TGCOM News
Vaticanleaks , il maggiordomo sta collaborando Lettera esclusiva : "Gabriele corvo? No, colomba" - Ieri l'arresto di Paolo Gabriele, maggiordomo del Pontefice, accusato di aver diffuso documenti segreti: "E' accusato di furto aggravato" - Padre Lombardi: "Potrebbero servire altri atti". Il Papa cita il Vangelo: "Soffiarono i venti ma la casa non cadde". Un amico di infanzia di Gabriele scrive a Tgcom24: "Lo conosco da sempre e vi assicuro che non può essere il Corvo ".

Panorama.it

Cultura e societa

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker

Leggi tutte le notizie su:


web

Wikipediani sotto osservazione: in un’indagine i loro identikit

OkNotizie

Tweet

  • Tags: internet, web, wikimedia, Wikipedia
  • Lascia un commento

Il suo sito internet è al nono posto fra quelli più consultati del mondo, con 65.000 clic al secondo e 60 milioni di accessi al giorno. Per capire il motivo del grande successo di Wikipedia, l’enciclopedia gratuita online realizzata da volontari di tutto il pianeta, parte la prima indagine globale sui wikipediani.
L’iniziativa, annunciata dalla Fondazione Wikimedia che condurrà il mega-esame insieme con l’Unu-Merit, un istituto di ricerca dell’università delle Nazioni Unite e dell’università di Maastricht, oltre a fare l’identikit di lettori e redattori vuole capire anche perché si sceglie di consultare il sito e quali sono gli argomenti preferiti dagli utenti. Il risultato del lavoro sarà presentato in occasione di Wikimania, la conferenza annuale della Fondazione Wikimedia che quest’anno si terrà ad Alessandria d’Egitto.
L’analisi capillare di utenti e argomenti preferiti, è sicuro Sue Gardner, direttore esecutivo della Fondazione Wikimedia, sarà utile anche a far crescere il progetto.
Le lingue in cui Wikipedia è pubblicata sono 250, le voci contenute nel sito sono 9,35 milioni e 31 milioni le pagine che lo compongono. Dati che mostrano l’imponenza di Wikipedia e gli utenti che vi lavorano, “sui quali però esistono pochi dati”, ha osservato Rishab Aiyer Ghosh, che guida il gruppo dell’Unu Merit, impegnato nell’indagine. Ma non è solo la curiosità per i wikipediani a giustificare la partecipazione al progetto da parte di un’organizzazione delle Nazione Unite: “Wikipedia” spiega Luc Soete, direttore dell’Unu-Merit “è una risorsa dal valore incalcolabile per la diffusione della conoscenza, specialmente nei Paesi in via di sviluppo dove le risorse disponibili sono scarse”. Proprio la libera distribuzione è uno dei meriti che molti riconoscono al progetto. Anche se dal 2001, anno in cui Wikipedia è nata, non sono mancate le critiche, “redattori non esperti, lacune sugli argomenti e mancanza di responsabilità ed autorità in rapporto alle enciclopedie tradizionali” le accuse tirate in causa dai detrattori.

LEGGI ANCHE: Wikipedia volta pagina - Wiki: new entry nel dizionario di Oxford

  • redazione
  • Giovedì 24 Gennaio 2008

Grecia, quando il web ha la memoria corta

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Grecia, olimpiadi, web
  • Un commento

Gli internauti in cerca di informazioni sulle Olimpiadi di Atene del 2004 non potranno più farlo sui due siti ufficiali greci, dopo che il governo di Atene si è dimenticato di rinnovare i diritti sul dominio internet. Lo ha reso noto il quotidiano Kathimerini precisando che i due siti sono andati persi dopo che non è stata pagata la tassa di di 29,30 euro richiesta dai gestori del dominio per rinnovare i diritti di proprietà sui siti athens2004.com e athens2004.gr.
“In un momento in cui google sta pagando un sacco di soldi per conservare qualsiasi tipo di informazione, noi abbiamo permesso che il contenuto di questi siti andasse perduto. È una vergogna”, ha commentato Nikos Vassilakos, presidente dell’Associazione degli internauti ellenici (Eexi). “Per lo stesso motivo - aggiunge Vassilakos - è andato pure perso il sito della presidenza greca dell’Unione Europea”.
Basta infatti un semplice collegamento e si può constatare che il sito eu2003.gr, istituito dalla Grecia in occasione del proprio semestre di presidenza Ue nella prima metà del 2003, non è più attivo.

