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Stieg-Larsson

David Fincher: “Vi presento il mio Millennium, scuro e freddo come piace a me”

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  • Tags: Cinema, Daniel-Craig, David-Fincher, fight club, Millennium, Rooney Mara, Stieg-Larsson, The Social Network, Uomini che odiano le donne
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David Fincher (Credits: Ufficio Stampa)

David Fincher (Credits: Ufficio Stampa)

Nessuno sa creare e tenere alta la tensione sul grande schermo come lui. Regista di pellicole-culto come Seven e Fight Club, film di genere applauditi a Cannes come Zodiac e una serie di thriller da Panic Room a The Social Network, David Fincher si cimenta ora nel remake della trasposizione cinematografica svedese del primo romanzo che compone la trilogia firmata Stieg Larsson. Il risultato è Millennium-Uomini che odiano le donne, altro thriller, altro giro di adrenalina: uno stordente valzer di suspense, misteri e colpi di scena. Continua

  • claudiacatalli
  • Martedì 31 Gennaio 2012

Rooney Mara: “Due ore in moto al giorno e diventi Lisbeth Salander”

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  • Tags: Cinema, Daniel-Craig, David-Fincher, lisbeth salander, Millennium, Rooney Mara, Stieg-Larsson, Uomini che odiano le donne
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Rooney Mara in 'Millennium - Uomini che odiano le donne' (Credits: Ufficio Stampa)

Rooney Mara in 'Millennium - Uomini che odiano le donne' (Credits: Ufficio Stampa)

Sopracciglia rasate, capelli corti neri, un trionfo di piercing sul volto e tatuaggi sul corpo. Una metamorfosi completa, quella a cui la giovane Rooney Mara si è sottoposta per interpretare la protagonista di ‘Millennium -Uomini che odiano le donne‘ (remake americano dello svedese firmato Niels Arden Oplev, diretto stavolta da David Fincher e dal 3 febbraio in 400 sale). Continua

  • claudiacatalli
  • Martedì 24 Gennaio 2012

La ragazza che giocava con il fuoco, in arrivo il secondo film Millennium

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  • Tags: Cinema, film, La-ragazza-che-giocava-con-il-fuoco, Millennium, Noomi-Rapace, Stieg-Larsson
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La ragazza che giocava con il fuoco, le foto!

LA GALLERY

Tratto dall’omonimo secondo capitolo della saga Millennium, firmata Stieg Larsson, anche La ragazza che giocava con il fuoco si appresta ad arrivare al cinema. In Italia sarà nelle sale il 25 settembre, una settimana dopo il lancio scandinavo.
La regia questa volta non è affidata a Niels Arden Oplev, il regista del primo film Uomini che odiano le donne, ma a Daniel Alfredson, che dirige anche il terzo episodio La regina dei castelli di carta, che uscirà per la primavera 2010.
Nella pellicola Lisbeth Salander (Noomi Rapace), ragazza che ha alle spalle una storia di comportamenti violenti, viene accusata dal brutale assassinio di due giornalisti della rivista Millenium che stavano per pubblicare clamorose rivelazioni sul mercato del sesso in Svezia. Ora Lisbeth è ricercata. Ma sembra che nessuno riesca a trovarla. Il direttore della rivista, Mikael Blomqvist (Michael Nyqvist), non crede però a quello che dicono i notiziari: conoscendo Lisbeth, sa che diventa violenta quando ha paura, e cerca in tutti i modi di arrivare a lei prima della polizia. Nel corso delle sue indagini, Blomqvist scopre anche alcuni tragici e dolorosi eventi della vita di Lisbeth: internata in un istituto psichiatrico a 12 anni e dichiarata incapace a 18, la giovane è il prodotto di un sistema ingiusto e corrotto. Ma più che una vittima impotente, Lisbeth è l’angelo vendicatore che si abbatte su chi le ha fatto del male con una collera terrificante nella sua intensità.

