
Mercato del bestiame, Serina, 1965 - © Pepi Merisio
“Oggi i fotografi sono sfortunati. Bravi ma sfortunati. Tutto quello che è vita e cronaca glielo ha portato via la televisione. Il reportage lo fa la televisione e a loro non resta che dedicarsi alla moda, all’architettura, allo still-life.”
A parlare è Pepi Merisio. Nato nel 1931 e fotoamatore dal 1947 come lo furono Fulvio Roiter, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, quando il termine dilettante non era considerato un insulto.
Nel ‘62 passò al professionismo e l’anno dopo iniziò una lunga collaborazione con Epoca. Una selezione delle sue foto “Ieri in Lombardia“ è esposta fino al 13 novembre al grattacielo Pirelli di Milano.
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Alpe Campascio, Valmalenco, 1969 - © Pepi Merisio
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Le rogazioni, Valsassina, 1960 - © Pepi Merisio
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Stazione Centrale, Milano, 1955 - © Pepi Merisio
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Emigranti, Milano, 1966 - © Pepi Merisio
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Maternità, Val di Mello, 1962 - © Pepi Merisio
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Mostra del Cinema di Venezia - © Pietro Coccia
Dal 2004, ogni anno le foto più belle realizzate durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia partecipano al concorso Venice Movie Stars Photography Award, ideato da Angelo Quarti di Immagicgroup.
Come ha detto Carlo Verdone consegnando il premio nel 2007, “i fotografi, si sa, sono grandi scocciatori, ma servono”. E questo è uno dei pochi momenti di considerazione professionale per i fotogiornalisti accreditati alla Mostra, che un cerimoniale sempre più blindato costringe al ruolo di comparse per il red carpet o di ospiti indesiderati da confinare nei photo call.
Un’esposizione antologica delle foto selezionate durante le varie edizioni del Premio è in mostra fino alla fine di ottobre all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, in occasione della 54a edizione del London Film Festival. Eccone una selezione.
Guarda la fotogallery


di Giorgio Ieranò
È una specie di Facebook dell’Ottocento.
Una galleria di ritratti dove ogni dettaglio racconta una persona. E tutti i ritratti, messi insieme, descrivono una società e le sue illusioni.
Sono 100 le opere della mostra Da Canova a Modigliani. Il volto dell’Ottocento, aperta fino al 27 febbraio 2011 nel Palazzo Zabarella di Padova.
E una volta tanto il fatidico titolo «da Tizio a Caio», che di solito serve come maschera per mostre improvvisate, ha un senso preciso. Perché Antonio Canova e Amedeo Modigliani sono i due estremi attraverso i quali passa un secolo intenso e turbolento, in cui i canoni dell’arte e della società vengono rivoluzionati.
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Sabrina Impacciatore - © Riccardo Ghilardi
Riccardo Ghilardi è quello che si dice un-giovane-e-promettente-fotografo.
La sua mostra “Lo Sguardo non mente mai”, evento collaterale del Festival Internazionale del Film di Roma, è fino al 14 novembre alla Casa del Cinema.
Ho voluto conoscerlo.
È gentile, disponibile e sicuro di sé. Ha una borsa fotografica enorme. Parla tantissimo e ha piacere nel farlo.
Apre il Mac e mi mostra una serie di immagini scattate durante il terremoto dell’Aquila. Sono foto da grande settimanale internazionale. Tecnicamente perfette e riprese da punti di vista insoliti, quasi tutte dall’alto. Molto più efficaci e interessanti di quelle che abbiamo visto sui giornali.
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Leonardo Pieraccioni - © Riccardo Ghilardi
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Valerio Mastandrea - © Riccardo Ghilardi
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Ninetto Davoli - © Riccardo Ghilardi
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Ninetto Davoli, Beppe Fiorello, Maria Sole, Gianmarco Tognazzi, Massimiliano Bruno, Francesco Montanari, Veronica Gentili - © Riccardo Ghilardi
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Marina Rocco © Riccardo Ghilardi
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Carolina Crescentini, Jasmine Trinca, GianMarco Tognazzi, Lillo, Alessia Barela, Francesca Figus, Michela Andreozzi, Sergio Albelli - © Riccardo Ghilardi
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Valentina Lodovini - © Riccardo Ghilardi
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Francesco Pannofino, Caterina Guzzanti, Giulia Michelini, Andrea Sartoretti, Tiziana Bozzacco - © Riccardo Ghilardi
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Carolina Crescentini e Lillo - © Riccardo Ghilardi
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Carolina Crescentini - © Riccardo Ghilardi
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Enrico Lo Verso - © Riccardo Ghilardi
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Ennio Fantastichini - © Riccardo Ghilardi
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Gianmarco Tognazzi © Riccardo Ghilardi
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Isabelle Aadriani e Denny Mendez- © Riccardo Ghilardi
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Marco Giallini - © Riccardo Ghilardi
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Gianni Giansanti
Nel 1996 Giovanni Paolo II disse a Gianni Giansanti, che tante volte lo aveva seguito nei suoi viaggi, “Sei così giovane che fotograferai tanti altri Papi”.
Ebbe torto. Gianni fotografò solo un altro Papa, Benedetto XVI. Nel 2009 un male incurabile se l’è portato via. Fino al 14 novembre al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, le sue foto più belle saranno esposte in una mostra con un titolo inutilmente retorico, «Umanità di Gianni Giansanti».
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Città del Vaticano, 1986. Papa Giovanni Paolo II alla finestra della sua camera da letto - © Gianni Giansanti
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Roma, 9 Maggio 1978. Dopo 55 giorni di prigionia, il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato nel baule di una Renault rossa in Via Caetani - © Gianni Giansanti
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Torino, 20 Dicembre 2005. John Elkann sulla pista del Lingotto - © Gianni Giansanti
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Komba Village, Ethiopia, Giugno 2003. Un gruppo di guerrieri appartenenti alla tribù dei Mursi - © Gianni Giansanti
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Papa Giovanni Paolo II e Gianni Giansanti
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di Marco Di Capua
Il pittore di gran lunga più amato, quello che se magari non ti piace un suo quadro alla fine ti piace lo stesso, ancora una volta ci guarda in faccia.
Non proprio dritto negli occhi, a voler essere esatti. Perché in qualche modo lui è sempre altrove, inquieto e profetico, ardente e insoddisfatto.
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