  • redazione
  • Lunedì 14 Gennaio 2008

The New Story: quando il web è un’arma a doppio taglio

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Musica, The-New-Story, web
  • Un commento

Sono in quattro, ma dal casino che fanno quando li raggiungiamo al telefono sembrano cento. The New Story, il quartetto milanese, al secondo album della carriera, Different Ways, sono impegnati in una serie di interviste telefoniche e quindi, per smorzare quell’aria che li rende troppo seri, si mettono a scherzare. Calibrare qualche domanda, pensiamo, sarà impresa titanica, ma non certo impossibile. Proviamo.
Dopo il successo del primo album eccovi al secondo lavoro. Ci raccontate com’è nato e se c’è un luogo in particolare che ha ispirato questo vostro disco?
È nato come sempre accade nella nostra sala prove. Che poi è il nostro rifugio. Ma come ogni buon gruppo rock nasce dalla nostra fortissima passione per la musica. Dietro c’è stato un lavoro abbastanza lungo, da gennaio a settembre del 2007.
La scelta di cantare in inglese arriva da lontano, visto che voi avete già e abbondantemente utilizzato proprio l’inglese.
Sì, questo è vero. Ci siamo trovati sempre a nostro agio con la lingua inglese, anche perché il nostro retroterra culturale arriva dall’ascolto di gruppi e artisti non italiani. In questo disco, invece, abbiamo deciso di inserire dei brani nella nostra lingua perché sentivamo un’esigenza che andava in questo senso.
Quali sono state le reazioni da parte dei fan a questo vostro piccolo cambiamento, ci riferiamo ai testi in italiano.
Devo dire molto positive, anche al di sopra delle nostre stesse aspettative. Per noi è stata una vera sorpresa visto che quando si cambia non è sempre facile avere un alto gradimento da parte del pubblico che sino a quel momento ti ha seguito con estremo interesse.
Per band giovani e formate da giovani, come siete voi, il mondo di internet legato a quello della musica cosa rappresenta?
È uno strumento importante per la diffusione della musica che in questo modo ha allargato il suo raggio d’azione. Certo, andrebbe regolamentato, ma su questo credo che siamo tutti d’accordo. Come siamo tutti d’accordo che può essere un’arma a doppio taglio. Se, infatti, da un lato di regala la popolarità anche in pochissimo tempo dall’altro lo scaricare senza pagare produce un danno alle band.

  • saverio.grimaldi
  • Venerdì 4 Gennaio 2008

Le nuove band in ascesa, da MySpace alle top ten

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Caminada, Finley, Lost, Meldody-Fall, Musica, Myspace, rock, The-New-Story, Vanilla-Sky, web
  • Un commento

LA GALLERY

A molti, ma non a tutti, Vanilla Sky, The New Story, Caminada, Finley, Meldody Fall, Lost, posso dire pochissimo. Eppure sono loro la nuova frontiera della musica giovane, anzi giovanissima, italiana. Gruppi che sono passati, quasi in un batter di ciglia, dalle sale prova improvvisate nelle cantine a importanti case discografiche.
Qualcosa si sta muovendo nel sottobosco musicale italiano. E a dimostrarlo c’è la capacità di questi gruppi emergenti di essere attivi su internet. È il caso dei diciottenni torinesi Melody Fall. Da perfetti sconosciuti hanno fatto cifre da circo. Duecentomila i contatti sulla loro pagina di MySpace (quasi impallata), tour e consensi soprattutto in Giappone e Francia e un contratto da firmare per la pubblicazione dei loro lavori negli Stati Uniti. E, come se non bastasse, li vedremo a Sanremo nella sezione giovani. Discorso identico per i laziali Vanilla Sky che dall’autoproduzione del cd-demo (andato esaurito in due mesi) passano, nel 2003, a una tournée che li terrà impegnati ben due anni. A chi suona strano il loro nome, ricordiamo che la cover Umbrella è uno dei brani maggiormente passati dalle radio. Stesso discorso per The New Story (qui il loro spazio su MySpace), il singolo More Than Life, è rimasto nella top 10 dei singoli più venduti su iTunes per più di tre settimane. Fanno lo stesso percorso i lombardi Finley che, scoperti da Claudio Cecchetto, raggiungono la notorietà nel 2006 con l’album Tutto è possibile che entra con prepotenza nella classifica dei dieci album più venduti in Italia (fermandosi, si fa per dire, alla quarta posizione) e la rafforzano con l’ultimo lavoro: Adrenalina. La storia si ripete per i piacenti e alla moda Lost, che passano da band senza contratto a osannanti live. E ancora i giovanissimi Caminada, astro nascente con piglio prettamente rock.
Ma la differenza tra queste band e quelle del passato anche recente è la loro dimensione più internazionale. Gli artisti italiani hanno cominciato a cantare in inglese, anche se in ritardo rispetto ad altre zone dell’Europa (basti pensare alla Scandinavia). I testi non sono impegnatissimi, anzi sono tesi al disimpegno. E c’è poca politica e tanta voglia di divertirsi. Insomma, il successo delle nuove band italiane ha una formula in perfetto stile americano.

