Archivio per il tag “Roma”

di Vittorio Sgarbi
Sono passati sessant’anni dalla prima grande mostra sul Caravaggio in Palazzo Reale, a Milano.
Ma del pittore, che restò a Milano fino ai 21 anni, non resta niente in Lombardia. Caravaggio matura compiutamente a Roma, che è la città dalla quale si esprime la sua straordinaria influenza in tutta Europa.
Mitico in vita, la sua influenza fu durevole per circa due decenni dopo la sua morte.
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Se si correrà a Roma, Giancarlo Fisichella sarà il pilota di casa - Ansa
Da “Roma ladrona” a “Roma parassita”, non è che il ritornello sia cambiato poi molto, ma ieri il sindaco di Monza Marco Mariani non si preoccupava tanto di essere originale: la notizia dell’accordo tra la Fia e i promotori del Gran Premio nella Capitale d’Italia ha messo in agitazione il primo cittadino della città brianzola, che ha commentato così: “E’ l’ultimo atto di arroganza di una capitale parassita che da 2000 anni vive togliendo l’ossigeno alle altre città”. Continua

Tiberio Timperi (Ansa)
Il primo dicembre sarà inaugurata a Roma la Casa dei papà separati, destinata ad accogliere i padri separati, residenti sul territorio e momentaneamente in difficoltà economiche. Testimonial dell’iniziativa, presentata nella Capitale da Sveva Belviso, assessore alle politiche sociali del Comune di Roma, è il giornalista e conduttore televisivo Tiberio Timperi, attualmente al timone di Mattina in famiglia, su Raidue. Panorama.it l’ha incontrato. Continua

Asia Argento al Roma Film Festival (AP Photo/Pier Paolo Cito)
Asia Argento ha presenziato ieri a Roma al Festival di Cinema, partecipando ad un faccia a faccia con il pubblico. Ad aprire l’incontro è stata la visione di Onedreamrush, il film corale in cui 42 registi, tra cui la stessa Argento, hanno messo in scena la propria idea di sogno in un frammento di 42 secondi.
Il progetto, che uscirà in dvd, è coprodotto da Michele Civetta, marito dell’attrice (con lei al Festival) e regista di un altro degli episodi. Tra gli altri autori: David Lynch, Abel Ferrara e Mike Figgis. Guarda la fotogallery

Guarda le FOTO di Monica
Il suo appartamento di Roma è su un piano alto del quartiere Parioli: luminoso, con una grande terrazza. Ci sono in giro foto di Monica con suo marito Vincent Cassel o di Monica e Deva, quasi 5 anni, la loro figlia. Monica Bellucci, 44 anni, attrice, è alta, porta scarpe con tacco, ha un viso piccolo e una frangia lunga.
Com’è sua figlia Deva?
Ha un carattere più possessivo del mio, ma è molto meglio di me. La possessività fa soffrire nella vita, per questo ha scelto me per aiutarla a smussare questo suo lato.
Non l’ha scelta.
Ci siamo scelte.
Abita con lei?
Sempre, viaggia con me quando lavoro, siamo appena state due mesi a New York, mentre giravo un film con Nicolas Cage, L’apprendista stregone (qui la GALLERY). Parla già tre lingue. Quando avrà 6 anni, dovrò scegliere per lei una base più stabile: Parigi, Londra o New York.
Suo marito Vincent che padre è?
Meraviglioso, e ciò mi rassicura tanto. Vedere Vincent con Deva è stupendo. So che, qualsiasi cosa mi succeda, lui c’è.
Vivete spesso lontani. Non si sente abbandonata?
No, è così da quando ci conosciamo. Fa parte del nostro ritmo di vita. Siamo abituati a non vederci, io sono molto solitaria, ho bisogno di momenti miei per ritrovarmi. Prima vivevo totalmente questa solitudine. Da quando c’è la bambina non più, perché Deva è sempre con me. Però mia figlia è arrivata in un momento in cui la volevo ed è diventata il sole della mia vita.
È vero che ha vissuto passioni distruttive?
Ho vissuto passioni distruttive, ma anche costruttive. Siamo tutti fatti a tasti. Dipende quale tasto viene toccato. C’è il tasto della follia, dell’autodistruzione, della creatività. Ma quando si tocca il tasto sbagliato, posso andare in cortocircuito.
