
Un altro pezzo di industria italiana che se ne va all’estero. A sorpresa, dopo aver ribadito di non voler vendere, Silvio Scaglia, principale socio di Fastweb, ha intavolato una trattativa con gli svizzeri di Swiss.com. Così, una delle principali aziende di comunicazione del paese, una delle poche ad essere sopravissute al boom della new economy, sta per passare agli stranieri.
Da tempo, per la verità, si rincorrevano le voci sulla vendita di Fastweb. Ma Scaglia, proprio in uan intervista rilasciata adi recente a Panorama, le aveva sempre smentite. Ma ora, evidentemente anche in seguito all’avviso di garanzia arrivatogli dalla Procura di Roma che sta indagando per false fatturazioni, il fondatore di Fastweb ha deciso di separare i suoi destini da quelli dell’azienda che aveva fondato sette anni fa insieme a Francesco Micheli.
- Sabato 10 Marzo 2007
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Commenti
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Il 2 Aprile 2007 alle 11:12 Contrordine compagni, il Governo non vuole che su Telecom passi lo straniero » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] La svolta, più o meno a sorpresa, nella partita Telecom Italia fa volare in Borsa il titolo e manda in fibrillazione il governo. A dirlo, i fatti. E le dichiarazioni. Da una parte, e in tempi non sospetti, quelle rese dal presidente del Consiglio Romano Prodi, durante la sua visita in Brasile e Cile, poco meno di una settimana fa: “Olimpia e le banche? È un problema che riguarda esclusivamente Telecom Italia e non il governo”. Il premier Prodi così affrontava l’argomento tlc durante l’incontro con la Fiesp, l’associazione degli imprenditori dello Stato di San Paolo. Annunciando cioè che al governo toccava solo un ruolo da spettatore nella vicenda. Anzi, insistendo sulla vocazione all’apertura del mercato mostrata dall’Italia, anche nel comparto della telefonia dichiarava “nessuna preclusione agli investimenti stranieri nel settore”. Dove, per altro, “la presenza straniera è fortissima: tra le prime sei imprese telefoniche italiane, cinque sono a capitale non italiano e mi sembra che un’apertura più di cosi non possa essere dimostrata”. Parole che oggi stonano parecchio con quelle pronunciate da due ministri, appena saputo che il consiglio di amministrazione straordinario di Pirelli S.p.a. ha valutato “favorevolmente” le due distinte offerte di AT&T e American Movil per l’acquisto di un terzo delle azioni di Olimpia, holding di controllo di Telecom Italia. Il ministro competente, quello delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in una nota ha espresso “grandissima preoccupazione” annunciando che “il governo seguirà con grande attenzione l’evolversi della situazione”. L’altra posizione è quella del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che con toni al solito più battaglieri ha fatto sapere che la preoccupazione non basta: “Il Governo italiano deve essere pronto a contrastare queste azioni”. Perché, sbotta il ministro: “Deve finire questo shopping che finanzieri internazionali d’assalto vanno facendo ad asset fondamentali per l’Italia, come Telecom. Chiedo a Prodi di convocare un incontro urgente per reagire in modo istituzionalmente adeguato”. Bisognerà aspettare la definitiva parola del portavoce unico, Silvio Sircana, per conoscere realmete la posizione del governo italiano nella vicenda? Oppure tutto si riduce a una strategia più oscura ma più ampia: attirare compratori stranieri per spronare quelli italiani a muovere le loro divisioni a difesa del mercato nostrano? [...]
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