LEGGI ANCHE: The New Story: quando il web è un’arma a doppio taglio - I Caminada sul palco dei Deep Purple - LA GALLERY

  • saverio.grimaldi
  • Venerdì 4 Gennaio 2008

Una Magna Charta del web per vincere censura e repressione

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Internet-Bill-of-Rights, Internet-Governance-Forum, libertà-despressione, privacy, Stefano-Rodotà, web
  • Lascia un commento

http://www.flickr.com/photos/goodsardine-clean/

Per la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ci sono voluti secoli e secoli di discussioni, a partire da un dibattito inaugurato nel ‘700 e arrivato a termine solo dopo uno choc terribile come la Seconda Guerra Mondiale. Quanto ci vorrà, invece, per l’Internet Bill of Rights, l’encomiabile proposta di una Costituzione dei diritti dell’uomo nell’era elettronica, rilanciata all’ultimo incontro dell’Internet Governance Forum di Rio (qui la dichiarazione finale in pdf)? Difficile dirlo. Eppure in ballo ci sono temi quanto mai urgenti e attuali come la tutela della privacy e della libertà d’espressione online, i diritti dei consumatori, il mantenimento di standard aperti, l’inclusione digitale. Tutte problematiche che non possono trovare soluzioni adeguate nelle politiche spesso miopi e repressive dei singoli stati. Né in quelle, altrettanto controverse e utilitaristiche, delle grandi corporation.
Internet si è sviluppata in un clima di sostanziale auto-regolamentazione e questo per molti versi è stato un bene: ha permesso alla rete di crescere dal basso e via via riadattarsi in linea con i bisogni della sua base di utenti. Ma ora le cose stanno decisamente cambiando. Di giorno in giorno, la rete diventa un’arena sempre più centrale per il business e la politica. Spesso dell’attuale deregolamentazione finisce con l’avvantaggiarsene chi vuole limitare, piuttosto che proteggere, i diritti e le libertà degli utenti. Ecco perché, spiega Stefano Rodotà, componente del Comitato italiano per la governance di Internet e principale ispiratore della proposta di Rio, “la formula del Bill of Rights ha forza simbolica, mette in evidenza che non si vuole limitare la libertà in rete ma, al contrario, mantenere le condizioni perché possa continuare a fiorire. Per questo servono garanzie costituzionali”.
Certo, la strada è tutta in salita: ancora non sono per niente chiare le modalità e gli strumenti per arrivare alla definizione della Carta costituzionale. Come è giusto che sia, si tenterà il percorso della partecipazione dal basso, magari con un coinvolgimento attivo delle Nazioni Unite. Speriamo solo non ci vorranno tre secoli e un altro evento traumatizzante.
VIDEO: Stefano Rodotà sull’Internet Bill of Rights

  • nicolabruno
  • Giovedì 29 Novembre 2007

La blogger: metto on line anche il mio indirizzo e il cellulare

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Blog, Dania, internet, privacy, web
  • 4 commenti

“La mia idea di privacy è un po’ fuori dal comune, lo ammetto. Non considero la mia foto un dato sensibile”. Dal 2003 Dania, precaria quasi trentenne, pubblica tutto, ma proprio tutto, di sè sul suo blog. Immagini, profilo, riflessioni, numero di cellulare, indirizzo di casa.

Nessun pudore o imbarazzo?
La mia è prima di tutto una provocazione: molti blogger credono di far parte di chissà quale sistema comunicativo. Invece siamo persone normali. E poi non scrivo un diario personale, con sentimenti profondi che mi imbarazzerebbe mostrare. Semmai sono gli altri, quelli che mi cercano, ad avere pudore.

Cioè?
Mi telefonano per curiosità, ma quando rispondo senza esitazioni quasi si intimidiscono. Come se chi si conosce tramite Internet avesse qualcosa da nascondere.

Non ha mai avuto problemi con qualcuno di invadente?
No. Nessuno verrebbe fino a Udine per cercarmi… Però ho ricevuto dei fiori, dei libri e una volta anche un pacco di pasta in regalo. Non mi sono pentita di aver messo i miei dati online, era e rimane un modo divertente di socializzare e di confrontarsi. Poi, certo, ci sono dei buontemponi che mi chiamano solo per ansimare al telefono o i seccatori. Ma si stancano presto.

Episodi spiacevoli?
Di solito gli insulti arrivano via mail o nei commenti sul blog, coperti da rigoroso anonimato. A voce o di persona non mi è mai capitato. Chi lo fa ha paura di essere riconosciuto.

E in città? Al lavoro?
Capita che per strada mi riconoscano e mi salutino. Al lavoro invece c’è stata qualche chiacchiera e anche qualche sms di troppo. In azienda mi hanno anche chiesto di non fare riferimenti a loro.

  • cristina bassi
  • Lunedì 19 Novembre 2007

Scusi, lei è un nativo digitale?

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Derrick-de-Kerckhove, internet, Marshall-McLuhan, privacy, web
  • 6 commenti

[i](Credits: [url=http://www.flickr.com/photos/delgoff/1431684609/]Delgoff [les affaires reprennent] [/url] by Flickr)[/i]
Un surfista da salotto in mostra su Flickr

Allievo di Marshall McLuhan e autore di saggi come La pelle della Cultura e Architettura dell’intelligenza, Derrick de Kerckhove studia da sempre il modo in cui i media elettronici ridefiniscono i concetti di identità, corpo, memoria.

Nuove generazioni e condivisione dell’identità online. Cosa sta cambiando?
È in atto un salto (gap), o si potrebbe dire anche uno scontro (crash) generazionale. Ormai c’è una distanza crescente tra i “nativi digitali” (le generazioni nate con Internet) e quelli che io chiamo i “migranti digitali”, e cioè chi ci è arrivato dopo. Invece di crescere con la lettura (e così crearsi un immaginario personale, una separazione tra il sé e il resto del mondo), i nativi rendono pubblica la loro identità. La socializzano sui blog e i social network, mettendo in atto una trasversalità espressiva nuova, in cui la reputazione pubblica diventa il loro capitale. E questo potrebbe sembrare un dato positivo, ma ha anche i suoi lati negativi.

Quali conseguenze negative?
Stiamo entrando in un mondo in cui la memoria personale è ovunque. Il che può essere un bene, ma è anche problematico, quando questi ragazzi fanno una fesseria o un gesto brutale e la condividono con gli amici. Spesso c’è indifferenza verso le regole sociali che ci siamo dati a livello di pubblicazione del sé. Ad alcuni non importa niente né dei doveri, né dei diritti. Interessa solo la produzione e la diffusione immediata. Si sperimentano le possibilità senza conoscere per niente le conseguenze. E alcune possono essere disastrose.

Secondo lei, perché si condividono anche le esperienze di disagio?
Mi sembra una forma di neo-punk elettronico. Questi giovani ci dicono: non vi amiamo per niente, non amiamo il mondo perché voi non ci capite e noi siamo arrabbiatissimi.

In tutto ciò cambia anche il concetto di privacy…
Si, l’identità diventa sempre più fluida. In rete ci sono moltissime tracce del nostro sé: quelle lasciate da noi e quelle pubblicate da altri. E così bisognerà continuamente rinegoziare il nostro senso di identità. Il problema è che molti utenti per ora non se ne preoccupano affatto.

Una conseguenza positiva, invece…
I nativi digitali hanno una fantastica occasione: la loro attitudine globale. Si tratta di un sentimento di appartenenza molto forte. Ma rappresenta anche una nuova responsabilità: avremo bisogno di un nuovo orientamento di sopravvivenza, e cioè di un’etica globale.

LEGGI ANCHE: Il privato diventa pubblico: come cambia la privacy sul web - La peggio gioventù si mette in mostra on line - La blogger: metto on line anche il mio indirizzo e il cellulare

  • nicolabruno
  • Lunedì 19 Novembre 2007

La peggio gioventù si mette in mostra on line

OkNotizie

Tweet

  • Tags: adolescenti, armi, Blog, droga, internet, Myspace, privacy, razzismo, sesso, video, violenza, web
  • 46 commenti

di Cristina Bassi, Nicola Bruno, Luca Dello Iacovo

La selva oscura della Rete. È l’angolo buio dell’enorme prateria dove pascola l’ultima generazione, quella che è capace di dialogare col mondo davanti allo schermo di un computer. Panorama si è soffermato nell’angolo buio. E tra la giungla di siti, blog, video pubblicati online ha scoperto un mondo che va al di là dell’immaginazione.
Droga, razzismo, sesso estremo, violenza e molto altro. Raramente gli “adulti” si affacciano a vedere cosa succede daquelle parti. Accade quando è
la cronaca nera a forzare la mano. È accaduto per esempio dopo l’assassinio di Meredith, a Perugia, e dopo la strage dello studente finlandese. Due fatti di sangue preceduti da incursioni dei protagonisti nel mondo virtuale. È là che bisogna cercare per cogliere la degenerazione di una generazione. Che ormai vive oltre il senso della privacy, ossessionata dal bisogno di condividere e raccontarsi. Anche negli aspetti più sconcertanti.
Ci si ubriaca a una festa universitaria e si finisce col menarsi? Qualcuno riprende con il cellulare e il giorno dopo il filmato è su Youtube, naturalmente senza aver chiesto il permesso ai compagni di sbronze. Il fotoclip (immagini accompagnate da un sottofondo musicale) è un format a forte impatto emotivo, utilizzato per raccontare le esperienze più varie. Lo studente finlandese è ricorso allo stesso sistema per annunciare il suo proclama contro “l’umanità sopravvalutata” nel video intitolato Jokela High School Massacre e “postato” su Youtube. Si firmava Sturmgeist89. Ma nessuno pensava che potesse sparare davvero.

Violenza
Sul web già compaiono i video sulla guerriglia seguita alla morte del tifoso Gabriele Sandri (qui il profilo che Gabriele aveva su MySpace). E da Milano a Palermo, si rincorrono altri filmati di scontri tra ultras e polizia con molotov, fumogeni, mazze, pietre. Urla di sfida contro le forze dell’ordine e gli avversari, come nel coro cupo di alcuni tifosi napoletani: “Sangue. Violenza. Per chi non ci rispetta“. O come nel video in cui un giovane allo stadio Friuli di Udine grida contro i “terroni“.

Se i campi sportivi diventano trincee durante le giornate di campionato, dalle città arrivano reportage filmati con il cellulare dai testimoni di risse e scontri. Così, per esempio, si vede che in un incrocio di Napoli bastano un tamponamento e un insulto sottovoce per arrivare alle mani. Sempre un telefonino riprende Dario, un adolescente seduto su un marciapiede di periferia, mentre litiga con gli spacciatori: “Nui vennimm’ l’erba” grida uno dei presenti. In un altro filmato un ragazzo colpisce a pugni il volto di un coetaneo, lo costringe a sdraiarsi a terra, si siede sopra di lui e continua a picchiarlo con un pallone sgonfio: due amici si avvicinano, riprendono la scena con i cellulari e la guardano in diretta sullo schermo. Come se fosse un film.
All’ingresso di una nota discoteca romana scoppia una rissa: si vedono intervenire quattro uomini della sicurezza per dividere gli avversari. Pugni, urla, sangue. E nelle immagini dei concerti del gruppo Zeta zero alfa alcuni fan usano cinture borchiate per frustarsi in massa: saltano, si scontrano e colpiscono gli altri a tempo di musica. Un rito collettivo chiamato “cinghiamattanza“.
Nei blog spesso appare anche un altro genere di violenza, più sotterranea, quella contro se stessi: “Al benché minimo dolore io ho voglia di suicidarmi” scrive Mattia nella sua pagina online. E Roby, 15 anni: “Riuscirei a suicidarmi? È difficile dirlo. Me lo sono chiesta parecchie volte”. Zoe è una veterana del mezzo (blogga dal 2004) e si presenta con una lunga serie di icone: è una cattiva ragazza, “chimica” e “acida”. Si descrive in versi: “Ma c’era un male in lei che non si cura mai, né coi baci, né con la cocaina sai, senza lacrime, senza regole”.

Armi e droga
Con il web, poi, l’aggressività si può imparare facilmente. Non è difficile trovare video di corsi, realizzati all’estero, che insegnano come usare un kalashnikov, una p38, una glock. Gli istruttori sono precisi: spiegano il montaggio dell’arma, la manutenzione, il funzionamento, l’impiego in azione. In alcuni casi sono bambini che indossano un’uniforme a impugnare pistole e fucili per provarne l’efficacia.
Poi la droga, tanta. L’utente Delirious- People si riprende con gli amici subito dopo avere ingoiato una pasticca. E via così, molti altri, come il primo piano di “Bianco calato dopo una serata con i gnari del parco”: pallidissimo in volto, prova comunque ad articolare qualche suono mentre l’amico più sveglio lo incalza. L’autore del video condivide molte altre bravate notturne: le “pisciate nel cestino” in un viale di periferia o la “gara a chi si fa più male schiantandosi contro una siepe a bordo di un carrello”. A Lago Patria, in provincia di Napoli, un gruppo di ventenni passa il pomeriggio all’insegna di “un po’ di robba mista“. Uno di loro dice: “Oggi m’appicc’o cervello”. Cosa avranno assunto? Molto probabilmente cobrett, il composto di hashish ed eroina di scarto venduto per pochi euro in tutte le grandi città.

Razzismo
“Qual è la razza peggiore tra zingari, romeni, cinesi, negri, albanesi? Chi vorreste eliminare e perché?” si chiede il Dona su un forum frequentatissimo. “Le razze esistono, ce ne sono di superiori e di inferiori” gli fa eco il moderatore di “Socialmente inutile“. “No all’Islam” ha creato un blog dove spiega perché, secondo lui, gli italiani dovrebbero riprendersi il proprio Paese usurpato dai musulmani. Persian Mehdi gli risponde con altrettanta aggressività. Altro che integrazione: “Roma un giorno sarà capitale islamica, impara a rispettare gli islamici perké sono solo loro ke governeranno sui tuoi figli”.
Il razzismo trova modo di esprimersi anche attraverso i video. “Via gli zingari” è il titolo di un manifesto fatto di foto e slogan presi dall’estrema destra, mentre un altro spot girato da adolescenti (”Disinfestazione zingari“) spiega come cacciare i nomadi. Il proclama “Contro l’invasore extracomunitario” è pronunciato dalla finestra, a mo’ di Duce, da Andre che fa il saluto romano e indossa la camicia nera davanti al suo pubblico. Un altro ragazzo robusto col giubbotto in pelle mima con una bottiglia rotta in mano un romeno. Conciso ma convinto, un membro dei Casetta boys dichiara davanti alla web cam: “Sono contro i musulmani“.

