
Roberto Vecchioni - Credits: Ufficio Stampa
Domani 29 novembre, sarà pubblicata la prima antologia ufficiale di Roberto Vecchioni, “I colori del buio“. Panorama.it è presente alla conferenza stampa di presentazione di questa nuova (eccellente) produzione discografica. Poesia in musica per uno dei più importanti cantautori italiani. Due brani inediti e una versione speciale di “Luci a San Siro”. Continua

Mina - Credits: Mida
Nonostante le recenti nomination dell’imminente “Premio Videoclip italiano 2010″, nel nostro Paese non c’è ancora una forte cultura del video musicale.
L’ascoltatore, più legato all’ascolto radiofonico, si sofferma poco sui canali televisivi dedicati rendendo il videoclip un mero accessorio e non parte integrante del messaggio comunicativo del singolo proposto.
Un disvalore che parte dal pubblico ed è sostenuto dalle produzioni e spesso anche dagli artisti.
Negli anni però, nonostante le case discografiche siano pronte a giurare che non sempre l’investimento per un videoclip ufficiale sia possibile, la creatività e la qualità dei lavori realizzati dai registi è sempre più alta e i risultati sempre più interessanti.
Quali sono quindi i video più belli dell’ultimo anno? Qualche giorno fa sono stati ufficializzati, con l’aiuto di una prestigiosa giuria di professionisti dei media musicali, i prodotti di maggior pregio. Eccoli.
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Mina - Credits: ANSA
Mina, con l’uscita lo scorso 25 maggio (a sette mesi da “Facile”) del nuovo album “Caramella“, all’apparenza potrebbe far pensare a più di un paio di cose. E non proprio positive.
Far uscire album a tempo di record potrebbe non essere premuroso nei confronti dell’ascoltatore più attento, che riflette sulla validità di un prodotto realizzato in meno di un anno.
E proporsi anche con tracce di duetto già pubblicate da altri artisti in anni precedenti potrebbe essere un vizio discografico, più che una scelta artistica.
Eppure “Caramella” è diverso. Continua

Il 25 marzo spegne tante candeline. E nessuna come lei ha una voce così giovane e potente.
Ornella Vanoni, Mogol, Loretta Goggi, Francesco Renga, Mario Biondi, Manuel Agnelli: per Panorama, amici e colleghi guardano oltre il muro di riservatezza che dal 1978 l’ha resa la Grande assente, sempre presente.
E di lei raccontano debolezze e grandezze. Come quella volta che fece tremare un lampadario con un acuto.
GALLERY: Mina compie 70 anni: l’album dei ricordi
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Mina in una foto artistica Credits: Mida
Sabato 25 marzo, tra quasi una settimana, si festeggerà (più noi che lei) il 70 compleanno di Mina. Una celebrazione che diventa virale, e multipiattaforma.
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Il presunto testo omofobo di Povia tiene banco nella sala stampa del teatro Ariston di Sanremo già affollata di giornalisti da tutta Italia. A meno di tre ore dall’inizio del Festival circolano alcune dichiarazioni del cantante: “Io non ho pregiudizi, conosco molto bene l’argomento, qualche collega artista è cascato nella trappola e mi ha attaccato mentre io non parlavo, ma nessuno aveva sentito la canzone. Non chiedo però a nessuno di scusarsi. Essere omofobi vuol dire essere contro qualcuno e io non ce l’ho con nessuno” ha dichiarato a proposito di Luca era gay il pezzo che presenterà questa sera sul palco dell’Ariston intorno a mezzanotte. Come da tradizione è iniziato il toto vincitore e al momento Dolcenera e Francesco Renga sono i favoriti. Si attende anche il tanto sbandierato video di Mina (dovrebbe trattarsi di immagini in movimento, recenti e inedite) alle prese con il Nessun dorma. Che eseguito a Sanremo in apertura di Festival ha tutto il sapore di uno scongiuro. .
