
La prima cosa bella (Medusa)
Se i Golden Globe hanno illuso vanamente Luca Guadagnino, ora gli Oscar deludono Paolo Virzì, escluso dai nove finalisti per il Miglior film in lingua straniera. Almeno però Io sono l’amore era arrivato allo step finale degli ultimi cinque, battuto poi giustamente dal bel danese In un mondo migliore di Susanne Bier.
La prima cosa bella non ce la fa, ed era prevedibile a mio giudizio: mancava di forza evocativa, aveva pastelli ma non tinte accattivanti, non abbastanza senz’altro per primeggiare. Continua

Micaela Ramazzotti prima della conferenza stampa di presentazione del film Rai Le segretarie del sesto
Fino a qualche anno fa il suo nome non avrebbe detto molto a nessuno. Ora è pronta per volare negli States e rappresentare l’Italia agli Oscar. Una belle crescita professionale per Micaela Ramazzotti, protagonista del film La prima cosa bella di Paolo Virzì.
A giudicare dall’intervista rilasciata a Vanity Fair, c’è però una cosa che non si sente pronta a fare: spiegare a suo figlio la sua famosa scena di nudo frontale in Tutta la vita davanti (e gli scatti bollenti per Max?).
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La prima cosa bella (Medusa)

La prima cosa bella aveva ottenuto un gran successo in sala nonostante la concomitanza di uscita con Avatar (6 milioni di euro di incasso e un milione di spettatori dopo solo sei settimane di programmazione), e il post con la sua recensione è stato uno degli articoli cinematografici più letti su Panorama.it. La commissione di selezione avrà tenuto conto anche del suo forte appeal verso il pubblico per decretare la commedia dolce amara di Paolo Virzì come il film italiano in lizza per gli Oscar 2011, nella categoria delle pellicole straniere. Continua

La prima cosa bella
Tra tante cose buone e poche meno buone, Paolo Virzì torna con La prima cosa bella: un dolce revival tra note e ricostruzioni di una Livorno anni ‘70 - “abbandonata” dal regista toscano dopo Ovosodo - che arriva fino i giorni nostri. Continua
Tutta la vita davanti
Paolo Virzì con Tutta la vita davanti è il regista del miglior film 2008. Con quattro premi è però Caos Calmo di Antonello Grimaldi il film più votato dai giornalisti cinematografici ai Nastri d’Argento 2008 che saranno consegnati sabato 14 giugno al Teatro Antico di Taormina. Così il verdetto finale dei giornalisti cinematografici che premiano come migliori attori dell’anno Toni Servillo, Margherita Buy, Sabrina Ferilli e Alessandro Gassman.
Nel palmarès dei Nastri, annunciato dal SNGCI, tre premi a La ragazza del lago di Andrea Molaioli, confermato dai Nastri, dopo il “pieno” ai David di Donatello, miglior regista esordiente dell’anno. Due ciascuno, infine, a Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, I Viceré di Roberto Faenza e I demoni di San Pietroburgo di Giuliano Montaldo. Produttore dell’anno è Domenico Procacci, miglior soggetto quello de La giusta distanza di Carlo Mazzacurati, firmato dal regista con Doriana Leondeff. Premiati per la migliore sceneggiatura La ragazza del lago (Sandro Petraglia) e Mio fratello è figlio unico (ancora Petraglia con Stefano Rulli e Daniele Luchetti).
Infine i film internazionali 2008: per il SNGCI sono Irina Palm di Sam Garbaski (europeo) e Onora il padre e la madre di Sidney Lumet (extraeuropeo). Biùtiful cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero è il miglior documentario 2008. Tra i tecnici, premi per la fotografia a Arnaldo Catinari (Parlami d’amore, I demoni di San Pietroburgo) per il montaggio a Mirco Garrone, per i costumi a Milena Canonero: con un verdetto a sorpresa proprio la Canonero è il solo premio Oscar tra i quattro candidati che ritirerà il Nastro. A sorpresa, infatti, nel voto dei giornalisti cinematografici italiani Francesco Frigeri (I Viceré, I demoni di San Pietroburgo) ha battuto la coppia regina delle scenografie, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Stesso destino per Paolo Buonvino (Caos calmo) outsider su Ennio Morricone e Nicola Piovani.
Al teatro Antico di Taormina saranno anche consegnati i Nastri europei 2008 alle attrici Antonia Liskova (Riparo) e Kasia Smutniak (Nelle tue mani) e i premi speciali alla carriera per Carlo Lizzani, Vittorio Storaro, Giuliano Gemma e Piero De Bernardi. Il SNGCI ricorda anche il Nastro dell’anno 2008 per Grande, Grosso e… Verdone: lo ha assegnato il Direttivo Nazionale e sarà ritirato a Taormina da Carlo Verdone, Claudia Gerini e Aurelio e Luigi De Laurentiis, produttori del film.
La 62esima edizione dei Nastri andrà in onda sabato 21 su Raiuno dopo la partita di calcio dei quarti di finale degli Europei. Presenta Andrea Osvart, regia di Cesare Pierleoni.

