Gli altri articoli di Angelo Ferrari (www.angeloferrari.com)
Ieri sera, come molti, scanalavo tra una rete e l’altra per capire quale sia la situazione politica ed economica. Seguivo un confronto di Mentana tra il primo messaggio di Berlusconi e l’ultimo, Continua

Valerio Staffelli con il Tapiro gigante (Credits: ufficio stampa)
Il Tapiro colpisce ancora e fa impazzire il web: sta spopolando tra gli internauti l’ultima “trovata” di Striscia la Notizia che ha tentato di consegnare a Palazzo Grazioli l’ambito premio. Mentre si apriva la crisi di governo e Berlusconi era indaffarato tra incontri con Napolitano al Colle e vertici con i più fidati del Pdl, è arrivato un tapiro gigante, scortato dal fedele Valerio Staffelli, nella dimora romana del premier. L’inviato, sprezzante del cordone di sicurezza, ha tentato di dribblare i carabinieri ma, nonostante abili travestimenti, il tapiro non è arrivato a destinazione. (Guarda il video)
Continua
Il premier Silvio Berlusconi
“A gennaio l’Italia presiederà il G8. In quell’occasione porteremo al tavolo dei Grandi una proposta di regolamentazione di internet, visto che manca in questo settore una regolamentazione uniforme”: è una dichiarazione del premier Silvio Berlusconi che stamane ha visitato il polo tecnologico delle Poste italiane. Secondo fonti ministeriali, quando a gennaio l’Italia assumerà la presidenza di turno, il presidente del Consiglio avrà una serie di contatti per valutare l’opportunità, insieme agli altri Paesi, di inserire in agenda questo argomento: è un tema delicato, più volte affrontato alle Nazioni Unite e all’Organizzazione del commercio internazionale, che richiede la massima concertazione. Ma il popolo della rete è impensierito. Già sono partite iniziative per la mobilitazione: il blog Netizen clandestino propone di “oscurare il sito con un a pagina nera, il logo, il video ed il testo del nostro messaggio” e di allargare la protesta registrando un video con la canzone “B-landestino”. Per raccogliere velocemente adesioni e facilitare il passaparola in rete non poteva mancare il gruppo di Facebook: ormai è uno spazio che riunisce più di quattro milioni di italiani. Ma il social network più famoso del momento è stato scelto anche da Fiorello Cortiana, membro della Consulta sulla governance di Internet, per annunciare ai suoi amici di Facebook: “Sto dicendo a Berlusconi che internet non accetta alcuna regolamentazione ma ha bisogno di una Costituzione, una Carta dei diritti di internet, una piattaforma aperta per più stakeholder (partecipanti, ndr)”.
Il dibattito sulla carta dei diritti della rete è aperto da tempo. Due guru del web, Tim O’ Reilly e Jimmy Wales (fondatore dell’enciclopedia online Wikipedia) hanno proposto una bozza di regolamentazione un anno e mezzo fa: un’iniziativa che ha animato un dibattito per alcune settimane, ma è terminato in un nulla di fatto. Nella precedente legislatura la proposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi ha sollevato, invece, la reazione dei blogger italiani: una risposta che lo ha spinto a ritornare sui suoi passi. Ora in Commissione cultura alla Camera è all’esame una nuova proposta di Levi “per la disciplina del settore dell’editoria” che ha già sollevato perplessità nel popolo di internet.
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La canzone B-landestino

Di Pietrangelo Buttafuoco
Lei è Beatrice Borromeo. Ed è “un filino progressista”: parola di nonna Marta. Fu così che la contessa Marzotto, divina e spiritosa, ebbe a definire la nipote già star di Annozero davanti a un malmostoso Silvio Berlusconi. Discendente di antica schiatta, Beatrice, 22 anni, è sorella di Lavinia e dunque cognata di Jaki Elkann. Oggi è un campione della scuderia di Michele Santoro, oltretutto. Un asso del giornalismo d’inchiesta lei. La sua giusta cornice è il salottino della libreria Arion, una stanza foderata di codici, testi giuridici e commentari della Lex dura lex, dove Panorama la incontra.
