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La Sogei, società di informatica guidata da Gilberto Ricci e collegata al ministero delle Finanze di Vincenzo Visco, sta studiando da un punto di vista tecnico le modalità per la concessione del bonus fiscale in modo da poterlo elargire prima delle elezioni amministrative di primavera, considerate un test politico molto importante per la tenuta del governo di Romano Prodi.
Secondo autorevoli indiscrezioni raccolte da Panorama.it la cifra su cui l’esecutivo si sta orientando è intorno agli 8,4 miliardi di euro. I punti su cui lo staff di Visco sta concentrando l’attenzione sono l’Ici sulla prima casa con l’introduzione di nuove detrazioni per i figli a carico, un nuovo regime fiscale per gli affitti e un assegno per i cosiddetti incapienti, cioè i cittadini con redditi talmente bassi da essere esonerati dal
pagamento Irpef
e quindi esclusi dai vantaggi di eventuali deduzioni e detrazioni (ad esempio per spese mediche).
Per quanto riguarda l’Ici l’ipotesi allo studio è quella di aumentare l’attuale detrazione di 103 euro per la prima casa con un’ulteriore detrazione tra i 30 e i 40 euro per i figli a carico.
A proposito degli affitti viene confermata l’idea di introdurre una cedolare secca del 20 per cento sugli incassi, cioè una percentuale uguale a quella ipotizzata per la futura nuova aliquota dei capital gain (oggi al 12,5 per cento sui redditi da capitale e al 27 sui depositi bancari).
Per gli incapienti, con redditi annui al di sotto di 8 mila euro per i lavoratori dipendenti e 7.500 per i pensionati, è prevista la corresponsione di un assegno di 1.000 euro all’anno mentre è allo studio anche la possibilità di rivedere l’importo degli assegni per i figli a carico dei contribuenti con un reddito di oltre 38.500 euro l’anno.
- Venerdì 9 Marzo 2007
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Commenti
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Il 10 Marzo 2007 alle 22:34 NCC1701 ha scritto:
Come ci si puo’ fidare di un governo che ha aumentato tutto l’aumentabile, dai bolli auto, alle prescrizioni sanitarie, all’IRPEF per tutti i redditi medi!
Il mio comune ha portato l’addizionale Irpef dallo 0,40 allo 0,70, un salasso di altri 170 euro per un reddito di 40 mila euro come il mio, cioè un ricco (per la sinistra) impiegato con 25 anni di anzianità e una famiglia sulle spalle.
La risposta la sappiamo, qualcuno ci guadagnerà, certo, un qualcuno che prende 20 mila euro all’anno e che abbia moglie e magari almeno tre figli a carico.
Qualcuno che non esiste, insomma…
Il 12 Marzo 2007 alle 9:23 matteobonny ha scritto:
Concordo pienamente con quanto sostiene NCC1701, nel Comune dove lavoro come impiegato guidato dal centrosinistra hanno aumentato oltre all’addizionale (da 0,4 a 0,5) anche la tassa sui rifiuti di circa il 15%, le pubbliche affissioni, e il tutto con la scusa che ci sono dei servizi per i cittadini che comportano costi mentre lo sanno anche le pietre che semplicemente gli amministratori non sono capaci di amministrare, ma solo di sperperare e elargire agli amici.
Il 14 Marzo 2007 alle 17:26 Panorama.it – Economia » Blog Archive » Conti pubblici meglio del previsto: deficit al 2,25 ha scritto:
[...] L’indebitamento netto dello Stato nel 2007 sarà del 2,25 per cento rispetto al pil (prodotto interno lordo). Il dato verrà comunicato dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa domani, giovedì 15 marzo, nella riunione collegiale dei ministri in preparazione della Trimestrale di cassa che verrà presentata ufficialmente nei prossimi giorni. Il dato è significativo per almeno due motivi. Primo: il 2,25 per cento di indebitamento è un livello più basso di quanto i centri studi e gli analisti economici avevano fino ad oggi preventivato. Secondo motivo: in base alle attese del governo la soglia di indebitamento nell’anno in corso è parecchio più bassa del 2,8 per cento che lo stesso governo si è impegnato a non superare con i partner dell’Unione europea. In base a questi dati, il governo si trova in pratica un margine di circa lo 0,55 per cento del pil (circa 8 miliardi di euro in cifra assoluta) utilizzabile per l’eventuale restituzione del bonus fiscale. Un provvedimento che l’esecutivo di Romano Prodi vorrebbe prendere al più presto, forse anche per decreto,in vista delle elezioni della tarda primavera. In questi giorni, però, molti economisti anche vicini al centrosinistra hanno invitato il governo a riflettere bene e a utilizzare la favorevole congiuntura economica per un risanamento strutturale dei conti pubblici e un abbattimento del debito che resta al livello stratosferico del 107 per cento sul pil. [...]