Tutta la vita davanti è il film di Paolo Virzì sulle vicissitudini di una neolaureata nell’universo del lavoro precario. Marta, la protagonista, è una ragazza colta, curiosa e taciturna, che trova lavoro nel call-center di un’azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile (e inutilizzabile). Marta si avventura così in nuovo mondo di giovani telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate.
Chi ha già visto il film ricorderà di sicuro la scena esilarante con Valerio Mastandrea e la bellissima Micaela Ramazzotti (rispettivamente: spasimante e coinquilina della protagonista). Lei nuda, lui imbarazzato, in un momento di grande comicità, hanno il loro primo goffo incontro che prelude a un incauto flirt. Quella scena aveva un seguito, poi tagliato del regista. Ma la versione integrale della scena è stata catturata su Youtube ed è diventata in questi giorni uno dei riferimenti preferiti dalla celebre community. Eccola
Il trailer del film

Il cacciatore di aquiloni
Quando i romanzi amati arrivano sul grande schermo, l’attesa è sempre controversa, tra la speranza di rivivere le emozioni del libro e la paura di dover mettersi le mani nei capelli. E se con L’amore ai tempi del colera, nonostante due bravi attori come Bardem e Mezzogiorno, ha prevalso la delusione, ora arriva la prova del nove per Il cacciatore di aquiloni, il best seller di Khaled Hosseini tradotto cinematograficamente dalla regia di Marc Forster e dalla sceneggiatura di David Benioff. Il 28 marzo giunge nelle sale italiane, dopo che negli Stati Uniti ha diviso la critica. E dopo che i ragazzini che hanno interpretato i protagonisti Amir e Hassan, e anche i ruoli minori Sohrab e Omar, sono stati allontanati dall’Afghanistan e accompagnati negli Emirati Arabi, coi loro famigliari, dalla Paramount, al salvo dalle minacce dei talebani.
Qui il trailer da Youtube:
Il 28 marzo segna l’arrivo nelle sale anche di un doppio Elio Germano. L’attore antidivo del nostro cinema, il più bel talento degli ultimi tempi, è protagonista sia di Tutta la vita davanti sia di Nessuna qualità agli eroi.

Tutta la vita davanti
Il primo film è firmato da Paolo Virzì, che rinnova il feeling lavorativo con Germano, già scelto dal regista per N (Io e Napoleone). “Elio Germano è il fenomeno che conosciamo” commenta Virzì. “Quando lo avevo incontrato per la prima volta per il mio film N pensavo fosse anche nella vita identico a Martino Papucci, il giovane idealista dell’800 protagonista di quella storia, perché si era così calato in quel personaggio, da vivere quotidianamente con le tasche piene di poesie di Foscolo e di Holderlin. Poi invece ho scoperto che può essere in mille altri modi e che ha questa qualità di trasformarsi anche fisicamente in quello che interpreta”. In Tutta la vita davanti Elio è un venditore invasato della Multiple, azienda produttrice di fantasmagorici e futuribili dispositivi per la casa.
Qui il trailer da Youtube:
La tecnica base della Multiple per promuoversi è telefonare casa per casa. Ed è nel suo call-center che trova lavoro Marta, interpretata da Isabella Ragonese, tra altre giovani telefoniste, venditori esaltati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. In una realtà comica quanto amara. Alla guida dei super capi Sabrina Ferilli e Massimo Ghini.
La cosa più sconcertante è che il lungometraggio è tratto da una storia vera, dal divertente libro autobiografico di Michela Murgia Il mondo deve sapere.

Nessuna qualità agli eroi
Nessuna qualità agli eroi, invece, sbarca dall’ultima Mostra del cinema di Venezia. Opera seconda di Paolo Franchi, dopo l’apprezzato La spettatrice. Tra atmosfere cupe e allucinate, seducenti eppure non convincenti. Deluse il pubblico del Lido, che ne parlò soprattutto per la scena di erezione di Elio Germano.
Si tratta di un noir esistenziale dove Bruno (Bruno Todeschini) e Luca (Germano) fanno dell’odio e del conseguente senso di colpa il punto di partenza e di arrivo della loro tragica ribellione personale. Luca, figlio sconfitto. Bruno, padre mancato, destinato ad essere sempre e solo figlio.
Accanto a loro le misurate interpretazioni di Irène Jacob e Maria de Medeiros.
“Sono tutti alla ricerca di definitive risposte. Ma cercare non significa necessariamente trovare” spiega il regista. “È molto arduo poter dire chi in questo film veramente riesca a salvarsi. Salvarsi da se stessi, dalla propria solitudine, dai ricordi, che sono spesso lancinanti ferite”. Qui il trailer da Youtube: