
La baia di Portorose, Slovenia. Sullo sfondo l'Hotel Kempinski
E’ venerdì, giornata terribile. Quante volte avete (abbiamo) pensato in settimana di scappare via, lontano da tutto e da tutti, almeno per il fine settimana? Ecco allora un’idea da prendere al volo.
di Guido Castellano
Week end a PORTOROSE Slovenia
Già è tutto un programma il nome “Porto delle Rose”, e in verità questa baia magica circondata da colline disseminate di ulivi, pini, cipressi, oleandri, pitosfori è di una bellezza rara. Non a caso la nobiltà austriaca ne aveva fatto uno dei suoi luoghi di villeggiatura; insieme al Lido di Venezia era uno dei luoghi d’elite dell’Impero Austro-Ungarico. Ora è una località in grande ascesa, la vicinanza a Trieste (20 minuti) il porto turistico, la presenza di molti casinò e di modernissime terme insieme ai prezzi molto contenuti ne fanno un luogo molto apprezzato dagli italiani.
In autunno-inverno Portorose ha un microclima che ricorda più la Sicilia che il golfo di Trieste, i prezzi sono più contenuti del solito e non ci sono folle urlanti. Continua
Basta con il tran-tran della vita stanziale: una famiglia inglese con quattro figli, lui ingegnere e lei ex-attrice, ha venduto la sua bella villetta nella campagna del Dorset e ha incominciato a girare il mondo a bordo di un vecchio pullman trasformato in abitazione.
I quattro figli - Luc, 16 anni, Harry, 13, Beth, 10, e Arthur, 8 - studiano per corrispondenza e sembrano contenti della drastica decisione presa dai genitori.
Sin da quando si sono sposati diciotto anni fa, Manny e Joe Atkins progettavano di viaggiare e di visitare tutti gli angoli della Terra. Con l’arrivo in successione della prole, però, i sogni erano stati momentaneamente accantonati.
Alla fine gli Atkins si sono presto resi conto di non essere portati per la vita sedentaria e hanno optato per l’avventura.
“Il lavoro di mio marito” ha spiegato Manny al tabloid ‘Daily Express’ “lo portava spesso all’estero e lui non faceva che ripeterci quanto sarebbe stato bello poter stare sempre tutti assieme. Così abbiamo pensato a questa soluzione, ne abbiamo parlato con i nostri figli che l’hanno accolta con grande entusiasmo”.
Venduta la casa del Dorset in cui abitavano, abbandonate le rispettive occupazioni e ritirati i figli da scuola, Manny e Joe hanno acquistato un pullman e lo hanno trasformato nella loro nuova dimora.
La vendita della vecchia casa ha fruttato più di 500mila euro, mentre per l’acquisto della nuova, un pullman di vent’anni piuttosto male in arnese, ne sono bastati 5mila. Alle spese del viaggio è stato riservato un fondo di 88mila euro.
Joe ha provveduto a trasformare l’autoveicolo in un appartamento mobile: l’elettricità è alimentata da un generatore piazzato in quello che prima era il vano bagagli; ciascun componente ha un proprio spazio per dormire e svolgere le proprie attività.
“Fortunatamente” racconta Manny “non siamo stati ancora vittime di rapine in nessuno dei Paesi visitati, forse perché il nostro pullman non è particolarmente appariscente”. Non c’è la televisione, ma ad allietare le loro giornate ci pensano i dvd e gli innumerevoli videogiochi imbarcati.
I quattro figli studiano per corrispondenza, ma secondo Manny, visitare sempre posti nuovi rappresenta un’importante scuola di vita: “Stando a contatto con i bambini delle zone più povere come la Romania, possono aprire gli occhi sulla realtà che ci circonda”.
L’itinerario è in costante evoluzione e subisce spesso variazioni impreviste. Da quando si sono messi in marcia, nel luglio dello scorso anno, hanno già visitato Francia, Spagna, Grecia, Bulgaria, Turchia, Romania e anche l’Italia.
Di quest’ultima, gli Atkins hanno apprezzato la cultura e il bellissimo tramonto sulla laguna di Venezia. E dopo aver visto ogni angolo - o quasi - dell’Europa, il prossimo ambizioso progetto è quello di approdare nel Sud America, dove la famiglia prevede di restare per almeno due anni.

“Mollo tutto e mi apro un chiosco sulla spiaggia!”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare una frase simile dal collega di lavoro o dall’amica in preda a una crisi di nervi. A volte, queste intenzioni cadono nel vuoto. La vita riprende sempre uguale, con altro stress e altre crisi di nervi. A volte. Altre volte invece no. Come nel caso di Elisa, 38 anni, milanese, single, responsabile di comunicazione in una grande azienda. Come molti, anche lei ha pensato “Cambio vita”. Ha covato il progetto. L’ha detto. Ma poi lo ha anche fatto!
Da domani la sua nuova casa sarà in Sardegna, a Lu Bagnu (Castelsardo), un angolo meraviglioso sulla costa, lontano dalla folla della metropoli e anche dalle orde del turismo di massa. Un angolo ancora abbastanza selvaggio, da dove si assiste a un tramonto spettacolare sull’Asinara. “Gestirò un chiringuito” racconta entusiasta a Panorama.it “si chiamerà La puesta del sol. Fino all’anno scorso era un chioschetto anonimo sulla spiaggia. Io invece ho pensato a qualcosa di diverso, per me e per gli ospiti. E sfruttando l’esperienzaaccumulata con il mio lavoro” dice la (ex) p.r. “organizzerò aperitivi e musica dal vivo sulla spiaggia, in un’atmosfera divertente! Ma intendiamoci” avverte “Niente a che vedere con Ibiza. La parola d’ordine dev’essere relax”.
Scelta d’impulso o meditata a lungo?
Entrambe. Era da tempo che ci pensavo ma spesso il lavoro ti travolge e neanche ti accorgi che il tempo passa. L’occasione per fare sul serio è arrivata da una chiacchierata con un amico sardo, qualche mese fa. Abbiamo cominciato fantasticando, e poi, quasi senza accorgercene eravamo in pista ad organizzare.
Come ti sei preparata al salto verso la nuova vita?
Dopo aver detto “Ok, partiamo” ci è voluto qualche giorno per realizzare veramente. Poi mi sono mossa in modo molto pratico ma anche fatalista. Al lavoro, per fortuna, mi hanno dato l’aspettativa. E poi ho cercato una persona a cui affidare il mio gatto. Il resto l’ho affidato tutto alla mia nuova… pura incoscienza.
Quattro mesi lontano dalla città, dallo stress e da tutte quelle cose di cui ci si lamenta sempre. Un periodo breve, ma chissà che non sia solo un primo passo per una scelta di vita definitiva
Io per il momento, parto. Poi si vedrà