  • redazione
  • Giovedì 30 Luglio 2009

Uomini che odiano le donne, una clip in anteprima

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  • Tags: Millennium, Niels-Arden-Oplev, Stieg-Larsson, Uomini che odiano le donne
  • 5 commenti

Uomini che odiano le donne
Il 29 maggio arriva in Italia il film più atteso dagli amanti della saga Millennium, la trilogia di romanzi firmata Stieg Larsson. Uomini che odiano le donne, la prima puntata tradotta in film e diretta da Niels Arden Oplev, promette di essere un campione di incassi visto che il libro è stato il più venduto in Europa nel 2008 e in Italia ha raggiunto le 650 mila copie. Il giornalista economico in crisi Mikael Blomkvist, interpretato da Michael Nyqvist, e la hacker tatuata e senza scrupoli Lisbeth Salander, ovvero Noomi Rapace, si trovano ingaggiati per indagare sulla scomparsa di una donna da una riunione di famiglia sull’isola abitata dal potente clan dei Vanger.
Gli altri due film della trilogia usciranno durante la prossima stagione: La ragazza che giocava con il fuoco è previsto per l’autunno 2009 e il terzo ed ultimo La regina dei castelli di carta per la primavera 2010.

Panorama.it presenta in anteprima una clip estratta da Uomini che odiano le donne:


LEGGI ANCHE: Uomini che odiano le donne, il film trionfa in Svezia. Presto gli altri episodi

  • simona.santoni
  • Venerdì 22 Maggio 2009

Uomini che odiano le donne, il film trionfa in Svezia. Presto gli altri episodi

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  • Tags: Millennium, Stieg-Larsson, Uomini che odiano le donne
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Il fenomeno Millennium sembra inevitabilmente destinato a essere tale anche al cinema. Nelle sale cinematografiche scandinave Uomini che odiano le donne, primo film tratto dalla trilogia di Stieg Larsson (in Italia pubblicata da Marsilio), uscito in Svezia il 27 febbraio scorso, è stato già visto da 1,5 milioni di spettatori con un incasso di 25 milioni di dollari. Sfregandosi le mani, la società di produzione Yellow Bird ha quindi deciso che anche i seguenti due film La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta, inizialmente previsti per la tv, usciranno al cinema. Larsson non è vissuto abbastanza per vedere il successo senza fine della sua trilogia, morto nel 2004, poco dopo aver consegnato il manoscritto all’editore svedese.

Nelle sale cinematografiche italiane Uomini che odiano le donne arriverà il 29 maggio, distribuito dalla BIM. Il secondo, invece, La ragazza che giocava con il fuoco, è previsto per l’autunno 2009 e il terzo, La regina dei castelli di carta, per la primavera 2010.
Si vocifera anche la possibilità che Uomini che odiano le donne possa aprire il prossimo Festival di Cannes, che avrà inizio il  13 maggio. Gli spettatori scandinavi finora hanno parlato di una fedele trasposizione dal libro al grande schermo (il film è stabilmente primo al box office da tre settimane). Il cast artistico e tecnico è fatto di nomi abbastanza sconosciuti in quest’altra parte d’Europa. La regia è del danese Niels Arden Oplev. La protagonista, Lisbeth Salander, è la svedese Noomi Rapace, scelta che inizialmente non piacque molto ai fan di Millennium perché l’attricedi ha un fisico meno minuto rispetto alla descrizione di Larsson. Ma la produzione stava cercando un’attrice diversa, dotata di una sua spiccata originalità. Dopo aver vagliato una lunga lista di giovani attrici – più o meno conosciute e con più o meno esperienza – la scelta è caduta su di lei, notata nel film Daisy Diamond, in cui interpretava un ruolo molto audace.
Mikael Blomkvist invece è interpretato da Michael Nyqvist, uno degli attori svedesi più amati, vincitore del Guldbagge (l’Oscar svedese) nel 2003: in lui il regista ha trovato il fisico, il fascino e la simpatia dell’interprete che cercava.
Insieme, l’hacker tatuata e senza scrupoli e il giornalista economico in crisi, sono chiamati a indagare sulla scomparsa di Harriet Vanger da una riunione di famiglia, risalente a quarant’anni prima, sull’isola abitata dal potente clan dei Vanger. Benché il corpo della donna non sia mai stato ritrovato, lo zio è convinto che sia stata assassinata e che l’autore del delitto sia un membro della sua stessa famiglia.

