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Scientology

Scientology è la nuova droga di Pete Doherty. La setta religiosa capitanata da Ron Hubbard, che sostiene l’esilio della razza umana sulla terra dopo un’invasione aliena, da oggi vanta un discepolo in più. Pete è stato infatti fotografato insieme alla sua nuova fiamma, la dj Nadine Ruddy, mentre acquistava numerosi manuali dello strano movimento nel centro di Londra. Lei è pazza di Scientology e sta introducendo il rocker maledetto a una nuova vita. “Pete vuole conoscere meglio Nadine e capire in cosa crede”, ha rivelato una fonte vicina al leader dei Babyshambles. Ma i due non si sono limitati a parlarne. Doherty ha da poco raccolto le sue cianfrusaglie e ha lasciato il suo appartamento a Wiltshire, per trasferirsi a Berks, dove vive la dj. Un passaggio obbligato per affrontare i duri riti di purificazione previsti dalla setta che obbliga gli adepti a sottoporsi ad estenuanti cicli di saune e mortificazioni del corpo e dell’anima. Pensare che fino a un anno fa Nadine era soltanto la migliore amica di Doherty, sempre pronta a consolarlo durante i momenti di crisi dovuti alla fine della relazione con la top model britannica Kate Moss. E lui era una sorta di aspirapolvere impazzita che si faceva di qualunque sostanza. In pratica Nadine è stata la sua assistente spirituale e non lo ha mollato nemmeno un attimo convincendolo che la salvezza è possibile solo aderendo allo stravagante culto. Oggi i due fanno i fidanzatini e Pete cerca di rimediare alla sua vita dissoluta diventando protagonista di un documentario televisivo che andrà in onda su Channel 4, dove cercherà di aiutare i tossici ad uscire dal tunnel.
Pete Doherty e la sua nuova compagna Dj Nadine Ruddy sul tabloid The Sun

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Il suo incubo si concluderà soltanto tra qualche ora, quando potrà finalmente ritornare a casa, nella sua amata Francia. La storia di Martine Boublil diventa così un piccolo caso, che porta di nuovo sotto i riflettori la Chiesa di Scientology e che oltralpe rilancia un dibattito già aperto da settimane. Con una richiesta forte: aprire una commissione d’inchiesta parlamentare su Scientology, come propone il deputato dell’UMP Georges Fenech.
La donna, 48 anni, di origine tunisina ma francese di nazionalità, ex seguace di Scientology per otto anni, è stata liberata in Sardegna lo scorso 21 gennaio, in un casolare nei monti di Ortobene, vicino a Nuoro. Quando i poliziotti l’hanno trovata, Martine è apparsa ai loro occhi in condizioni igieniche pietose, semivestita, per letto un materasso pieno di vermi, circondata dai rifiuti. Si è salvata perché, nonostante tutto questo, è riuscita a comunicare con l’esterno lanciando dei fogliettini, il suo grido d’allarme tracciato con l’unico oggetto che le era rimasto fra le mani: il rossetto. A impedirle di uscire dal locale c’erano una donna di 44 anni e due uomini di 18. Tutti francesi e tutti accusati di tentativo di sequestro. Il gruppo era arrivato in Sardegna all’inizio dello scorso dicembre. La motivazione ufficiale era che Martine fosse reduce da un’operazione e che nell’isola fosse sbarcata per approfittare di un riposo completo. “Era l’inferno”, racconta invece adesso la donna ripensando a quei giorni in cui le veniva impedito a forza di uscire.
Ma la situazione adesso sembra complicarsi. Secondo le autorità giudiziarie italiane ad ordinare il sequestro della donna sarebbe stato il fratello Claude, medico di professione oltreché figura di spicco nella Scientology francese. Dopo essere stato anche lui accusato dalla giustizia italiana per il sequestro di Martine è stato rimesso in libertà insieme agli altri 3 francesi ed è già tornato in Francia. La donna ha raccontato alla polizia di essere stata condotta a forza da Claude, prima in Normandia, poi nella regione della Sarthe, infine in Sardegna. Il portavoce della chiesa di Scientology di Francia, Danièle Gounord, intervistato da Le Parisien sulla questione, ha parlato di “dramma familiare” escludendo ogni implicazione di Scientology.
Non si sa ancora, però, se Martine, una volta a casa denuncerà il fratello e Scientology. La donna è ancora sotto choc e provata psicologicamente. Ma una sua potrebbe dare formalmente il via ad un’inchiesta congiunta della magistratura italo-francese sul caso.


