia, corrono anticipazioni sui film che animeranno la 66esima edizione. Dagli Usa accanto agli horror di Joe Dante e George Romero fuori competizione, il concorso ospiterà quattro titoli: Capitalism: A Love Story di Michael Moore, doc sul tracollo del sistema finanziario americano; The Informant di Steven Soderbergh, con il chimico imbolsito Matt Damon; Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans, il remake del Cattivo tenente di Abel Ferrara diretto da Werner Herzog, e l’animazione Where the Wild Things Are di Spike Jonze.
Meryl Streep e Amy Adams
Meryl Streep e Amy Adams

Meryl Streep e Amy Adams fanno di nuovo coppia. Dopo lo straordinario duetto di suore ne Il dubbio, le due si ritrovano in Julie & Julia (uscita il 7 agosto negli Usa, il 30 ottobre in Italia), una storia di donne con molte somiglianza e molte differenze, tra cui i decenni che le separano. L’una è Julia Child, che negli anni ‘60 ha rivoluzionato con un libro e un programma televisivo il modo di cucinare delle casalinghe americane, e Julie Powell, scrittrice fallita che, nel 2002, ha deciso di raccontare in un blog i suoi progressi attraverso le 524 ricette del ‘capolavoro’ pubblicato nel 1961, Imparare l’arte della cucina francese.

Serge Gainsbourg e Jane Birkin
Serge Gainsbourg e Jane Birkin

La vita di Serge Gainsbourg, il compositore maledetto d’Oltralpe dal fisico smilzo, la faccia sgualcita e il grande charme, diventa film. Con grande attesa del pubblico francese. La pellicola è diretta da Joann Sfar e si intitola Gainsbourg (vie héroïque). Nei panni di Gainsbourg c’è l’attore Eric Elmosnino, in quelli di sua moglie Jane Birkin, l’inglese Lucy Gordon, che si è suicidata il 20 maggio scorso, a 28 anni. Letitia Casta è Brigitte Bardot, amante di Gainsbourg. In Francia, la pellicola uscirà il 20 gennaio 2010.

  • simona.santoni
  • Martedì 28 Luglio 2009

Slacker Uprising: il ritorno di Michael Moore

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  • Tags: Michael-Moore, slacker-uprising
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 Michael Moore

Un po’ tournée da rockstar, un po’ spettacolo di satira, un po’ comizio elettorale, dal 23 settembre è uscito Slacker Uprising, ultimo documentario di quel fastidioso di Michael Moore. Per la gioia dei suoi fan - e meno di John McCain e dei supporter repubblicani - il film, che torna a parlare di politica, è scaricabile gratuitamente dal sito slackeruprising.com per chi vive in Usa e Canada. Gli italiani per ora devono accontentarsi di guardarlo su YouTube, dove è disponibile in versione integrale e originale. Un regalo che Moore fa ai suoi ammiratori, in occasione del ventesimo anno dal suo debutto cinematografico con Roger & Me.
Slacker Uprising documenta il tour, costato due milioni di dollari, che il regista premio Oscar di Bowling for Columbine e Fahrenheit 9/11 ha compiuto prima delle elezioni presidenziali del 2004, in 62 città di 20 stati americani per spronare gli slackers (letteralmente “lazzaroni”), soprattutto giovani astensionisti fra i 18 e i 29 anni, a votare. E preferibilmente democratico.
Da Big Rapids (Michigan) a Tucson (Arizona), da Ames (Iowa) a Las Vegas (Nevada), da Albuquerque (New Mexico) a Tampa (Florida)… In altrettanti college il “grillo parlante” Moore ha diffuso il suo verbo, nei giorni precedenti al testa a testa tra George Bush e John Kerry, con in capo l’immancabile cappellino colorato, accolto da un tripudio da star. Per convincere i ragazzi a votare ha regalato biancheria pulita e un piatto di pasta come merce di scambio, suscitando risate e ovazioni. Le ire repubblicane non erano tardate, accusando il filmmaker, dalle pagine dei quotidiani, di “influenza illegale”.

Ad accompagnare Moore sui vari palchi si sono alternati personaggi dello spettacolo, come Eddie Vedder dei Pearl Jam, Roseanne Barr, Joan Baez, Tom Morello dei Rage Against the Machine, i R.E.M., Steve Earle e Viggo Mortensen, quest’ultimo con maglia bianca e blu e una scritta rossa a campeggiare “Vote”. Ma hanno dato il loro contributo anche persone più “comuni”, come Celeste e Alfred Zappala, genitori di Baker, soldato della Pennsylvania Army National Guard morto in un’esplosione a Baghdad. O Fred D’Amato, veterano della guerra in Vietnam, che ha mostrato alla platea l’adesivo “Bring them home”, “Riportali a casa”. Riferimenti ed accuse all’amministrazione Bush sono evidenti lungo lo scorrere di un’ora e quaranta minuti di film.

