LA GALLERY
Millecinquecento, tutti in tuta arancione e tutti zombie e al ritmo delle note di Thriller, la canzone e il relativo video che più di tutti tra quelli di Michael Jackson hanno fatto la storia della musica. I prigionieri del Centro filippino di detenzione e riabilitazione di Cebu hanno dato il loro omaggio al Re del Pop dando vita alla famosa coreografia, dopo una preghiera in memoria del cantante morto giovedì scorso. Già alcuni anni prima i detenuti avevano pubblicato su Youtube la loro versione del celebre pezzo di Jacko. Ma questa volta, avevano anche un poster del cantante, e a lato fotografie Aung San Suu Kyi e di Papa Giovanni Paolo II.
Il video dell’omaggio da YouTube:

Jessica Alba prémaman e il suo compagno nella serata degli Oscar
Prima ancora di quella non poco impegnativa e prossima della maternità, Jessica Alba ha dovuto sostenere altre due prove: sperimentare la cecità e, in poco tempo, imparare a suonare il violino. In The eye, film in uscita in Italia il 4 aprile, la futura mamma - il figlio avuto con il compagno Cash Warren, produttore cinematografico, dovrebbe nascere a giugno - si trova a interpretare una violinista cieca, in un inquietante thriller sovrannaturale.
In esclusiva per Panorama.it una clip del film:
The eye
L’attrice statunitense interpreta Sydney, una famosa concertista suonatrice di violino, non vedente a causa di un incidente avuto nell’infanzia. Grazie a un doppio trapianto di cornea, però, riacquista la vista. E mette a fuoco, pian piano, un mondo non noto. Ma anche popolato da presenze inspiegabili e terrificanti che solo lei vede. I suoi occhi si aprono su una realtà terrificante, non visibile agli altri.
Si tratta di memoria cellulare, ovvero il fenomeno per cui il destinatario di un trapianto mostra caratteristiche del donatore. È questo il principio scientifico su cui i registi David Moreau e Xavier Palud hanno giocato per creare suspense al limite dell’horror, ispirandosi alla pellicola asiatica cult del genere che porta lo stesso nome, diretta dal duo cinese Danny e Oxide Pang.

“Sydney è un ruolo che rappresenta una sfida, e che ha richiesto molta preparazione” dice l’attrice. “Stavo proprio cercando il giusto film thriller-horror da interpretare, ma la maggior parte di essi sono pesanti e volgari. The Eye invece è molto di classe, elegante e ben scritto, e Sydney è una persona unica, interessante. Il suo viaggio, il processo per riguadagnare la vista e tutto ciò che successivamente deve affrontare, mi ha molto intrigato”.
Per realizzare la pellicola, Jessica ha iniziato a prendere lezioni di violino quattro mesi prima delle riprese, mentre stava girando il secondo film de I fantastici quattro. La sceneggiatura infatti necessitava che Sydney recitasse diverse scene nelle quali le sue capacità al violino dovevano essere ben mostrate. “Mi sono dovuta allenare per mesi per imparare come tenere in mano l’archetto e il violino in modo corretto” racconta l’attrice, “e questa è solo la metà della battaglia. Suono complicati brani classici nel film, così ho dovuto imparare come suonare davvero le note”. Inoltre, per essere credibile nell’interpretare una donna cieca, ha vissuto diverso tempo alla New Mexico Commission per i Ciechi (NMCB) e ha ricevuto un addestramento sotto la supervisione di un istruttore certificato per l’orientamento e la mobilità.
Il prodotto finale è un lungometraggio che alterna momenti di terrore puro ad altri dall’alone misterioso. Con atmosfere angoscianti che nulla hanno a che fare con quelle solari della serie tv con cui ha dettubato Jessica. Ve la ricordate? Nel 1995 era Maya, la ragazzina protagonista per due stagioni di Flipper, il telefilm con l’amico delfino. Qui un filmato da Youtube:
È il primo thriller per cellulari e a produrlo è la Endemol UK insieme a Mobstar Media. Sui microschermi dei telefonini britannici arriverà a dicembre. Il titolo già c’è: si chiamerà Cell.
La trama seguirà due storie parallele riguardanti lo stesso uomo imprigionato in un carcere da cui non riesce a scappare. L’unico oggetto che possiede è un cellulare. Sarà questa la sua via di fuga? Nell’altra storia, lo stesso uomo viene tradito dai suoi amici che lo abbandonano in balia di una scelta da fare, scelta che potrà cambiargli la vita. Questa è la seconda produzione Endemol UK per telefonini, la prima era stata lo show Get Close To… Sugababes, una hit per sei settimane tra le storie più scaricate da telefonino. Una curiosità: il processo di produzione, garantiscono dalla Endemol è stato identico a quello che si sarebbe seguito per un thriller da tv.

