Archivio per il tag “Roberto-Saviano”

Da Fazio con Saviano, David Grossman e Paul Auster

Roberto Saviano

Cannavaro, Gomorra e l’Italietta con cui fare i conti

Fabio Cannavaro

Non si placano le polemiche su Gomorra, il film di Matteo Garrone tratto dal best seller di Roberto Saviano, che rappresenterà l’Italia alla notte degli Oscar 2009. Lo scorso aprile al Festival di Cannes era stato un addetto ai lavori, il regista napoletano Pasquale Squitieri, a criticare il film con toni aspri. Ma questa volta ad accendere la miccia è un rappresentante dell’italianità che col cinema ha poco a che fare: Fabio Cannavaro, il capitano della nazionale campione del mondo in Germania nel 2006 e ora in forza al Real Madrid, in un’intervista al settimanale Chi. “Spero che vinca l’Oscar, ma non gioverà all’immagine dell’Italia. Abbiamo già tante etichette negative”, afferma il campione di Napoli. L’indiscrezione passa ad alcune agenzie alcuni giorni prima della pubblicazione. E giù fiumi di inchiostro sui giornali e levate di scudi in difesa del film. Oggi però il fuoriclasse napoletano fa marcia indietro nel suo sito ufficiale. “L’affermazione che il film Gomorra leda all’immagine italiana all’estero non è virgolettata e quindi dichiarazioni non attribuibili a Fabio Cannavaro, ma ad interpretazioni personali del giornalista”, puntualizza. “La mia voleva essere una difesa nei confronti di chi non ha niente a che fare con la camorra e con quelli che vogliono investire in modo onesto, insomma di tutta la gente per bene che vive in quei territori, e la mia paura è che invece all’estero Napoli e la Campania vengano associate alla Mafia, alla spazzatura e non invece alle tante cose belle che ci sono”. Eppure c’è chi trova del tutto plausibili le ragioni della sua “entrata a gamba tesa” su Gomorra. “Cannavaro è un laico del mondo del cinema, estraneo al mondo dello spettacolo e per questo le sue opinioni possono risultare più innocenti. Credo che la sua uscita sia stata guidata più da amor patrio che spirito polemico, anche se è stata letta dai media in questo senso. Ma qualche ragione Cannavaro ce l’ha”, dice a Panorama.it il professor Mario Morcellini, preside di Scienze della comunicazione alla Sapienza. “Se il libro e il film possono indiscutibilmente avere un impatto positivo per la coscienza nazionale, d’altra parte il trasferimento in ambito internazionale può provocare un effetto opposto ingigantendo involontariamente alcune parole, soprattutto sugli spettatori non colti del film. Certo l’immagine dell’Italietta ormai non è più dominante, ma resiste e purtroppo dobbiamo ancora farci i conti”.

Il VIDEO servizio:

Saviano: il portale Oltregomorra e forse un romanzo d’amore

Lo scrittore Roberto Saviano
Roberto Saviano sogna di scrivere un romanzo d’amore per non essere identificato solo come autore di libri sulla mafia e non si lascia intimorire dalle minacce della camorra, anche se queste limitano notevolmente la sua libertà.
“A volte sogno di scrivere un romanzo d’amore”, ha l’autore del best-seller Gomorra durante un’intervista al settimanale tedesco Stern, che verrà pubblicata nel numero in edicola domani. Nel frattempo, Saviano - che da due anni vive nascosto sotto protezione della polizia - non teme la vendetta della camorra. “Chi mi vuole uccidere morirà prima di me”, ha detto lo scrittore italiano ventinovenne riferendosi alle minacce di morte ricevute a causa delle accuse contenute nel suo libro.
Il successo di Gomorra si è confermato anche nella sua trasposizione cinematografica, a firma di Matteo Garrone. Il film è stato visto da due milioni di spettatori in sala ed è stato distribuito in oltre 60 paesi nel mondo. E oggi esce in dvd per 01 Distribution in tre versioni: standard, special e blu-ray. Il film è anche candidato agli Efa, gli oscar europei che saranno consegnati il 6 dicembre a Copenaghen, con ben cinque nomination ed è inoltre il film candidato dall’Italia agli Oscar 2009 come miglior film straniero.
Tra i contenuti speciali della special edition a due dischi e blu-ray anche un’intervista di 40 minuti allo scrittore Roberto Saviano.
Da due giorni, l’autore è anche on line con il progetto Oltregomorra. Il progetto, nato nel marzo del 2008 da un’idea di Alessandro Pecoraro con la collaborazione di Mariella di Stefano e Nicoletta Fasano, è partito tramite il social network Myspace, per poi ampliarsi sino alla creazione di un vero e proprio portale. Vi si accede dagli indirizzi www.robertosaviano.it o direttamente al link www.oltregomorra.com, ed è strettamente connesso a quello dell’autore di Gomorra (www.robertosaviano.it) di cui ricalca la grafica, la struttura e il reciproco collegamento, ma completamente indipendente.
Il sito è diviso in diverse sezioni: Letture e Produzioni (recensioni, fotografie, video, file, audio, disegni, mostre attinenti all’argomento “mafie”); Italia che resiste (dedicato a gruppi, associazioni e istituzioni che quotidianamente lottano contro la cultura dell’illegalità e che operano in ambiti di difesa dell’ambiente e della salute); Vocabolario della Camorra; Processo Spartacus (fatti, nomi e indagini sul clan dei Casalesi); Beni Confiscati (dati, statistiche e informazioni sulla confisca e il riutilizzo dei beni sottratti ai clan).
Il proposito del portale è quello di crescere quotidianamente, tramite lo sviluppo delle sezioni già presenti e la creazione di nuove sezioni, tra cui, di imminente apertura, una dedicata ad Ambiente e Salute.