Anche se il lungometraggio racconta gli sforzi del regista per spingere i giovani di entrambi i partiti a votare, Moore spiega infatti che il documentario è pure un “omaggio ai giovani elettori che salveranno il paese da altri quattro anni di governo repubblicano”. Con la speranza di ottenere una maggiore partecipazione alle elezioni di novembre.
Non a caso il documentario termina con i giovani di Tallahassee, ultima fermata del tour del 2004, che rispondono a Moore con il coro “One more day”, e le scritte di chiusura dicono: “Il giorno dopo Tallahassee è andata a Kerry”. “Come 54 delle 62 città toccate dallo Slacker Uprising Tour”. “Il numero record di 21 milioni di giovani elettori ha espresso il suo voto il 2 novembre”. “Hanno votato a favore di Kerry”. “Purtroppo i loro genitori hanno votato per Bush”. “La vittoria di Bush ha il margine più stretto della storia per un presidente americano rieletto”.
E ancora: “I repubblicani hanno rischiato di perdere”. “La prossima volta non saranno così fortunati”.

Per chi non vive negli Stati Uniti o in Canada e non può scaricare Slacker Uprising gratuitamente, in alternativa potrà acquistare il Dvd su Amazon e Netflix dal 7 ottobre, o direttamente sul sito del film al prezzo di 9,95 dollari.

Qui Slacker Uprising in versione integrale da YouTube:

  • simona.santoni
  • Mercoledì 24 Settembre 2008

Salina Doc Fest, al via il primo festival dei documentari

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  • Tags: concorso, Festival-cinematografico, Giovanna-Taviani, Isole-Eolie, Italia, Michael-Moore, paesaggi, paese, rassegna, Salina-Doc-Fest, Spike-Lee
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Che cosa succede quando la passione per il racconto della realtà si unisce alla bellezza dei luoghi? Nasce il Salina Doc Fest, il primo Festival del Documentario, ideato da Giovanna Taviani, che si terrà sull’isola di Salina dal 21 al 23 settembre, anticipato da quattro giorni di retrospettiva sul genere, una sorta di pre festival, denominato Documentiamoci.

Sull’onda del successo dei lavori di Michael Moore, si sono dedicati a questo genere grandi registi, come Spike Lee, e giovani cineasti ai quali è dedicato il 1° concorso per documentari. E dopo Bowling a Columbine e Fahrenheit 9/11 il pubblico ha ripreso ad appassionarsi a questo tipo di produzioni. “Il documentario” spiega Giovanna Taviani “non è solo reportage o passiva registrazione dei fatti, ma vuole essere una ricostruzione della realtà attraverso uno sguardo personale, che non esclude il ricorso all’ibridazione dei generi”. E così sull’isola scelta da molti registi come ambientazione dei loro film (come Nanni Moretti e Massimo Troisi) ci sarà spazio per pellicole lunghe e corte, per documentari famosi e per quelli poco conosciuti, oltre ad incontri e spettacoli teatrali, perché come ogni festival anche il Salina Doc Fest cerca di offrire il maggior numero di appuntamenti per attrarre e conquistare gli spettatori.

C’è sete di realtà, una realtà che a volte mostra paesaggi di straordinaria bellezza e altre volte macerie di un paese in disfacimento, come documentano i nove film finalisti del concorso (quest’anno titolato Il mio paese). “Tutte le opere selezionate” racconta Giovanna Taviani “trasmettono un comune senso di spaesamento: c’è l’immigrato catapultato nelle grandi capitali di Europa di Welcome Europe; il transessuale a cui non è permesso diventare quello che realmente è (La persona De Leo N).; la tragica libertà conquistata al prezzo della deviazione mentale di Grido; lo straniamento del barbone che ha scelto di vivere sui treni notturni di Il Passaggio della linea. E poi” continua l’ideatrice del festival ” c’è la rabbia degli adolescenti senza volto del carcere minorile di Napoli di Nisida; la fallimentare parabola di Carlo Petrini nel mondo del calcio corrotto di Centravanti nato; l’affermazione di esistenza dei gitani di Barcellona di Cun Tunis. E poi” spiega ancora Taviani “c’è chi si ribella allo spaesamento, rivendicando la propria identità nelle montagne curde (Primavera in Kurdistan), o tornando in Sicilia, nella propria terra natale, per investigare, dopo anni di assenza, sul mistero di Provenzano (Il fantasma di Corleone)”.

