
Albero del Rockfeller Center (Credits La Presse)
E’ stato posizionato all’inizio di novembre all’incrocio tra la Cinquantesima e la Quinta Strada, l’albero del Rockfeller Center a New York, addobbato, con circa 3 miglia di luci. E stanotte, come ogni anno, finalmente ha preso vita: le lampadine sono state accese in diretta televisiva nazionale con una festa in piazza tra curiosi, turisti e celebrità. Sul palco si sono esibiti Justin Bieber e Tony Bennet (ritornato in Usa dopo il suo show su Raiuno con Fiorello). Continua

Neil Diamond durante la parata (Credits: Kika Press)
New York ha festeggiato l’85esimo giorno del Ringraziamento e, come da tradizione, milioni di persone e numerosi volti dello showbiz si sono riversati sulle strade per assistere alla “Thanksgiving Day Parade”. La parata e’ partita alle nove del mattino all’altezza della 77esima strada sul lato ovest di Central Park, poi la Settima Avenue, quindi la Sesta, prima di concludersi a Herald Square, davanti allo storico negozio di Macy’s. La diretta televisiva e’ stata presentata dall’ex modella Elle Macpherson, vestita per l’occasione con cappello (tipo padre pellegrino) e maglione a collo alto sotto ad una pelliccia smanicata. Tra i vip presenti anche i cantanti Avril Lavigne, Mary J. Blige e Neil Diamond. Continua

Maurizio Cattelan - (Ansa)
Cos’hanno in comune Hitler, il trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America, Papa Wojtyla e New York?
La soluzione a un ipotetico, surreale indovinello è “All“, la retrospettiva di Maurizio Cattelan aperta al pubblico dal 4 novembre al Solomon R. Guggenheim della grande mela.
Fino al 22 gennaio sarà possibile osservare le 128 opere, lasciate penzolare nella spaziosa spirale del museo progettato negli anni ‘40 da Frank Lloyd Wright.
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Luca Giordano, 'Battaglia tra Lapiti e Centauri', olio su tela, cm 260,5×390, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage. E' una delle 285 opere incluse nel primo catalogo del Seicento italiano nella collezione dell'Ermitage, edito da Skira e presentato oggi.
ULTIMI GIORNI PER …
• Vicoli e piazze come percorsi gastronomici. Ma anche concerti, mostre, incontri ed eventi speciali. Forlimpopoli ospita, fino a domenica, la quindicesima edizione della Festa Artusiana, quest’anno dedicata al centenario della morte di Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana, e al 150° anniversario dell’Unità d’Italia. In scena piatti tipici nazionali e appuntamenti per tutte le età.
PERCHE’ grazie a questa Festa il cibo, indiscutibile piacere per il palato, diventa anche un momento di riflessione culturale e sociale. Continua
Di Sandra Pertignani
Lo paragonano a Pedro Almodóvar, ma “paragonare una persona a un’altra è sempre riduttivo” osserva Margherita Buy, una delle sue attrici predilette. Ferzan Ozpetek è Ferzan Ozpetek. New York gli dedica, al Moma dal 4 al 14 dicembre, l’onore non comune di una retrospettiva, promossa e organizzata dalla Cinecittà Holding col ministero dei Beni culturali. Intanto esce dalla Mondadori un libro fotografico, in doppia versione italiana e inglese, dedicato a lui e al suo cinema, con testi raccolti, provocati, scritti da Laura Delli Colli, cronista cinematografica di Panorama, che lo presenterà a New York (anche all’Istituto di cultura, con lo scrittore Antonio Monda) durante la settimana della manifestazione. Titolo Ferzan Ozpetek. Ad occhi aperti. Perché, dice il regista: “Io voglio vivere con gli occhi aperti”.
Sarà un caso che Ferzan, in turco, la sua lingua madre, voglia dire “prima luce dell’alba”? Certamente no, pensa Ozpetek, cultore di oroscopi e analista di destini, e va oltre: “Guardare non basta, bisogna vedere”. Il suo cinema vede la vita quotidiana, il desiderio, i sentimenti nascosti e tormentosi, l’aspirazione al divino. E lo fa, in genere, col ritmo di una sarabanda danzata da un gruppo di amici, legati da contraddittorie, ma sempre forti, emozioni. Con uno sguardo affettuoso e profondo sul mondo femminile. “È evidente che le donne gli piacciono molto, le stima” commenta una sua sostenitrice fin dalla prima ora, Natalia Aspesi. “E non per quella banalità che vuole gli omosessuali per forza sensibili all’universo femminile. È una questione di umanità, di empatia che lui ha molto spiccate. Lo ammiro come persona e come autore, mi commuove. E, a proposito di omosessualità, Ozpetek sa trattare il tema con una grazia e una leggerezza speciali, con realismo e senza moralismi”.
