
di Raffaele Panizza
Una metafora per descrivere Barbara d’Urso potrebbe essere la matrioska. La «Barbaroska» fuori ha l’aspetto con cui la conosce il pubblico televisivo: luccicante, sempre in vetrina, Barbara d’Urso, insomma, «la signora del pomeriggio». Dentro, più nascosta, c’è l’adolescente Maria Carmela. Poi Carmelita e Titti, piccolissime, che fanno ancora i capricci. E infine, coi guanti di gomma da casalinga, sconosciuta ai più, c’è «Miss Pezzetta». Continua

Enzo Iacchetti
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Da qualche tempo la televisione sta cercando una interattività con il web che però non ha mai trovato canali convincenti. La realtà è che la televisione ha bisogno del supporto del web e il web della visibilità della tv. Alla televisione importa dire “sul nostro sito abbiamo avuto oltre 10.000 contatti” mentre chi fa i commenti sui siti delle trasmissioni tv lo fa solo nella speranza di poter dire “mi hanno citato durante il programma”.
Una chiave per una vera interattività o per veicolare contenuti ancora non si è trovata. Fino ad oggi. Continua

Claudio Bisio e Paola Cortellesi anche quest'anno al timone di Zelig (Credits: Ansa)
Zelig fa 100. Il 20 gennaio lo storico programma comico di canale 5 festeggerà le 100 puntate in prima serata con un cast d’eccezione che vedrà sul palco del Teatro degli Arcimboldi di Milano una sfilata di vecchie glorie che hanno fatto la storia di un format che non conosce crisi. Sul carro guidato anche per quest’anno da Claudio Bisio con accanto, per la seconda volta, una scoppiettante Claudia Cortellesi (fresca sposa e reduce da una stagione di successi) per la puntata del compleanno ci saranno Ficarra e Picone; Anna Maria Barbera, Ale e Franz, Paolo Cevoli, Raul Cremona, Gabriele Cirilli, Sergio Sgrilli, Fabrizio Fontana e molti altri. Continua

Antonella Clerici conduce la "Prova del cuoco" su Rai1 (Credits: La Presse)
Padella, grembiule e mattarello: la nuova era della televisione lascia i fasti da avanspettacolo di pailletes, lustrini e tacchi alti e premia la massaia digitale. Nell’anno zero della tv dove sembra che tra reality in crisi e flop annunciati il telespettatore sia mediamente stufo del trito e ritrito proposto dai palinsesti a fare ascolti sono le trasmissioni di cucina. Continua

di Raffaele Panizza
A parte un quadretto kitsch con un pene un po’ raggrinzito e visibilmente spompato, con tanto di scritta «Finalmente andrò in pensione», nessuno direbbe che in questa stanza al piano terra di una bella villa alla periferia di Budapest il re del porno Rocco Siffredi concepisca e pianifichi tutte le sue mitologiche battute di caccia. Niente trofei, o foto di donnine nude. Né mutandine appese al muro, raccolte di dvd o autoritratti con la sua potenza a favore di obiettivo. Nulla. Sugli scaffali, soltanto gadget di film horror e locandine a tema, decine di modellini d’elicottero, foto di famiglia con la moglie Rosa e i figli Lorenzo e Leonardo, e pass d’ingresso per gare di superbike. Se un giorno Rocco entrasse in politica, potrebbe tranquillamente utilizzare questo sfondo da uomo di famiglia per registrare un appello a reti unificate rivolto alla nazione, tanto è rassicurante l’iconografia generale. Continua

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A chi dice che la TV è tutta uguale, che non ci sono nuove idee, che non ci si immedesima più con i protagonisti della televisione odierna, devo dare una notizia: le cose sono cambiate. Continua

Roberto Bolle e Fiorello
Fiorello si accomiata dal pubblico di Raiuno con un pieno di audience da far invidia alle più seguite serate del festival di Sanremo. Lo show man ha catturato 13.401.000 spettatori con il 50,23% di share. Un risultato di dimensioni stratosferiche che concede alla settima puntata del GF12, 3.361.000 affezionati fan e il 13,23% di share. Sono in assoluto le cifre più basse nella ultradecennale storia del reality di Canale 5. Ma per #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend era una vittoria clamorosamente annunciata, soprattutto per l’attesissima presenza di Roberto Benigni, durante la quale la permanenza su raiuno è stata massima.
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Rosario Fiorello durante un momento della puntata de ''ilpiugrandespettacolodopoilweekend nel teatro 5 di Cinecitta' a Roma. ANSA/CLAUDIO PERI
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Fare il 50% di share, per chi lavora in televisione, significa diventare pressoché invincibile, un divinità. Chi riesce a catalizzare la metà dell’ascolto televisivo, ha la sicurezza di un ritorno in termini di immagine, da garantire ricche offerte in termini di spettacoli teatrali, televisivi, pubblicità, dischi…qualsiasi cosa. E’ giusto che sia così. Fiorello e il suo gruppo di autori se lo sono meritato. Continua