
di Antonella Matarrese
All’ultimo appuntamento parigino, lo scorso luglio, hanno partecipato più di 10 mila persone: oltre 4 mila si sono date appuntamento sotto la Cattedrale di Notre Dame e altre 6 mila nei giardini del Louvre, non lontano dalla Piramide. Un appuntamento clandestino, elegantissimo e segretissimo, eppure partecipato. Perché nell’era del passaparola digitale la mobilitazione di massa è uno scherzetto. Continua

La showgirl argentina, Belen Rodriguez
di Antonella Piperno
Di questo passo atterrerà come minimo sul palco di Sanremo. E stavolta alla conduzione, mica a mostrare ammiccanti farfalline inguinali. Se venerdì 27 aprile i telegiornali della sera, insieme alla notizia dell’incontro tra Mario Monti e José Manuel Barroso a Bruxelles, hanno dato quella dell’incidente in scooter di Belén Rodriguez e del fidanzato Stefano De Martino, risoltosi con qualche ammaccatura, significa che i grandi traguardi sono a portata di mano. Continua

Vestita come se avesse fatto shopping in un negozio d’abiti usati, Taryn Simon sembra la protagonista di un film sugli amish. Però è bellissima. Questa fotografa newyorkese di 37 anni, compagna del fratello regista di Gwyneth Paltrow, Jake, è un’artista molto quotata della scuderia di Larry Gagosian, il più potente mercante d’arte del mondo. Alle sue vernici arrivano star come Steven Spielberg o Salman Rushdie, ma le faremmo un torto se la descrivessimo come una mondana ben inserita nella bella società artistica internazionale. Perché Simon è in realtà totalmente devota al suo lavoro. Continua

In attesa dei grandi festival estivi e degli show negli stadi (Madonna, Coldplay e Bruce Springsteen), la primavera offre una nutrita serie di concerti che hanno come protagonisti le grandi star della musica italiana e internazionale. Continua

di Marco Giovannini
«Quando ho saputo che finalmente partiva un nuovo film di James Bond, invece che mettermi a pregare ho acceso il computer. Dal sito Imdb (internet movie data base, nda) ho tirato giù tutti i nomi di chi lavorava nel film e poi mi sono messa a cercare le rispettive email. Ho inviato il mio showreel (il curriculum vitae degli attori, composto da spezzoni di film e video) a più gente possibile. Mi ha risposto una sola persona, ma forse la più importante, la responsabile del casting, invitandomi a un provino». Per Bérénice Marlohe questa è l’azione più da Bond girl che ha fatto nella sua breve vita (a metà maggio compirà 33 anni). In sintesi: «Astuzia, audacia, intelligenza, sfrontatezza, esibizionismo, non sono le qualità che si richiedono al proverbiale ruolo?». Certo, anche se per essere una pupa da 007 bisogna anche essere belle e sexy. Ma da questo punto di vista, per lei non c’erano problemi. Continua

di Cristiana Allievi
Maglioncino da intellettuale, con le toppe di camoscio sui gomiti, occhi azzurri e una bellezza meno evidente sullo schermo che dal vivo: Panorama incontra Jesse Eisenberg in un hotel nel cuore di Roma per parlare di To Rome with love, il film di Woody Allen di cui lui interpreta uno dei quattro episodi. L’attore che ha trovato la fama dando il volto a Mark Zuckerberg in The social network è nel suo momento d’oro e gira un film dopo l’altro, tra poco lo dirigerà Richard Ayoade in The double. Continua

C’è tanta canzone d’autore italiana nel nuovo album di Pacifico, Una voce non basta, disco di duetti nato come un’avventura solitaria per poi trasformarsi in una sorta di laboratorio che ha coinvolto una trentina di musicisti e cantanti. «L’idea di partenza era incidere un disco tutto mio, poi mi sono reso conto che facevo molta fatica a cantare le canzoni che avevo composto. Allora ho iniziato a scrivere email. Così è nato il mio album epistolare, messo insieme attraverso una sala prove telematica». Continua

di Fiammetta Fadda
Se pensate di essere un buongustaio etnomade ma non sapete cos’è un sha chau, un fem kuo o uno shaomai, ovvero i tre dim sum (fagottini ripieni) più famosi degli almeno 18 della cucina cinese, avete urgente bisogno di aggiornarvi. Anche perché non è detto che fra breve a Milano non si mangino più spigole grigliate al miele che risotti, visto che l’anagrafe ha certificato che cognomi come Hu, Chen, Zhou hanno superato numericamente l’onorato Brambilla. Ufficialmente i cinesi a Milano sono 21.344, ed è proprio nei ristoranti che hanno espresso, soprattutto all’inizio, la loro formidabile capacità commerciale. Continua