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Coldplay in tour: il concerto più atteso del 2012 - Credits: Mida
Grandi ritorni live, tour che continuano la loro cavalcata di successi. I concerti del nuovo anno appena iniziato sono tanti, sempre più importanti per un mercato italiano (e internazionale) in cui i dischi non si vendono più ma i concerti sono (quasi) sempre sold out anche a prezzi non proprio economici. Ecco la nostra selezione degli show musicali dal vivo più interessanti di questo 2012. Continua

Red Hot Chili Peppers
L’attesa è finita. Inizia domani, con il concerto al Palaolimpico di Torino (domenica 11 saranno al Forum di Milano) la due giorni italiana dei Red Hot Chili Peppers: 70 milioni di album venduti, concerti sold out in tutto il mondo e una formula sonora che non ha eguali nella storia della musica moderna. “Sarà uno spettacolo greatest hits, con tutti i nostri classici del passato e alcuni pezzi del nuovo disco” assicura Flea. I quattro californiani sono rock, punk e funky, sono l’energia del rock e il ritmo della black music. Motore pulsante della band è un uomo di 48 anni, Michael Peter Blazary, in arte Flea, nato a Melbourne, e trasferitosi in America all’età di 5 anni. Suona il basso come pochi altri e sul palco si dimena selvaggiamente a torso nudo come se la musica si fosse impossessata di lui. Lo incontriamo in un grande albergo del centro di Milano. Continua

Radiohead in concerto a Milano - Credits: Kika
Il bello della musica live è che non può esistere un concerto uguale a un altro, che una canzone eseguita in una certa sera con le giuste condizioni d’atmosfera e pubblico può suonare mille volte meglio del solito. Sono fattori imponderabili che fanno di uno show un evento memorabile oppure una stanca replica.
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A freddo, immaginare una connessione artistica tra Miles Davis e i Radiohead sembrerebbe un azzardo musicale, ma non è così. Me ne sono accorto riascoltando in questi giorni il capolavoro di Miles Davis, Bitches Brew.
Più che un album, un monumento alla musica intesa come lampo di genio, come improvvisazione totale. Ve lo consiglio perché in questo disco suonano mostri sacri come John McLaughin, Chick Corea, Joe Zawinul e Wayne Shorter (oltre a Davis, naturalmente) e perché dopo averlo ascoltato con attenzione capirete meglio che cosa hanno fatto i Radiohead in dischi complessi come Kid A e Amnesiac. Buon divertimento!
Miles Davis: Bitches Brew live
Vasco l’ha fatto: ha preso Creep dei Radiohead, una delle band più amate dall’elite dei fan del rock, l’ha tradotta in italiano e l’ha trasformata in Ad ogni costo (qua sotto il video). Risultato? Continua

Il vocalist e leader dei Radiohead ha appena terminato le registrazioni di un brano in coppia con Bjork. La canzone si chiama Nattura e prende il titolo dal nome di un’organizzazione ambientalista che ha sede in Islanda, la patria della cantante. Il singolo sarà disponibile dal 20 ottobre. Non è la prima volta che i due musicisti intrecciano le loro voci: era già successo nel 2000 con I’ve seen it all, incisa per la colonna sonora del film Dancer in the dark. In queste settimane Yorke è anche in prima fila insieme ad altre band come The Verve e Iron Maiden per lanciare la Featured Artists Coalition, un’associazione che si propone di rinegoziare i diritti d’autore e le loro quote con le case discografiche alla luce dei cambiamenti intervenuti da quando la musica è disponibile in Internet.
Thom Yorke e Bjork: I’ve seen it all

“Noi non siamo una band che si fa fotografare con la coppa di champagne in mano. A noi i soldi servono solo per comprare nuovi strumenti e incidere musica migliore per i nostri fan”. In queste parole di Colin Greenwood, bassista del gruppo, c’è tutta la filosofia del gruppo più innovativo mai apparso sulla scena musicale dai tempi dei Pink Floyd.
Quella dei Radiohead non è una storia usuale nel mondo del rock. Innanzitutto per la qualità straordinaria dei loro dischi, una qualità già presente nei cd d’esordio intitolati Pablo Honey e The bends. Album ispirati e di grande impatto con brani ormai classici, come Creep e Just. Canzoni senza tempo, che in un primo momento avevano fatto pensare a Thom Yorke e soci come agli eredi naturali degli U2 e dei Rem.
Ma nei piani del quintetto di Oxford gli obiettivi prevedibili non sono presi in considerazione. Così, dopo la terza monumentale prova, quell’Ok Computer considerato ancora oggi uno dei pilastri della musica dell’ultimo ventennio (tra i brani, Karma police e No surprises), i Radiohead cambiano rotta e spiazzano fan, critici e colleghi con una triade di album capolavoro. Talmente geniali e originali da non poter essere inquadrati in un genere musicale. Gli album in questione sono, nell’ordine, Kid A, Amnesiac e Hail to the thief.
“Abbiamo abbandonato i nostri classici riferimenti rock e abbiamo ascoltato Charlie Mingus e Miles Davis” racconta Greenwood per spiegare la svolta del sound del gruppo. Risultato di questa rivoluzione sono tre capolavori a metà strada tra la sperimentazione elettronica, il jazz, il rock e la classica. Musica di classe, ma al tempo stesso accessibile. Ecco perché loro possono dire: “Il futuro appartiene a noi”.
Dopo le case discografiche, l’ambiente. Continuano le sfide dei Radiohead, ben decisi ad affermarsi come una delle band più “responsabili” del pianeta musica. Nel 2005, il gruppo di Thom Yorke aveva già stupito il mondo proponendo di acquistare on line il loro ultimo album, In Rainbows, a un prezzo fissato dai fan. Ora è la volta di un tour mondiale organizzato all’insegna dell’ecologia. Una pianificazione meticolosa, oltre che rivoluzione, che ha visto la band di Oxford ricorrere ai servizi dell’agenzia Best Foot Forward per ridurre ai minimi livelli l’impatto ecologico della loro tournée.
La scelta dell’Arena Civica di Milano, dove i Radiohead si esibiranno stasera e domani, non è stata quindi casuale. Dallo studio commissionato all’agenzia britannica è risultato che la quantità maggiore di CO2 prodotta da un live deriva fino al 90 per cento dagli spostamenti del pubblico per raggiungere il luogo del concerto. Da qui la volontà dei musicisti di suonare nel cuore di Milano piuttosto che nel Datchforum, situato nella periferia sud della città e più difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Per i fan che risiedono lontano da Milano, Thom Yorke suggerisce di condividere tra più persone la stessa auto. Per evitare di predicare bene e razzolare male, i Radiohead hanno deciso di fare a meno degli aerei e spostarsi in treno. Nel backstage è la stessa musica: via i bicchieri e i piatti di plastica. L’impegno ecologico diventa poi dirompente quando la band sale sul palcoscenico: ad accompagnare i loro concerti non sono i soliti impianti audio e luce mastodontici, ma quelli a basso consumo di energia. Un “light show” a bassa tensione quindi che non impedirà la band inglese di riscaldare l’Arena Civica e i 36.000 fan attesi nelle uniche due tappe italiane del tour. L’appuntamento è fissato alle 20,45. Tutto sold out, naturalmente.