
La mostra "Disegno e design"
Il made in Italy promosso tramite i brevetti che hanno fatto la storia della nostra industria. A Milano fino al 29 gennaio è stata organizzata “Disegno e Design - brevetti e creatività italiani”, mostra nata grazie alla “Fondazione Italia” e al Ministero dello sviluppo economico. Continua

Una parte del capolavoro di Paul Gauguin "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" 1897 1898 (Foto Studio SC)
Da sabato scorso fino al prossimo 15 aprile Genova ospita la mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin” a cura di Marco Goldin. Nel capoluogo genovese saranno ospitate grandi opere come “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, capolavoro di Gauguin a cui la mostra dedica un’intera stanza allestita come una grande capanna tahitiana. Tutta la mostra è stata strutturata come un vero e proprio viaggio, percorso itinerante che ha come veicolo pezzi di storia dell’arte mai visti in Italia. Ecco tutte le informazioni per visitarla.
-
-
Albert Bierstadt (Tra le montagne, 1867, olio su tela
-
-
Caspar David Friedrich, Barca sul fiume Elba nella nebbia del primo Mattino, 1820-1825, olio su tela
-
-
Claude Manet - Ninfee - 1905, olio su tela
-
-
Il Palazzo Ducale di Genova dove sarà ospitata la mostra
-
-
Vassily Kandinsky, improvvisazione con forme fredde, 1914, olio su tela
-
-
Vincent Van Gogh, autoritratto al cavalletto 1888
-
-
Vincent Van Gogh, Barche da pesca sulla spiaggia di Saintes Marie
-
-
Vincent Van Gogh, Covone sotto un cielo nuvoloso, 1890
-
-
Vincent Van Gogh, Uliveto, 1889
-
-
Una parte del capolavoro di Paul Gauguin “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” 1897 1898
Continua

Interni mutant architecture and design
Interni mutant architecture&design è la grande mostra evento aperta al pubblico, ideata dal mensile
Interni diretto da Gilda Bojardi, patrocinata dal
Comune di Milano e co-prodotta da
Enel e
Mini. Si svolgerà dall’11 al 23 aprile presso i Cortili dell’Università degli Studi di Milano.
Continua

© Jonas Bendiksen / Magnum Photos
di Anna Jannello
“Ho accettato di avere l’Aids e riesco a vivere normalmente. Essere sieropositivi non vuol dire che il mondo finisce. Puoi continuare comunque a fare le cose che desideri”. Le parole di Téné Kané, 35 anni, una dei 130 mila cittadini del Mali colpiti dall’Hiv, offrono la chiave di lettura della mostra fotografica “Ricominciare a vivere” inaugurata venerdì 18 settembre al museo dell’Ara Pacis a Roma, in corso fino al 18 ottobre (guarda la GALLERY). Continua
© Paolo Pellegrin / Magnum Photos
di Anna Jannello
Paolo Pellegrin, 45 anni, romano di nascita e giramondo per professione, aveva iniziato a studiare architettura prima che la passione per la fotografia non lo coinvolgesse a tempo pieno. Ha lavorato per l’agenzia parigina VU’, dal 2001 è nel team di reporter della Magnum. Fra i tantissimi premi vinti spiccano ben otto World Press Photo. È uno degli otto autori degli scatti esposti a Roma (guarda la GALLERY), dal 18 settembre al 18 ottobre, nella mostra “Ricominciare a vivere“. Panorama.it lo ha intervistato. Continua