“Molti mi hanno chiesto se mi sentivo onorato di essere stato scelto per dirigere il film Uomini che odiano le donne tratto dalla trilogia Millennium di Stieg Larsson” racconta Niqvist. “La verità è che quando il produttore Sören Staermose me l’ha chiesto la prima volta, gli ho detto di no. Avevo sentito parlare dei libri, ma non li avevo letti. Inoltre, non avevo né il tempo né la voglia di girare un giallo per il cinema in quel momento”. E continua: “Sören è tornato alla carica un anno e mezzo dopo, e me l’ha chiesto di nuovo. La produzione era stata rimandata e lui premeva perché il film lo facessi io. Così ho letto il libro. Era molto interessante ma non lo vedevo come un giallo. Lo vedevo piuttosto come un film drammatico a sfondo poliziesco, con personaggi forti e originali che crescevano nel corso della storia. La storia della tormentata e ribelle Lisbeth e del giornalista senza paura Blomkvist mi ha subito conquistato. Ho detto a Sören che avrei fatto il film, ma solo se avessi avuto il controllo artistico sul cast, la sceneggiatura, la lunghezza, il montaggio e tutto il resto. Mi sembrava una condizione indispensabile per poter girare un film di successo tratto da un libro così popolare. Dovevo poter essere libero di prendere tutte le decisioni necessarie a realizzare il film migliore possibile”.

Il trailer svedese di Uomini che odiano le donne:

LEGGI ANCHE: Stieg Larsson al cinema: abbiamo visto in anteprima “Uomini che odiano le donne” - Millennium, segreti di famiglia per spartire il tesoro di Larsson - Millennium 3, tutti i segreti del nuovo romanzo di Stieg Larsson

  • simona.santoni
  • Giovedì 26 Marzo 2009

Allevi, Larsson e Hirst: per qualcuno sono fenomeni di marketing

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  • Tags: Carlo-Fruttero, Damien-Hirst, Giovanni-Allevi, oliviero-toscani, Stieg-Larsson, Uto-Ughi, Vittorio Sgarbi
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Giovanni Allevi nel concerto di Natale

L’attesa famelica dei tanti fan italiani di Stieg Larsson è stata soddisfatta il 9 gennaio, quando la Marsilio ha dato alle stampe il terzo capitolo della trilogia Millennium, La regina dei castelli di carta. Per lo sfortunato scrittore svedese, morto cinquantenne prima che i suoi libri venissero pubblicati, è vera mania, tanto che la casa editrice ha cercato di appagarla rendendo scaricabili dal suo sito le lettere inedite dell’autore. I commenti dei lettori sul gruppo Facebook dedicato al giallista sono già entusiasti: “sto leggendo il terzo… Larsson è un mito”, “sono a pagina 200… fantastico”.
Ma dalle colonne de La Stampa nei giorni scorsi sono piovute le critiche di Carlo Fruttero. Per lui è stata una vera fatica leggere Larsson: “Una noia. Ho provato di qua, di là, in mezzo, alla fine, qualche pagina da una parte e qualcuna dall’altra. Niente da fare. Ragion per cui l’ho abbandonato molto volentieri al suo destino”. I suoi tentativi si sono fermati a Uomini che odiano le donne, il primo tomo di Millennium, definito una “brodaglia”: “mi ricorda le antiche minestre che pare servissero nei collegi dei bambini poveri, tanti anni fa”. Colpito e affondato. Dall’alto dei sui 83 anni e di una lunga carriera di successi, lo scrittore torinese è andato giù pesante, per nulla impressionato dal fervore mosso dal collega nordico. Certo, le parole di Fruttero non spengono il mito, tanto che un po’ in tutta l’Europa si stanno organizzando gite turistiche sui luoghi dei romanzi dello svedese. Larsson è comunque in buona compagnia…