Il 16 Marzo 2007 alle 19:54 Panorama.it – Italia » Blog Archive » Urne quasi estive per le amministrative ha scritto:
[...] Fissando al 27 e 28 maggio la data delle prossime amministrative (con eventuali ballottaggi il 10-11 giugno) il governo si è spinto fin quasi all’estate: una delle ultime date possibili. Sono chiamati al voto circa 12 milioni di cittadini, per il rinnovo di 29 consigli comunali capoluoghi e 8 province (qui l’elenco completo). Tra questi spiccano Genova, Verona, Reggio Calabria, Verona, Vicenza (provincia), La Spezia. Insomma, è la prima vera rivincita dopo le politiche 2006. In passato si era sempre detto che andare a votare con il sole a picco e il richiamo del mare, favorendo l’astensione, costituiva un vantaggio per la sinistra i cui elettori sono più disposti alla mobilitazione. Ora non pare essere più vero, almeno non in questo momento: se c’è un elettorato deluso è quello dell’Unione. Dunque qual è la scommessa di un turno elettorale così vicino alle vacanze estive (e con l’anno scolastico allo scadere)? Il governo conta di avere almeno in parte redistribuito il bonus da 8,2 miliardi di maggiori entrate fiscali: ma deve farlo in maniera che la gente senta finalmente ballare dei soldi in tasca. Quest’anno la prima rata dell’Ici e l’acconto Irpef per il 2008 vengono anticipate al 16 giugno, anziché al 30. Ecco dunque che sia una riduzione o addirittura un’abolizione delle tasse sulla prima casa, sia una revisione delle aliquote Irpef a vantaggio delle famiglie numerose e dei ceti medi con imponibile sopra i 40.000 euro, potrebbero rivelarsi utili: i contribuenti, anche se vanno a votare un po’ prima, avranno però già fatto i loro conti. Soprattutto la faccenda potrebbe diventare un ottimo argomento in campagna elettorale. Ma basterà a capovolgere i sondaggi che danno tuttora il centrodestra di 10-15 punti avanti rispetto all’Unione? [...]
Il 28 Marzo 2007 alle 12:32 Restituire le tasse? Intanto crescono quelle locali » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] Il boom di entrate fiscali registrato a gennaio ci può dire molte cose su ciò che sta accadendo, e soprattutto accadrà, nei bilanci delle famiglie che al contrario sono alle prese con i problemi di risparmio (qui il nostro FORUM), ed in generale nei portafogli dei contribuenti. Nelle casse dello Stato sono entrati 30 miliardi di euro, l’8,5 % in più del gennaio 2006. L’extragettitto dell’anno scorso, il famoso “tesoretto” da 8-10 miliardi di euro superiore alle previsioni, si avvia dunque a rimpinguarsi anche per l’anno in corso. Da dove vengono questi soldi? Anche se in assoluto (19,2 miliardi) si tratta della cifra più importante, la crescita delle imposte dirette segna “solo” un più 5,8 %, ed un più 4,6 riferito all’Irpef. Ciò significa che la lotta all’evasione, pur importante politicamente, non è di sicuro la prima voce di tanta pioggia di soldi. I record vanno cercati altrove. In particolare nelle imposte indirette, più 13,7%, e tra queste soprattutto nel registro (più 48,6), bollo (più 91,5), ipoteche (più 138,9) e concessioni (più 11,8). E poi l’Ires, la tassa sulle società: è raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2006. Con ciò si capisce dove il governo sta colpendo. Nel frattempo anche le imposte locali, che non rientrano in questa contabilità, stanno facendo la loro parte: secondo le prime stime tra addizionali comunali e regionali e tasse sui rifiuti e sui servizi cresceranno tra l’otto e il 10%. Se si proseguisse di questo passo, con una crescita di 2,5 miliardi al mese sull’anno scorso, a fine 2007 il tesoretto del governo raggiungerebbe il livello vertiginoso di 40 miliardi. Siccome non è sempre domenica, si può ipotizzare il raddoppio di quanto realizzato finora: 20 miliardi. Ed ecco di nuovo la domanda: come impiegarli? Restituirli in qualche modo ai cittadini sotto forma di sgravi fiscali sull’Irpef o sull’Ici? Investirli nelle infrastrutture: Tav, passante di Mestre, pedemontana lombarda? Tenerli in cassa per porsi al riparo da ogni problema di deficit, abbassando il debito, insomma mettendosi più che in riga con l’Europa? I partiti premono per gli sgravi, soprattutto sull’Ici, una moneta spendibile elettoralmente. Ma il viceministro Vincenzo Visco, che voleva accelerare su questo punto, è in difficoltà: la misura sta slittando per l’opposizione di Tommaso Padoa-Schioppa. Le aziende reclamano altri bonus, dopo avere ottenuto abbastanza con la Finanziaria 2007. Ed ora si fanno avanti gli statali: il loro contratto è scaduto e reclamano solo per il 2007 due miliardi. I sindacati minacciano scioperi. Anche i dipendenti pubblici sono cittadini. Magari, per alcuni, più cittadini di altri. “I soldi vanno restituiti a chi già paga le tasse” ha promesso il governo non più tardi di due settimane fa. Manterrà la parola? [...]
Il 7 Settembre 2007 alle 19:28 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Da governi poco attendibili è razionale non credere. Nel momento in cui e credo “mai” si muteranno nella forma vere modifiche, sarà allora il tempo del compimento della legalità. Del resto non abbiamo l’obbligo della gratitudine. Se pensiamo al loro introito privilefi e & mi verrebbe da urlare.
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