Crosby, Liverpool. © Michael Marten / Grazia Neri
Paesaggi in movimento, la natura in azione… La marea va e viene due volte al giorno ed è sconvolgente il cambiamento tra i suoi passaggi. Tanto forte quanto per assurdo poco d’impatto a un occhio umano presente in spiaggia per l’intera giornata. Ma la macchina fotografica che invece immortala i due diversi momenti dell’attività marina pone di fronte, evidente e fragoroso, il mutamento. Prima e dopo la marea.
Nasce così “Sea Change | Maree”, gli scatti che Michael Marten ha effettuato sulla costa attorno alla Gran Bretagna, che si estende dalle paludi alle bianche scogliere, da estuari fangosi a costiere di età giurassica. Un progetto fotografico, presentato sotto forma di dittici e trittici, che dal 14 settembre al 13 ottobre sarà ospitato presso la Galleria Grazia Neri di Milano.
Salmon fishery, Solway Firth. © Michael Marten / Grazia Neri
“Le seconde maree del mondo per importanza, alte fino a quindici metri, le possiamo trovare nel canale di Bristol” dice il fotografo britannico. “La baia di Studland a Dorset ha due alte maree ogni bassa marea. Attraverso le baie di Solway Firth e Morecambe il flusso della marea avanza più veloce di un cavallo in corsa; molti inconsapevoli bagnanti sono stati sorpresi dall’avanzare della marea e sono annegati, come è successo nel 2004 a un gruppo di 21 immigrati cinesi che raccoglievano molluschi sulla spiaggia”.
Le immagini di “Sea Change” affrontano anche la tematica dell’innalzamento del livello del mare causato dal surriscaldamento del pianeta. “Molti degli scorci ritratti in queste immagini potrebbero sparire per sempre nel giro di un secolo” afferma ancora Michael Marten. “Spero che queste fotografie stimolino nelle persone che le osservano la consapevolezza del concetto di cambiamento ed una riflessione su quanto il paesaggio sia la risultante di un processo dinamico molto più che una mera immagine statica. Prestare attenzione ai ritmi della terra può aiutarci a riconnetterci con aspetti primari ed essenziali del nostro pianeta che, a nostro rischio, spesso ignoriamo”.
Harbour, Berwickshire. © Michael Marten / Grazia Neri
LA GALLERY
In lingua tuareg si chiama azalai ed è il tradizionale e faticoso viaggio che da oltre cinque secoli si muove da Timbuctù alle miniere di Taoudenni tornando sulle rive del Niger, con il pesante carico di lastre di sale. È questa la carovana del sale, ed è l’affascinante protagonista della mostra Azalai, lungo la via del sale, ovvero trenta fotografie in bianco e nero che documentano questo antichissimo commercio maliano, tuttora vitale, esposte dal 12 al 16 novembre a Milano, alla libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele. A realizzarle Stefano Pensotti, fotografo e viaggiatore che con i suoi scatti racconta l’ambiente umano e geografico che le carovane attraversano: persone, comunità, culture, ambiente.
Accompagnano il percorso espositivo il testo dell’antropologo Marco Aime, amante della commovente bellezza e povertà del Mali, e uno scritto di presentazione dell’associazione Alì2000 Onlus. La mostra, infatti, nasce come evento per sostenere questa organizzazione, nata da amici uniti dalla passione per l’Africa: il suo operato è sul territorio africano, prevalentemente in Mali, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle popolazioni rurali più disagiate e di migliorarne le condizioni di vita, coinvolgendo le risorse umane locali nella individuazione, definizione e realizzazione degli interventi.
La costruzione di tre pozzi-cisterna nei villaggi di Amà, Toumounì e Kamba Saramè, nella falesia Dogon, è ora nel mirino di Alì2000, che porta il nome di Alì, un bambino di etnia Dogon morto nel 2000 per la mancanza di una flebo. Con la realizzazione dei pozzi, l’associazione vuole raggiungere l’acqua in falda, con un occhio particolare rivolto alla popolazione femminile dei villaggi visto che, in situazioni di emergenza idrica, sono le donne a sobbarcarsi il lavoro di recupero e trasporto dell’acqua da pozzi lontani, aggravando ulteriormente il carico di impegni quotidiani per la gestione della famiglia e della comunità. La mostra Azalai, lungo la via del sale non finisce a Milano. Toccherà altre città, facendo conoscere il fascino e l’emozione che suscita il Mali. Il 12 dicembre sarà a Piacenza (Galleria Ricci Oddi); il 30 gennaio 2009 a Sondrio (Palazzo Martinengo) con un concerto di Ludovico Einaudi e di Ballakè Sissokò dedicato ad Alì2000; il 22 marzo a Roma in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Acqua. E nel corso del 2009 sarà allestita a Cremona, Roma, Firenze ed Aosta secondo un programma ancora in definizione.
LA GALLERY
Non guarda l’obiettivo, né si vede il suo volto, chinata su di sé sollevando la veste nera controlla le calze, mentre ai suoi piedi riposa un bicchiere mezzo pieno. E tanto basta perché dallo scatto trapeli tutto il consueto fascino dell’angelo azzurro, di una Marlene Dietrich dietro la macchina fotografica di Milton H. Greene, colui che ha fermato le celebrità degli anni Cinquanta, noto soprattutto per aver più volte immortalato Marilyn Monroe. Da contraltare, un volto che non è da diva ma che con intensità va oltre la pellicola, sta lì come simbolo drammatico della Depressione americana degli anni Trenta, nell’immagine Madre migrante (1936) di Dorothea Lange.
Sono un centinaio le fotografie riunite nella mostra “Donne al plurale - La donna attraverso l’obiettivo dei grandi fotografi del XX secolo” che si apre il 22 ottobre a Madrid, alla Fondazione Canal, per restare aperta fino al 4 gennaio (con ingresso gratuito): un viaggio estetico che illustra la trasformazione delle donne attraverso la storia della fotografia del Novecento. Per rivendicare il progresso del “femminile e del femminismo, la grande rivoluzione vissuta nel XX secolo senza causare una sola morte”, dice la curatrice Lola Garrido.
Raccolte in una stanza, senza un ordine cronologico, ci sono le immagini di 58 autori, 19 dei quali sono donne: da Man Ray a Henri Cartier-Bresson, da Elliott Erwitt a Robert Doisneau, Robert Frank, Madame D’Ora… Ed ecco così Lella in Bretagna (1947), il capolavoro di Edouard Boubat in cui il fotografo francese ritrae la sua musa. O la più recente rappresentazione di Daryl Hannah (1999) di Michel Comte, in cui la dirompente attrice - soprannominata Serpente Montano della California nel film Kill Bill - è distesa sul dorso di un elefante. Ma anche visi sconosciuti, come la protagonista di Ritratto di Signora (Edward Steichen, 1908), una donna con cappello di piume.
LA GALLERY