Che cosa le è successo?
Ho avuto rapporti in cui, invece di andare verso qualcosa di positivo, la passione mi faceva andare verso la distruzione. Passione deriva da “pasco“, parola greca che significa soffrire. I francesi hanno l’espressione che spiega la situazione: “je suis tombé amoureux“, sono caduto innamorato. Quando sei preda della passione, sei fuori di te, senza controllo. Se ne esci, e se ne esci viva, ti fa bene. In qualche modo impari tante cose di te: le tue debolezze, quelle brutte, quelle in cui dici una cosa e ne fai un’altra, quelle in cui razionalmente capisci che devi scappare a gambe levate perché stai andando verso qualcosa che per te è tutto sbagliato e invece continui a stare lì. Sei in una situazione di schizofrenia tra la parte razionale e la parte emotiva, è pericolosissimo, una specie di droga. Il tuo corpo e la tua emotività sono legati a un’altra persona, vivi in funzione sua. È terribile. Terribile e meraviglioso. L’importante è uscirne viva. Dopo impari ad avere compassione per te stessa in quanto essere umano con le sue fragilità. Diventi più tollerante verso tutti perché hai visto le tue, di debolezze.
Qual è stato il buco nero in cui è caduta?
La perdita di me. Quando la tua vita non è più in funzione di te in modo razionale, ma in funzione di qualcosa che ti ossessiona, vai in cortocircuito. Uno stato come di malattia, in cui ero in bilico tra la vita e la morte. Mi sentivo morire nel momento in cui questa persona era assente, vivevo in funzione sua, ero schiava d’amore.
Come è uscita da questa dipendenza?
Non è successo una volta sola. Comunque da una relazione una volta sono fuggita io, un’altra volta la vita mi ha diviso da questa persona e la distanza ha fatto sì che potessi liberarmi. Ma sempre mi si è aperto un mondo ed è per questo che gli uomini sono importanti per me. Ho imparato tanto attraverso loro. Amare vuol dire uscire da te, mettersi in uno stato di non protezione.
Vincent l’ha guarita? È stato l’amore sano?
Uno degli amori sani, ma ci sono stati anche amori sani da cui sono fuggita. La mia fortuna è avere avuto mia figlia in un momento in cui ho avuto tanto dalla vita, con alle spalle storie che mi hanno permesso di capire meglio chi fossi. Ho avuto relazioni diversissime. Non una o due, molte di più. Storie in cui mi sono annoiata benché andasse tutto bene, uomini che mi davano tutto quello che un uomo ti può dare: erano belli, generosi, però me ne sono andata.
Perché? Si stancava?
Perché ogni storia è a parte. Sono contenta che mia figlia sia arrivata nel momento in cui sono diventata una donna adulta, pronta alla calma necessaria per avere un figlio: quella forma di devozione, di amore, di pace che ci vuole per essere madre.
Vincent la protegge?
Anche se è estremamente indipendente e ha la sua vita, stiamo lunghi periodi senza vederci, lui lavora e io lavoro, so che umanamente c’è. È la persona con cui sto, ma è anche un amico, si prende cura di me, protegge mia figlia. Ma è una relazione sempre sul filo del rasoio, so che può finire in qualsiasi momento.
Il suo rapporto con Vincent non è mai stato distruttivo?
Quella con Vincent è una relazione che dura da 14 anni, una passione fatta di luce. Ci sono passioni fatte di luce e altre fatte di buio. La passione fatta di luce interagisce con la realtà, anche con le cose pratiche, come poter formare una famiglia, l’amore, il rispetto, la razionalità e soprattutto avere un’idea reale della persona con cui stai, non una proiezione.
In un’intervista ha detto che vuole vivere, ha lavorato talmente tanto…
Per me vivere è anche lavorare. Non ho mai fatto una divisione tra lavoro e vita, il mio lavoro non è un obbligo, ma un piacere. Mi permette di lavorare quando mi va, se mi va e con chi mi va. È una creazione continua, una forma di passione, un’altra esternazione di me.
Non vive il dissidio delle madri che lavorano? Il senso di colpa di non essere sempre con sua figlia?
