
White Stripes, foto ricordo del duo cult
Dello scioglimento dei White Stripes hanno già parlato tutti. Il duo cult che ha rivoluzionato la storia del rock degli ultimi anni con il suo sound non esiste più.
Ad annunciarlo, sul sito dell’etichetta Thirdmanrecords, gli stessi Jack e Meg White:
I White Stripes annunciano che da oggi, 2 febbraio 2011, il loro gruppo si è ufficialmente sciolto e non farà ulteriori apparizioni live né nuovi album.
La scelta non è dovuta a differenze artistiche né a mancanza di volontà di continuare, o motivi di salute perché sia Meg che Jack si sentono bene e in perfetta salute.
È per una miriade di ragioni, ma principalmente per preservare tutto ciò che di bello e speciale c’è in questa band.
In loro onore, e in onore di una carriera folgorante (quanto - si può dire? - tristemente breve), ecco una carrellata delle loro cinque canzoni più famose. Quanto meno secondo le visualizzazioni su Youtube. Qual è la vostra preferita?
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I White Stripes in concerto
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Jack White, frontman dei White Stripes
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Jack White, frontman dei White Stripes
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Jack White, frontman dei White Stripes
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Jack White, frontman dei White Stripes
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White Stripes, foto ricordo del duo cult
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White Stripes, foto ricordo del duo cult
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White Stripes, foto ricordo del duo cult
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White Stripes, foto ricordo del duo cult
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White Stripes, foto ricordo del duo cult

Life in a Day
“La storia di un giorno sulla terra attraverso gli occhi di migliaia di persone”
È questo quello che vuole raccontare Life in a day, il film prodotto da YouTube insieme a Ridley Scott - il regista di Blade Runner - e diretto da Kevin Macdonald, premio Oscar nel 2000 per il miglior documentario.
Life in a day è “un esperimento cinematografico storico”, recita il trailer, “un giorno - il 24 luglio 2010 - visto attraverso migliaia di persone”. In quella data chiunque potrà riprendere i diversi momenti della propria giornata e caricare il video sul canale di YouTube dedicato al progetto.
Le immagini selezionate faranno parte di un film collettivo che verrà presentato al prossimo Sundance Festival, nel gennaio 2011.
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Il video di Bad Romance è il più visto di sempre su YouTube
La diva più trasgressiva del momento segna un nuovo record: il suo video Bad Romance è il più visto di tutti i tempi su YouTube, con quasi 180 milioni di contatti.
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In Italia forse non siamo in tanti a conoscerla. Motivo in più per dedicarle questo post, ora che non avrà più modo di farsi conoscere. Quando ancora avevamo negli occhi botti, fuochi artificiali e nuove speranze per il 2010, a soli 37 anni, il 1° gennaio, moriva Lhasa De Sela, Continua

Per ricordare Mike Bongiorno, abbiamo pescato alcuni video con momenti esemplari della sua carriera.
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Twitter? “I teenager non lo usano”. I videogiochi finora regno dei maschi? “L’arrivo della Wii ha generato un’abbondanza di giochi per ragazze”. E internet? “Gli adolescenti navigano solo per divertimento o per lavoro quando sono a scuola”. Non sono i risultati di un accurato sondaggio su un “focus group” selezionato da una stimata società di analisti. Si tratta invece delle osservazioni di un ragazzo di 15 anni incaricato dalla banca d’affari Morgan Stanley di descrivere il mondo dei teenager dall’interno. Il suo report è stato un successo inatteso tra i manager londinesi, rilanciato per mail e diffuso a valanga nella city. Tanto che il Financial Times lo ha pubblicato in prima pagina sull’edizione cartacea, ricevendo un’ondata di telefonate. Già, perché i dettagli sono piuttosto interessanti. Il punto di vista del quindicenne è lucido e tagliente. Soprattutto sulla musica: i teenager, scrive l’affilata penna, “sono piuttosto riluttanti a pagare per la musica (la maggior parte non ha mai comprato un cd) e la gran parte (8/10) scarica illegalmente dai siti di file sharing. I metodi legali che utilizzano i teenager per ascoltare musica sono la radio; i canali televisivi musicali (…) e i siti per lo streming musicale”. Più che i dati contano osservazioni sul comportamento dei teenager talvolta sottovalutate nei sondaggi.
L’inquisitore informatico mostra il successo di social network, musica e video sul web. Ma si aggiunge alla schiera di chi sottolinea il fatto che gli utenti non sono abituati a pagare su internet. Eppure le cifre sono notevoli. Facebook è cresciuto dell’85 per cento nel 2008: sono iscritte persone da più di 170 paesi, incluso l’Antartide. Secondo l’autore del report, twitter non è usato dagli adolescenti: l’anno scorso, comunque, ha registrato un boom del 700 per cento. YouTube ha 260 milioni di utenti e offre cento milioni di video ogni mese. E l’enciclopedia online Wikipedia è arrivata a 50 milioni di articoli. La partecipazione del pubblico è consistente. Ma, almeno nelle nazioni occidentali, non ha ancora generato gli utili di altri mass media.