Ornella Vanoni
“Ma perché i premi di Ramazzotti sono così belli e raffinati e a me danno solo delle merde? Non è che te li fai rifare dopo che te li hanno consegnati?”. In piedi, davanti alla teca dei cimeli nello studio di registrazione milanese di Eros, Ornella la monella fa piazza pulita in un secondo di ogni formalità: “Dopo tutte quelle straniere, Cher, Tina Turner, Anastacia, ci voleva un’italiana. Mi onora duettare con te che hai cantato pure con Shakira”. E lui: “Mai fatto duetti con Shakira. Con lei semmai mi piacerebbe fare altre cose”. Risate.
Eros e Ornella si guardano, si studiano, si sfiorano, si abbracciano. Come due artisti che si rispettano, ma anche come due esseri umani che si vogliono bene. “Certo che Mina è più brava” provoca Eros sottovoce. E Ornella: “Figuriamoci… Certo che per essere uno che canta con il naso, non te la cavi male”.
La ragione di questo incontro esclusivo è Solo un volo, il brano portante di Più di me, l’album di duetti della principessa della musica leggera italiana. “La canzone l’ha scritta Eros e in origine dovevamo interpretarla io e Mina. Poi, lei ci ha fatto sapere di non essere interessata e questo giovanotto è stato così carino da propormi di registrarla insieme. Eros ha una voce intensa che però manca di drammaticità. Mi mette di buonumore”. “Non sarà contenta Laura Pausini” interviene Ramazzotti. “Sono anni che vuole fare qualcosa con me, ma io scelgo chi voglio e comunque con Laura non mancherà l’occasione di cantare insieme”. Quindi, non ci sarà nel disco un pezzo Vanoni-Mina? “Tutti si aspettavano che il primo singolo per le radio fosse con Mina e invece abbiamo spiazzato tutti. Comunque, la canzone con Mina c’è e si chiama Amiche mai. Il titolo l’ha scelto lei perché lei vuole decidere tutto. Piacerà, ne sono certa, perché ha quel sapore di dualismo alla Coppi e Bartali. Anche se non è vero che non siamo mai state amiche”.
Il tono pacato delle voci, i sorrisi spontanei, l’aria rilassata davanti al registratore acceso svelano un clima di intimità e affetto che spiega più di qualsiasi parola perché Solo un volo diventerà un classico della musica italiana. Proprio come un altro duetto di lusso, quello di Acqua e sale a cura di Mina e Adriano Celentano, che per mesi ha dominato le classifiche e la programmazione radiofonica. “La musica dà molto, ma sottrae tanto in termini di affetti e presenza” racconta Ornella con l’aria di chi la sa lunga sul tema.
Spunto della prima riflessione seria della giornata è proprio il testo di Solo un volo, che parte così: “Quando penso a quel che ho vissuto io, alle cose che mi hanno dato, alle cose che mi hanno tolto…”. “Questo lavoro mi ha privato del rapporto con mio figlio e mi ha sottratto molte storie d’amore importanti. Gli uomini non sono disposti a vivere una vita con una donna che non c’è mai. Vogliono una donna vicina, sempre presente. E, forse, è giusto così. Detto questo, sono felice di quello che ho fatto e faccio. Sul palco mi diverto come una pazza, mi levo le scarpe, racconto che ho dimenticato le mutande. Mi sento libera”. Eros tace, pensa, si sfiora i capelli brizzolati sulle tempie e interviene: “No, a me la musica non ha tolto mia figlia. L’ho sempre avuta vicina. È però vero che il successo limita la libertà d’azione. Io non ne ho sofferto molto perché non ho mai amato la discoteca e le cene in compagnia. Sono sempre stato un solitario fin dagli inizi”.
Ornella ascolta e non si lascia sfuggire l’occasione di un amarcord: “La prima volta che ti ho visto eri a Sanremo con uno strano berretto in testa e la maglietta arrotolata sopra i bicipiti”. “Ammazza, quanto è burino avrai pensato”, s’inserisce Eros. “E invece no. Mi ricordo di aver detto a degli amici: ‘questo è uno che ce la farà’. Ma allora non avevi una voce così nasale, non sapevi ancora che era un punto di forza. Diciamocelo francamente: dopo un po’, noi cantanti impariamo a usare la nostre corde vocali in maniera scaltra. Sappiamo quello che ci piace fare e quello che agli altri piace sentire. Così, ci regoliamo di conseguenza”.
