Archivio per il tag “Simona Ventura”

Ombre sull’Isola? Esordio sfortunato per il reality della Ventura

Ombre sull'Isola dei Famosi? Un'inizio sfortunato per il reality presentato dalla Ventura - Credits: ANSA / MATTEO BAZZI / PAL

Ombre sull'Isola dei Famosi? Un'inizio sfortunato per il reality presentato dalla Ventura - Credits: ANSA / MATTEO BAZZI / PAL

Sembrava una scena di Lost e invece erano i naufraghi dell’Isola dei famosi 7 catapultati malamente dall’elicottero in mare.

All’insegna dei disastri: è iniziata così, ieri sera, la nuova edizione del reality show condotto su Raidue da una gasatissima (ma solo all’inizio) Simona Ventura.

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L’Isola dei famosi 7: il cast pronto allo sbarco

L'Isola dei famosi 7: il cast pronto allo sbarco

I naufraghi sono pronti ad affrontare la sfida con la natura selvaggia

I naufraghi sono già in Nicaragua, pronti ad affrontare la sfida con la natura selvaggia e la convivenza a rischio di nevrosi.
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Aldo Busi: mi sa che vado alla Ventura

A Courmayeur, in ritiro con gli altri concorrenti dell'Isola - Credits: Veltroni Walter, oltre la politica: un uomo di spettacolo - Credits: MariaNovellaDeLuca/presstime028©

A Courmayeur, in ritiro con gli altri concorrenti dell'Isola - Credits: ANSA/Angelo Musumarra

Come il protagonista d’un romanzo picaresco, ha deciso di andare alla ventura. Anzi: alla Ventura, nel senso di Simona. Il 18 febbraio partirà per i Caraibi, dove vivrà come un Robinson soffrendo la fame e la sete, le intemperie e le punture degli insetti, ma soprattutto la compagnia degli umani: proprio lui, che per misantropia acuta aveva giurato di non uscire più di casa, parteciperà alla prossima edizione dell’Isola dei famosi.

Chi non se l’aspettava non conosce Aldo Busi: eccentrico, paradossale, imprevedibile. Uno scrittore, tanto per intenderci, che sostiene d’aver smesso di scrivere da sette anni e intanto ha appena pubblicato dalla Bompiani “Aaa!”, corroborante trittico di racconti subito andato in ristampa, che termina con un’esilarante domanda d’assunzione rivolta a Carla Bruni Sarkozy.

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Altro che famosi: quest’anno va in onda “L’isola dei rifiuti”…

Simona Ventura è pronta per la nuova edizione. Ma i concorrenti lo sono?<br /> Credits: VIERI©KIKAPRESS

Simona Ventura è pronta per la nuova edizione. Ma i concorrenti lo sono per davvero? - Credits: VIERI©KIKAPRESS

Più che “L’isola dei famosi” sembra “L’isola dei rifiuti”. Nel senso che sono stati molti i personaggi a rifiutare di trasformarsi in naufraghi con gran dispiacere di Simona Ventura.

All’ultimo momento ha dato forfait persino Pamela Prati che aveva assicurato la sua presenza fin dalla finalissima della scorsa edizione. Hanno detto di no Cicciolina (al secolo Ilona Staller) e Ivana Trump che forse farà qualche comparsata occasionale come guest-star, dato che il suo ex marito Rossano Rubicondi è l’inviato del programma. Anche Roberto Fiacchini, figlio adottivo di Renato Zero avrebbe alla fine declinato l’invito.

Nell’attesa di conoscere i personaggi non famosi che parteciperanno al reality, veniamo ai VIP che invece hanno ceduto alle lusinghe (si fa per dire) della Ventura e partiranno per l’Isola.

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Dodici anni di quelli che… la Ventura, contro Mediaset e RaiUno

Simona Ventura ©Daniele Badolato - LaPresse

Simona Ventura ©Daniele Badolato - LaPresse

Da dodici anni gestisce Quelli che il calcio: aggiusta, taglia, cuce, modifica la formula originaria, chiama alla sua corte personaggi e ospiti, oppone alle prese in giro, di cui è (falsa) vittima, la solita risatina di (falso) divertimento. Continua

Simona Ventura: “Ricomincio dal set”