Sesso & affini
Chi si sognerebbe di spogliarsi in una stanza piena di gente? Quello che nella vita reale è un caso isolato, in rete può diventare la norma. Gli interpreti di una fiction a sfondo erotico (che però è vera e si gioca a volto scoperto) sono adolescenti e ventenni, maschi e femmine allo stesso modo. A volte i visi non ci sono, si vedono solo dei pezzi di corpi. Ma non manca chi si mostra per intero e sorridente. I filmati di semplici strip tease sono ormai superati, c’è chi va oltre: la liceale che fa la lap dance nel bagno della scuola e rimane in topless, i due ventenni in mutande e al guinzaglio che si fanno frustare dal loro “padrone”, le due ragazzine in jeans e maglietta, con l’apparecchio ai denti, che si baciano a lungo davanti alla telecamera. La voce fuori campo di un ragazzo dà le istruzioni e insiste perché non smettano. Alla fine le protagoniste si spazientiscono: “Per continuare vogliamo essere pagate”.
Molti filmati spesso sono goliardici, come la “pubblicità progresso” dal titolo “Dona il tuo pene“. Ma a volte sconfinano nell’inquietante: Giuseppe A. indossa solo slip bianchi e scarpe rosse coi tacchi a spillo e si scrive addosso col rossetto frasi enigmatiche, come “3° sex” od “orientamento sessuale”.
Non c’è solo esibizionismo, anche voyeurismo: Margherita, architetto milanese, mette online la “Cronaca di una lunga scopata dei miei vicini” e un giovane poco elegante, non riconoscibile, pubblica (su Metello.com) il filmato di un amplesso estivo con una ragazza di cui fa nome e cognome. I due ragazzi, sui 25 anni, sono completamente nudi a letto, le immagini non lasciano nulla all’immaginazione.
Il sesso è l’argomento di decine di blog tematici, forum, annunci. A partecipare sono soprattutto ragazzi intorno ai 30 anni. I più gettonati sono i diari erotici e le raccolte di racconti, anche pornografici, spesso amatoriali. Il Diario di una donna qualunque riporta testi e foto molto spinti, mentre il profilo del moderatore di Spermablog è significativo: “Non sto leggendo niente, non ho visto assolutamente niente, odio la solitudine, adoro venire. Vorrei che qualcuno diventasse mio amico, mi piacerebbe che qualcuno mi regalasse una vita migliore”.
I più inesperti fanno domande su come fare sesso e c’è chi approfitta del forum di Giovani.it per proporsi: “Non so se cerca ancora modelle per foto… io sarei interessata. Ho una voglia assurda di… ma ho 26 anni e tutti me ne danno 20 per quanto dicono che sembro un angioletto… Sono disponibile a posare per foto di ogni genere ma sotto compenso”.

L’anima
Condividere sul web ambizioni, idee, paure, dubbi è un po’ come guardare in uno specchio collettivo della società contemporanea: certo, si possono chiudere gli occhi davanti a queste storie. O magari aprirli per la prima volta. Tra la generazione che tutt’al più ha scoperto il cellulare e quella che ha fatto del mondo virtuale il proprio mondo, a volte esclusivo, rischia di aprirsi un abisso. Lo scenario potrà sembrare inquietante, ma vale la pena conoscerlo: ancora oggi i membri di alcune tribù sono convinti che una semplice fotografia, dopotutto, rubi l’anima.

  • redazione
  • Venerdì 16 Novembre 2007
Articoli più recenti »
« Articoli precedenti
Televisione
Tutto sulla musica: concerti, spettacoli, classifiche, artisti
Cinema, di Simona Santoni

Tv, il blog di Angelo Ferrari




Abbonati a Panorama

I calendari 2012 I calendari 2012

Tutto su Belen Rodriguez Tutto su Belen Rodriguez

Tutto su Lady Gaga Tutto su Lady Gaga

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

Tag Cloud

al cinema Angelina Jolie arte Belen Rodriguez Cinema classifiche concerti dottor rock dvd Elisabetta Canalis Festival di Sanremo film film del weekend foto fotografia George Clooney gossip Grande Fratello in edicola con Panorama intervista interviste Isola dei Famosi italiani e sesso Lady GaGa libri Milano moda mostre Musica Panorama in edicola personaggi reality show sexy Simona Ventura sport Stasera in tv Street Art Factory talent show teatro Televisione trailer tv twitter video X-Factor

Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook

Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese



Gli ultimi articoli pubblicati

  • Kylie Minogue, ecco il nuovo videoclip ‘Timebomb’
  • Cannes 2012, Nicole Kidman: “Nella vita e nel cinema cerco forti emozioni”
  • Vasco choc: “Sono guarito da tre malattie mortali” - VIDEO
  • Rio Fashion week, al via tra le polemiche
  • Bob Dylan compie 70 anni, buon compleanno menestrello!




Le ragazze di Periscopio Le ragazze di Periscopio

Le foto più belle, settimana dopo settimana Le foto più belle, settimana dopo settimana

  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152