Quando i romanzi amati arrivano sul grande schermo, l’attesa è sempre controversa, tra la speranza di rivivere le emozioni del libro e la paura di dover mettersi le mani nei capelli. E se con L’amore ai tempi del colera, nonostante due bravi attori come Bardem e Mezzogiorno, ha prevalso la delusione, ora arriva la prova del nove per Il cacciatore di aquiloni, il best seller di Khaled Hosseini tradotto cinematograficamente dalla regia di Marc Forster e dalla sceneggiatura di David Benioff. Il 28 marzo giunge nelle sale italiane, dopo che negli Stati Uniti ha diviso la critica. E dopo che i ragazzini che hanno interpretato i protagonisti Amir e Hassan, e anche i ruoli minori Sohrab e Omar, sono stati allontanati dall’Afghanistan e accompagnati negli Emirati Arabi, coi loro famigliari, dalla Paramount, al salvo dalle minacce dei talebani.
Qui il trailer da Youtube:
Il 28 marzo segna l’arrivo nelle sale anche di un doppio Elio Germano. L’attore antidivo del nostro cinema, il più bel talento degli ultimi tempi, è protagonista sia di Tutta la vita davanti sia di Nessuna qualità agli eroi.
Il primo film è firmato da Paolo Virzì, che rinnova il feeling lavorativo con Germano, già scelto dal regista per N (Io e Napoleone). “Elio Germano è il fenomeno che conosciamo” commenta Virzì. “Quando lo avevo incontrato per la prima volta per il mio film N pensavo fosse anche nella vita identico a Martino Papucci, il giovane idealista dell’800 protagonista di quella storia, perché si era così calato in quel personaggio, da vivere quotidianamente con le tasche piene di poesie di Foscolo e di Holderlin. Poi invece ho scoperto che può essere in mille altri modi e che ha questa qualità di trasformarsi anche fisicamente in quello che interpreta”. In Tutta la vita davanti Elio è un venditore invasato della Multiple, azienda produttrice di fantasmagorici e futuribili dispositivi per la casa.
Qui il trailer da Youtube:
La tecnica base della Multiple per promuoversi è telefonare casa per casa. Ed è nel suo call-center che trova lavoro Marta, interpretata da Isabella Ragonese, tra altre giovani telefoniste, venditori esaltati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. In una realtà comica quanto amara. Alla guida dei super capi Sabrina Ferilli e Massimo Ghini.
La cosa più sconcertante è che il lungometraggio è tratto da una storia vera, dal divertente libro autobiografico di Michela Murgia Il mondo deve sapere.
Nessuna qualità agli eroi, invece, sbarca dall’ultima Mostra del cinema di Venezia. Opera seconda di Paolo Franchi, dopo l’apprezzato La spettatrice. Tra atmosfere cupe e allucinate, seducenti eppure non convincenti. Deluse il pubblico del Lido, che ne parlò soprattutto per la scena di erezione di Elio Germano.
Si tratta di un noir esistenziale dove Bruno (Bruno Todeschini) e Luca (Germano) fanno dell’odio e del conseguente senso di colpa il punto di partenza e di arrivo della loro tragica ribellione personale. Luca, figlio sconfitto. Bruno, padre mancato, destinato ad essere sempre e solo figlio.
Accanto a loro le misurate interpretazioni di Irène Jacob e Maria de Medeiros.
“Sono tutti alla ricerca di definitive risposte. Ma cercare non significa necessariamente trovare” spiega il regista. “È molto arduo poter dire chi in questo film veramente riesca a salvarsi. Salvarsi da se stessi, dalla propria solitudine, dai ricordi, che sono spesso lancinanti ferite”. Qui il trailer da Youtube:
- Venerdì 28 Marzo 2008












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