Come si sente, lei giornalista impegnata e brava, a fare un’intervista con Panorama, inevitabilmente frou frou?
Ma io non sono giornalista.
Come non è giornalista? Giusto lei, osannata dalla sinistra legalitaria e integerrima…
Questa è proprio bella, la prima volta che lo sento dire: musa dei legalitari?
Insomma, lei fa arrabbiare Clemente Mastella, scrive su Micromega, è molto amata dai giusti. Ed è la giornalista più…
Non sono giornalista. Ad Annozero ho un contratto a tempo determinato come conduttrice.
Incredibile.
Sa, è la Rai questa: La vita in diretta è una testata giornalistica, Annozero invece no.
Santoro è un grande dell’informazione, Michele Cucuzza è un superbo cronista, come anche Giovanni Minoli, che giornalista non è. Prima o poi dovremmo smetterla con la nostra miserabile casta…
Allude ai professionisti della disinformazione?
Ogni volta che una “conduttrice”, diciamo così, sconfina nel campo dell’informazione subito scatta la censura dei sindacati, dei cdr, dell’Ordine, tipo: Mara Venier non può intervistare i politici…
Sa, è la Rai questa. Evidentemente si ritiene che Annozero, la più importante trasmissione d’approfondimento, possa essere sacrificata buttandole addosso in controprogrammazione il Benigni o il Celentano di turno. E senza aggravio di pubblicità per loro, naturalmente. A ogni modo nessun sindacato mi ha contestato il ruolo, piuttosto Mastella, Giuliano Ferrara e Francesco Cossiga. Anche se poi mi manda elenchi di libri da leggere e lunghe lettere.
Non è giornalista, ma di sinistra lei lo è.
Non sono sostenitrice di questo governo. Ho ideali che sono utopie. Vorrei il buonsenso, questa stagione è meno dolorosa di quella precedente. Chiaro: Berlusconi rappresenta il male, anzi la malagestione. Il governo precedente a questo è quello di Umberto Bossi che vi arriva quando un minuto prima aveva dato del mafioso e del trafficante a Berlusconi. È stato anche il governo di Gianfranco Fini…
E che avrà mai fatto, povero Fini?
Rappresenta il fascismo. Sarà anche cambiato, ma quello è il suo marchio.
Se è solo questo il problema, mi creda: non è fascista.
Una certa mentalità di destra asseconda l’arroganza e l’ignoranza…
Piove sul bagnato.
I leghisti non sono mica scemi ma, come si dice?, fanno demagogia di bassa lega. Sa come li definisco? Un passo indietro rispetto all’evoluzione umana.
Non stiamo esagerando, Borromeo? Forse è razzista e adesso mi fa una tirata contro gli italiani alle vongole, quelli brutti, sporchi, cattivi e di destra?
Andare a spasso con il maiale sul terreno delle moschee che cos’è, un atto di supremo stile? È indispensabile il controllo sul potere. Il conflitto d’interessi, il malaffare, e la vicenda De Magistris, poi trasferito da quello stesso ministro su cui il magistrato stava indagando. Ma qui non c’entra certo la Lega, la storia di Luigi De Magistris non c’entra con la destra, anzi.
Il popolo, diocenescampi, è di gran lunga peggiore dei politici su cui pretende di dettare morale.
Ma i politici vengono eletti, non scelti a caso. Dovrebbero rappresentare l’élite, il buon esempio… Noi siamo calpesti e derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi.
Fratelli d’Italia, l’inno di Goffredo Mameli.
Malgrado tutto, la nostra vera ragione sociale: l’indipendenza. Io ammiro gli uomini indipendenti.
Come Santoro.
Certo, e come lui Oliviero Beha, Peter Gomez, Gian Antonio Stella, Lirio Abate, Marco Travaglio, Massimo Fini, Sabina Guzzanti, Giovanni Sartori.