Per ora no, faccio un lavoro da gitana, ma mia figlia viene con me ovunque. Quando frequenterà la scuola, dovrò organizzarmi una base. E quando dovrò viaggiare per un film porterò con me anche un professore.
Che cosa vorrebbe da lei sua figlia?
Fino a poco tempo fa non aveva neanche idea che lavorassi. Suo padre le chiese: “Che cosa fa papà?”. E lei: “Papà fa l’attore”. E la mamma? “La mamma è una mamma”. A me quella cosa è piaciuta tanto. “Anch’io voglio essere una mamma” mi dice sempre.
Vorrebbe un altro figlio?
Ho già Deva, il mio lato materno è appagato, ma se arrivasse un altro figlio sarei contenta.
Farebbe mai figli, come l’attrice Sarah Jessica Parker, con utero in affitto e ovodonazione?
Non mi esprimo, per le donne la maternità è un fatto troppo personale.
L’attrice Rachel Weisz sostiene che il botox dovrebbe essere vietato agli attori, perché ne congela l’espressività. Che cosa ne pensa?
È un argomento legato a come ti senti dentro di te. Io non mi sono mai fatta il botox, perché non sono ancora ossessionata dal tempo che passa. Sono più ossessionata dalla vecchiaia, dalla malattia o dalla morte.
Come si sente nel suo corpo che, con l’età, cambia?
Oggi sento di poter sopportare i miei difetti, ma non so se sarà lo stesso tra 10 anni.
Che rapporto ha con l’alimentazione?
Sono una a cui piace vivere. Non mi sacrifico con la ginnastica, il cibo. Se c’è un film in cui devo ingrassare, ingrasso, come quando ho girato Sangue pazzo di Marco Tullio Giordana.
Che impressione le ha fatto Vincent con 20 chili in più e rasato a zero in Nemico pubblico numero 1? Riusciva lo stesso ad andare a letto con lui?
Non era poi così orrendo e per fortuna nei rapporti vai al di là del fisico e subentrano altre cose. Io preferisco sempre la testa.
Lavorare all’estero com’è per lei?
Adoro tutto questo mio movimento. Sono un po’ come uno squaletto che, per sopravvivere, deve muoversi sempre.
L’ultimo film che ha girato a New York è per bambini, ‘apprendista stregone…
Un film che finalmente mia figlia potrà vedere, perché tra Irreversible, La passione di Cristo, Malèna… non ha visto niente.
Ecco perché non credeva che lei facesse l’attrice… Quando bacia un attore sul set a che cosa pensa?
Alle battute che dovrò dire quando ho finito di baciarlo.
Molte donne, superati i 40, vanno in crisi e si sentono appassite.
Io non mi sento vecchia per niente. Una quarantenne oggi è nel pieno della sua esistenza, conosci meglio la tua persona, puoi ancora fare tutto, cambiare carriera, mestiere, fare ancora figli e vederli invecchiare.
Non ha paura che il tempo le porti via il privilegio di essere il sex symbol Monica Bellucci?
Con il tempo che passa si va verso una trasformazione che è anche rilassante. Quali privilegi posso perdere? Che non farò più il ruolo della moglie e dell’amante, ma della madre e della nonna. E allora? Possono essere parti meravigliose, forse anche migliori di quelle che ho fatto finora. Sono madre di una figlia che oggi ha 5 anni e tra un po’ ne avrà 20, beh, meraviglioso. Sono molto orgogliosa di andare verso altre scoperte.
In realtà molte attrici vivono questo dramma…
Il dramma è quando hai 40 anni e vuoi averne 20, restare legati a qualcosa che non esiste più. Ma se accetti il tempo che passa, va tutto bene.
Meg Ryan era una donna stupenda, prima di ritoccarsi.
Hollywood mette uno stress che in Europa non c’è. Guardi Charlotte Rampling, Catherine Deneuve, Isabelle Huppert: lavorano sempre e continuano ad avere ruoli sensuali.