A lei piace un film fra i più discussi, Cuore sacro, del 2005, con una convincente Barbora Bobulova, che racconta una complicata conversione, umana e religiosa. “Sono di un ateismo forsennato” racconta Aspesi “ma lui mi ha spiegato cos’è la fede, suscitando in me una certa inquietudine”. Cuore sacro è uno dei film di Ozpetek più complessi, meno leggeri, ma che corrisponde, nello sbandamento contemporaneo, al grande bisogno di radicamento, di abbandono, di sacrificio, in cui le donne sono in prima linea. “Mi ha insegnato a far vincere le emozioni sulla ragione” confessa Bobulova nel libro. È un sentimento, il suo, condiviso da tante protagoniste di questo cinema, attrici che rivelano di sentirsi capite dal regista come mai prima, toccate così intimamente da riuscire a tirar fuori una parte recondita di se stesse, nuova persino.
Ambra Angiolini, che nel malinconico e rasserenante Saturno contro ha convinto la critica più severa con un personaggio non facilissimo, dice: “È imbarazzante la sua capacità di farti esplodere dentro cose segrete. Ti obbliga a un salto, a una decisione su te stessa. Come nei momenti cardine della vita. Prima eri una persona, poi sei un’altra, migliore”. E Buy: “Per me Le fate ignoranti ha rappresentato una svolta professionale e una crescita esistenziale. E in Saturno contro Ferzan mi ha obbligata a una trasformazione del personaggio, delle sue emozioni complesse, mettendomi felicemente alla prova, facendomi sentire sempre apprezzata”.
Tutte vorrebbero essere per lui quello che, prima Carmen Maura, ora Penélope Cruz è per Almodóvar (ancora lui) e si dicono pronte a lavorare nei suoi film anche solo per una comparsata. Ha detto Stefania Sandrelli in una riflessione scritta apposta per il libro: “Abbiamo lavorato insieme neanche una settimana in tutto (in Un giorno perfetto, ndr) e, quando ho finito, mi mancava come se mi fossi innamorata di lui”. Milena Vukotic, che in Saturno contro ha fatto una piccola, significativa partecipazione: “Lui s’innamora subito dei suoi attori, ed è ricambiato. Ciò che conquista è la sua grande capacità di trasmettere una sincera partecipazione a quello che ognuno ha di diverso. Gli voglio bene e l’ammiro”. Isabella Ferrari dice che le sembra un capofamiglia, “una madre, un padre, che ti schiaffeggia e poi ti accarezza”. Gli deve l’espressione matura della sua forte sensualità, un senso gratificante di esclusività che diventa tristezza persino, quando sul set pensi “che poi quel film finirà e che forse con lui non sarà più così”.
Ma sembra proprio che la magia continui anche fuori dal set. Ozpetek riesce a suscitare questo coro di reazioni anche da parte maschile, da Alessandro Gassman a Stefano Accorsi, tutti che gli restano legati, tutti amici. Un clan. Il segreto è l’amicizia, dice lui. Niente, nemmeno l’amore, vale quanto l’amicizia. “È come l’acqua”. Vorrebbe essere il genio nella lampada e soddisfare i desideri degli altri. E s’impone nelle loro vite. Riempie gli amici di messaggini. È affettuoso, presente. Con Serra Yilmaz si conoscono da 11 anni, dice che gli ha insegnato “ironia, leggerezza e un sano realismo”. La vuole in tutti i suoi film, anche solo per un’apparizione rapida, come un portafortuna. Lei, da Istanbul dove sta girando per la tv, replica con altrettanto entusiasmo: “Ormai siamo oltre l’amicizia. È come un parente. Possiamo litigare violentemente, ma non succede niente di grave. Siamo sempre là, saldi come roccia nella vita l’uno dell’altra. Anche lui ha un grande senso dell’umorismo. Lo stesso mio. Ci facciamo scherzi pazzeschi, surreali”.