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La sua passione è Alberto Sordi, il suo modello d’attrice è Monica Vitti, una commediante di razza: “Il mio sogno è recitare in un ruolo brillante come faceva lei nella Ragazza con la pistola di Mario Monicelli, film che conosco a memoria. Ammiro molto anche Franca Valeri e Mariangela Melato, però Monica per me rimane un esempio ineguagliabile”. È bello che una debuttante abbia subito le idee chiare, ma non c’era da dubitarne, visto che si tratta di una certa Simona Ventura, soprannominata non a caso Supersimo.
Una che il destino se lo porta scritto nel cognome e alla ventura va incontro con una bella dose di energetica grinta, la stessa che sfoggia nel titolo perentorio dell’autobiografia Crederci sempre-Arrendersi mai, uscita qualche mese fa dalla Mondadori. Ventura è appena rientrata da New York, dove ormai è di casa e, da poco, ne ha anche acquistata una: “Le occasioni” sorride “non cadono dal cielo. E l’America è un buon posto dove andarsele a cercare”.
L’America, del resto, è la location principale del film di Enrico Oldoini La fidanzata di papà, girato tra Miami e Cortina, nel quale Simona ha un ruolo di coprotagonista accanto a Massimo Boldi: “Non sono proprio una principiante assoluta” precisa lei con orgogliosa verecondia “perché una dozzina d’anni fa ebbi una parte in un film di Maurizio Ponzi, Fratelli coltelli. Ma non ero ancora matura”.
Adesso, nel fiammeggiante fulgore dei suoi 43 anni, per molte donne l’età della cellulite, si sente pronta a entrare nel mondo della celluloide: “E dire che, quando Boldi mi ha cercato per offrirmi la parte, in un primo momento ho pensato che fosse impazzito. Poi ho letto il copione e ho cambiato idea. Ho capito che era un treno da prendere al volo”. Niente a che vedere, nonostante l’assonanza del titolo, col plausibile remake di Una fidanzata per papà, il film di Vincente Minnelli che, nel 1963, lanciò accanto a Glenn Ford un ancora infante Ron Howard: La fidanzata di papà, che uscirà nelle sale il 14 novembre prodotto dalla Medusa film, è una commedia agrodolce basata sulle vicissitudini di svariate coppie dalle situazioni sentimentali complicate.
Simona impersona Angela, un’italiana che vive e lavora in America: “Ha un segreto, sembra una donna dura, ma sorprenderà tutti. Nella vita, in fondo, anch’io mi sono ritrovata manager di me stessa, è un ruolo in cui m’identifico”. Angela è la madre di Barbara (Martina Pinto), che aspetta un bambino da Matteo (Davide Silvestri), figlio di Massimo (Boldi). Proprio la nascita del pupo farà precipitare la situazione in un vortice di tragicomiche e passionali vicende che coinvolgono un cast dove figurano Enzo Salvi, Elisabetta Canalis, Biagio Izzo, Nino Frassica, Teresa Mannino e i Fichi d’India.

“Per me questo è un nuovo inizio. Adesso che ho cominciato” sfida Simona “voglio proprio vedere dove riesco ad arrivare”. Con Boldi, in realtà, aveva già lavorato in una vecchia edizione di Zelig intitolata Facciamo cabaret: “Recitare con Massimo è un piacere. È molto creativo, un vero re della commedia, che mi ricorda interpreti del calibro di Walter Matthau e Jack Lemmon. Se il film avrà successo, chissà, in futuro potremmo anche dar vita a una bella coppia”.
Il cinema, assicura, è sempre stato una sua passione, quello americano innanzitutto. “Blade Runner è il mio film culto. E poi Clint Eastwood, i fratelli Cohen. Ma anche gli italiani: oltre ai maestri del passato come Vittorio De Sica, Federico Fellini o Dino Risi, apprezzo Pappi Corsicato, così acuto, Fausto Brizzi che m’ha fatto sognare e divertire; Mimmo Calopresti, Matteo Garrone, che spero vinca l’Oscar con Gomorra. E poi Enrico Oldoini, il ‘”mio regista”.
Dal mondo della celluloide a quello del tubo: in senso catodico, naturalmente. Nel corso di questa stagione Ventura è impegnata per Raidue su tre fronti: dall’Isola dei famosi, di cui è autrice e conduttrice dalla prima edizione nel 2003, alla trasmissione sportiva Quelli che il calcio, a X factor, il “talent show” di cui sta preparando la seconda edizione che partirà a gennaio. E, nonostante i tre figli (una in affido), trova il tempo di leggere: “Alla sera, prima di dormire. Dopo Roberto Saviano, La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. Ma vorrei dedicarmici di più”.
Neanche a dirle che Gian Luigi Beccaria, linguista di vaglia, ha accusato L’isola, dove la lingua langue, di istupidire gli italiani, si riuscirebbe a smontare l’entusiasmo di Supersimo: “Non è vero che la tv italiana è inchiodata al passato, dipende sempre dal pubblico di riferimento. E quello di Raidue mi lascia molte possibilità”.
Quanta strada da quando, correva l’anno 1986, la timida Simona, figlia d’un ufficiale e di un’ex mannequin “taglie forti” (”Sono loro che mi hanno insegnato la disciplina e la professionalità”), vinse il titolo di Miss Muretto ad Alassio. Nessun rimpianto? “Sono una che guarda al futuro, sempre a caccia del nuovo. Ma in Italia bisogna proporlo con dolcezza. Mi piacciono le rivoluzioni bianche”. Già: crederci sempre. E arrendersi mai.