“Io con ‘sta cosa del nasale ormai ci gioco. Ci sono delle volte che esagero facendo la parodia di me stesso. Meglio che ci pensi io io piuttosto che mi prendano in giro gli altri. Vuole un esempio concreto? Si vada a riascoltare l’inizio di Fuoco nel fuoco“. Sia pure di generazioni diverse e distanti, Eros e Ornella hanno in comune quel che un tempo si chiamava la gavetta, una parola ormai in disuso nell’ambiente musicale, dove sempre più spesso il requisito richiesto per fare un disco è aver partecipato a un reality tv. Così, nel momento di massima crisi della discografia mondiale, gli scaffali dei negozi vengono stipati con gli album di improbabili vocalist senza arte né parte. “Tutto questo fa male alla musica e abbassa drasticamente la qualità” spiega serio Ramazzotti. “Ormai vale tutto: prendono delle sconosciute le fanno in cantare, poi dopo qualche mese le mettono in teatro con i capelli laccati e gli abiti lucenti. Da lontano sembrano tutte dive, tutte grandi vocalist. Poi, le guardi bene e ti chiedi: “Ma queste chi sono?””. Risate. Registrato il duetto su cd, resta ora da capire se la collaborazione avrà un seguito sul palco. “Io il 18 ottobre sono in Piazza del Duomo per un concerto in mio onore organizzato dal Comune di Milano. Tu, Eros, che fai quel giorno?”. “Sono in America e poi mi trasferisco in Australia per qualche concerto”. “Vabbè ho capito. Allora ci vediamo alle Maldive per Natale. Sempre che i tuoi ‘angeli custodi’ mi lascino avvicinare. L’ultima volta mi hanno detto che eri irraggiungibile”. “Non per te Ornella, non per te”.

Irene Grandi è la prima artista al mondo a girare un video nel mondo virtuale di Second Life. “Non potevo lasciarmi scappare l’occasione di entrare nella Storia realizzando qualcosa per prima” spiega divertita la cantante fiorentina, che nel clip del singolo Bruci la città, uno dei due inediti della raccolta Irene Grandi. Hits, appare con il suo avatar, cioè l’immagine virtuale che ci rappresenta sul web. “Mi piace abitare nel mondo di Second Life, perché è più facile fare nuove amicizie, anche reali, e organizzare concerti, magari in versione unplugged come il tour teatrale che ho in mente per l’autunno”. (AUDIO spiega “perché ho girato il video su Second Life”).
Una primizia assoluta è anche lo showcase live (preceduto alle ore 18 di oggi da un incontro virtuale con i fan) in programma questa sera alle 21.30 sull’isola IbridArte di Second Life e trasmesso in diretta streaming sul sito ufficiale di Irene Grandi.
Il doppio album Irene Grandi. Hits (nelle news del fan club online trovate la tracklist completa) raccoglie gli hit più famosi e presenta la sua nuova anima da interprete raffinata attraverso gli inediti Bruci la città e La finestra, le cover di Sono come tu mi vuoi di Mina ed Estate di Bruno Martino, la rilettura in chiave unplugged di brani storici come Bum bum e duetti con Pino Daniele e il jazzista Stefano Bollani.
“La canzone di Mina mi ricorda come sono io in amore: sul palco appaio aggressiva, ma in privato sono più femminile e accomodante. Lascio credere a mio marito che sia lui a condurre il gioco, ma sono gelosissima”. Irene è sposata da quattro anni con un commerciante di abiti vintage. “Lavora anche nel mondo degli sport estremi e mi ha insegnato ad andare in snowboard: il matrimonio mi ha dato grande serenità”. Le nozze celebrate a Las Vegas non hanno valore in Italia, quindi la sua è una coppia di fatto.
AUDIO Clicca qui per ascoltare l’opinione di Irene Grandi sui Dico e sull’adozione da parte delle coppie di fatto.