Si erano tanto amati. D’accordo, era anche un matrimonio di interessi visto che Carlo Buora deve al suo amico Marco Tronchetti Provera i guadagni di una stock option da favola (fu quando al Pirelli, in pieno boom da new economy, vendette una piccola società agli americani della Corning per l’astronomica cifra di 7 mila miliardi), ma il divorzio tra i due consumato giovedì 8 marzo al termine di un rovente consiglio d’amministrazione ha fatto scalpore. Abbandonato anche dal fedelissimo Buora, ora Tronchetti si è trincerato con un pugno di fedelissimi (Carlo Puri Negri e Massimo Moratti) per tentatare la resistenza. Ma contro chi? Contro Guido Rossi, che lo ha sostituito alla presidenza del gruppo dopo il ciclone delle intercettazioni telefoniche che ha costretto il genero di Leopoldo Pirelli a fare un passo indietro. La situazione, comunque, così non può durare. Si sfiora infatti il paradosso. Da un lato un azionista di maggioranza assoluta, la Pirelli, che però non controlla più un cda che ha sposato la linea di Rossi, che di azioni non ne ha nemmeno una. Particolare non secondario: il piano industriale proposto dal superavvocato ha avuto anche il sostegno dei Benetton, fino a ieri fedeli (e silenti) alleati di Tronchetti.
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- Venerdì 9 Marzo 2007
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