
Il giudice Liliana Cavani durante i provini (Credits: ufficio stampa)
Nove giorni di grandi interpretazioni. Si chiama così la maratona al Festival del Film di Roma che in nove giorni ha voluto consegnare al grande schermo giovani volti nuovi. Nello stand del Gioco del Lotto che ha organizzato l’evento, sono passati ragazzi venuti da un capo all’altro dell’Italia ma anche da oltre confine. Tutti si sono sottoposti al provino di circa cinque minuti dinanzi a tre giudici d’eccezione: i registi Liliana Cavani, Michele Placido e Marco Risi: un casting vero e proprio, simile a quello di di X Factor. Con la differenza che si recita e non si canta. Il vincitore, o la vincitrice, avrà una parte in una delle pellicole in preparazione per il prossimo anno. Ambra Quaranta, la salernitana trionfatrice dello scorso anno, è attualmente sul grande schermo nel film Matrimonio a Parigi con Massimo Boldi. In un solo anno ha partecipato anche a Manuale d’amore 3, alla fiction Il delitto di via Poma in onda tra breve ed al film di Claudio Risi Natale con i miei.
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Michele Placido (Credits: Kika)
Parliamo con Michele Placido tra una pausa e l’altra dei casting cinematografici, realizzati all’interno del Festival del Film di Roma, per la ricerca di volti nuovi destinati al grande schermo. Lui è uno dei giudici assieme a Liliana Cavani e Marco Risi. L’attore e regista svela a Panorama.it i suoi futuri progetti professionali e il suo rapporto con il piccolo schermo.
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Michele Placido - Credits: Kika
Dopo il festival del cinema di Venezia, dove tante polemiche ha suscitato il suo film su Renato Vallanzasca, Michele Placido è a Pordenone.
Qui sarà protagonista, all’interno del festival della letteratura “Pordenone legge”, di un singolare e spettacolare recital dal titolo “Cristo nella letteratura italiana”.
Panorama.it lo ha intervistato in un incontro riservato: ecco la nostra lunga chiacchierata.
Leggi l’intervista

Vallanzasca, la polemica: Michele Placido, regista della pellicola
Sembra amarla, la polemica, Michele Placido. Già lo scorso anno, con il suo “Il grande sogno” dedicato ai giovani del Sessantotto, fece fuoco e fiamme.
Ora, che al Lido è tornato con il controverso “Vallanzasca - Gli angeli del male”, il copione sembra ripetersi. Polemiche sull’argomento, controversie sul personaggio di Vallanzasca e commenti inferociti dei parenti delle vittime del criminale milanese.
Ma lui, Placido, non si scompone. E risponde alzando il tono:
Ci sono persone che stanno in Parlamento e hanno fatto peggio di Vallanzasca. Da certi articoli che ho letto negli ultimi giorni sembra quasi che invece sia stato il pericolo numero uno avuto in Italia dal dopoguerra ad oggi.
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Vallanzasca a Venezia 2010: Michele Placido
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Vallanzasca a Venezia 2010: Kim Rossi Stuart
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Vallanzasca a Venezia 2010: Kim Rossi Stuart
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Vallanzasca a Venezia 2010: Valeria Solarino e Kim Rossi Stuart
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Vallanzasca a Venezia 2010: Valeria Solarino
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Vallanzasca a Venezia 2010: Valeria Solarino
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Vallanzasca a Venezia 2010: Valeria Solarino e Filippo Timi
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Vallanzasca a Venezia 2010: Valeria Solarino e Filippo Timi
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Vallanzasca a Venezia 2010: Valeria Solarino e Paz Vega
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Vallanzasca a Venezia 2010: Paz Vega
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Kim Rossi Stuart e Alessio Boni alla Mostra del Cinema di Venezia
In questi giorni a Venezia sfilano, in elegantissimi abiti da sera, le bellezze del cinema italiano e internazionale (da Carolina Crescentini a Maya Sansa ) e qualche prezzemolina da red carpet (da Naomi Campbell alla pornostar Vittoria Risi).
La risposta maschile, però, non si fa attendere. Così a tirare su il morale al pubblico femminile sbarcano al Lido Alessio Boni e Kim Rossi Stuart.