Benedetto XVI sbarca su Internet. Dopo aver chiesto ai fedeli nella sua ultima udienza del mercoledì di esprimere la propria fede anche in rete, il papa sceglie un portale dall’indirizzo accattivante e difficile da dimenticare:Pope2you.net.
Il Vaticano, insomma, scopre la forza di Internet in tutte le sue molteplici forme e applicazioni. Chi si collega al sito del Pontefice, infatti, può entrare anche nella pagina del Papa su Facebook e su Youtube. Non solo. Insieme al portale è stata creata una «Wikicath» e un’applicazione iPhone. Una passione per la rete utile sicuramente per stare al passo con i tempi. Oppure come sostengono, invece, i più scettici per attrarre a sè anche una porzione di fedeli, i più giovani, protagonisti di un’emorragia preoccupante negli ultimi anni dalla Chiesa. Sempre nel discorso pontificale è stato messo l’accento in particolare sul bisogno di portare avanti anche in rete “una cultura del rispetto”. E il sito papale è in linea con questo pensiero. Colori accattivanti, foto di giovani sorridenti e quella immancabile del Pontefice. Le funzioni del sito appaiono subito chiare anche ai meno esperti. Con Facebook si tranno inviare cartoline virtuali che ritraggono il Papa, con Youtube si potranno seguire tutte le sue apparizioni video, con l’applicazione iPhone si potrà seguire l’attività del Pontefice in diretta, mentre su Wikicath vengono spiegate le sue parole sulle nuove tecnologie.
Com’erano belli i videoclip degli anni Ottanta. Che acconciature, che abiti appariscenti e poi che trovate stilistiche… Ma avevate mai notato quanto poco le immagini avessero a che fare con i testi delle canzoni? Qualcuno lo ha fatto e ha deciso di riscrivere alcuni di quei brani raccontando per filo e per segno ciò che accade nel video. Il risultato, manco a dirlo, è esilarante, l’esperimento è piaciuto, ha acquistato dignità di nuovo genere, battezzato dal suo creatore, il geniale Dustin McLean, col nome di Literal video, e gli spettatori su YouTube sono già milioni.
McLean, il cui pseudonimo su YouTube è Dustomcneato, è in realtà prima di tutto un animatore e lavora per il canale Current Tv. Il primo video letterale, Take on me, degli A-Ha, lo ha realizzato con la traccia da karaoke della canzone sulla quale ha poi aggiunto un testo del tutto rivisitato. Qualche esempio? Quando la ragazza entra nel fumetto insieme al bel Morten Harket, il nuovo testo recita: “Così finalmente sei dentro. Tutto è disegnato e super anni 80″. Oppure in Under the Bridge, il cantante dei Red Hot Chili Peppers esordisce, illuminato da un bagliore violaceo: “Qualche volta canto sotto luci viola, qualche volta sto a petto nudo e inclino la testa”.
Alcuni dei video letterali di DustoMcNeato
Dusto ha già qualche imitatore, ma il fenomeno riguarda solo canzoni in lingua inglese, dagli A-Ha ai Red Hot Chili Peppers ai Tears for Fears. I più riusciti sono i video in cui la voce che ricanta la versione letterale riesce a imitare quella del cantante originale. Una volta creato il genere, come spesso accade su YouTube, c’è da scommettere che anche molti brani italiani potranno essere riscritti per dare finalmente un senso ad immagini altrimenti incoerenti.
E tra gli emuli di McLean c’è chi unisce al concetto di video letterale uno degli scherzi più in voga su internet, quello di mostrare video di Rick Astley a inconsapevoli spettatori. E’ il RickRoll, una forma di spam musicale. Ed ecco il suo literal video.
Per il momento noi dobbiamo accontentarci delle parodie, alcune delle quali peraltro molto spassose, fatte dai comici in tv. Da Checco Zalone che riscrive i testi di Giusy Ferreri e Tiziano Ferro, a Rocco Tanica che rifà Fossati meglio del vero, fino a Fabrizio Casalino, con le sue sigle di Heidi nello stile dei vari Consoli, Vasco, D’Alessio.
Zalone riscrive così “Non ti scordar mai di me”
Le sigle di Casalino
Del resto anche Dustin McLean si è ispirato per l’invenzione dei suoi video a un comico che sulle parodie delle canzoni ha costruito una carriera: Weird Al. Ve le ricordate le sue versioni di Bad (Fat) e Like a virgin (Like a surgeon)?