
di Costanza Rizzacasa D’Orsogna
Insabbiato il minimalismo, seppelliti decenni di battaglie in difesa degli animali, tornano alla ribalta, in barba alla crisi e agli (ipocriti?) appelli a una nuova sobrietà, le pellicce. Esagerate e con un twist: oggi a portarle non sono più le nonne, le «sciure» dello struscio nelle vie eleganti di città, ma le giovanissime. Ignare, o meglio strafottenti, delle mattanze, incorruttibili al contrario. Perché chissenefrega se Elisabetta Canalis si spoglia per l’associazione animalista Peta. Il pelo è mio e lo gestisco io (e pazienza se non è proprio così). Continua


di Marco Morello
Il re è nudo. Anzi indossa solo un paio di boxer, ha il «six pack» degli addominali in bella mostra e le cuffie da dj al posto della corona.
Il re è il francese Bob Sinclar, testimonial nuovo di zecca di un noto marchio di biancheria intima. È anche il protagonista dello spot Alfa Romeo, è stato ospite all’ultimo Sanremo e, soprattutto, è il capofila di una generazione di deejay superstar, strapagati e straviziati.
Lui, David Guetta, Tiësto e pochi altri guadagnano ormai quanto un calciatore di prima fascia: calcolo facile e credibile, perché un biglietto per un set viaggia intorno ai 40 euro, ma in alcune occasioni supera i 100.
E se le icone del pop, da Madonna in giù, fanno la fila per collaborare con loro, la fila è pure la regola per migliaia di ragazzi davanti ai club dove si esibiscono, a Ibiza come a Miami, a San Paolo come a Riccione.
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di Massimo Castelli
Belle ma smunte. Eleganti ma fredde. Magari particolari, quello sì, ma non di questo mondo.
Molte delle modelle che fino a qualche tempo fa balzavano agli occhi dalle pagine di pubblicità non lasciavano granché spazio all’immaginazione maschile. Né aiutavano l’autostima delle signore lettrici, forse un po’ avvilite dal confronto.
Finché si è toccato il limite: ragazze sempre più giovani, spesso in odore di anoressia. Poi la tendenza è cambiata.
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L’arredamento dell’ufficio è di quelli che una volta si sarebbe definito «shabby chic»: le piastrelle bianche alle pareti vengono da una stazione della metropolitana, le lampade al neon forse da un ospedale, poi persiane gialle a riscaldare un divano di velluto sdrucito.
Come nei suoi locali, anche qui Keith McNally, re dei ristoranti di New York, non ha trascurato neppure un particolare, pur facendo finta di non curarsi delle apparenze. Continua


Sfilata primavera estate 2010 di Jil Sander (Lapresse)
È ufficiale, Jil Sander parteciperà alla 78° edizione del Pitti Uomo che si terrà a Firenze dal 15 al 18 giugno 2010. Tra i guest fashion designers, oltre al marchio tedesco, conosciuto in tutto il mondo per il suo stile intellettuale, minimalista e contemporaneo, sarà presenta anche Haider Ackermann, ospite della sesta edizione di Pitti W_ precollections.
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Dal 1960, al 2010: come si cambia. Gambe nude per tutti. Anche per gli uomini
Negli anni ‘60, grazie alla minigonna: creatura della stilista inglese Mary Quant, le donne scoprivano le gambe.
Simbolo rivoluzionario della Swinging London, la gonna corta sopra al ginocchio diventa veicolo di contestazione contro una moda perbene e formale, specchio della società gerarchica inglese. Le regole si perdono e con esse la lunghezza degli abiti, la scelta dei materiali e delle nuances.
Oggi, questo spirito rivoluzionario sembra tornare a gran voce, ma per l’uomo. Sulle passerelle della moda primavera estate 2010.
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Ha superato periodi storici e continenti senza perdere mai la sua natura e il suo stile, stiamo parlando del jeans: simbolo indiscusso della cultura estetica del ‘900. Oggi, torna in passerella, più grintoso che mai.
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