Accanto a lui ci sono altri fenomeni culturali esaltati dal mercato ma affossati da critica, colleghi e maestri. Due nomi a caso? Settori diversi, odio e amore simili, Giovanni Allevi e Damien Hirst. Allevi è ormai il re Mida della musica, tutto quello che tocca sembra tramutarsi in oro. Mentre i riccioli neri gli cadono davanti agli occhiali nel cercare la nota, lui incanta il pubblico, come il presidente della Repubblica Napolitano nel concerto di Natale al Senato, e confeziona e vende album su album al pari di una pop star. Ma la sua è musica classica. Così, almeno, sostiene il musicista. “Composizioni musicalmente risibili”, preferisce invece chiamarle un altro musicista, Uto Ughi, sempre dalle pagine de La Stampa. “Non ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, né con la vecchia né con la nuova. Questo è un equivoco intollerabile”. Il grande violinista è addirittura offeso dal successo del giovane musicista marchigiano, che a suo parere segna il trionfo della “scienza del nulla”: “è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze”.
E se l’apparenza è scintillio, non si può non pensare a Hirst, l’artista britannico che ha ricoperto un teschio umano (For the love of god) con ben 8.601 diamanti (1.106 carati!), poi acquistato per 73 milioni e mezzo di euro. E nel settembre scorso, nella famosa casa d’asta londinese Sotheby’s, ha conquistato un altro record: il suo Golden Calf, il cadavere di un toro posto in una vasca di formaldeide, è stato battuto a 10,3 milioni di sterline. “Hirst è un macellaio, un farmacista mancato, che non potendo fare strada in questi campi ha trovato un modo alternativo” dice Vittorio Sgarbi, contattato da Panorama.it. Il critico d’arte ora sindaco di Salemi (TP) già in passato aveva definito Hirst un cretino. “Ma ormai dobbiamo rassegnarci al fatto che se qualcuno dice che qualcosa è arte si debba prenderlo per tale. È un casino, ma significa che c’è chi ha tale percezione. Dispiace però che nel prevalere di taluni siano soffocati altri più bravi”. Ad Hirst c’è comunque da dare atto che riesce ad avere un riscontro impressionante: la recente asta inglese ha avuto un incasso di 114,4 milioni di sterline. “Viene l’idea che certi artisti siano dei pubblicitari mancati” osserva Sgarbi, che passa la palla, accanto a lui, a Oliviero Toscani, che il pubblicitario lo fa di professione. “L’arte contemporanea è un prodotto per collezionisti e commercianti, che non hanno gusto” replica il fotografo milanese, “ormai non è più contaminata dall’umano: è influenzata dal potere e si riduce a una masturbazione”.
Hirst, Allevi, Larsson… Eppure le vendite danno loro ragione, seppur nella società dove il boom di ascolti televisivi lo ha il Grande Fratello 9 (674 mila telespettatori nella puntata d’esordio, con il 26,5o%) questo non sia garanzia di qualità. Allevi si è difeso dall’attacco di Ughi definendolo membro di una casta presuntuosa e irraggiungibile, pronta a tacciare la gente di ignoranza.
La divisione rimane: da una parte i nuovi talenti, più popolari e ormai campioni di marketing, dall’altra i maestri, tutt’altro che intenzionati ad accettare le attuali dinamiche. E se l’arte si fa sempre meno elitaria, luccica sempre più come un business.
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Damien Hirst con la sua opera The Incredible Journey presso Sotheby’s

  • simona.santoni
  • Mercoledì 14 Gennaio 2009

Millennium 3, tutti i segreti del nuovo romanzo di Stieg Larsson

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  • Tags: Stieg-Larsson
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Noomi Rapace e Michael Nyqvis

Di Elena Porcelli

I fan dello scrittore svedese Stieg Larsson potranno presto tornare a entusiasmarsi: il 9 gennaio esce in Italia La regina dei castelli di carta, ultimo volume della trilogia Millennium, uno dei più grandi successi editoriali globali degli ultimi anni. L’editrice Marsilio ha in programma un lancio in grande stile, con una prima edizione di 250 mila copie. In Francia, dove il libro è uscito a novembre, ne sono state vendute, nel periodo natalizio, circa 4 mila al giorno e, complessivamente, Millennium ha totalizzato 1 milione e mezzo di copie. Negli Stati Uniti, il primo romanzo di Larsson, Uomini che odiano le donne, sarà lanciato il prossimo autunno in 100 mila copie. L’attesa per la conclusione della trilogia, che in Italia ha finora venduto più di mezzo milione di copie, è grande. La ragazza che giocava con il fuoco, secondo volume della serie, aveva lasciato i lettori col fiato sospeso: nel finale la protagonista Lisbeth Salander lotta tra la vita e la morte, con una pallottola conficcata nel cranio, dopo uno scontro con suo padre, Alexander Zalachenko, sadico per natura e gangster di professione. A soccorrerla e a portarla in ospedale era stato l’altro eroe della storia, l’affascinante giornalista investigativo Mikael Blomkvist, inviato speciale della rivista Millennium, che dà il titolo alla serie. Lisbeth si salverà? Zalachenko, ricoverato nello stesso ospedale a causa delle ferite che la figlia gli ha procurato per difendersi, riuscirà a entrare nella sua stanza per ucciderla? Invece di appagare immediatamente la curiosità del lettore, La regina dei castelli di carta, che Panorama ha potuto leggere, inizia con un racconto che all’apparenza non c’entra nulla con la trama. È la storia delle donne che, spezzando il ruolo tradizionale assegnato loro dalla società, combattono per l’emancipazione: dalle soldatesse, che in abiti maschili affrontarono il nemico nella guerra di secessione americana alle regine che comandarono eserciti come Semiramide e Boadicea, alle amazzoni. In realtà, l’excursus nel passato ha, per Larsson, un senso preciso: filo conduttore di Millennium è la lotta delle donne che, appoggiate dagli uomini migliori, cercano di affrancarsi dai pregiudizi e dalle violenze maschili che le tengono ancora prigioniere. Questa è anche la lotta di Lisbeth, che nel nuovo romanzo La regina dei castelli di carta si conclude dopo un travolgente susseguirsi di colpi di scena. Lei affronta la battaglia con il solito coraggio, riuscendo a venire a capo della ragnatela di menzogne che la imprigionano da quando era bambina. Ci sono di mezzo i servizi segreti e soprattutto Zalachenko, il padre, un ex membro del Kgb passato all’Occidente, che ha potuto seviziare per anni la moglie e le due figlie perché protetto da un gruppo deviato della Säpo, i servizi di sicurezza svedesi. Quando Lisbeth, la più decisa delle due bambine, si è ribellata e ha tentato di liberarsene dandogli fuoco, i collaboratori del padre l’hanno fatta passare per schizofrenica e l’hanno rinchiusa in manicomio, tra le grinfie di un loro complice, lo psichiatra pedofilo Peter Teleborian. Ma Lisbeth non si è piegata, il manicomio non l’ha distrutta e, appena dimessa, è riuscita a diventare un’hacker straordinaria, nota con il nome di Wasp, vespa, perché è veloce, pungente e potenzialmente letale. E anche se il suo punto di forza è l’informatica, non disdegna mezzi più concreti. Nel nuovo romanzo (del quale meglio non rivelare troppo, per non privare i lettori della sorpresa) Lisbeth si trova dunque piantonata in ospedale con l’accusa di tentato omicidio contro il padre. Come potrà Blomkvist tirarla fuori dai guai? L’unica arma che la può salvare è anche quella che lei sa usare meglio: un computer palmare che le permetta di farsi strada fra le maglie della ragnatela mortale che l’ha incastrata. Alcuni fili li scopre lei, altri li rintraccia Mikael con l’aiuto di una nuova conquista, un agente segreto con il fisico da valchiria e la mente di James Bond, che si chiama Rosa Figueroa. Un nome che non potrebbe suonare più allusivo, in italiano, per un personaggio che va a inserirsi nella movimentata vita sessuale di Blomkvist (non si è fatto mancare un’avventura con Lisbeth nel primo romanzo), che ha da vent’anni una relazione con il direttore di Millennium Erika Berger, anche se il loro rapporto sta per cambiare. Ecco uno dei segreti di Larsson: il giornalista è il nuovo tipo di eroe investigativo. Quanto a intelligenza, coraggio e indifferenza alle regole non ha nulla da invidiare a Mike Hammer, l’eroe di Mickey Spillane, e ad altri duri della letteratura hard boiled. Ma rompe con la tradizione iniziata da Sherlock Holmes, che vuole i detective misogini. Le amanti diMikael sono compagne d’indagini e la sua virilità non va in crisi se lei è il capo, come Erika, o è più brava con il computer, come Lisbeth o, addirittura, è più alta e forte di lui, come Rosa. Nel nuovo romanzo Lisbeth, Figueroa e Blomkvist cercano di tessere una rete di prove senza scampo contro la struttura clandestina dei servizi segreti che copriva Zalachenko, non solo nello spionaggio ma anche nelle violenze familiari e nel traffico di prostitute dalla Russia. Ci riusciranno? Come nelle due storie precedenti le sorprese e gli attentati sventati all’ultimo secondo non mancano e le vicende amorose si intrecciano. Lisbeth ritrova anche l’amante lesbica Miriam Wu. E la tormentata passione per Mikael che la spingeva a evitare di incontrarlo di persona, e a introdursi di nascosto nel suo computer per tenerlo d’occhio, continua sotto l’apparente maschera dell’amicizia. Anche se è difficile credere che la violenta e tenera hacker e l’irresistibile giornalista non finiranno di nuovo per saltarsi addosso. Purtroppo non sarà facile saperlo: Larsson stava scrivendo il suo quarto libro quando è morto improvvisamente d’infarto nel 2004. Il manoscritto inedito, che sarebbe stato il quarto romanzo della serie, è al centro di una lite tra gli eredi e non si sa se mai vedrà la luce. Il prossimo appuntamento per i fan di Millennium, per ora senza una data italiana, è con il film ispirato a Uomini che odiano le donne, diretto dal regista danese Niels Arden Oplev. Mikael Blomkvist ha gli occhi azzurri di Michael Nyqvist, mentre la minuta e bruna Noomi Rapace sarà Lisbeth Salander. Sempre in Svezia, è in preparazione una serie televisiva basata sui personaggi di Larsson: le indagini e gli amori di Mikael e Lisbeth, cui lo scrittore voleva dedicare dieci romanzi, continueranno a puntate sul piccolo schermo. Con grande gioia dei fan.

