
di Cristiana Allievi
La sua risata fa tremare l’aria sonnolenta dell’hotel nel cuore di Roma in cui sta dando l’intervista. Pare una signora normale, in splendida forma senza avere fatto ricorso al bisturi, invece è un mito per un’intera generazione: ha venduto 50 milioni di dischi, vinto quattro Grammy e cantato per la regina d’Inghilterra, i Clinton, i Bush e persino Giovanni Paolo II. Ma per tutti lei rimarrà sempre Sandy, la brava ragazza con il nastro di raso colorato nei capelli del musical cinematografico di maggior successo della storia, Grease. Dal 10 febbraio Olivia Newton-John sarà di nuovo al cinema in Tre uomini e una pecora, una wedding comedy firmata da Stephan Elliott (Priscilla, la regina del deserto). Continua

Non incidevano un disco insieme da 13 anni, Piero Pelù e Ghigo Renzulli, i leader della più famosa rock band italiana dell’ultimo ventennio. Ora sono tornati (e volati al primo posto in poche ore) con Grande nazione, un cd vecchia maniera, nel segno del rock potente e diretto. Continua

Puntuale come il freddo d’inverno Adriano Celentano torna a Sanremo per propinarci i suoi sermoni sul bene e sul male. Sul numero di Panorama in edicola da domani, giovedì 9 febbraio, ecco confidenze, aneddoti e confessioni che spiegano come ha fatto un cantante di talento a diventare il sacerdote dell’ovvio e il paladino dell’italiano qualunque (anzi qualunquista).

Il rossetto non è più rosso fuoco e i capelli non stanno in piedi come una volta: nella battaglia tra lacca e forza di gravità, la seconda sembra avere la vittoria in pugno. Ma Robert Smith, 53 anni e una carriera da leader dei Cure, non arretra: quel look a tinte dark, replicato magistralmente da Sean Penn-Cheyenne, il protagonista di This must be the place di Paolo Sorrentino, lui ce l’ha tatuato addosso come una divisa permanente. «Il make- up è come una corazza, mi tiene a distanza di sicurezza dal mondo. Continua

La rivincita del Karaoke
Bastano Kate Middleton, Valentino Garavani e Carine Roitfeld per toglierci gli ultimi complessucci e rassicurarci che, sì, cantare in compagnia non solo libera l’anima e mette allegria (e chissenefrega se si perde la faccia per una sera), ma è anche un passatempo che possiamo serenamente inserire nella così rassicurante, quanto detestabile, categoria delle cose «cool» dell’esistenza? Continua


Ma chi è Lana Del Rey? Una starlette vintage progettata a tavolino dal marketing o una femme fatale del pop dal talento smisurato? Il fatto che i magazine più importanti del mondo si pongano questa domanda su una semisconosciuta, a un mese dalla pubblicazione (il 30 gennaio) del suo primo vero album, Born to die, significa che Lana ha già vinto. E che, nel 2012, il suo nome e la sua musica saranno ovunque. Continua

di Costanza Rizzacasa D’Orsogna
Insabbiato il minimalismo, seppelliti decenni di battaglie in difesa degli animali, tornano alla ribalta, in barba alla crisi e agli (ipocriti?) appelli a una nuova sobrietà, le pellicce. Esagerate e con un twist: oggi a portarle non sono più le nonne, le «sciure» dello struscio nelle vie eleganti di città, ma le giovanissime. Ignare, o meglio strafottenti, delle mattanze, incorruttibili al contrario. Perché chissenefrega se Elisabetta Canalis si spoglia per l’associazione animalista Peta. Il pelo è mio e lo gestisco io (e pazienza se non è proprio così). Continua

Se c’è un nome da tenere d’occhio, nel ricco e dorato mondo del R&B americano, è quello di Jason Derulo. Nato 22 anni fa in Florida, il volto nuovo della black music, giusto per fare capire le sue intenzioni, dice candidamente di guardare a «Michael Jackson e a Prince come modelli per la sua carriera». Dalla sua ha i 13 milioni di singoli venduti e un nuovo album, il secondo, Future history, che già nel titolo è una dichiarazione di intenti. Continua