Tasse: fu vero boom?

Il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco
Tax compliance? Non proprio.
Gli esperti della Banca d’Italia non sono affatto convinti che il boom delle entrate fiscali nel 2006 (più 10 per cento e più 37 miliardi di euro, da 360 a 397) sia soprattutto frutto di un’adesione volontaria e spontanea dei contribuenti, la tax compliance appunto, alle richieste del fisco. Detto in altro modo: non condividono l’interpretazione, le stime e le cifre del viceministro delle Finanze, Vincenzo Visco, per spiegare l’aumento gigantesco del gettito erariale.

Il 30 gennaio Visco dichiarò ufficialmente che il 40 per cento delle maggiori entrate, cioè 14,3 miliardi di euro circa, era quasi interamente scaturito dalla tax compliance. Mentre solo un quarto (9,3 miliardi) era imputabile alla macroeconomia.
I tecnici di Bankitalia, invece, non solo ritengono che “le cause sottostanti l’incremento delle entrate non sono state del tutto chiarite”. Ma sono propensi a credere che la componente dell’adesione spontanea sia stata sovrastimata. E che quindi le cause principali del boom fiscale siano altre, alcune strutturali e alcune più contingenti: la dinamica delle basi imponibili, cioè soprattutto l’incremento del numero degli occupati, la crescita dei consumi, l’aumento del prezzo dei prodotti energetici e infine il buon andamento della borsa.

Le valutazioni degli esperti della banca centrale sono contenute in una nota riservata, che Panorama ha potuto leggere, destinata al ministro dell’Economia. Da diverse settimane Tommaso Padoa-Schioppa sta cercando di capire, anche con l’aiuto di centri di ricerca esterni al ministero, se grazie al boom delle entrate sussistano le condizioni per una restituzione di tasse ai cittadini e alle imprese.

Proprio in base alla stima relativa al boom del gettito gli esperti di Bankitalia hanno consegnato al ministro un’opinione netta: meglio rinviare la concessione del bonus fiscale, nonostante la ripresa in atto e la revisione al rialzo delle stime di crescita economica. La loro valutazione fino a questo momento sembra condivisa sia da Padoa-Schioppa sia dallo stesso presidente del Consiglio, Romano Prodi. Entrambi non hanno escluso la concessione del bonus, ma hanno rinviato la data dell’operazione fissandola tra la fine del 2008 e l’inizio dell’anno successivo, preferendo ora concentrarsi sulla riduzione del debito.

A sostegno della loro tesi attendista e prudente i tecnici Bankitalia citano un precedente significativo: gli sgravi fiscali concessi nel 2000 dai governi di centrosinistra di allora. Un’operazione non da poco (1,3 per cento del prodotto interno lordo) effettuata nella convinzione che il favorevole andamento del gettito fosse strutturale e forse con l’obiettivo tutto politico di arrestare la caduta di consenso verso la maggioranza, infilando un po’ di soldi nelle tasche degli italiani. “Non andò a finir bene” dal punto di vista del bilancio, ammoniscono.

Gli esperti della Banca d’Italia inoltre suggeriscono cautela anche sulla base della dinamica delle spese statali. In questi ultimi mesi, infatti, di pari passo con l’incremento delle entrate non si è verificata una riduzione significativa delle uscite, anzi.
“Le operazioni riguardanti Fs-Tav e i rimborsi iva confermano che la finanza pubblica italiana nasconde frequentemente qualche scheletro negli armadi” avvertono i tecnici della banca centrale. In particolare, a tenere gli esperti sul chi va là sono proprio eventuali nuovi finanziamenti per Ferrovie e Anas, gli stessi canali di spesa che già avevano attirato l’allarme del Fondo monetario internazionale.
Il pericolo sempre in agguato è lo sfondamento del bilancio. “Sarebbe politicamente problematico sia dover introdurre più avanti nell’anno interventi correttivi sia non ottemperare all’impegno preso con l’Ue di non superare il limite di deficit del 3 per cento”. Se accadesse “nessuno ci toglierebbe il passaggio al 104″.
Il passaggio, cioè, alla temutissima procedura di infrazione per eccesso di deficit.

Commenti

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Il 6 Marzo 2007 alle 9:48 Panorama.it – Economia » Blog Archive » Ma quale boom, è solo una ripresina ha scritto:

[...] Tasse: fu vero boom? [...]

Il 7 Marzo 2007 alle 14:44 paolo 1957 ha scritto:

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Il 12 Marzo 2007 alle 9:29 matteobonny ha scritto:

Può anche essere vero che le entrate “super” del 2006 non siano di natura strutturale, ma allora perchè continuano a dirci che le tasse caleranno nel 2008, poi nel 2009… non sarebbe meglio che ci dicessero semplicemente la verità e cioè che dipendesse solo dalle entrate si potrebbe restituire ai cittadini parte del maltolto, ma dal momento che sono le uscite che sono fuori controllo non lo possono fare? La dimostrazione sta nel fatto che le entrate sono aumentate nella maggior parte nei primi 9 mesi del 2006, quindi con poca influenza delle leggi del centrosinistra, mentre nella parte finale dell’anno c’è stato un sistematico aggiornamento all’insù del record del debito pubblico, che deuparto dell’effetto IVA sulle macchine aziendali e dei debiti per la TAV sarebbe stato al 2,4% ben al di sotto del 3% e sicuramente non per merito di Prodi e soci.

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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