Paris Hilton e Simona Ventura alla corte di re Moda

Paris Hilton

Torna L’isola dei famosi, tra sorprese e amarcord

Simona Ventura
Sono 18 i naufraghi della sesta edizione de L’isola dei famosi, al via lunedì 15 settembre, in diretta su Raidue. Dieci i personaggi famosi, otto i non famosi selezionati per tenere testa ai colleghi noti. I Vip arruolati sono la modella Belen Rodriguez, l’ex velina di Striscia la notizia Veridiana Mallman, l’attore Massimo Ciavarro, Giucas Casella, l’ex deputato di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, Flavia Vento (alla sua seconda esperienza, dopo “La Talpa”), l’ex calciatore Antonio Cabrini, Michi Gioia il nuotatore Leonardo Tumiotto, l’ex tronista Giuseppe Lago. Inviato in Honduras, a Cayo Cochuinos dove si svolgerà per il terzo anno consecutivo il reality show è il nuotatore Filippo Magnini. Il montepremi finale a disposizione del vincitore verrà dimezzato: il 50% infatti, per regolamento, sarà devoluto in beneficenza ad un ente indicato dalla stesso primo classificato.
In studio, a Milano, con Simona Ventura, storica padrona di casa, due opinionisti fissi presenti in tutte le undici puntate previste: Mara Venier e Luca Giurato. Ci sarà anche una puntata speciale dedicata all’amarcord dell’avventura. I concorrenti partiranno il dieci settembre, separatamente: famosi e non famosi non si dovranno incontrare se non sull’isola solo quando lo decideranno gli autori. Nel 2007 si incontrarono dopo una settimana di permanenza. Le otto persone comuni, selezionate attraverso casting, provengono un po’ da tutt’Italia: ci sono professionisti e donne in carriera, tutti naturalmente di bell’aspetto e dal carattere forte. Anche il pubblico li conoscerà soltanto a trasmissione iniziata: forse nella seconda o terza puntata. La puntata d’esordio si aprirà, come al solito con il traghettamento dei naufraghi sull’isola: dall’elicottero ad uno ad uno saranno catapultati in mare. Il regolamento è simile, almeno nelle prime puntate, a quello dello scorso anno, ma gli autori si riservano di inserire novità ed elementi spettacolari nel corso delle settimane.

X-Factor: vincono gli Aram Quartet, ma la finale era pilotata?

Aram Quartet

Di Stefania Berbenni

Segreti di Pulcinella o malignità? La finale di ieri sera di X-factor è stata preceduta da indiscrezioni, informazioni pilotate, tam-tam da messaggini. Sarà che il programma di Raidue ha generato tifoserie da stadio; sarà che era tempo che non si vedeva un talent-show che rispondesse a questo nome, con al centro il talento dei concorrenti e non la “televisità” e la propensione alla lite stile Amici.
Per tutta la giornata di ieri era Giusy la favorita: lo dicevano i ragazzi della redazione di X-factor, lo faceva capire Simona Ventura, come sempre determinata a vincere (Giusy era nella sua squadra). Tam-tam condizionante? Ennesima furba mossa della ex signora Bettarini? Eppure, per le undici puntate precedenti, gli Aram Quartet (i vincitori finali) doppiavano in quanto a televoto il secondo concorrente in classifica. Sempre primi, sempre davanti a tutti anche se non lo si doveva dire perché i risultati elettronici erano vincolati da segreto professionale. Ma si sa come va…
E allora? X-factor si è chiuso con due vincenti, gli Aram e Morgan, il loro mentore e caposquadra. E con due perdenti, Giusy e Simona Ventura che i gossippari dicevano livida di rabbia ieri sera, sicura com’era che l’onda lunga dei rumors pro-Giusy condizionasse gli indecisi.