Non le viene mai il sospetto che qualcuno possa scadere nella caricatura?
Io conosco Sabina Guzzanti e l’ammiro molto. E nessuna delle persone citate, che sono oneste e intelligenti, rischia di scadere nella caricatura. Per la mia logica non è proprio possibile.
Tutto questo stare dalla parte dei giusti non pregiudica la possibilità di sporcarsi con il resto del mondo?
Stare dalla parte dei giusti non è un atteggiamento, è una cosa naturale. Non pregiudica nulla. Il fatto di essere giornalisti è un privilegio. Il fatto di essere veramente indipendenti è un doppio privilegio. Nessun quotidiano è veramente indipendente. Per quattro settimane di fila il Corriere della sera ha pubblicato la foto di Clementina Forleo colta durante la seduta al trucco prima di una messa in onda. Non è un uso tendenzioso questo? Pubblicassero la foto di Cesare Geronzi dal barbiere, piuttosto. Tutti i giornali sono proni al potere, solo alcuni giornalisti lo sono.
Neppure La Repubblica?
L’incredibile cambiamento di Giuseppe D’Avanzo nel giudicare la vicenda Forleo-De Magistris è avvenuto proprio dopo un sondaggio della Repubblica, con il 90 per cento degli intervistati dalla parte di Santoro e dei magistrati. All’inizio ha parlato di noi evocando la «barbarie», poi ci ha dato ragione, ovviamente senza scusarsi per gli insulti. Ma le pressioni al di fuori del bene e del male ci sono per tutti. Ci sono i buoni, ci sono i cattivi e c’è la cattiveria subdola.
E che sarà mai?
La logica della disinformazione. Parliamo sempre di Cogne per non parlare mai della politica, delle intercettazioni, dello scandalo di una casta che sfugge al controllo della libera informazione.
A dire la verità, Cogne vale tanto quando i preti pedofili. Ma non le piacerebbe venire nel mondo di qua, dove ci sono i cattivi, Borromeo?
Cogne vale tanto quanto i preti pedofili? Scherziamo? Una faccenda trita e ritrita come Cogne, ormai pura fiction, la vogliamo paragonare a reati gravissimi come gli stupri perpetrati dai preti?
Dicevamo del mondo di qua, tra i “cattivi”.
Le assicuro che per me i cattivi non stanno a destra, anzi. Giorgia Meloni, il vicepresidente della Camera, è una delle poche persone in politica che considero perbene.
Lo sa che si muove senza auto blu di servizio?
Ecco, appunto. E poi, certo, con Berlusconi ci andrei volentieri a cena.
Non lo dica per carità perché poi quello la invita a cena davvero.
Con la guardia del corpo presente.
Lui abbonda di bodyguard, non è un problema.
No, una guardia del corpo per me. E la cena non sarebbe certo a lume di candela, gli rivolgerei tutta una sfilza di domande cui lui è sempre sfuggito.
Una cena con la lampada da commissariato sbattuta in faccia, dunque, un bel passo avanti rispetto alle celebri interviste al citofono dell’archeologia santoriana. Lei, Borromeo, è una vera rivoluzione rispetto al santorismo declinato al femminile.
Che vuol dire?
Allora: due sono i grandi protagonisti del giornalismo militante meridionale, Santoro e Annunziata… Perché questa smorfia, cos’ha Lucia?
Non mi piace nessuno di quella stagione della dirigenza Rai, sono quelli dell’editto bulgaro… Non mi convince Lucia.
Lex dura Lex.

Minimalista. Senza pubblico. Con spalle d’eccezione (Fabio Fazio e Laura Chiatti). Una sola puntata. E 9,2 milioni di telespettatori (pari al 32,9% di share, contro il 46% del precedente Rockpolitik) catturati da La situazione di mia sorella non è buona, il nuovo show di Celentano. Che forse non soddisfa le aspettative della Rai, ma come al solito fa discutere.
