
I vincitori del festival di Cannes 2011
Era la Palma d’oro annunciata prima ancora che il Festival di Cannes iniziasse: The Tree of Life di Terrence Malick. Troppo atteso (è il quinto lavoro del regista cult americano che realizza film col contagocce) e troppo conteso tra festival per non essere premiato. E anche troppo discusso, innalzato come capolavoro geniale o fischiato come boiata.
Pronostici quindi rispettati, col Festival che chiude i battenti. Malick, ovviamente, non c’era a ritirare il premio, ma c’erano i suoi produttori, Sahra Green e Billie Pohlan: “Terrence è contento, ma non è qui perché è una persona umile, timido e vuole che per lui parli l’opera, non è affatto bravo e adatto a stare in pubblico”.
Per l’Italia nessun riconoscimento, anche se De Niro, presidente di giuria, definisce Moretti “un regista eccezionale” e il film di Sorrentino “un’opera molto artistica con un formidabile Sean Penn”. Miglior attore Jean Dujardin per The Artist, migliore attrice Kirsten Dunst per Melancholia.
Ma ecco uno per uno tutti i vincitori, e una gallery con le premiazioni. Continua

Shakira sul red carpet degli MTV Europe Music Awards
Ieri sera a Madrid era presente (anche virtualmente) l’intero mondo musicale del momento. Un numero imprecisato di star globali si è riunita a Caja Magica per assistere alla cerimonia di consegna degli MTV Europe Music Awards.
Come al solito la serata non è stata solo premi, ma anche performance, Shakira, Rihanna e Ke$ha tra gli altri e tre mega show (Katy Perry, Linkin Park e Thirty Seconds To Mars). Non sono mancati i momenti comici come quando una raggiante Eva Longoria, padrona di casa della serata, si è presentata con addosso un costume a forma di prosciutto dicendo che aveva trovato il vestito di Lady Gaga nel frigorifero.
Continua

Barbara D'Urso, reginetta dei Teleratti - Credits: vieri152©kikapress.com
Vi ricordate i Telegatti? Un po’ vi mancano, immagino.
E sapevate che da quattro anni esiste un premio chiamato “Teleratto”, che seleziona i peggiori programmi e i peggiori personaggi della stagione televisiva?
“Premi” che sembrano quasi più interessanti dei (defunti) cugini, e forse anche degli Oscar TV. Il motivo? Le reazioni dei vincitori. Che oscillano tra rabbia, dispetto, falsa e malcelata ironia.
Continua

Carlo Conti, vincitore come miglior personaggio maschile della TV nel 2010 - Credits: Newspress©kikapress.com
“Cambiare tutto, per non cambiare niente”? Macché, nel mondo della televisione siamo messi peggio, molto peggio.
I migliori programmi dell’attuale stagione televisiva premiati, ieri sera, nel corso dello show “Premio Regia Televisiva, Oscar Tv”, condotto da Carlo Conti e Daniele Piombi su Raiuno, sono gli stessi da circa dieci anni.
E se la gara tra i top ten della stagione tv ha compiuto 50 anni di vita, scorrendo la graduatoria delle trasmissioni premiate si nota che non ci sono grandi novità.
Continua

Il pallone dei prossimi mondiali - Ansa
Il count-down è partito qualche giorno fa: quando la mano fatata di Charlize Theron ha finito di estrarre i bussolotti per la composizione dei gironi. Ci siamo: le prime partite sono fissate, la lunga strada verso la finale di Coppa del Mondo di calcio può cominciare. Continua
Il logo di Wikipedia
C’è anche Roberto Saviano tra i vincitori della 50° edizione del Premiolino, il più antico e prestigioso premio giornalistico italiano, assegnato ogni anno a personalità che si sono distinte nel mondo dei media per il loro impegno, la professionalità, l’indipendenza, il lavoro al servizio del cittadino. L’albo d’oro pullula di nomi illustri, da Montanelli a Brera, da Sergio Zavoli a Giorgio Bocca, da Oriana Fallaci a Ennio Flaiano. Quest’anno però tra i premiati c’è una novità: Wikipedia, l’enciclopedia online scritta dagli utenti della Rete. “La scelta”, racconta Giancarlo Galli, giornalista e presidente del Premio, “è scaturita da una discussione tra noi vecchi rimbambiti giornalisti, che abbiano negli occhi la carta stampata e pensiamo che tutti dipendano da quella. Vi siamo legati anagraficamente ma col fluire del tempo abbiamo lentamente preso atto dell’esistenza della tv prima e dei nuovi media poi”.
Chi ha proposto la canditura di Wikipedia?
È venuta fuori una voce che credo di poter attribuire a Enrico Mentana. Noialtri, che siamo sì vecchi ma non proprio rimbambiti, sapevamo tutti che cos’è il prodotto, pur ignorando chi siano gli autori, e abbiamo deciso di fare un salto e proiettarci nel futuro. Tutti siamo in buona misura debitori a Wikipedia per le informazioni che fornisce. E con un voto abbastanza ampio, anche se non unanime, c’è stato un consenso intorno a questa candidatura, segno di una maturità di questo premio che si proietta nei prossimi 50 anni.
Ma non si tratta di un premio anti-giornalistico? Infondo chi collabora a Wikipedia non è un giornalista, tutti possono farlo.
Con la crisi che la carta stampata e i media tradizionali stanno attraversando, questa scelta secondo me è un segnale positivo: bisogna guardare in avanti e non mettersi a fare Amarcord. Ed è anche il segno che tutti noi possiamo farci partecipi dell’informazione; non ci siamo ancorati a vecchi schemi o vecchie glorie. Per il Premiolino mi pare una prova di vitalità.
Come celebrate i 50 anni?
La storia non va dimenticata, perciò grazie alla generosità del nostro sponsor, che da tre anni è Birra Moretti, pubblichiamo dopo anni di silenzio un volume che la ripercorre. È un bel volume che testimonia tutti i nomi dei vincitori, che sono circa 500-600, e in cui si mettono in risalto alcune figure particolarmente significative. In questi anni abbiamo sempre cercato di premiare un giornalismo di denuncia, di avanguardia e sensibilità verso la società civile e ci proponiamo di continuare a farlo.
Abbiamo chiesto a Frieda Brioschi, Presidente di Wikimedia Italia, che ritirerà il premio in rappresentanza di tutti i Wikipediani, come ha appreso la notizia.
È stata un’incredibile sorpresa. Un giorno trovo una mail di Gian Antonio Stella (giornalista del Corriere della Sera e membro della giuria n.d.r.) che mi scrive: “Ho una bella notizia da darle: mi richiami subito. Stella mi ha detto che la giuria era molto contenta e che tutti usano Wikipedia.
E’ un premio anti-giornalistico?
Direi che noi forniamo un servizio anche ai giornalisti. Il fatto che questo premio non vada a un sito che fa del giornalismo è un segnale abbastanza chiaro. Per me significa che c’è attenzione verso quello che sta succedendo, e che i giornalisti non vivono nella loro scatoletta, ma sono ben calati nella realtà che li circonda. Credo che il premio testimoni che su Wikipedia si trovano informazioni di buona qualità.
Dopo la raccolta di fondi andata a buon fine, quindi, un altro motivo per gioire?
La raccolta di fondi si è conclusa bene, abbiamo superato anche se di poco il tetto previsto che erano i 6 milioni di dollari necessari per il funzionamento del progetto per quest’anno. Era cominciata molto in sordina, ma la lettera aperta del nostro fondatore Jimmy Wales, che ha sottolineato i rischi del mancato raggiungimento della cifra, tra cui quello molto reale di considerare l’inserimento della pubblicità, ha dato una scossa alla campagna. Quando vi hanno comunicato la vittoria del premio vi siete accorti che su Wikipedia mancava una voce sul Premiolino, è vero?
Che figura avremmo fatto a non parlarne nemmeno? Ho subito messo un annuncio sul bar di Wikipedia per dire che la voce non esisteva. Immediatamente è stato scritto un primo decoroso abbozzo e tra ieri e oggi è già cresciuta parecchio. Potere della community…
La premiazione si terrà il 4 febbraio a Palazzo Marino a Milano alla presenza del sindaco Letizia Moratti.