
I protagonisti tv della settimana: 28 agosto - 3 settembre 2011

Ventiseiesimo appuntamento di inizio settembre con PanoramaZapping, la rubrica di Panorama.it dedicata alle principali notizie televisive della settimana.
I protagonisti di cui parleremo oggi sono: Serena Dandini, Paolo Bonolis, Rita Dalla Chiesa, Tessa Gelisio, Enrico Mentana e Roberto Saviano . E ancora: “L’Eredità” e “Star Academy“.
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I protagonisti tv della settimana: 19 - 25 giugno 2011

Sedicesimo appuntamento di fine giugno con PanoramaZapping, la rubrica di Panorama.it dedicata alle principali notizie televisive della settimana.
I protagonisti di cui vi parleremo oggi sono: Lamberto Sposini e Roberto Saviano. E ancora: il ritorno di “Operazione Trionfo“, “Un posto al sole“, “Benessere“, il nuovo “Tabloid” e “Io ballo” con Barbara D’Urso.
Da Raiuno fino a La7, ogni settimana on line una carrellata di news (canale per canale) con tutti gli aggiornamenti e le curiosità commentate per voi, corredate da foto e video. Scopriamo insieme le notizie più importanti della settimana. Continua

Saviano vs. Cecere: vince l'informazione "polemica"
Serata televisiva movimentatissima, quella di ieri sera.
Durante la quale la Endemol (società che produce il “Grande Fratello” e “Vieni via con me”) programmava e controprogrammava le sue due creature televisive.
Con il consueto risultato: Vieni via con me fa un ennesino record: conquista 9.671.000 spettatori con il 31,59% di share, mentre il GF11 - su Canale 5 in contempooranea - si è dovuto accontenatre del 19,98% di share con 5.219.000 affezionati fan del reality.
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Grande Fratello 11 vs. Vieni via con me: la strana sfida - Credits: ANSA
Grande Fratello 11 contro Vieni via con me. Ovvero Endemol contro Endemol.
Per chi non lo sapesse, infatti, sia il GF che il programma di Fabio Fazio (all’esordio ieri sera su Raitre) sono realizzati dalla medesima casa di produzione. La Endemol, appunto.
Una sfida singolare, dunque, molto inusuale, ma avvenuta perché - secondo i soliti soloni dell’audience - i pubblici di riferimento delle due trasmissioni dovevano essere differenti.
Ipotesi questa volta non avvalorata dai fatti, perché Raitre con circa otto milioni di spettatori (7.623.000, per la precisione) e il 25% di share ha toccato il record storico di ascolti, mentre il Grande Fratello 11 si è dovuto accontentare di soli 4.862.000 accaniti fans, (19,89% di share) con un leggero recupero rispetto alla puntata precedente, ma al di sotto delle aspettative. Che cosa è accaduto?
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Nuovo appuntamento con gli speciali di Che tempo che fa, in prima serata. Mercoledì 25 marzo Fabio Fazio dedica la trasmissione in onda dalle 21,10 alle 23, su Raitre, a Roberto Saviano. Due ore in compagnia del giovane scrittore napoletano che vive sotto scorta dal 13 ottobre del 2006 e che pure trova il coraggio di portare avanti la propria battaglia a favore della legalità contro i clan camorristici della Campania.
Tutta la serata sarà incentrata sulla letteratura. Si partirà naturalmente da Gomorra, il best seller di cui Saviano è autore, in libreria dal maggio 2006 e sempre in testa nelle classifiche di vendita con due milioni di copie vendute in Italia, traduzioni in 50 paesi, un vero e proprio caso letterario in tutto il mondo con tre milioni e mezzo di copie diffuse dall’Australia all’Islanda, dalla Cina all’Arabia Saudita.
In studio, accanto a Fazio ed a Saviano, ci sarà anche Paul Aster, l’autore della Trilogia di New York, scrittore di culto della letteratura americana contemporanea. E sarà presente anche David Grossman, scrittore e saggista israeliano tra i più ascoltati, noto per il suo impegno a favore di una risoluzione pacifica della questione israeliano-palestinese basata sul dialogo e la conoscenza. Sempre imegnato in articoli e saggi che suscitano sempre un grande interesse all’estero ed accese polemiche in Patria. Due i personaggi in collegamento: da Londra Misha Glenny, autore di McMafia (bestseller internazionale, tradotto in 30 lingue, che racconta di una nuova mafia che non conosce confini e nazionalità e cresce parallelamente alla globalizzazione), e da New York Suketu Mehta, autore di Maximum City (un ritratto della moderna Bombay) che parlerà delle connessioni internazionali della malavita organizzata e della sua globalizzazione. In studio anche Antonio Albanese nelle vesti di Cetto La Qualunque.
- Tags: camorra, Fabio-cannavaro, film, Gomorra, libro, mafia, Matteo-Garrone, media, Napoli, oscar, Roberto-Saviano, stereotipi
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Non si placano le polemiche su Gomorra, il film di Matteo Garrone tratto dal best seller di Roberto Saviano, che rappresenterà l’Italia alla notte degli Oscar 2009. Lo scorso aprile al Festival di Cannes era stato un addetto ai lavori, il regista napoletano Pasquale Squitieri, a criticare il film con toni aspri. Ma questa volta ad accendere la miccia è un rappresentante dell’italianità che col cinema ha poco a che fare: Fabio Cannavaro, il capitano della nazionale campione del mondo in Germania nel 2006 e ora in forza al Real Madrid, in un’intervista al settimanale Chi. “Spero che vinca l’Oscar, ma non gioverà all’immagine dell’Italia. Abbiamo già tante etichette negative”, afferma il campione di Napoli. L’indiscrezione passa ad alcune agenzie alcuni giorni prima della pubblicazione. E giù fiumi di inchiostro sui giornali e levate di scudi in difesa del film. Oggi però il fuoriclasse napoletano fa marcia indietro nel suo sito ufficiale. “L’affermazione che il film Gomorra leda all’immagine italiana all’estero non è virgolettata e quindi dichiarazioni non attribuibili a Fabio Cannavaro, ma ad interpretazioni personali del giornalista”, puntualizza. “La mia voleva essere una difesa nei confronti di chi non ha niente a che fare con la camorra e con quelli che vogliono investire in modo onesto, insomma di tutta la gente per bene che vive in quei territori, e la mia paura è che invece all’estero Napoli e la Campania vengano associate alla Mafia, alla spazzatura e non invece alle tante cose belle che ci sono”. Eppure c’è chi trova del tutto plausibili le ragioni della sua “entrata a gamba tesa” su Gomorra. “Cannavaro è un laico del mondo del cinema, estraneo al mondo dello spettacolo e per questo le sue opinioni possono risultare più innocenti. Credo che la sua uscita sia stata guidata più da amor patrio che spirito polemico, anche se è stata letta dai media in questo senso. Ma qualche ragione Cannavaro ce l’ha”, dice a Panorama.it il professor Mario Morcellini, preside di Scienze della comunicazione alla Sapienza. “Se il libro e il film possono indiscutibilmente avere un impatto positivo per la coscienza nazionale, d’altra parte il trasferimento in ambito internazionale può provocare un effetto opposto ingigantendo involontariamente alcune parole, soprattutto sugli spettatori non colti del film. Certo l’immagine dell’Italietta ormai non è più dominante, ma resiste e purtroppo dobbiamo ancora farci i conti”.
Il VIDEO servizio:
Roberto Saviano sogna di scrivere un romanzo d’amore per non essere identificato solo come autore di libri sulla mafia e non si lascia intimorire dalle minacce della camorra, anche se queste limitano notevolmente la sua libertà.
“A volte sogno di scrivere un romanzo d’amore”, ha l’autore del best-seller Gomorra durante un’intervista al settimanale tedesco Stern, che verrà pubblicata nel numero in edicola domani. Nel frattempo, Saviano - che da due anni vive nascosto sotto protezione della polizia - non teme la vendetta della camorra. “Chi mi vuole uccidere morirà prima di me”, ha detto lo scrittore italiano ventinovenne riferendosi alle minacce di morte ricevute a causa delle accuse contenute nel suo libro.
Il successo di Gomorra si è confermato anche nella sua trasposizione cinematografica, a firma di Matteo Garrone. Il film è stato visto da due milioni di spettatori in sala ed è stato distribuito in oltre 60 paesi nel mondo. E oggi esce in dvd per 01 Distribution in tre versioni: standard, special e blu-ray. Il film è anche candidato agli Efa, gli oscar europei che saranno consegnati il 6 dicembre a Copenaghen, con ben cinque nomination ed è inoltre il film candidato dall’Italia agli Oscar 2009 come miglior film straniero.
Tra i contenuti speciali della special edition a due dischi e blu-ray anche un’intervista di 40 minuti allo scrittore Roberto Saviano.