  • giulia.crepaldi
  • Martedì 18 Settembre 2007

Torna il grande cinema: da Sicko a Shrek, ecco i film in uscita

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  • Tags: Andrea-Porporato, Cannes, Cinema, Cristian-Mungiu, Espiazione, film, Hairspray, Il-dolce-e-lamaro, Keira-Knightley, Kim-Ki-Duk, La-ragazza-del-lago, Lido, Michael-Moore, settembre, Shrek-terzo, Sicko, Simpson, speciale-venezia-2007, Toni-Servillo, valeria-golino, Venezia
  • 6 commenti


Tra orchi verdi che diventano principi e pupini gialli con tutti i vizi umani all’ennesima potenza. Da storie drammatiche di povertà e aborti illegali a denunce accanite contro la malasanità. Il cinema di fine estate è pronto a lanciare i suoi titoli forti, limitando al minimo quest’anno il cartello “chiuso per ferie”, mentre già Venezia è in fibrillazione per la Mostra internazionale del cinema, che riempirà il Lido di star e proiezioni dal 29 agosto all’8 settembre.
Film di Cristian Mungiu<br>  [i](Foto: Lucky Red)[/i]
Venerdì 24 agosto, invece, approdano nelle sale italiane due filmoni direttamente dall’ultimo festival di Cannes: il vincitore della Palma d’oro 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni del rumeno Cristian Mungiu, una microstoria di vuoto, gravidanza indesiderata e tristezza nella Romania prima della fine del comunismo, e Sicko, il documentario contro il sistema sanitario americano del solito Michael Moore, già trionfatore alla Croisette con Fahrenheit 9/11.

La Romania degli anni 80 in 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. Il videoservizio:

Qui sotto un video (da Youtube) di Sicko, in inglese con sottotitoli in italiano:

Ma è presto tempo anche di sane risate, con un simpatico e geniale cartoon per grandi e piccini, atteso, anzi attesissimo: Shrek terzo. Il 31 agosto ritorna la fiaba più strampalata che fa il verso a tutte le fiabe, sovvertendo le loro regole. L’orco buono avrà al suo fianco gli amici di sempre, il chiacchierone Ciuchino e il nobile Gatto con gli stivali (a cui dà la voce Antonio Banderas anche in italiano), per un’altra esilarante avventura. Ecco il trailer (da Youtube):

Il 31 agosto segna anche l’uscita di Soffio, nuova opera del regista coreano più amato, Kim Ki-Duk, già autore di La Samaritana, Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera e Ferro 3-La casa vuota, Leone d’Argento a Venezia nel 2004.
Per un’esplosione di irriverenza, cinismo e ilarità mescolati insieme bisogna attendere il 14 settembre, con I Simpson - Il film: dopo vent’anni di tv la famiglia più politically scorrect d’America approda al grande schermo, e c’è da giurare che quei “musi gialli” di Homer & cari sapranno adattarsi al passaggio. Qui sotto un assaggio (da Youtube):

Arriveranno presto al cinema anche le novità che faranno il debutto d’onore al Lido di Venezia: già il 5 settembre approda l’italiano Il dolce e l’amaro di Andrea Porporato, con Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro. Il 21 settembre è tempo di Espiazione dell’inglese Joe Wright, film d’apertura della Mostra del cinema, con James McAvoy e la bella ex piratessa Keira Knightley.

Il 14 settembre esce l’interessante noir italiano La ragazza del lago, del debuttante Andrea Molaioli, collaboratore di Nanni Moretti che conta su un cast di talenti come Valeria Golino e Toni Servillo. Da tenere d’occhio anche Hairspray, il musical americano che negli States ha ottenuto un sorprendente successo, con John Travolta che torna a ballare ma… nei panni di una casalinga oversize. Uscita: il 28 settembre. Da vedere!

Arriva Shrek terzo e l’orco fa subito record. Il VIDEO servizio:

  • simona.santoni
  • Giovedì 23 Agosto 2007

Al Festival di Cannes il documentario è très chic

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  • Tags: Andrey-Paunov, Barbet-Schroeder, Cannes, Carmen-Castillo, Cinema, Croisette, documentari, festival, Jacques-Vergès, Leonardo DiCaprio, Michael-Moore, nicolas-philibert, u2
  • Un commento


