
Nuovo appuntamento con gli speciali di Che tempo che fa, in prima serata. Mercoledì 25 marzo Fabio Fazio dedica la trasmissione in onda dalle 21,10 alle 23, su Raitre, a Roberto Saviano. Due ore in compagnia del giovane scrittore napoletano che vive sotto scorta dal 13 ottobre del 2006 e che pure trova il coraggio di portare avanti la propria battaglia a favore della legalità contro i clan camorristici della Campania.
Tutta la serata sarà incentrata sulla letteratura. Si partirà naturalmente da Gomorra, il best seller di cui Saviano è autore, in libreria dal maggio 2006 e sempre in testa nelle classifiche di vendita con due milioni di copie vendute in Italia, traduzioni in 50 paesi, un vero e proprio caso letterario in tutto il mondo con tre milioni e mezzo di copie diffuse dall’Australia all’Islanda, dalla Cina all’Arabia Saudita.
In studio, accanto a Fazio ed a Saviano, ci sarà anche Paul Aster, l’autore della Trilogia di New York, scrittore di culto della letteratura americana contemporanea. E sarà presente anche David Grossman, scrittore e saggista israeliano tra i più ascoltati, noto per il suo impegno a favore di una risoluzione pacifica della questione israeliano-palestinese basata sul dialogo e la conoscenza. Sempre imegnato in articoli e saggi che suscitano sempre un grande interesse all’estero ed accese polemiche in Patria. Due i personaggi in collegamento: da Londra Misha Glenny, autore di McMafia (bestseller internazionale, tradotto in 30 lingue, che racconta di una nuova mafia che non conosce confini e nazionalità e cresce parallelamente alla globalizzazione), e da New York Suketu Mehta, autore di Maximum City (un ritratto della moderna Bombay) che parlerà delle connessioni internazionali della malavita organizzata e della sua globalizzazione. In studio anche Antonio Albanese nelle vesti di Cetto La Qualunque.

A Paul Auster da anni riesce benissimo. Senza dimenticare il suo primo amore, quello per la scrittura (peraltro in un paese come gli Stati Uniti dove esiste un vero mercato e dove sono tanti a vivere esclusivamente di letteratura), ogni tanto sembra essere vitale per la sua ispirazione cambiare mestiere. Auster non si allontana di molto da quel giardino meraviglioso che è la creatività artistica, visto che da scrittore ogni tanto si trasforma in regista cinematografico. Ma il fatto stesso di cambiare mestiere, almeno per un po’ sembra fare bene sia ai suoi film sia ai suoi romanzi. E sulla sua scia sembrano essere sempre di più, soprattutto in questi ultimi mesi, gli scrittori affermati e venduti in tutto il mondo che mettono da parte la penna e si cimentano in un altro lavoro. Anche ad un’età non più giovane. L’ultima notizia in questo senso arriva sempre dagli Usa. Stavolta è il maestro dell’horror Stephen King ad aver cambiato bacino d’azione. E sceglie adesso la più scanzonata via del musical per dare voce al suo immaginario. Ecco dunque Ghost Brothers of Darkland County, di cui King ha firmato la sceneggiatura. Un gothic-mystery, è vero, ma stavolta tranquillamente trasportato con leggerezza dalle note e dai passi di danza della compagnia diretta da Peter Askin. Parole dunque e musica, quella di John Mellencamp, in scena ad Atlanta nel 2009, prima di sbarcare, si spera con la consacrazione, a Broadway. Della sceneggiatura di King, ancora top secret, si sa solo che la storia è ambientata nella città immaginaria di Lake Belle Reve, negli anni ’50, e che gira tutta intorno alla morte misteriosa di due fratelli e di una ragazza. Sul fronte europeo invece ha deciso temporanemante di cambiare mestiere lo scrittore francese Eric Emmanuel Schmitt. Che si è messo dietro alla macchina da presa per dirigere il suo Odette Toulemonde, in uscita anche in Italia, del cui neorealismo è un grande estimatore. La protagonista del film è una solare quarantenne, Odette appunto, che un giorno incontra il suo scrittore preferito. I suoi romanzi la aiuteranno a costruire la sua felicità di vita. Insomma, anche se si cambia mestiere, alla fine la letteratura è una malattia difficile da cui liberarsi.
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