È morta Miriam Makeba, dopo un concerto anti camorra a Castel Volturno

Miriam Makeba
È morta Miriam Makeba, la cantante sudafricana dalla voce leggendaria, autentica icona della cultura africana e simbolo della lotta all’apartheid. “Mama Africa” si è spenta nella notte, dopo il concerto anti-camorra e anti razzismo organizzato per Roberto Saviano a Castel Volturno. La cantante è deceduta dopo aver cantato per oltre mezz’ora: colta da malore, è stata trasportata nella clinica Pineta Grande dove ha avuto una crisi cardiaca, contro la quale i medici non sono riusciti a far nulla.
Da sempre impegnata contro la segregazione razziale e per i diritti civili, Miriam Makeba era un’artista-simbolo, costretta per anni all’esilio dal governo di Johannesburg e tornata a casa dopo un lungo girovagare in Europa e negli Usa solo dopo la fine dell’Apartheid, convinta personalmente da Nelson Mandela. Attivista, ma anche grande cantante, dalla voce calda e dalla grande presenza scenica, spesso accompagnata da strumenti etnici e dai costumi tradizionali della sua terra.
Nata a Johannesburg 76 anni fa, sua madre era una sangoma di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa. Makeba iniziò a cantare a livello professionale negli anni ‘50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una band, The Skylarks, che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela, che poco dopo divenne il suo primo marito. Pur essendo già una cantante di successo, alla fine degli anni ‘50 Makeba ricavava ancora pochissimi introiti dalle sue registrazioni, e non riceveva royalties; per questi motivi iniziò a ipotizzare di lasciare il Sudafrica per gli Stati Uniti. Nel 1960 partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al Festival del cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non rimpatriare. A Londra conobbe Harry Belafonte, che la aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista. In America Makeba incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The Click Song (”Qongqothwane” in lingua xhosa) e Malaika.


Nel 1966 Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l’album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte. L’album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafrica sotto il regime dell’apartheid. Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l’apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Makeba e condannandola all’esilio. Nel 1968 sposò l’attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l’evento generò controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati. Makeba e Carmichael si trasferirono in Guinea, dove divennero amici del presidente Ahmed Sekou Touré e di sua moglie. Makeba si separò da Carmichael nel 1973, e continuò a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa. Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag HammarskjÃld per la Pace nel 1986. Dopo la morte della sua unica figlia Bongi (1985), Makeba si trasferì a Bruxelles. Nel 1987 collaborò al tour dell’album Graceland di Paul Simon.
Poco tempo dopo pubblicòla la propria autobiografia, Makeba: My Story. Nel 1990, Nelson Mande la convinse a rientrare in Sudafrica. Nel 1992 recitò nel film Sarafina!, ispirato alle sommosse di Soweto del 1976, nel ruolo della madre della protagonista. Nel 2002 prese parte anche al documentario Amandla!: A Revolution in Four-Part Harmony, ancora sull’apartheid. Nel 2001 ricevette la Medaglia Otto Hahn per la Pace. L’anno successivo vinse il Polar Music Prize insieme a Sofia Gubaidulina e nel 2004 si classificò al 38° posto nella classifica dei “grandi sudafricani”. Nel 2005 si dedicò a un tour mondiale di addio alle scene, cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera. Ma la generosità della cantante la aveva portata, malgrado le precarie condizioni di salute, a cantare a Castel Volturno per un altro artista simbolo, Roberto Saviano. Le sue ultime note sono per il concerto anticamorra di ieri sera, poi il malore e la morte improvvisa.

Gomorra, il film nelle sale italiane (in anticipo su Cannes)


Gomorra

Con gli occhi inevitabilmente puntati alla Croisette, dove il Festival di Cannes entra nel vivo, il weekend al cinema permette di vedere uno dei candidati italiani alla Palma d’oro più attesi, Gomorra. E dal 16 maggio nelle sale anche il noir malinconico In Bruges - La coscienza dell’assassino.