In Italia la chiesa di Scientology si prepara a chiedere il riconoscimento come religione. Anche per questo motivo sta acquistando immobili di rappresentanza in alcuni capoluoghi italiani. L’ultima acquisizione è un edificio romano di 6.000 metri che apparteneva alla Chiesa cristiana d’Irlanda. Operazione finalizzata a estendere la sua influenza sulla città, si legge in alcuni documenti riservati. È quanto emerge da un’inchiesta di Panorama, nel numero in edicola da domani, su come Scientology sta aumentando la sua influenza in Italia, a partire dal mondo economico.
I metodi diffusi da Ron Hubbard, fondatore dell’organizzazione, sono stati venduti ad aziende come la Kellogg’s, l’Ina Assitalia, la Biofin, la Hayes Lemmerz e l’Assopiastrelle. Aziende che, seppur indirettemente e senza averne consapevolezza, avrebbero finito per finanziare il movimento.
Secondo l’inchiesta di Panorama, in Italia sono 235 le aziende che aderiscono al Wise, braccio economico del movimento. Tra queste c’è di tutto: dal carrozziere alle grande società di consulenza. Notevole pure il numero dei fedeli che, negli ultimi, vent’anni ha fatto ingenti donazioni al movimento: 960 persone hanno versato più di 30 milioni di euro. Il più generoso è stato un costruttore italiano, che ha donato un milione di dollari.
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Tutto è partito dalle dichiarazioni di Emmanuelle Mignon, capo gabinetto di Nicolas Sarkozy, al settimanale VSD. “In Francia le sette sono un falso problema. La lista del 1995 è scandalosa”. Il riferimento esplicito è all’elenco inserito nel rapporto della Commissione d’inchiesta del Parlamento francese sulle sette, in cui compaiono, tra le altre, Scientology, i Testimoni di Geova e il movimento dei Raeliani. “Scientology o è pericolosa, e allora la dobbiamo vietare, altrimenti ha il diritto di svolgere le sue attività in pace”, ha aggiunto la Mignon facendo infuriare mezza Francia.
La “chiesa” di Tom Cruise, dunque, in Francia è considerata una setta ma, interrogato al proposito, invece di smentire le dichiarazioni della Mignon il presidente Sarkozy ha preferito glissare: “Non so se Scientology sia o meno una setta, non spetta a me dirlo ma alla Commissione apposita. Non mi riguarda dal momento che non ho mai avuto a che fare con loro quando ero ministro degli Interni”. Peccato per lui che l’emittente France3 sia andata a pescare in archivio l’incontro molto amichevole tra Sarko e Tom Cruise, numero due di Scientology. Che negli ultimi mesi sta aumentando le sue pressioni in Europa per vedersi riconosciuto lo status di Chiesa. Sono passati solo 4 anni da quell’incontro e, in effetti, Sarko all’epoca non era ministro degli Interni bensì dell’Economia.
Furiose le reazioni della stragrande maggioranza dei politici francesi, sia di destra sia di sinistra, in seguito alle dichiarazioni della Mignon. Il primo ministro François Fillon, fedelissimo di Sarkozy, ha detto che “le deviazioni settarie devono essere combattute” e, in merito alla capo gabinetto al centro delle polemiche, intervistato da France2, ha spiegato: “Non ho consigli da dare al Presidente. È lui che deve “gestire” i suoi consiglieri”. Più duri Jean-Pierre Raffarin, dello stesso partito di Sarko - “le sette sono un pericolo”, mentre Ségolène Royal ha definito “irresponsabili” le dichiarazioni della capo gabinetto. Il più furioso, comunque, è senz’altro il centrista François Bayrou, che ieri non ce l’ha più fatta ed è esploso – “basta! Quando è troppo è troppo”. Naturalmente si riferiva al fatto che “uno dei collaboratori più stretti di Sarkozy evochi ufficialmente una riabilitazione di Scientology”.
Il riassunto delle feroci polemiche scatenate dalla capo gabinetto di Sarko in merito alle sette e a Scientology
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Estorsione, frode fiscale, esercizio illegale della medicina, violazione alla privacy, organizzazione criminale e associazione a delinquere. Sono queste le accuse che la Giustizia belga ha rivolto nei confronti di Scientology perché, sostengono i magistrati di Bruxelles, l’organizzazione “si camuffa come un’entità religiosa mentre, in realtà, si tratta di un’organizzazione commerciale che vende corsi in cambio di grandi quantità di denaro”, per di più senza essere registrata come impresa. Le accuse del Belgio sono frutto di un’indagine durata dieci anni e sono originate da parecchie denunce di ex membri di Scientology che si sono sentiti ingannati dall’ente. Come in questo video:
Ma se le cose per la “chiesa” di Tom Cruise e John Travolta vanno male in Belgio, in Germania vanno addirittura peggio. E per rendersi conto della battaglia che il governo di Angela Merkel conduce contro Scientology è sufficiente dare un’occhiata al sito Internet del BFV, il servizio segreto tedesco. L’associazione è protagonista di una delle sei “aree di lavoro” su cui concentrano tutti i loro sforzi gli 007 teutonici. Con essa gli altri nemici giurati dei James Bond tedeschi sono tra gli altri l’integralismo islamico, il terrorismo e i neonazisti.
Non tutta l’Europa tuttavia è uguale e, per esempio, la Spagna di José Luis Rodríguez Zapatero con una sentenza della Audencia Nacional ha riconosciuto lo scorso 7 dicembre il diritto di Scientology ad iscriversi al registro nazionale degli enti religiosi. A Madrid, insomma, quella che in Francia è considerata una setta, ha praticamente gli stessi diritti della millenaria Chiesa Cattolica.
Un reportage della tv iberica smaschera le tecniche commerciali di Scientology in Spagna
E l’Italia? Nel nostro paese per l’articolo 8 della Costituzione il riconoscimento giuridico di una confessione religiosa si ottiene stipulando un’apposita convenzione con lo Stato e, sino ad oggi, questo accordo non c’è stato.
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Guerra a Scientology. Questa volta a prendere di mira il controverso movimento religioso (con oltre duecentomila seguaci in tutto il mondo) non è un ex adepto critico per le modalità poco ortodosse della “chiesa” fondata da L. Ron Hubbard nel 1954. Ma una più vasta operazione avviata in rete da un gruppo che si firma “Anonymous” e che sta dando vita a proteste virtuali e sit-in (reali) in molte città, oltre a diverse polemiche con i rappresentanti di Scientology.
Tutto parte da un episodio di quattro anni fa ma che fino ad ora era rimasto segreto. È il 2004 e Tom Cruise, il più noto seguace del movimento (”numero due” secondo una recente biografia), ha appena ricevuto la Freedom Medal Of Valor, uno dei più alti riconoscimenti di Scientology. Al termine della cerimonia tiene un lungo discorso di fronte a una telecamera, in cui decanta le lodi della chiesa: “Siamo i migliori a portare la gente fuori dalla droga. Siamo l’autorità per la mente. Siamo la strada per la conoscenza. Siamo in grado di riabilitare i criminali”.
Il tutto viene ripreso dalle telecamere e diffuso solo per uso interno. Fino a quando, lo scorso mese, un estratto del filmato compare improvvisamente su YouTube. La stampa anglosassone non è tenera nei confronti della star di Mission Impossible. The Daily Telegraph parla di “un Cruise dalle sembianze maniacali”.
Il video al centro delle polemiche
A pochi giorni dalla pubblicazione, Scientology (famosa per la strategia “attacca chi attacca“) richiede la rimozione del video da YouTube per violazione delle leggi sul diritto d’autore, ma anche perché “sono stati presentati estratti in maniera selettiva e fuori dal loro contesto originario con l’intento di ridicolizzare e creare controversia”.
Oltre a ripubblicare il video in lungo e in largo per la rete, gli “Anonymous” controbattono con un comunicato stampa che è una vera e propria dichiarazione di guerra. Lo scopo? “Porre fine allo sfruttamento economico dei membri della Chiesa e proteggere la libertà di espressione”. Il sito di Scientology viene attaccato da alcuni hacker e reso irraggiungibile per una giornata. Ma il vero campo di battaglia diventa YouTube, dove iniziano a comparire diversi video-denuncia e parodie di Tom Cruise.
Video di denuncia: Message to Scientology
Video-parodia di Tom Cruise
Oltre che sui media, il tam-tam inizia a strabordare in rete. In poche settimane sul popolare sito di social-networking Facebook prendono vita due gruppi con oltre 5mila iscritti. A questo punto la protesta da virtuale diventa reale. E lo scorso sabato 10 febbraio vengono organizzati diversi sit-in a New York, Los Angeles, Bruxelles, Parigi, Toronto, Birmingham e altre città. Le manifestazioni sono assolutamente pacifiche: gente che marcia mascherata o si rotola per terra, “raid” davanti alle sedi della Chiesa.
Il sit-in di Birmingham
Il sit-in di Parigi
Una manifestazione a Los Angeles
Scientology, dal canto suo, ha risposto con un comunicato in cui ribadisce la propria posizione: “Come esiste il diritto di comunicare esiste anche quello di non farlo, soprattutto se ciò che viene trasmesso diventa oggetto di derisione e, peggio ancora, usato per discriminare in modo insensato una comunità religiosa”.