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The Serial Watcher

Nicole Kidman e Will Ferrel nel remake cinematografico di "Vita da Strega" - Credits: Archivio M.
Niente da fare: a quanto pare non c’è pace negli USA per le serie televisive di culto.
Ormai è tutto un fiorire di remake, proposte di remake e fallimenti di remake.
Ultimo titolo a essere chiamato in causa, questa volta, è l’ancora amatissimo “Vita da Strega”. Lo ricordate? La storia d’amore dell’umano Darrill sposato alla bella strega Samantha, e le loro quotidiane peripezie di persone - quasi - comuni.
Un successone, non solo negli Stati Uniti: la serie è amatissima anche da noi, e le continue repliche confermano l’affetto del pubblico.
Beh, a quanto pare la CBS avrebbe intenzione di cavalcare questa coda lunga di successo e starebbe pensando di riportarlo sul piccolo schermo. Come se la lezione della versione cinematografica non fosse bastata…
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Freaks, la web-serie italiana che prende spunto dai successi anglofoni
È un luogo comune, ormai, dire che “le serie italiane non reggono il confronto con quelle straniere”. E in effetti, a mettere a rapporto le produzioni nostrane con quelle inglesi o statunitensi, il confronto è quasi sempre impietoso.
La domanda successiva, poi, è generalmente “ma perché non prendono ispirazione dalle serie tv delle altre nazioni?”.
Per capire “Freaks”, serie sul web online da poco meno di un mese, bisogna partire proprio da qui: ispirazioni dichirate e omaggi a serie come le inglesi Misfits e Skins o le americane Heroes e FlashForward, e una qualità realizzativa sorprendente per un prodotto a budget zero ideato, recitato e creato da ragazzi poco più che ventennni.
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I personaggi di Freaks: Viola
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I personaggi di Freaks: Silvio
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I personaggi di Freaks: Marco
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I personaggi di Freaks: Giulia
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I personaggi di Freaks: Andrea
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Charlie Sheen insieme a Chuck Lorre, produttore dello show Due uomini e mezzo
Alla fine il calvario è terminato così come tutti si aspettavano terminasse: con il suo licenziamento.
Non che non fosse una scelta obbligata: la vita di Charlie Sheen aveva preso ormai una piega decisamente molto poco compatibile con uno “show da famiglia” come “Two and a Half Men” (in Italia “Due uomini e mezzo”, in onda sulla Rai).
Essere l’attore più pagato della televisione americana non è bastato: alla fine, la sua lunga storia personale di abuso di droghe e alcool, atti di violenza (verbale e non) e “promiscuità sessuale” (con i suoi rapporti frequenti e continuativi con il mondo della prostituzione e della pornografia) gli è costata cara.
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Roy, Jen e Moss, i 3 protagonisti di The IT Crowd - Credits: Channel4

“Have you tried to turn it off and on again?”
C’è una sit-com TV (inglese) a cui la tanto osannata “The Big Bang Theory” - e quindi il già citato Jim Parsons - deve davvero molto.
Si chiama “The IT Crowd” (quattro stagioni, una quinta già confermata, in onda su Channel4) ed è arrivato prima del cugino americano nel raccontare l’inettitudine sociale tipicamente attribuita ai nerd. E nel riderci su.
Il tutto con quell’umorismo e quello stile british - sarcastico, irrivirente, sopra le righe, volendo a volte anche volgare (ma con notevoli differenze dalla volgarità “pecoreccia” all’italiana) - che tanto fortuna ha portato a numerose produzioni UK.
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Gwyneth Paltrow in Country Strong, suo nuovo film
Ammettiamolo: non è che la carriera dell’acclamatissima Gwyneth Paltrow abbia brillato granché, negli ultimi anni.
Dopo l’immensa popolarità ottenuta grazie a Sliding Doors e Shakespear in Love, infatti, la bionda attrice non era riuscita a cavalcare l’onda, finendo impelagata in una sfilza di film fra i quali quello più memorabiler per il grande pubblico è forse il recente Iron Man (e già nel secondo episodio, eccola quasi soppiantata da Scarlett Johansson).
Invece, ora? E invece ora boom, chiacchieratissima: di nuovo sotto i riflettori, con una stella sulla Walk Of Fame, un nuovo film appena uscito (“Country Strong”, in cui - ma va là! - intepreta una cantante), una potenziale nuova carriera musicale e addirittura un’esibizione assicurata ai prossimi Grammy.
Cosa non ti fa una partecipazione al serial americano del momento, quel Glee che fa incetta di premi e riconoscimenti. Io ce la vedo, Gwyneth, a costruirci un altare votivo…
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Skins UK vs. Skins US: il diavolo e l'acqua santa - Credits: E4 - MTV
Si può parlare di delusione, nel caso dello sbarco di Skins negli Stati Uniti?
Se ci limitassimo ai rating, per valutare questo remake in salsa yankee della controversa serie britannica, non ci sarebbe quasi nulla da eccepire: il suo esordio su MTV USA ha visto infatti più di 3 milioni di telespettatori disposti a seguire le avventure degli scapestrati adolescenti americani.
Eppure, per chi già conosceva la serie britannica d’origine, è difficile guardare alla produzione statunitense senza provare un discreto disappunto.
Perché nonostante la prima puntata segua quasi pedissequamente la sceneggiatura e finanche le inquadrature dell’originale del Regno Unito, i cambiamenti ci sono. E finiscono tutti per annacquare l’atmosfera e rendere tutto tristemente patinato.
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Jim Parsons, Jane Lynch, Chris Colfer: il trionfo degli omosessuali (dichiarati) ai Golden Globes 2011 - Credits: AP Photo
C’è un filo conduttore, in questi Golden Globe 2011, che è difficile negare. Almeno per quanto riguarda la televisione: l’evidente rivincita degli omosessuali in un ambiente - quello dello spettacolo - che finora li aveva sempre maltrattati (o presi poco sul serio).
Jim Parsons, Jane Lynch, Chris Colfer: tutti e tre vincitori di statuette (il primo come Miglior Attore Protagonista in una Serie Televisiva, gli altri due come Miglior Attrice Non Protagonista e Miglior Attore Non Protagonista), tutti e tre accomunati da un’omosessualità dichiarata e vissuta serenamente.
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Il "nono dottore" insieme ai suoi compagni d'avventura - Credits: BBC Uk
Sì, ormai è chiaro: tutti non hanno occhi che per “Boardwalk Empire”, stasera all’esordio su SkyCinema1 HD (come già raccontato dalla nostra Marida).
Ma c’è un altro serial straniero di culto che - finalmente - anche gli spettatori del Bel Paese potranno vedere in chiaro, sul digitale terrestre di quella Rai4 che ci sta abituando molto bene in fatto di qualità.
Si tratta di Doctor Who, serie inglese ormai decennale (la prima puntata andò in onda nel novembre del 1963). Bistrattata, poco considerata (in Italia) ma assolutamente da non perdere.
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