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Levanon (Lebanon) di Samuel Maoz
Venezia, la grande seduttrice, “uscita come Venere dalle onde e sempre a rischio di sprofondarci di nuovo”, come scrive Peter Popham su The Independent, sta preparandosi a essere, una volta di più, la città italiana incantatrice del cinema. Manca una settimana al via della 66esima edizione della Mostra internazionale (2-12 settembre) che Marco Müller definisce “ricca, trasversale, piena di contrasti e soprattutto divertente”. Ma lui, da direttore, non può dire altrimenti, ribattendo alle accuse di provincialismo mossegli da qualcuno per aver inserito in programma troppi film italiani (22). Spesso ci si lagna del contrario, ma si sa che è così bello poter criticare.
Tra quelle in concorso le pellicole nostrane sono quattro, Il grande sogno di Michele Placido, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, Baarìa di Giuseppe Tornatore, a cui spetta l’apertura della Mostra.
Delle chicche made in Italy sparse qua e là, nella sezione “Controcampo italiano” c’è il film-documentario su Vittorio Mezzogiorno Negli occhi di Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso, prodotto dalla figlia Giovanna che è anche voce narrante. E c’è anche Il compleanno di Marco Filiberti, di cui mesi fa avevamo seguito le riprese.
Al Lido tra i ventitré lungometraggi in concorso si segnala l’approdo del rumoroso Michael Moore con il suo Capitalism: A Love Story, documentario sugli effetti disastrosi prodotti dal dominio delle grandi aziende sulla vita quotidiana degli abitanti degli Stati Uniti e del mondo intero, e un tocco horror con gli zombie di Survival of the Dead di George Romero. È destinato a far parlare Levanon (Lebanon), opera d’esordio dell’israeliano Samuel Maoz, sulla prima guerra del Libano, del giugno 1982, vista da un carro armato.
A questo fa eco Fuori concorso e tra i film a sorpresa Ruzhaye Sabz (Green Days), il nuovissimo lavoro in prima mondiale di Hana Makhmalbaf, la più giovane componente (21 anni) della celebre famiglia iraniana di registi. L’opera che porta a Venezia alterna parti documentarie sullo sviluppo del movimento “verde” di piazza, a parti di fiction sulla condizione femminile in Iran.
In Laguna si celebra anche l’amore gay nel documentario delle Giornate degli Autori L’amore e basta di Stefano Consiglio: attraverso interviste a nove coppie gay e lesbiche in tutta Europa ci si avvicina a un mondo per molti sconosciuto fatto di sentimenti autentici costretti a sopportare tante difficoltà.
Leone d’oro alla carriera a John Lasseter, consegnato da George Lucas.
Ah, e tra i giurati di Venezia 66, guidati dal veterano della Mostra Ang Lee (ha vinto due Leoni d’oro), una presenza curiosa: Luciano Ligabue, il cantante, sì. “Ma il cinema è cambiato” ha spiegato Müller a Il Giornale. “Ci sono autori che vengono da altri linguaggi: dalla fotografia, dalla moda come il Tom Ford di A single man, dal rock come Ligabue…”.

Il grande sogno di Michele Placido
Ispirato all’omonimo libro di Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti di Michele Soavi dall’8 maggio porta sul grande schermo gli ultimi mesi di fascismo e seconda Guerra mondiale in Italia quando, con gli alleati alle porte, gli sparuti militanti “neri” tentavano di opporsi alla fine.
Francesco Dogliani, interpretato da Michele Placido, è il personaggio di fantasia che fa da voce narrante: un poliziotto che ha giurato fedeltà al Re e crede nello Stato e nella giustizia e si ritrova con due fratelli che si giurano morte a vicenda, Ettore (Alessandro Preziosi) partigiano e Lucia (Alina Nedelea) repubblichina. Nei giorni del riscatto del Paese, verso e dopo il 25 aprile, si versa sangue innocente, sotto ogni fronte, per opposti ideali. Ma la pellicola, al di là dei grandi temi trattati, manca in ogni momento di credibilità. Spesso retorica, talvolta patetica, non riesce a trasmettere pathos né gusto documentaristico, risultando farraginosa e per nulla accattivante.
“Nel film si parla di Resistenza ma anche di Guerra civile, quindi di fratelli che uccidono i fratelli, come nel film Il vento che accarezza l’erba” di Ken Loach” dice il regista. “Anch’io da antifascista mi interrogo su quelle verità che abbiamo assunto come certe senza ombra di dubbio. Nessuno vuole riscrivere la storia né aggiornarla. Semplicemente, lontani da pregiudizi politici, e senza voler vilipendere avversari di qualunque colore essi siano, ho fatto un film che vuole toccare corde emotive diverse e più profonde, con uno sguardo morale che vuole evitare polemiche”.
Il trailer de Il sangue dei vinti da YouTube: