A raccontarla così sembrerebbe solo una bella favola e invece Giulia Tellarini , di professione busker ovvero musicista di strada, originaria di Treviso, si è ritrovata dritta dritta nell’ultimo film di Woody Allen, Vicky Cristina Barcelona. Non come attrice (la protagonista è infatti la famosissima Penelope Cruz, candidata peraltro all’Oscar per il suo ruolo) ma come autrice e cantante di due pezzi che compongono la colonna sonora del film. Insomma è made in Italy la canzone Barcelona, leitmotiv tormentone dell’ultima pellicola del celebre regista statunitense, noto per la sua particolare sensibilità musicale visto che da anni suona il clarinetto e si esibisce a New York.
La storia di Giulia è semplice quanto incredibile. Trasferitasi in Spagna, incontra altri tre musicisti, Maik Alemany, Jens Neumaier e Alejandro Mazzoni, e con loro forma una band, Giulia y los Tellarini. Influenzati artisticamente dalla città di Gaudì (che peraltro tante critiche ha causato al film, per essere stata ritratta come una cartolina, visto che tra i finanziatori c’era anche il comune) Giulia Y Los Tellarini producono un cd, Eusebio dalle sonorità intriganti e piacevolissime. Il titolo si ispira direttamente ad un arzillo pensionato del Barrio Garcia di Barcellona conosciuto per essere un artista che regala i suoi disegni per un bicchiere di vino o un caffè. Il più insomma era fatto. Mancava solo un po’ di audacia unita alla buona sorte. Ma l’arrivo del grande Woody Allen in città diventa il pretesto giusto. Giulia prende il coraggio a quattro mani e lascia il suo cd nella hall dell’Hotel des Arts, dove il regista alloggia durante le riprese. Il messaggio in bottiglia arriva e di lì a poco pure un piccolo miracolo. Woody Allen sceglie oltre a Barcelona anche il pezzo La Ley Del Retiro. Per Giulia è l’inizio del successo ma soprattutto un’opportunità che potrà cambiarle la carriera.
Vicky Cristina Barcelona
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Ancora atmosfere europee per Woody Allen, che dopo Londra sceglie Barcellona e il trio Johansson-Cruz-Bardem per il suo Vicky Cristina Barcelona, dal 17 ottobre nelle sale italiane. E arrivano nel week-end anche la prima prova di regia di Alessandro Baricco, Lezione 21, e Quel che resta di mio marito, la commedia che unisce tre dame del cinema statunitense, Joan Allen, Kathy Bates e Jessica Lange. Insieme al robotino ecologista della Disney Pixar Wall-E.
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Vicky Cristina Barcelona, l’amore a tre secondo Woody Allen
Lezione 21, la nona sinfonia di Beethoven secondo Alessandro Baricco
Quel che resta di mio marito, road movie con Jessica Lange
Wall-E, robot spazzino e spaziale della Pixar
È il quarto set fuori dagli Stati Uniti per Woody Allen, che questa volta dopo Londra sceglie Barcellona (ma nel prossimo film, Whatever Works, lo rivedremo nella sua New York). È rimasto comunque fedele alla sua musa, Scarlett Johansson, a cui ne ha affiancata una nuova, Penélope Cruz. E visto che l’ambientazione è iberica, non poteva non aggiungere alle due dive l’attore spagnolo internazionale per eccellenza, Javier Bardem. Ecco gli ingredienti principali di Vicky Cristina Barcelona, dal 17 ottobre nelle sale italiane.
Barcellona si presta ad essere una delle città più romantiche, di sfondo ad una storia d’amore torbida… Vicky (Rebecca Hall) e Cristina (Johansson) sono due turiste americane in terra catalana, l’una posata e stra-fidanzata, l’altra disinibita e alla ricerca di avventure che trova nell’incontro con il fascinoso pittore Juan Antonio (Bardem). L’artista è sposato, con Maria Elena (Cruz), con cui condivide un sentimento vorticoso e una passione infuocata che impedisce loro di stare insieme. Tra Juan Antonio, Cristina e Maria Elena si instaura pian piano e in maniera quasi naturale un menage à trois. Il trailer da YouTube:
Allen dirige per la terza volta la Johansson, dopo Match point e Scoop. “Ogni tanto, nella
mia carriera, trovo un’attrice che mi ispira e che mi spinge a scrivere dei ruoli apposta per lei” ha detto il regista. “Scarlett è molto intelligente, sexy, dotata e versatile. Inoltre ha un eccellente senso dell’umorismo e inventa continuamente delle battute”.
Quanto alla Cruz, Allen non l’aveva mai vista recitare fino alla sua interpretazione candidata all’Oscar di Volver di Pedro Almodóvar: “Ho pensato che fosse semplicemente incredibile. Temevo di non riuscire a scritturarla per il mio film ma poi mi ha chiamato il suo agente e mi ha detto che Penelope aveva saputo che avrei girato un film in Spagna e che avrebbe desiderato tantissimo farne parte. Ed è stata la cosa più bella che potessi sentirmi dire. La mia Maria Elena è una forza della natura ed è esattamente quello che è Penélope”.
Il maestro ha parole anche per Bardem: “È l’unico attore al mondo che avrebbe potuto interpretare questo ruolo per me. Avevo bisogno di uno spagnolo che fosse sexy senza essere il tipico attore belloccio e classico, ma qualcuno di più profondo e intenso. Avevo visto i suoi film e sapevo che era un grandissimo attore. È stato elettrizzante lavorare con
lui anche perché non pensavo che sarebbe mai successo”.