LEGGI ANCHE: Millennium, segreti di famiglia per spartire il tesoro di Larsson

  • redazione
  • Giovedì 8 Gennaio 2009

Stieg Larsson al cinema: abbiamo visto in anteprima “Uomini che odiano le donne”

OkNotizie

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  • Tags: Cinema, Stieg-Larsson, Uomini che odiano le donne
  • 2 commenti

Noomi Rapace e Michael Nyqvis

(Noomi Rapace e Michael Nyqvis, attori del film “Uomini che odiano le donne”, tratto dal best seller di Stieg Larsson)

STOCCOLMA - Hanno fatto il provino a centinaia di attrici: “era così difficile trovare chi desse volto a Lizbeth” ammette il produttore Soren Stærmose. E poi hanno deciso: Noomi Rapace, minuta, occhi neri, faccia capace di cattiveria proprio come Stieg Larsson l’ha pensata. E la giovane svedese buca lo schermo, come si dice in gergo. Già, perché noi abbiamo visto tre scene del film tratto da Millenium il fenomeno editoriale dell’anno, tradotto in 35 lingue, ai primi posti di quasi tutte le classifiche dei best seller. Il film è la trasposizione del primo tomo, Uomini che odiano le donne e dunque le scene si dipanano fra una Stoccolma - che non ha bisogno di maquillage per essere bellissima - e l’isola di proprietà della famiglia Vanger, al Nord.
Partiamo dal fondo: la scena finale con Mikael Blomkvist (l’attore Michael Nyqvist) che apre la porta dello studio di Henrik Vanger e fa entrare Harriet, l’amata nipote scomparsa da molti anni e data per morta. Risultato: occhi lucidi fra i pochi presenti in sala (solo gli editori stranieri di Larsson) con l’anziano Henrik che scoppia in un pianto.
Ma la scena più aderente alla pagina scritta, sia per il dialogo sia per l’atmosfera è il primo incontro fra Lizbeth e il viscido avvocato Bjurman (quello al quale Lizbeth, per vendicarsi della violenza sessuale subita, tatua sulla pancia: “Io sono un sadico porco, un verme e uno stupratore”). Girata in presa diretta, Bjurman, alzando ad intermittenza lo sguardo dalle carte, parte con una raffica di domande sui gusti sessuali della ragazza: bravissima Noomi Rapace, che risponde a monosillabi dopo lunghi silenzi, che dicono molto dell’odio che si sta sviluppando in lei. Mentre comunica stupore, curiosità e diffidenza il suo volto quando, alla porta di casa si presenta Mikael Blomkvist: è il loro primo incontro, Lizbeth si alza dal letto dove, nuda, c’è l’amica-amante Miriam Wu. Il giornalista entra in cucina, il disordine è ovunque, Lizbeth lo squadra, lui si mette a preparare il caffè… Proprio come nel libro.
Il film è il primo di tre: il secondo è già in lavorazione, per l’ultimo il ciak è previsto a novembre. Uomini che odiano le donne è già stato comprato da un distributore italiano (la Bim), punta al Festival di Cannes. Intanto, gli americani hanno già opzionato i diritti per fare la loro versione del primo giallo, con attori da locandina. Anche gli inglesi mirano a firmare un loro Uomini che odiano le donne, ma si parla di un progetto a lunga distanza, fra quattro o cinque anni.
Mai si era vista prima d’ora una febbre cinematografica per un libro. Persino Codice da Vinci ed Harry Potter non hanno creato una simile corsa ai diritti.

LEGGI ANCHE: Millennium, segreti di famiglia per spartire il tesoro di Larsson - Il reading della Marsilio in ricordo di Stieg Larsson

Uomini che odiano le donne

  • stefania.berbenni
  • Venerdì 17 Ottobre 2008
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