
di Erika Suban
Dopo avere esportato in tutto il mondo i mafiosi dei “Soprano” e le avventure quotidiane della figlia prediletta di un boss di Cosa nostra come Victoria Gotti, la tv americana dà un altro colpo alla reputazione degli italoamericani elevando gli sguaiati protagonisti del reality show “Jersey Shore” a fenomeno pop del momento. Continua

Punto primo: l’idea. Non trascurate di curiosare negli archivi delle emittenti sul web: il sito wwiTV è un telecomando virtuale con 114 canali italiani a disposizione (nazionali, locali, musicali, sportivi). Dalle cronache cittadine a quelle nazionali, dalle mode del momento alle curiosità: è una miniera di informazioni preziose per chi vuole lanciarsi in un’inchiesta e sapere se non si sta imbarcando involontariamente in un remake. Per chi invece non resiste alla tentazione di prendere un biglietto aereo e misurarsi con un reportage all’estero, è un buon punto di partenza Liveleak: un portale che riunisce news dal mondo mandate in onda dalle più prestigiose emittenti internazionali. Una sorta di collage degli eventi globali in diretta. E la Cnn ha deciso di aprirsi al movimento del citizen journalism (il giornalismo prodotto dai cittadini) lanciando iReport, un sito che sostiene di raccogliere senza filtri né censure i filmati inviati da cronisti amatoriali. Gli appassionati di documentari naturalistici e storici in cerca d’ispirazione possono contare sui video del National Geographic. E poi c’è il classico YouTube.
Blog, forum e social network (come MySpaceVideo) sono poi un altro territorio da esplorare per scoprire tendenze culturali e musicali (come l’aggiornatissimo blog Hype Machine). Grandi piazze del chiacchiericcio internettiano sono ForumFree e Technorati, un motore di ricerca per blog.
Per girare un filmato può bastare una buona videocamera amatoriale. Ma servono anche gli strumenti adatti per tagliare, montare e titolare un filmato. Che si possono trovare facilmente sul web. Tra i più noti Jumpcut e Motionbox, software per sforbiciare le “pellicole” direttamente dal browser, aggiungendo suoni e titoli. Oppure Photobucket, una vera e propria comunità online di fotografi e videoamatori. Chi è a caccia di colonne sonore può visitare Musopen: una raccolta di musica classica da ascoltare e scaricare legalmente. E per i primi consigli tecnici sulle riprese si possono leggere online alcune guide in italiano, come Montaggio-video e Videomakers.
Un video didattico sulla differenze tra giornalismo professionale e citizen journalism (in inglese)
Peter Gabriel, ex cantante dei Genesis, parla di citizen journalism e diritti umani (in inglese)
- Tags: Apple, bittorrent, emule, Eros-Ramazzotti, fimi, iPod, Irene-Grandi, jango, Meemix, mika, Mtv, Rihanna, Tazenda, Vasco-Rossi
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Il 2007 è stato l’anno del suo successo mondiale. Anche in Italia: l’anno scorso il singolo Relax, Take it easy del giovane cantante libanese Mika è stato il brano più scaricato dagli italiani su computer, ipod, lettori mp3 e altri dispositivi (ascolta da qui). Eros Ramazzotti si è dovuto accontentare del secondo posto con Non siamo soli (ascolta da qui): sul podio è salita anche Rihanna e il suo brano Umbrella (ascolta da qui).
Tra i primi dieci stravincono comunque gli italiani con Vasco Rossi, Tazenda, Irene Grandi. Per elaborare la classifica commissionata dalla Fimi, la Federazione industria musicale italiana, sono stati inclusi negozi online molto frequentati come Apple iTunes e Mtv digital downloads.
La musica digitale è in rapida crescita: rappresenta l’8% del mercato discografico in Italia. Un settore dove le major devono confrontarsi con l’abitudine dei navigatori (soprattutto quelli più giovani) a condividere e scaricare sui propri computer canzoni e album, con reti peer-to-peer (come BitTorrent e eMule) o attraverso radio online per l’ascolto in streaming, molto simili a immensi jukebox (per esempio, Jango e Meemix).

Resistete davanti alla Tv non più di due minuti? Invece di spegnerla, prendete spunto da Victoria Cabello. Dalla zona franca di Mtv, uno dei personaggi più originali e irriverenti del tubo catodico, capace di fare arrossire il più scaltro dei Vip, commenta il panorama televisivo e stila la hit parade dei programmi prediletti. In onda con il suo one-woman-show Very Victoria fino a dicembre, Victoria rivela anche che sta lavorando da qualche mese a un progetto tutto nuovo.
Hai un programma preferito?
Sinceramente no. Innanzitutto, devo ammettere che guardo poco la televisione e non ci sono trasmissioni che mi inchiodano allo schermo. Però mi appassiono alle serie e le scarico da Internet o mi compro i cofanetti su Amazon.
Quindi non esistono spettacoli che vorresti presentare…
Macché, non me ne viene in mente nemmeno uno. Stimo molto Ferrara, che mi ha anche invitata a Otto e mezzo, ma sarebbe una scelta assai ardita affiancarmi a lui. Ritanna Armeni è decisamente più adatta. Preferirei di gran lunga che fosse Ferrara a venirmi a trovare a Very Victoria!
Dicevi prima del tuo amore per i telefilm: i tuoi titoli di culto?
Ho amato follemente The West Wing; addirittura trovavo delle scuse stupidissime per rintanarmi in casa e raccontavo balle assurde agli amici, pur di non perdere una puntata e mi è capitato di vederne anche sette di fila. Spegnevo ed erano le 8. Apprezzo The L Worl e mi diverte parecchio Little Britain. Tra l’altro, mi fa piacere che vengano trasmesse dal gruppo cui appartengo (rispettivamente sulle reti La7 e Mtv, ndr). Non vedo l’ora che esca nelle sale il film di Sex and the City: sono molto legata alle avventure di Carrie Bradshaw e compagne.
Stai per terminare il secondo anno del tuo talk show fuori dagli schemi: stai già pensando a nuovi progetti?
Da un po’ di tempo, con il mio staff sto lavorando a un format per La7, rete che ritengo ricca di idee interessanti e, perciò, allettante dal punto di vista professionale. Ho ricevuto la proposta e l’ho accettata subito, ma sono tuttora alla ricerca di una novità di un certo spessore: sia il livello delle produzioni sia della concorrenza dei colleghi è altissimo e, per non sfigurare, devo per forza proporre qualcosa di buono.
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Il mondo del web 2.0 e delle communitiy sta sempre più contagiando l’universo parallelo delle tv. Anche in Italia. Mtv negli ultimi tempi sta inserendo nel suo palinsesto trasmissioni basate su materiale realizzato e inviato dal pubblico. Rai Tv si è lanciata su Youtube, caricandovi i video dei suoi migliori programmi. E Mediaset? Proprio in questi giorni lancia il nuovo portale mediaset.it, da cui si può accedere a una serie di contenuti televisivi, soprattutto video. Nella sezione dedicata ai filmati si può trovare una selezione di servizi dei tg e programmi di intrattenimento. E sotto Esclusive web anche video inediti, dai provini del Grande Fratello a interviste ad attori. Il meglio però deve ancora arrivare: presto saranno fruibili anche video on demand (nella sezione Rivideo), con la possibilità di scaricare a pagamento gli episodi delle fiction e dei serial americani più seguiti, e di vedere in diretta tre partite del campionato di calcio di serie A. Ci sarà anche spazio per le clip inviate dagli utenti, anche se accuratamente visionate e selezionate prima di essere messe on line.
E dal 13 luglio, sul portale del Tgcom, parte l’iniziativa Chinatown Today, il primo tg italo-cinese sul web, che vuole raccontare la comunità cinese di Milano, recentemente sotto i riflettori della cronaca. Realizzato da un gruppo di giovani stagisti, sia in versione cinese sia italiana, è condotto da una ragazza cinese che sta concludendo in Italia la sua specializzazione di laurea.