
Arte Fiera Bologna, l’esposizione dal 27 al 30 gennaio
Guai a parlare di crisi. La parola d’ordine di ArteFiera è qualità. Secondo il suo direttore artistico Silvia Evangelisti, quest’anno l’esposizione è incentrata su questo concetto: meno gallerie e quindi meno quadri, tutto in favore della qualità delle opere, per dare così una Fiera più facile da gustare. Ma non solo. E’ il giovane pittore (attenzione: per giovane nel mondo dell’arte si intende anche un quarantenne non ancora affermatosi) che si porta al centro dell’attenzione, avendo la stessa visibilità dei colleghi affermati e di chi con le proprie opere ha scritto la storia della pittura moderna come Balla, Guttuso, Morandi, Schifano e Fontana, solo per citarne alcuni. Continua

Città sospesa n.4
Simone Bolzoni è un artista-artigiano, lavora nel campo delle ristrutturazioni e come lui stesso dichiara, è spesso a contatto con materiali o pareti che subiscono delle trasformazioni dovute al passare del tempo che cambia e modifica tutto. Questa è la sua fonte di ispirazione che lo spinge, una volta tornato a casa, a creare le sue opere. Lo abbiamo incontrato e abbiamo fatto con lui una piacevole chiaccherata per cercare di capire “dall’interno” i suoi lavori e ciò che lo spinge a creare. Continua

Jonathan Guaitamacchi, l'artista è nato a Londra ma da anni risiede a Milano
E’ nato a Londra e ha quell’aplomb inglese, ma stranamente nessun marcato accento britannico e nessuna voglia di gustarsi un tè alle 5 del pomeriggio. Jonathan Guaitamacchi ti accoglie nel suo laboratorio nel quartiere Isola di Milano come una persona qualsiasi: niente formalismi e soprattutto niente peli sulla lingua. Parla di tutto, anche se preferisce esprimersi attraverso i suoi quadri, così di grandi dimensioni e scuri che mettono malinconia ma che affascinano un attento osservatore. A cinquant’anni però è considerato dagli esperti ancora un “esordiente”, nonostante i decenni a passare la mano sulla tela. “Non ho mai frequentato i salotti buoni dell’alta borghesia milanese, sono una persona schiva, forse sarà per questo” dice. Lui disegna per lavoro, certo, ma soprattutto per passione. E non ama la definizione di pittore. E’ un artista poliedrico: ha lavorato nel campo dell’architettura, ha disegnato soggetti diversi, prima di arrivare alle “sue” Londra.
Apre la porta del suo laboratorio in una domenica pomeriggio dopo alcune ore di lavoro. Sta ultimando due quadri le cui dimensioni fanno pensare che siano prossimi ad un’esposizione in gallerie importanti. “Saranno a Londra durante i giochi Olimpici per volontà del governo cinese” dice mentre li mostra orgoglioso… Continua

di Marco Capua
L’arte è come la fede, dicono in molti: dà risposte là dove si brancola nel buio, riserva una durata illimitata a ciò che sembrerebbe effimero. L’antica connessione tra bellezza e devozione nel periodo natalizio è più veloce e, se il Cristianesimo si fonda su eventi, quello della nascita di Gesù rifornisce il nostro culto delle immagini di una sottigliezza ulteriore. In questa prospettiva Panorama consiglia tre mostre importanti, qua e là in Italia. Continua


di Marco Capua
«Bello come l’incontro fortuito su un tavolo di dissezione di una macchina per cucire e di un ombrello».
È il celebre passo del conte di Lautréamont che diede la stura a fior di surrealisti. Mettiamo però che la macchina per cucire non abbia incontrato l’ombrello ma un quadro impressionista. Il risultato? La bellezza? Una delle più strepitose collezioni d’arte moderna del mondo.
L’americano Robert Sterling Clark era uno degli eredi del patrimonio delle macchine per cucire Singer. Con il suo gran mucchio di dollari, e in sintonia perfetta con la moglie Francine Clary, comincia ad acquistare importanti opere d’arte nel 1910, e va avanti così per decenni.
Nel 1955 nasce lo Sterling and Francine Clark Art institute a Williamstown, un edificio immacolato in stile neoclassico immerso tra le verdi colline del Berkshire, regione occidentale del Massachusetts. Oggi funziona anche come ottimo centro di ricerca e di studio.
Vanta 8 mila pezzi, dei quali 500 sono quadri, quasi tutti eccelsi. Scelti fra questi, ne arrivano 73 a Palazzo Reale di Milano per una mostra smagliante, Impressionisti. Capolavori della collezione Clark. Coprodotta dall’Arthemisia group e curata da Richard Rand (catalogo Skira-Rizzoli), l’esposizione è alla prima tappa di un tour planetario che toccherà il Musée des Impressionismes di Giverny (13 luglio - 31 ottobre) e poi Barcellona, Forth Worth, Londra, Montreal, per farsi infine un giretto anche in Cina e Giappone.
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di Vittorio Sgarbi
Tanti anni fa un fabbricante di sogni, Franco Maria Ricci, mi mostrò immagini sconvolgenti che l’arte del primo Novecento non aveva contemplato tra le fondamentali ed essenziali del cammino per la definizione di una nuova sensibilità.
Erano belle e nitide riproduzioni delle opere di Konstantinas Ciurlionis, dal Museo di belle arti di Kaunas, in Lituania, pronte per essere risucchiate nel vortice delle sempre sorprendenti meraviglie offerte dalla rivista da lui inventata, Fmr.
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di Giorgio Ieranò
È una specie di Facebook dell’Ottocento.
Una galleria di ritratti dove ogni dettaglio racconta una persona. E tutti i ritratti, messi insieme, descrivono una società e le sue illusioni.
Sono 100 le opere della mostra Da Canova a Modigliani. Il volto dell’Ottocento, aperta fino al 27 febbraio 2011 nel Palazzo Zabarella di Padova.
E una volta tanto il fatidico titolo «da Tizio a Caio», che di solito serve come maschera per mostre improvvisate, ha un senso preciso. Perché Antonio Canova e Amedeo Modigliani sono i due estremi attraverso i quali passa un secolo intenso e turbolento, in cui i canoni dell’arte e della società vengono rivoluzionati.
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di Marco Di Capua
Il pittore di gran lunga più amato, quello che se magari non ti piace un suo quadro alla fine ti piace lo stesso, ancora una volta ci guarda in faccia.
Non proprio dritto negli occhi, a voler essere esatti. Perché in qualche modo lui è sempre altrove, inquieto e profetico, ardente e insoddisfatto.
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