
Internet sta cambiando le persone e il loro modo di divertirsi. Sabato sera a Milano l’ennesima prova. Un gruppo di oltre trecento ragazzi si è dato appuntamento in un capannone dismesso di fronte alla Triennale Bovisa, per assistere al concerto degli Afterhours, una delle migliori rock band italiane. Niente di strano se l’evento non fosse stato, per così dire, segreto. Le voci sul concerto del gruppo avevano cominciato a circolare qualche giorno fa tra gli utenti di Myspace, un network mondiale che conta milioni di iscritti che vogliono conoscersi, scambiarsi informazioni e soprattutto far conoscere le proprie creazioni artistiche. Basti ricordare che tramite Myspace sono nati gli Arctic Monkeys, il gruppo di Sheffield che prima ha fatto conoscere le sue canzoni sulla rete, e poi ha ottenuto un contratto da una casa discografica.
“Questa sera è tutto un po’ speciale, non trovate?” ha detto Manuel Agnelli, leader degli Afterhours tra Bye Bye Bombay e Quello che non c’è. Il concerto di ieri è stato il primo “secret show” organizzato in Italia proprio da Myspace. La formula già sperimentata in altre capitali europee, è “un modo” spiegano gli organizzatori “per riavvicinare le star ai loro fan”. Sembrava infatti di essere in un club londinese o ad Amsterdam: palco piccolo e poca calca tra il pubblico. Per entrare nessun biglietto da pagare, ma bisognava essere utenti Myspace e portare agli organizzatori una stampa del proprio profilo. Così come si portano le stampe dei biglietti emessi on line dalle compagnie aeree low cost.
Non resta altro che stare connessi in attesa del prossimo secret show.
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Il mondo della pubblicità sta cambiando. Merito anche del web, e soprattutto delle community che fungono da generatore e moltiplicatore (spesso gratuito) di contenuti: foto, filmati, canzoni. Per il direttore marketing di Lee Europa, Antonio Gnocchini, la rivoluzione è iniziata con lo spot della Nike in cui Ronaldinho beccava cinque traverse di fila:
“Un falso clamoroso, che ha sconvolto le leggi della pubblicità. Noi ci siamo dovuti adeguare”. Così è nata l’idea di Makehistory, un concorso aperto a fotografi professionisti e non che si propone di raccogliere immagini che immortalano momenti di vita quotidiana. Foto che saranno utilizzate per la prossima campagna europea. La novità è che il prodotto non si vedrà: “Investiamo per comunicare i valori del marchio, e per creare un social network che identifichi i nostri clienti”. Il primo a partecipare al concorso è stato Boogie, artista di origini serbe ma trapiantato da anni a New York: “Boogie è un reporter, le sue immagini sono le prime che abbiamo veicolato in stampa perché per noi è quello che interpreta meglio la community”.

Foto di strada, a tema libero, senza modelli, shooting, location e costi alle stelle: “Vogliamo immortalare la vita vera senza imporre un messaggio”. Certo, per l’azienda il risparmio in termini economici dovrebbe essere notevole: “Possiamo dire di aver fatto una campagna a costo quasi zero, che dà in cambio grande visibilità a chi partecipa, senza dimenticare il premio finale di 50 mila euro”. Per la cronaca, il concorso, che è partito a gennaio e andrà avanti per un anno, sta riscuotendo un buon successo: “Tutte le foto vengono dirottate sulla piattaforma Myspace, ma solo quelle che superano una preselezione interna finiscono sul sito ufficiale e diventeranno campagna stampa, affissioni e quant’altro”. Impossibile sapere gli indici di partecipazione per Paese: “A breve avremo dati precisi”, promette Gnocchini, che aggiunge: “i più attivi, fino ad ora, sembrano essere i giovani polacchi e turchi, seguiti dai paesi del nord Europa, Scandinavia in testa”. Foto belle, anche se una domanda sorge spontanea nell’osservare le prime foto selezionate: tra paesaggi, primi piani e oggetti di qualsivoglia forma, qualcuno capirà che si pubblicizzano dei jeans?

Mika (Penniman) ha 23 anni ed è il nuovo fenomeno della musica. Fenomeno soprattutto perché i critici, quasi in coro, hanno paragonato lo smilzo artista britannico nientemeno che a Freddie Mercury. Del cantante dei Queen Mika conserva non solo un sano eclettismo musicale, ma anche una voce naturalmente magistrale (quattro ottave di estensione) e ben educata grazie alle bacchettate di un maestro di canto russo.
La sua, come spesso accade di questo tempi, è un’ascesa nata sulla rete. Prima di imporsi nelle classifiche dei dischi venduti è stato il più cliccato su internet. Mika aveva deciso di regalare, a ipotetici fan, prima di tutto un preascolto sulla sua pagina di Myspace. Ed è qui che Mika ha sbancato. In meno di sei mesi ha totalizzato ben 700mila contatti che sono presto arrivati a oltre un milione. Un record (più o meno pari a quello degli Arctic Monkeys) che ha fatto scattare la corsa ad accaparrarsi l’ex studente di Economia. Ci è riuscita la Universal che lo ha messo subito sotto contratto. Ora il suo primo album (Life in cartoon motion) impazza in tutto il mondo, Italia compresa. Il singolo Grace Kelly è diventato un tormentone e un manifesto: “Ho provato ha essere come Grace Kelly, ma lei era troppo triste. Così ho provato a essere come Freddie e la mia identità è impazzita”, canta. Non male per uno che, praticamente, si è fatto il disco da solo, promozione compresa.
Mika arriverà nel nostro Paese per un’unica data, oggi a Milano. A testimonianza della crescente popolarità di questo personaggio, diventato anche un’icona gay, c’è il fatto che per ben tre volte è stata cambiata la location dello show che in un primo momento doveva essere ai Magazzini Generali e che poi è stata spostata al Limelight e, infine, al più capiente Alcatraz. Anche questo ci fa capire che Mika è in volo e che i suoi fan sono, come lui, in crescita.