Guarda la GALLERY di Cannes

Nascono ancor prima del cinema, con la fotografia. E per molti i filmati dei fratelli Lumière L’uscita dalle officine Lumière (1895) e L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat ne fanno già parte. Li si considera produzioni realistiche e piuttosto impegnate, magari talvolta anche noiose, e in Italia sono stati identificati per anni con Piero Angela. Anche se oggi fanno veramente chic. E Cannes lo dimostra. I documentari riempiono infatti la 60esima edizione du Festival. Nessuno dei tanti docu presenti è in concorso, ma si ricordi che Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, a metà tra film e documentario, vinse la Palma d’Oro nel 2004. Ai francesi piace sentirsi impegnati. E alle star hollywoodiane ancor di più. Ed ecco, infatti, che Leonardo DiCaprio, lo stesso di Titanic, ha portato alla Croisette The 11th Hour, di cui è creatore, produttore, scrittore e voce narrante: una denuncia ambientalista, realizzata insieme alle registe Leila Conners Petersen e Nadia Conners. Il trio ha intervistato più di cinquanta tra scienziati, filosofi e leader, interrogandoli sullo stato dell’ambiente e dell’umanità.
E anche Moore è tornato, fuori concorso, con Sicko, questa volta a battagliare contro il sistema sanitario e l’industria farmaceutica a stelle e strisce. Al vetriolo, come al solito, tanto che il regista è già sotto inchiesta per il suo viaggio a Cuba - infrangendo l’embargo - per far curare gratuitamente un gruppo di soccorritori dell’11 settembre, rimasti intossicati dalle esalazioni nocive e ora affetti da patologie respiratorie.

He Fengming, invece, è un documentario di oltre tre ore di Wang Bing: il racconto dell’odissea di un’anziana cinese attraverso la Cina comunista del dopoguerra. E tra i fuori concorso anche Young Yakuza di Jean-Pierre Limosin, la storia delle gang giapponesi al di là dei consueti stereotipi, e Retour en Normandie del documentarista francese Nicolas Philibert, il curioso ritornare sui passi, rintracciando le comparse, di Moi, Pierre Rivière di René Allio, film su un giovane che nel 1835 uccise la famiglia, in Normandia, alla cui realizzazione partecipò anche Philibert.
Di tutt’altra pasta, invece, è U2 3D di Catherine Owens e Mark Pellington, 55 minuti in cui Bono e la sua band sono riprodotti in un 3D impressionante, in una raccolta selezionata di immagini dal Vertigo Tour, effettuato nel 2006 in America Latina.
Gli U2 alla serata di gala per la presentazione del loro film [i]U2 3D[/i]. Fortemente voluto dal gruppo irlandese e realizzato da due autori che da tempo lavorano con loro, è un'esperienza unica sul piano visivo e sonoro. Al seguito del tour sudamericano che la band fece nello scorso inverno, i due registi hanno potuto usare una tecnologia rivoluzionaria con due cineprese digitali accoppiate, che consente di vedere le immagini in forma tridimensionale, piombando lo spettatore letteralmente in mezzo al concerto.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]

Sotto la categoria Un Certain Regard sono due i documentari in concorso. L’avocat de la Terreur (L’avvocato del terrore) di Barbet Schroeder, su Jacques Vergès, personalità controversa, sostenitore della causa dell’anticolonialismo, sposato a una delle pasionarie della rivoluzione algerina, Djamila Bouhired, sparito dalle scene per otto anni per ricomparire come avvocato difensore di terroristi d’ogni bandiera, da Magdalena Kopp al Comandante Carlos, fino al collaborazionista con il nazismo Barbie, sconvolgendo la Francia. E Calle Santa Fe della cilena Carmen Castillo: il ritorno a casa della regista, spinta dalla malattia del padre, in un Cile in cui ritrova i luoghi sua militanza e i ricordi di battaglie, sconfitte e morti. Calle Santa Fe è il nome della via in cui venne ucciso nel 1974 il suo compagno.

Nella sezione Cannes Classics quattro documentari a ricordare altrettanti personaggi, soprattutto françaises. Maurice Pialat, l’amour existe è un omaggio di Anne-Marie Faux e Jeanne-Pierre Devillers al grande maestro; Man of Cinema: Pierre Rissient è di Todd McCarthy, sul produttore e talent scout francese; Brando, il racconto di Mimi Freedman e Leslie Greif, attraverso i ricordi di amici come Johnny Depp e Al Pacino, del grande Marlon; il regista Lindsay Anderson, invece, rivive in Never Apologize di Mike Kaplan.
E nella Semaine de la critique, The Mosquito Problem and Other Stories di Andrey Paunov, le tristi vicendi degli abitanti di un villaggio del Danubio, uniti negli anni e nella storia dalle zanzare che sopravvivono a ogni mutamento.

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  • simona.santoni
  • Giovedì 24 Maggio 2007
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