Marco Carta, vincitore del Festival di Sanremo
Maria De Filippi lo ha lanciato e davanti a Maria De Filippi, sul palco dell’Ariston,. Marco Carta ha vinto la cinquantanovesima edizione del Festival di Sanremo. Dopo aver trionfato ad Amici nel 2007 con il 75 per cento, delle preferenze Marco Carta s’aggiudica il Festival con La forza mia, un classico pop melodico all’italiana. A contendersi la vittoria erano rimasti, oltre a Carta, Sal Da Vinci e Povia. Carta diventa così il protagonista dell’edizione che ha resuscitato Sanremo. Dopo il flop dell’anno scorso, Bonolis e la sua squadra sono riusciti a invertire la tendenza e i dati Auditel sino stati più che confortanti. Tra le scelte azzeccate da Bonolis, quella di portare all’Ariston gli Afterhours con un pezzo lontano anni luce dallo stile-Sanremo. Alla band milanese è andato infatti il Premio della critica che ha votato Il paese è reale come miglior brano del Festival.
Patty Pravo
Tra disguidi tecnici, duetti bizzarri e l’irruzione della pornostar Laura Perego (coperta solo di body painting) sul palco durante l’intervista (noiosissima) a Hugh Hefner, il Festival Sanremo ha superato la quarta serata. Colpiscono le eliminazioni di Dolcenera e dei Gemelli Diversi che ieri sera se l’erano cavata più che bene. Rientrano in gioco Sal Da Vinci, il protetto di Gigi D’Alessio e l’immarcescibile Al Bano. Ma la vera star è stata Patty Pravo che ha stonato molto meno del solito e ha portato sul palco musicisti di grande livello come Dave Weckl, Nathan East e Todd Rundgren. La sua E io verrò un giorno là piace sempre di più e iniziano a circolare voci di una sua possibile vittoria finale. Altri favoriti, Francesco Renga e Alexia interprete di Biancaneve, senza dubbio il brano più forte del Festival. In sala stampa e dintorni si parla molto anche di Povia che tra una polemica e l’altra rischia di essere quello che alla fine venderà più dischi di tutti.
Arisa, vincitrice della categoria “Proposte”
Ha vinto con il brano Sincerità: è Arisa la giovane promessa che ha conquistato il pubblico dell’Ariston nella categoria Proposte del Festival di Sanremo 2009. Arisa, all’anagrafe Rosaria Pippa, è una delle artiste selezionate da SanremoLab. Il brano sanremese fa parte dell’album di esordio che è uscito oggi nei negozi. Nata a Genova nel 1982 e trasferita a Pignola in provincia di Potenza, ha un diploma di estetista. Nel 2007 ha vinto la borsa di studio come interprete al Cet di Mogol. Sul palco ieri ha duettato con Lelio Luttazzi. Arisa è un acronimo familiare. A come Antonio: il padre autista con la passioni per le incisioni su ferro. R come Rosalba. I come Isabella: la sorella di 20 anni. S come Sabrina: l’altra sorella di 17 anni. A come Assunta: la mamma casalinga.
C’è euforia nella sala stampa dell’Ariston e la faccia più gongolante è quella di Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno: “Un successo al di là delle previsioni, far cantare le nuove proposte con i big è stata un’idea decisiva. Non ci aspettavamo una sconfitta, ma se il test fosse stato negativo sarebbe stato obbligatorio fare una riflessione seria”. La media di ieri sera è stata di 12 milioni e 523 mila spettatori (share del 43,89 per cento). Scoppiettante anche Paolo Bonolis: “Ieri sera è stato molto bello, ma di difficile gestione. Detto questo, tutti gli artisti si sono dati senza risparmio. Una puntata unica nella storia di Sanremo. Questa sera invece ci sarà da ridere: tutti i big saranno liberi di reinterpretare il loro brano a piacimento. Ci saranno anche le conigliette di Playboy con il loro boss Hugh Hefner. In prima fila all’Ariston c’è mia moglie che è molto più coniglietta delle conigliette visto che mi già ha dato tre figli”, precisa Bonolis ai giornalisti che gli chiedono se sia emozionato per le bellezze americane in arrivo. E sull’eliminazione degli Afterhours e Tricarico, aggiunge: “Occorre ancora un salto generazionale perché questi artisti restino in gara”.
Testo di Filippo Perbellini
Duettare con un grandissimo della musica italiana, e su un palco come quello dell’Ariston è stata un emozione straordinaria. Da Lui ho imparato moltissimo è stato un maestro di vita, il consiglio più grande che mi ha dato è stato quello di essere umile e di continuare ad inseguire i sogni e soprattutto la passione per la musica… Ieri sera l’atmosfera era magica luci soffuse, i nostri sguardi si incrociavano ripetutamente, la melodia rock sinfonica iniziava a farsi sentire sulla cassa spia. Ero emozionato, ma Riccardo mi ha dato sicurezza e determinazione. Dopo la performance mi sono emozionato sentendo Riccardo cantare: Quando finisce un amore. Ero li sulla scalinata e pensavo a tutti i miei amici e tutte le persone che mi hanno sostenuto…
Barbara Gilbo-Massimo Ranieri - Che ne sai di me
Confinati dopo la mezzanotte, la Gilbo e Massimo Ranieri danno vita a un duetto singolare: l’esecuzione non è impeccabile ma il pezzo arriva e ha una sua forza. Il risultato è una ballata rock a cui si perdona volentieri qualche stecca. A seguire Ranieri si guadagna l’ovazione dell’Ariston con Perdere l’amore.
Malika Ayane - Gino Paoli - Come foglie
Un buon pezzo firmato da Giuliano Sangiorgi. L’unione tra le due voci funziona ma non aggiunge pathos.Se inciderà i pezzi giusti, Malika non sarà una meteora.
Simona Molinari-Ornella Vanoni . Egocentrica
Un po’ di jazz, tracce di swing e due voci perfettamente compatibili. Con classe e leggerezza il duo Vanoni Molinari sfodera una grande performance senza scadere nel virtuosismo vocale fino a se stesso. Intenso l’omaggio della Vanoni a Luigi Tenco e a Mino Reitano.
Arisa - Lelio Luttazzi . Sincerità
Se ci fosse il premio simpatia se lo meriterebbero tutto. Una coppia a tutto swing che ha trasmesso la sensazione di divertirsi senza ammiccare all’applauso facile. Luicidissimo Luttazzi, che al battimani per la sua età, ha replicato così: “Avere 86 anni non è mica un merito”.
Chiara Canzian - Roberto Veccioni - Prova a dire il mio nome
La figlia di Red dei Pooh e il cantautore milanese insieme sono la strana coppia della serata. Lei ha una voce chiara e potente, lui canta come sempre, ma il pezzo non è proprio nel suo stile. L’effetto finale è straniante. Forse un altro partner sul palco avrebbe cambiato il risultato. A chiudere, Vecchioni ripesca dal suo repertorio Sogna ragazzo sogna.
Iskra - Quale amore
Vedere la corista di Lucio Dalla tra le nuove proposte fa un certo effetto. Anche perché Iskra canta molto al di sotto delle sue possibilità. Per fortuna compare Lucio, improbabilmente biondo, ma dalla voce sempre potente. Purtroppo il risultato delude le aspettative. Unire le voci non è sempre un investimento dal punto di vista artistico.