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Wind ha tenuto duro fino all’ultimo. Poi, sotto le bordate del governo, dell’Authority per le comunicazioni e dei consumatori, la società italo-egiziana, controllata dal magnate Naguib Sawiris, ha ceduto: dal 6 marzo via i costi di ricarica sui telefoni cellulari dei propri abbonati. Compresi gli attuali. Wind si allinea così a quanto già deciso dalle concorrenti Tim, 3 e Vodafone.
Una scelta fatta però controvoglia, tanto che in una nota striminzita emessa in serata dall’operatore ex Enel si lancia una sorta di grido di dolore: il provvedimento adottato dal governo “non potrà non avere impatti negativi sugli assetti concorrenziali del settore”.
Nessuna variaizone di listino, invece per Telecom Italia e 3, cioè senza sovrapprezzi sulle chiamate.
“Tutte le ricariche - dichiara 3 - sia lato standard che lato power, erogheranno un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica”.
In più, ai nuovi clienti e fino al 30 aprile, a fronte di una ricarica da 20 euro 3, da oggi, dà 30 euro in traffico.
Dietro le resistenze di Wind è chiaro ci sia la volontà di tenersi stretto l’utile netto di bilancio, raggiunto da poco. Tenerlo anche a costo di scontentare i propri clienti e rischiare un fuggi fuggi alla concorrenza.
Vodafone invece ha abolito a tutti i clienti i costi di ricarica, ma ha fatto piazza pulita dei vecchi piani, sostituendolo con altri un po’ più cari. Spicca uno scatto da 19 centesimi. In sostanza i vecchi utenti Vodafone sono fortunati: niente rincari e niente costi di ricarica. I nuovi invece saranno costretti a scegliere uno dei nuovi piani. Anche Vodafone rischia: di frenare l’arrivo di nuovi utenti. Ma ha deciso così prima che Telecom e 3 svelassero le proprie mosse, quindi è ancora possibile che ci ripensi.
Il decreto Bersani non solo abolisce i costi di ricarica, ma anche obbliga gli operatori a non dare una scadenza alle sim e al traffico acquistato; inoltre sancisce che, in caso di number portability, l’utente non debba più perdere il proprio credito residuo.
La prima novità sembra sarà recepita da tutti gli operatori (ma solo 3 l’ha annunciato a chiare lettere, per ora). Sulla seconda, gli intenti degli operatori non sono ancora chiari.
- Lunedì 5 Marzo 2007
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Commenti
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Il 9 Marzo 2007 alle 19:26 Panorama.it – Economia » Blog Archive » Telefonia, scatto degli insaziabili consumatori ha scritto:
[...] Dopo i costi sulle ricariche via quelli sugli scatti alla risposta. Galvanizzati dalla vittoria, sancita grazie al decreto sulle liberalizzazioni (qui il .pdf) del ministro Bersani, le associazioni dei consumatori ora tentano l’en plein e ingaggiano, incontentabili, un’altra battaglia contro le compagnie telefoniche: “Se calcoliamo 100milioni di telefonate al giorno con una media ponderata ed un costo minimo di 15 cents di scatto alla risposta arriviamo ad un costo per i consumatori di 5,5 miliardi all’anno. Bisogna spendere per quanto realmente si consuma c’è scritto da più parti nell’Unione Europea e questo va rispettato”. Così si legge sul comunicato stampa di Telefono Blu. [...]
Il 21 Marzo 2007 alle 0:00 DAmbra ha scritto:
Peccato Panorama faccia finta di ignorare come la cosa sia partita dal basso grazie ad una petizione… altro che Bersani!
Info su http://www.generazioneattiva.i.....t
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