Una squadra in “azione” nel corso del concorso 2008
Una “cittá aperta” ai registi, per 48 ore. Non poteva che essere Roma la sede dell’edizione italiana del 48hour film project. Si tratta di una competizione internazionale per filmmaker o aspiranti tali: la sfida è realizzare un cortometraggio (durata massima 7 minuti piú un minuto per i crediti) in soli due giorni. Attenzione peró, non si tratta solo di girare le scene: le squadre che si iscrivono dovranno anche scrivere la sceneggiatura, scegliere le location, occuparsi dei costumi, montare, il tutto dal 22 al 24 maggio. Alla “partenza” verrá infatti consegnata a ogni troupe una traccia tematica, con l’indicazione del genere del cortometraggio, una frase che dovrá apparire nel corso del filmato (scritta o pronunciata da un personaggio), un personaggio e un oggetto da includere obbligatoriamente. Ci sono anche limitazioni tecniche, per non avvantaggiare chi ha maggiori risorse economiche. Le uniche azioni permesse prima delle fatidiche 48 ore sono la selezione del cast e delle location e il reperimento del materiale tecnico.
La squadra vincitrice del concorso cittadino parteciperá alla finale mondiale e avrá un biglietto di andata e ritorno per Las Vegas. L’anno scorso il concorso si è svolto in 70 cittá sparse per il mondo. Quest’anno saranno ancora di più.
A Roma il “48hour film project” si disputa da tre anni e nell’edizione 2007 il film vincitore (”Dón”, della squadra La lumière Soudaine) ha ottenuto un ottimo secondo posto nel concorso mondiale. Le iscrizioni per il concorso saranno disponibili dalla pagina web a partire dal 27 marzo. I filmati premiati in Italia saranno trasmessi dalle televisioni partner (l’anno scorso ad esempio sono andati in onda su Raisat).
I video delle scorse edizioni si possono vedere sul sito del “48hour film project”, sul quale si trova la storia dell’iniziativa: nata nel 2001 a Washington Dc per gioco dall’idea del fondatore Mark Ruppert, si è estesa nel corso degli anni ad altre cittá degli Usa e poi oltreoceano. Il team piú piccolo ad aver partecipato era composto da una sola persona e da una sola videocamera. Il team piú grande invece ha messo insieme 116 persone e 30 cavalli. Tutto per un corto da 7 minuti.
Le proiezioni e la cerimonia di premiazione si terranno il 29 maggio nell’Aula Magna della Sapienza. E chissá che tra i vincitori non ci sia chi ci fará sognare in futuro con un grande film, magari girato con piú calma.
Il film premiato nel 2007, di Riccardo Papa e Michele Salvezza

Cambio di sindaco, cambio di nome. E la Festa del cinema di Roma, sotto l’era Alemanno, diventa Festival internazionale del Film, terza edizione. E dopo che per un po’ ha parlato la politica, su quanto italianizzare la rassegna e quanto non snobbare Hollywood, finalmente è protagonista la settima arte.
Apre la kermesse romana, il 22 ottobre, Al Pacino, che ritira il Marc’Aurelio d’Oro alla carriera, attribuito quest’anno all’Actors Studio, di cui è uno dei presidenti. Nella stessa serata in programma la presentazione di Chinese Coffee, pellicola inedita - della sezione L’Altro cinema - che lo vede impegnato nel doppio ruolo di regista e attore.
Il debutto della Selezione ufficiale (composta da Cinema 2008 e Anteprima - Première) è invece affidato a un film italiano in anteprima mondiale, il 23 ottobre, L’uomo che ama, firmato da Maria Sole Tognazzi con il nostro attore del momento, Pierfrancesco Favino, insieme con Monica Bellucci, Ksenia Rappoport e Piera Degli Esposti. La colonna sonora è affidata a Carmen Consoli, tanto che la proiezione è preceduta da una performance musicale della cantante. Insieme a questa, sono 20 le pellicole in concorso nella Selezione Ufficiale, e ben cinque gli italiani. Oltre a quello della Tognazzi, ci sono Galantuomini di Edoardo Winspeare, Un gioco da ragazze di Matteo Rovere, Parlami di me di Brando De Sica, Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari. Tra le pellicole internazionali, invece, l’americano Pride and Glory di Gavin O’Connor, con Edward Norton, Colin Farrell e Jon Voight, il britannico Easy Virtue di Stephan Elliott con Jessica Biel, il francese Parlez-moi de la pluie di Agnès Joaui, l’ungarese-britannico Good di Vicente Amorim con Viggo Mortensen.
Attesa per David Cronenberg, regista de La Mosca, History of Violence e La promessa dell’Assassino, che il 23 ottobre commenta dal vivo le scene dei suoi film più noti.
Debutta a Roma, fuori concorso, anche il lungometraggio a sedici mani 8/Huit/Eight, ispirato agli otto obiettivi fissati, nel settembre 2000, dalle Nazioni Unite per migliorare la vita della popolazione mondiale. A dirigerlo Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders, tutti annunciati in Capitale.
La sezione Alice nella città ospita 12 opere in concorso fra cui La Siciliana Ribelle di Marco Amenta con Gérard Jugnot, Veronica D’Agostino, Marcello Mozzarella, Paolo Brigulglia, Pinocchio, con Violante Placido, Margherita Buy, Bob Hoskins nei panni di Geppetto, Luciana Litizzetto in quelli del Grillo Parlante e Alessandro Gassman nel ruolo di Collodi, e LOL di Lisa Azuelos con Sophie Marceau.
La chiusura del Festival, il 31 ottobre subito dopo la premiazione, spetta a un altro italiano, L’ultimo Pulcinella, con Massimo Ranieri, film che Maurizio Scaparro ha tratto da un suo testo teatrale ispirato ad un’idea di Roberto Rossellini.
A poco più di una settimana dallo show di Madonna all’Olimpico di Roma, ecco la scaletta completa dello spettacolo che la popstar sta portando in giro per il mondo. Tra i pezzi forti del concerto, la versione ultradance di Like A Prayer: coreografie pazzesche, ballerini scatenati e, colpo di scena, alla fine della canzone Madonna “brucia” tra le fiamme risucchiata da uno schermo a forma di cono. I fan che l’hanno vista a Cardiff e a Nizza giurano che sia la performance più spettacolare di tutta la carriera di Lady Ciccone. Qui sotto, tutti i brani previsti nella scaletta:
Intro/Candy Shop
Beat Goes On
Human Nature
Vogue
Video Interlude
Into The Groove
Heartbeat
Borderline
She’s Not Me
Music
Video Interlude
Devil Wouldn’t Recognise You
Spanish Lesson
Miles Away
La Isla Bonita/Lela Pala Tute
Romanian folk interlude
You Must Love Me
Video Interlude
4 Minutes
Like A Prayer
Ray Of Light
Hung Up
Give It To Me
Madonna live in Cardiff 2008

Cinema all’aperto nel supercarcere dell’Asinara per “Pensieri & Parole: dal libro al film”
“Un festival di qualità e interamente gratuito, perché la cultura cinematografica non si deve pagare”, così si dichiara l’”Est Film Festival di Montefiascone (Vt). E all’esordio di agosto è ancora possibile godersi i suoi sgoccioli. Così il primo del mese si può dapprima assistere alla presentazione (ore 12, Rocca dei Papi) del dvd de Il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti, film vincitore di “Est Film Festival 2007″, con backstage e immagini inedite, quindi alla proiezione di Dilettoinletto di Marco Carniti (ore 17.30, Rocca dei Papi) e L’uomo giusto di Toni Trupia (ore 22, Piazzale Frigo). Per chiudere il 2 agosto (ore 17.30, Rocca dei Papi) con le premiazioni e la visione dei film vincitori e incontro con i registi.
Ma tante sono le manifestazioni estive dove godersi del buon cinema potendo dimenticare il portafogli a casa.
Nell’Estate romana non potevano mancare rassegne cinematografiche all’aperto e free. Nel quartiere Tor Marancia con “La cittadella del cinema 2008” i film si gustano in uno spazio verde munito di stand e punti di ristoro. Tra i titoli, sono diversi i film che hanno animato la recente stagione cinematografica: Il Petroliere (2 agosto, 21.30), Amore, Bugie & Calcetto (5 agosto), Non è mai troppo tardi (6 agosto), Giorni e nuvole (8 agosto), Io sono leggenda (9 agosto).
Chi va matto per la settima arte, in Capitale non può perdere “Cinema… che follia“, al parco del Santa Maria della Pietà dal 7 al 24 agosto, rassegna che accosta film più recenti a titoli del passato tramite il filo conduttore della follia, elemento di disagio umano oppure raffinatezza della sceneggiatura per presentare la rottura del senso comune. Ecco così, tra i vari, Febbre da cavallo (8 agosto, ore 21), Caramel (9 agosto), Persepolis (12 agosto), Il sorpasso (15 agosto), Good bye Lenin (21 agosto), Dall’altra parte del cancello (22 agosto).
A Milano ogni sabato alla Triennale Bovisa è da cinema gratuito all’aperto, fino a settembre, con “Doppia Visione 2008″ (qui il programma in pdf) al profumo d’Oriente: da La Tigre e il Dragone di Ang Lee (9 agosto, ore 21) a Still Life di Jia Zhang-ke (16 agosto) o Il matrimonio di Tuya di Wang Quan’an (30 agosto).
All’interno de “Le isole del cinema“, “Pensieri & Parole: dal libro al film” offre l’occasione speciale di trasformare il supercarcere dell’Asinara in una sala cinematografica. Gratuita. Le stille finali il 2 agosto con Caos calmo di Antonello Grimaldi (ore 21) e il 3 agosto con Lupo Mannaro di Antonio Tibaldi, dal libro di Carlo Lucarelli (ore 21).
A Trieste “Cinema all’aperto” offre non solo le proiezioni (alle 21), ma anche i pop-corn per tutti (qui il volantino in pdf). Da annotare: 5 agosto Hairspray - Grasso è bello, 19 agosto La tigre e la neve, 26 agosto Emma sono io.
Nei dintorni di Empoli, cinema gratis presso il giardino della scuola elementare di Ponte a Elsa (ore 22). In programma Pirati dei Caraibi ( 2 agosto), Thank you for smoking (23 agosto), Garfield 2 (30 agosto), Scoop (6 settembre).
Napoli invece, con “Un’estate al Madre”, rassegna di danza, cinema e musica in programma al Museo Madre, regala a chi rimane in città venti film d’autore tutti prodotti nel 1968. Ma solo di sabato. Da Storia immortale di Orson Welles (9 agosto, ore 21.30) a Flash di Paul Morrissey, prodotto da Andy Warhol (16 agosto), fino a Fando y Lis di Alejandro Jodorowsky (30 agosto). Qui il programma completo in pdf.
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Veli, musiche ritmate e lente, campanelli, sguardi ammalianti e ventri suadenti. Una delle più antiche danze del mondo ritorna nei teatri italiani grazie ai movimenti a serpentina delle Bellydance superstars, le 15 bellissime ballerine provenienti dal Brasile, Stati Uniti, Argentina. La prima compagnia itinerante di danza del ventre è in tournée con il nuovo spettacolo Babelesque, in questi giorni in Italia, da Bologna a Roma, da Torino a Palermo. Sul palco, una serie di esibizioni soliste e di gruppo esaltano l’abilità delle ballerine che, aiutate dal percussionista Wassan Pharaoon, si muovono al ritmo delle musiche di Hakim, Oojami e Amr Diab.

Un successo quello delle Bellydance superstars iniziato nel 2003 quando Miles Copeland, ex manager dei Police e di Sting, e ora produttore e regista della compagnia, dopo aver selezionato le ragazze, ha iniziato a portare la danza orientale nei teatri, in tv e nelle sale da ballo. Dopo il primo debutto al Lollapallooza Festival di Chicago, la compagnia viaggia in 55 città degli States e nel 2005 attraversa l’oceano per il primo ingaggio di tre mesi al Casinò di Montecarlo, riconfermato nel 2007. Di loro scrivono il China Post, il Sunday Times, l’Egypt insight, Le Parisien France e il Daily Telegraph che le acclama come il nuovo fenomeno tra gli spettacoli di danza dopo Riverdance. In soli tre anni di lavoro, la compagnia colleziona 520 performance pubbliche in 20 Paesi e 40 partecipazioni a show televisivi, per un totale di oltre 100 milioni di spettatori. Il tutto grazie alle capacità artistica delle ballerine come Jillina che è anche direttore artistico e coreografo principale, Rachel Brice e Sharon Kihara ideatrici delle coreografie tribal.
Guarda i video:
Sharon Kihara
da Montecarlo
dalla tv americana