X-Factor: Morgan e Maionchi contro Ventura


Di Stefania Berbenni
È sempre brutto far della sociologia e dell’analisi massmediologica da Essselunga, ma se una trasmissione calamita solo due categorie, giovani e laureati, risultando invece urticante per il resto dei telespettatori, un motivo ci sarà. È quanto è successo ad X-Factor, il talent-show che Raidue sta mandando in onda dai primi di marzo: format comprato all’estero, italianizzato al meglio e sparato in palinsesto con la solita delirante incertezza Rai di questi ultimi mesi. Il meccanismo è semplice: dilettanti (o quasi) allo sbaraglio, messi lì a cantare canzoni note giocandosi la possibilità di entrare nel sempre meno dorato mondo della musica pop. In palio infatti, c’è un contratto da 300mila euro con la Sony-Bmg, il pubblico vota da casa, in studio ci sono i tre capisquadra che fungono anche da giurati, oltre a un conduttore jolly.
Questa la formula giusto per chi non sapesse come è fatto il programma cha da alcune settimane è argomento di salotti alti e di folli passioni fra i giovanissimi. Come dire, il pubblico di Quelli della notte e di Amici singolarmente uniti da un reality un po’ meno scemo dei soliti reality perché ha un centro (la passione per la musica) e non il bla-bla esistenziale.
Così, malgrado lo share non vertiginoso (una media del 10 per cento), X-Factor rischia di passare alla misera storia della tv italiana per avere, in un momento particolare del Paese, riflesso perfettamente ciò che sta succendo al di là dello schermo.
C’è l’Italia radical-chic impersonata da Morgan, ex Bluvertigo il giurato “con la puzzettina sotto il pizzetto”: ed è lui il vincente di X-Factor perché da artista ed ex compagno di Asia Argento, amato ma anche con un’aura da perdente, un po’ da sfigato è improvvisamente assurto al ruolo di guru da terzo millennio. Piace ai concorrenti, al pubblico, alle ragazze, tutti lì a pendere dalle sue labbra truccate e dai movimenti del pizzetto inquieto. Morgan è infarinato di maledettismo, è un anarchico amante delle regole, è uno snob alla quinta, un niciano contemporaneo. È l’intellettuale del gruppo, quello che più assomiglia alla sinistra che ha perso le elezioni: guarda spesso la realtà dall’alto in basso, pecca di superbia intellettuale e a volte non capisce cosa stia succedendo davvero. Sentenzia, vorrebbe cambiare il sistema e il sistema se lo mangia. E forse per questo risulta irresistibile a molti.
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C’è poi l’Italia dell’homo-videns: vale solo ciò che passa in tv, tutto è immagine, lo share è il dio moderno e il primo imperativo è essere belli e giovani. A interpretare quest’Italia di plastica, lelemoriana, è la siliconata Simona Ventura (il secondo giurato-caposquadra) che però non fa che dire che lei sceglie “con la pancia” e butta “il cuore oltre l’ostacolo”.

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Da X-Factor esce con le ossa semirotte, la musica non è il suo elemento e malgrado la verve, la padronanza del mezzo tv e le ammissioni di ignoranza, X-Factor ha messo a nudo la filosofia che l’ha mossa in questi anni: “il pubblico ha sempre ragione” “con quella faccia così bella puoi fare quello che vuoi… “. Si direbbe che il calcolo è il suo mestiere, nulla è mai casuale, né il sorriso, né l’ammiccamento. O forse, è la legge del contrasto a generare questa brutta sensazione, perché Simona ha allo stesso tavolo dei giurati Mara Maionchi, signora over sessanta con una vitalità da trentenne, produttrice discografica, e in curriculum ha Gianna Nannini e Tiziano Ferro. Verace, schietta oltremodo, ricorda Iva Zanicchi ma soprattutto ricorda l’Italia di Peppone e Don Camillo quando si litigava per il bene comune e l’umanità vinceva su tutto. È adorata da tutti, all’improvviso è diventata popolare ma la notorietà le scivola sul viso pacioso, è l’anti-Ventura, è l’anti televisione pur essendo televisiva come pochi.
A completare il quartetto di volti c’è dj Francesco, qui in veste di conduttore: la sua è l’Italia giovanile e giovanilistica, slang da discotecaro, un passato sballo, sesso e tatuaggi ma un presente da impegnato. Anche lui esce bene da X-Factor, ripulito, cresciuto, meno bamboccione. Ha gestito la fascia quotidiana del programma (prima del tg serale) con lessico semplificato, basico ma cuore. Sta studiando da conduttore e le ripetizioni gliele dà la Ventura.
Infine i concorrenti. Anche qui c’è un’Italia di solito poco raccontanta, un po’ ciellina, molto diversa da quella litigiosa di Amici; il dietrolequinte è uno spettacolo di solidarietà e buonismo. Tutto vero? Poco importa saperlo, funziona l’effetto soap, vince il sogno, vince il romanticismo del lieto fine, del Saranno famosi, la possibilità che, per merito, giovani di talento arrivino alla vittoria. Capiremo poi se sono dei Forrest Gump o dei furbetti del quartierino della canzone.

p.s. Da qui al 27 maggio, giorno della finale di X-Factor, Panorama.it ospiterà un conto alla rovescia per i fan della trasmissione, con gallery, video-interviste esclusive a Morgan-Ventura-Maionchi e a dj Francesco, forum con gli artisti e con i giurati; e dietrolequinte inediti.

Cinema, di SImona Santoni
Musica, di Gianni Poglio
Televisione, di Marida Caterini
Sport? Quale sport? di Emanuele Rossi
Sport? Quale sport? di Emanuele Rossi



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