Estate torrida, quasi infernale potremmo aggiungere con una battuta da avanspettacolo di bassa lega.
È online il sito www.lettura-feroce.com dedicato ad “Apnea la realtà che toglie il respiro” il thriller che narra le vicende delle “Bestie di Satana” (benché dal sito si dichiari che nomi, fatti e persone sono di fantasia), sorta di instant book autoprodotto dall’autore John Buell accompagnato da improbabili booktrailer su youtube e svariati annunci sparsi per la rete.
Lo strillo sotto il titolo parla chiaro: “il romanzo che ha sconvolto tutti, ispirato dalla storia della setta satanica che ha tormentato il Norditalia.” Se scaricate l’incipit sappiate che avrete solo 6 ore e 40 minuti per comprare il libro e terminare la lettura. Lettore avvisato… L’operazione è piuttosto singolare soprattutto per l’alto tasso di dilettantismo. Il sito è scalcagnato, la grafica da quattro soldi, le immagini ingenue, la scrittura altalenante e l’argomento, pura speculazione. Il valore creativo risiede solo nell’ironia che si scorge tra le righe. O che almeno abbiamo cercato di scorgere, sperando che l’autore non facesse sul serio. Già perchè, in un progetto del genere, se non c’è ironia rimane solo il marketing e allora senza un sito accattivante pieno di simbologia esoterica mista a design da studio grafico à la page e senza booktrailer ansiogeni degni di pellicole come La casa del diavolo, John Buell potrebbe anche vendere l’anima a un crocicchio ma non ricaverebbe un euro da questo libro nemmeno da sua madre.
Dopo Turbigo, che Buell non esita a porre al centro del triangolo malefico Torino - Amsterdam - Milano (!), l’estate brucia anche Bologna per una faccenda davvero infernale, quella di Marco Dimitri dei Bambini di Satana, che ha scontato 400 giorni di carcere da innocente, ma che tuttora deve fare i conti con diffidenza e ignoranza. In occasione della rassegna BoNoir, che si è tenuta nella città felsinea, non solo Dimitri è stato contestato durante la realizzazione di un’intervista, ma la stessa rassegna è stata attaccata dall’esponente dell’Udc Maria Cristina Marri in quanto “carica di messaggi subdolamente negativi” e da Il Resto del Carlino che ha definito “out” l’organizzatrice della manifestazione, la scrittrice Grazia Verasani, per “aver riabilitato un satanista”.
Le due vicende, “quella dei Bambini di Satana e quella delle Bestie di Satana sono del tutto differenti” spiega Antonella Beccaria, autrice di Bambini di Satana - Processo al diavolo - i reati mai commessi di Marco Dimitri “nel primo caso non c’era alcun reato, mentre nel secondo ci sono vittime accertate. Entrambi, però” spiega ancora Beccaria “hanno un punto in comune: l’uso che è stato fatto dell’etichetta, reale, presunta o posticcia, di satanista. Un’etichetta che, per l’associazione bolognese, è valsa per l’opinione pubblica come condanna a priori e per le Bestie di Satana è stata sufficiente a trovare giustificazione a comportamenti criminali senza sentire la necessità, almeno a mezzo stampa (salvo poche eccezioni) di scavare nel loro vissuto per rintracciare le motivazioni dei reati.”
Guarda l’intervista a Marco Dimitri