La vita entra nei film e dai film le immagini ritornano nella vita. Come il gazometro delle Fate. “Monumento alla spensieratezza della mia gioventù” quando da Istanbul si trasferì ventenne a Roma per studiare e lavorare nel cinema. Da aiutoregista prima, poi piano piano realizzando i suoi sogni. E viveva già lì, davanti al gazometro. Ancora ci vive, in quella cucina che compare nelle sue storie dove Delli Colli lo intervista mangiando i dolcetti della pasticceria sotto casa. Pasticceria che entrerà in La finestra di fronte. Una leggenda metropolitana, racconta l’autrice, vuole che il gazometro non sia stato demolito in omaggio all’aura che gli ha sprigionato intorno il suo film.
Tutto alla luce del sole, nell’esistenza e nel lavoro di questo regista amatissimo. Possibile? E l’ombra dov’è? Ozpetek è stato in analisi, confessa punzecchiato da Delli Colli, e descrive la terapia con una frase lapidaria: “Un dolore che libera dal dolore”. Un dolore che non coincide necessariamente con la morte (come in tutti i suoi film finora), il dolore della vita. Che aspetta di essere raccontato.
Strade intasate, taxi incolonnati per centinaia di metri e una folla enorme, difficile da quantificare, hanno trasformato Times Square in una bolgia gioiosa. Fino alle alle tre del mattino (ora di New York) decine di migliaia di persone hanno festeggiato senza sosta la vittoria di Barack Obama. Poi, nel corso della notte i festeggiamenti si sono trasferiti per le strade del Queens e di Harlem. Nel video qui sotto, alcune immagini girate in Times Square un attimo prima del discorso del neopresidente al Grant Park di Chicago.
Times Square in festa
Natalie Portman sul set del film
Le prime immagini del film corale New York, I Love You circolano ormai sul web. Il trailer della pellicola dichiarazione d’amore all’amore stesso e alla “città che non dorme mai” e “mai smette di sognare”, come dice il teaser, è stato appena rilasciato. Si possono intravedere spezzoni dei dodici episodi, firmati da altrettanti registi, che inscenano storie romantiche che hanno per sfondo l’Empire State Building, i ponti di Brooklyn e Manhattan o i grandi teatri di Broadway. Mentre volti ben noti come Orlando Bloom, Robin Wright Penn, Christina Ricci e Shia LaBeouf attraversano le strade newyorchesi.
Il primo trailer americano da YouTube:
A firmare i dodici episodi, che hanno gli stessi produttori - e lo stesso formato - del famoso Paris, je t’aime (2006), sono Yvan Attal, Allen Hughes, Shunji Iwai, Wen Jiang, Joshua Marston, Mira Nair, Brett Ratner, Andrei Zvyagintsev, Fatih Akin, Randall Balsmeyer, Shekhar Kapur, che sostituisce per la storia “Upper East Side” Anthony Minghella, il regista de Il paziente inglese, deceduto poco prima dell’avvio della produzione. Oltre a questi, è da annotare l’esordio dietro la macchina da presa delle due attrici Scarlett Johansson e Natalie Portman. Ed è stato proprio il cortometraggio girato dalla Portman a suscitare polemiche. Nel teaser la diva d’origine israeliana è in abito da sposa, in procinto di unirsi in matrimonio secondo la tradizione hassidica, il ramo più ortodosso del giudaismo. L’attore che interpretava il suo promesso sposo, Abe Karpen, professa la fede hassidica e ha dovuto lasciare le riprese in seguito a pressioni da parte della sua comunità religiosa che è contro il cinema, la televisione e internet.
In altre scene del trailer compaiono un solitario Kevin Bacon seduto di fronte l’oceano, Orlando Bloom che apre la porta a una Chrstina Ricci che nasconde il viso dietro un libro, Hayden Christensen che si scontra per strada con Andy García, il giovane Shia LaBeouf insieme alla veterana Julie Christie, interprete della scena scritta da Minghella. Ci sono anche Ethan Hawke, Chris Cooper, Rachel Bilson, John Hurt… Un cast ricco di star.
Il film sarà presentato in anteprima il mese prossimo al Toronto Film Festival e dovrebbe uscire nelle sale americane a metà febbraio 2009.
Orlando Bloom e Christina Ricci sul set