Da due giorni, l’autore è anche on line con il progetto Oltregomorra. Il progetto, nato nel marzo del 2008 da un’idea di Alessandro Pecoraro con la collaborazione di Mariella di Stefano e Nicoletta Fasano, è partito tramite il social network Myspace, per poi ampliarsi sino alla creazione di un vero e proprio portale. Vi si accede dagli indirizzi www.robertosaviano.it o direttamente al link www.oltregomorra.com, ed è strettamente connesso a quello dell’autore di Gomorra (www.robertosaviano.it) di cui ricalca la grafica, la struttura e il reciproco collegamento, ma completamente indipendente.
Il sito è diviso in diverse sezioni: Letture e Produzioni (recensioni, fotografie, video, file, audio, disegni, mostre attinenti all’argomento “mafie”); Italia che resiste (dedicato a gruppi, associazioni e istituzioni che quotidianamente lottano contro la cultura dell’illegalità e che operano in ambiti di difesa dell’ambiente e della salute); Vocabolario della Camorra; Processo Spartacus (fatti, nomi e indagini sul clan dei Casalesi); Beni Confiscati (dati, statistiche e informazioni sulla confisca e il riutilizzo dei beni sottratti ai clan).
Il proposito del portale è quello di crescere quotidianamente, tramite lo sviluppo delle sezioni già presenti e la creazione di nuove sezioni, tra cui, di imminente apertura, una dedicata ad Ambiente e Salute.

È morta Miriam Makeba, la cantante sudafricana dalla voce leggendaria, autentica icona della cultura africana e simbolo della lotta all’apartheid. “Mama Africa” si è spenta nella notte, dopo il concerto anti-camorra e anti razzismo organizzato per Roberto Saviano a Castel Volturno. La cantante è deceduta dopo aver cantato per oltre mezz’ora: colta da malore, è stata trasportata nella clinica Pineta Grande dove ha avuto una crisi cardiaca, contro la quale i medici non sono riusciti a far nulla.
Da sempre impegnata contro la segregazione razziale e per i diritti civili, Miriam Makeba era un’artista-simbolo, costretta per anni all’esilio dal governo di Johannesburg e tornata a casa dopo un lungo girovagare in Europa e negli Usa solo dopo la fine dell’Apartheid, convinta personalmente da Nelson Mandela. Attivista, ma anche grande cantante, dalla voce calda e dalla grande presenza scenica, spesso accompagnata da strumenti etnici e dai costumi tradizionali della sua terra.
Nata a Johannesburg 76 anni fa, sua madre era una sangoma di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa. Makeba iniziò a cantare a livello professionale negli anni ‘50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una band, The Skylarks, che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela, che poco dopo divenne il suo primo marito. Pur essendo già una cantante di successo, alla fine degli anni ‘50 Makeba ricavava ancora pochissimi introiti dalle sue registrazioni, e non riceveva royalties; per questi motivi iniziò a ipotizzare di lasciare il Sudafrica per gli Stati Uniti. Nel 1960 partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al Festival del cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non rimpatriare. A Londra conobbe Harry Belafonte, che la aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista. In America Makeba incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The Click Song (”Qongqothwane” in lingua xhosa) e Malaika.
Nel 1966 Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l’album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte. L’album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafrica sotto il regime dell’apartheid. Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l’apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Makeba e condannandola all’esilio. Nel 1968 sposò l’attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l’evento generò controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati. Makeba e Carmichael si trasferirono in Guinea, dove divennero amici del presidente Ahmed Sekou Touré e di sua moglie. Makeba si separò da Carmichael nel 1973, e continuò a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa. Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag HammarskjÃld per la Pace nel 1986. Dopo la morte della sua unica figlia Bongi (1985), Makeba si trasferì a Bruxelles. Nel 1987 collaborò al tour dell’album Graceland di Paul Simon.
Poco tempo dopo pubblicòla la propria autobiografia, Makeba: My Story. Nel 1990, Nelson Mande la convinse a rientrare in Sudafrica. Nel 1992 recitò nel film Sarafina!, ispirato alle sommosse di Soweto del 1976, nel ruolo della madre della protagonista. Nel 2002 prese parte anche al documentario Amandla!: A Revolution in Four-Part Harmony, ancora sull’apartheid. Nel 2001 ricevette la Medaglia Otto Hahn per la Pace. L’anno successivo vinse il Polar Music Prize insieme a Sofia Gubaidulina e nel 2004 si classificò al 38° posto nella classifica dei “grandi sudafricani”. Nel 2005 si dedicò a un tour mondiale di addio alle scene, cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera. Ma la generosità della cantante la aveva portata, malgrado le precarie condizioni di salute, a cantare a Castel Volturno per un altro artista simbolo, Roberto Saviano. Le sue ultime note sono per il concerto anticamorra di ieri sera, poi il malore e la morte improvvisa.