Poco più di un’ora e mezza di canzoni e provocazioni, un appello agli ultrà perché depongano le armi e divengano motore della “rivoluzione” e l’invito a Berlusconi a “voltare pagina, a fare una rivoluzione dentro di te, a dare un segnale che non sei più quello di ieri”. Fino a fermare gli architetti kamikaze e i progetti della Moratti e tutto ciò che è contro la natura. “Se non lo farai non sarai un ‘ultra’ e il tuo partito” conclude Celentano “invecchierà quando meno te lo aspetti”.
Il ritorno in video del Molleggiato è insomma un clichè che piace: il quarto piano della Rai come una sala d’incisione, lui al centro, il crocefisso al collo, un camicione a righe, gli stivaletti storici e tutt’intorno, come discepoli, i suoi musicisti. Nessun terremoto, ma Adriano Celentano cambia ancora registro: uno scenario anni ‘60, con Bella e Mogol e tante chiacchiere. Tra un silenzio e l’altro, a far saltare la noia, lui butta lì le sue bombe: sulla guerra, sul nucleare, sui piani del comune di Milano, sugli architetti kamikaze, sugli ultrà.
Il mistero è svelato (e anche un po’ scontato). La sorella Maria non c’entra niente. È la situazione del pianeta, della politica, dell’economia a non essere buona. Si salva solo Prodi, che forse: “è sulla strada giusta, fa promesse che si possono attuare ma il popolo non gradisce”.
Va un po’ meglio alla musica. Almeno qui: fanno la loro comparsa, a fianco del “predicantante”, Carmen Consoli, Francesco Tricarico, Ludovico Einaudi, Stefano Di Battista, tutto come era stato annunciato, ma tutto un po’ diverso: un trionfo dell’arte italiana.
Già, la musica. Come suonava Baccini: Adriano, è meglio che canti. O sono meglio le sue prediche? Il dilemma rimane. Insomma, Il re degli ignoranti in video fa sempre un certo effetto…
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Immaginate un’agenda sul web che in tempo reale dice cosa stanno facendo le persone nell’elenco. Ne fanno parte amici, colleghi e perfino qualche persona famosa. C’è già e si chiama Twitter: da poco tempo con Twitdir si può cercare tra i profili pubblici degli utenti, e sapere che cosa stanno facendo in questo momento perché sono loro stessi a scriverlo. In soli 140 caratteri. Per ora è un mondo frequentato dai geek, gli appassionati di tecnologia e innovazione, ma qualcuno ne sta esplorando le potenzialità.
Due candidati alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, Barack Obama e John Edwards, hanno scelto un filo diretto con gli elettori attraverso Twitter: annunciano le date dei loro comizi o idee sulla campagna elettorale. Il cofondatore della Apple Steve Jobs ha la sua pagina personale e partecipa alle voci sui nuovi prodotti della sua azienda, come l’Iphone. Tanti blogger e giornalisti di successo (come Mike Arrington e Robert Scoble) scrivono per i loro amici e lettori cosa stanno facendo, raccontano riflessioni o l’umore della giornata. E sono più di quattromila le persone interessate a Lisa Warren, una ragazza con un obiettivo chiaro: “Avere chiunque come amico”.
Secondo una ricerca dell’università del Maryland la funzione principale di Twitter è quella di conversare online, in un modo che ricorda le chat. Una persona su dieci condivide informazioni attraverso link e molti membri riferiscono o commentano le ultime notizie. Ma se Twitter è simile a un’agenda interattiva, il nuovo motore di ricerca Spock ricorda invece l’elenco telefonico: l’idea è di raccogliere in singole pagine i nomi delle persone e le informazioni relative ai loro profili sparpagliate in siti, blog e social network come Myspace, Linkedin o Facebook. Romano Prodi e Silvio Berlusconi sono solo alcuni degli italiani presenti: la lista è destinata ad allungarsi rapidamente.