GOMORRA
Visto il successo internazionale del libro di Roberto Saviano da cui è tratto, Gomorra è il film che tutti hanno sentito nominare e tutti attendono. Matteo Garrone è il regista a cui è spettato il compito di tradurre su grande schermo l’opera di Saviano, che non è né romanzo né reportage, sui meccanismi della camorra visti da dentro. Per farlo ha scelto di dividere il magma della narrazione in cinque vicende che si inseguono tra di loro e si intrecciano. C’è la storia di Totò, quella di Don Ciro e Maria, quella di Franco e Roberto, la storia di Pasquale, e quella di Marco e Ciro. Tra i personaggi principali Toni Servillo (Franco).
In un paesaggio violento e spietato, apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra, tra la provincia di Caserta e quella di Napoli, dove quasi mai si può scegliere e quasi sempre si deve obbedire. Potere, sangue e soldi sono i valori della vita “comune”. Qui il trailer da Youtube:

Una pellicola bella e tremenda, che non fa sconti. Terribile e diretta. In Italia esce in quattrocento sale, ancor prima della sua proiezione a Cannes, dove la passerella è per il 18 maggio (per ragioni di sicurezza la presenza di Saviano non è ancora certa).
“Negli ultimi trent’anni la camorra ha ucciso quattromila persone, più di ogni altra organizzazione criminale o terroristica. Più dell’Ira, più dell’Eta, più del terrorismo islamico, più di Cosa Nostra” dice Saviano, a cui proprio in questi giorni sono arrivate nuove minacce di morte. “Le vicende a cui assisterete si ispirano a fatti realmente accaduti e che continuano ad accadere nei quartieri napoletani come Scampia e nelle zone del Casertano. Lì, come in altri luoghi, la vita di migliaia di uomini e donne, molti dei quali giovani, è condizionata dal potere criminale e dalla sua violenza”.

IN BRUGES
Trasferta belga per Colin Farrell, dopo il set britannico di Sogni e delitti con Woody Allen. E ha ancora a che fare con omicidi, diretto da Martin McDonagh, ma questa volte le atmosfere non sono per nulla cupe e velano anzi un divertente umorismo.
Girato nell’omonima cittadina belga, la località medievale meglio conservata del Paese, In Bruges - La coscienza dell’assassino racconta la storia di due killer a pagamento, Ray (Farrell) e Ken (Brendan Gleeson). Purtroppo per loro un lavoro è andato storto e il loro boss londinese (Ralph Fiennes) ha ordinato ai due assassini, proprio prima del Natale, di recarsi nella storica città fiamminga per un paio di settimane ad aspettare che si calmino le acque.
In attesa di qualcosa che non sanno, i due diventano improbabili turisti. Ray, ancora sconvolto per il bagno di sangue a Londra, odia il luogo, mentre Ken sente che la sua mente e la sua anima sono addolcite dalla bellezza e dalla serenità della città. E intanto fanno degli strani incontri con la gente del posto. Il trailer da Youtube:

Napoli: così la camorra si fa vedere in teatro

Roberto Saviano ancora non immaginava le conseguenze del suo Gomorra: il premio come miglior opera prima, gli applausi e le polemiche, le minacce di morte, la vita blindata e sotto scorta. Ma quando ancora l’autore stava raccogliendo materiale e stava scrivendo le prime pagine del libro, i due autori teatrali Mario Gelardi e Ivan Castiglione si erano già interessati all’opera. E - in tempi non sospetti - avevano chiesto a Saviano di comporre una versione per la scene. Quell’adattamento di Gomorra è ora approdato in palcoscenico, prodotto dallo Stabile di Napoli, e rappresentato in apertura della programmazione 2007/2008. Con Ivan Castiglione sul palco a vestire i panni dello stesso Saviano e con Mario Gelardi come co-autore e regista. Lo spettacolo resterà in cartellone fino al 18 novembre 2007.
Nel frattempo, arriva in libreria La camorra sono io (Graus Editore). È un testo teatrale a firma di di Roberto Russo (già andato in scena al Teatro La Perla di Napoli) che distoglie lo sguardo dalle responsabilità criminali dei clan per indagare invece le spesso taciute corresponsabilità dell’intera società napoletana. Tra le vittime della faida di Scampia e i boss in ascesa, compare nell’opera di Russo anche “il Borghese”: l’uomo qualunque, che in una sorta di outing rivendica la propria ideale appartenenza a un modo di agire compiacente e omertoso, tipico del Sistema Camorra. Una visione amara, quella dell’autore, per dire che a Napoli non c’è innocenza, perché non esistono zone franche. Il libro sarà presentato Mercoledì 7 novembre 2007 alle ore 18.00, alla Fnac di via Luca Giordano 59 a Napoli.

Cinema, di SImona Santoni
Musica, di Gianni Poglio
Televisione, di Marida Caterini
Sport? Quale sport? di Emanuele Rossi
Sport? Quale sport? di Emanuele Rossi



Sondaggio

Cantanti da reality: sono sempre più ai vertici delle classifiche dei dischi venduti, e nel cuore dei fan. Ma chi è il migliore fra loro?

Archivi

Uno sguardo sul passato: